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«(…) I musulmani credenti, quelli che conoscono la loro fede e la vivono col cuore e la mente, non sperano nè vogliono e neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola! (…) Alla Mecca non può mettere piede un non musulmano, così è stato stabilito da Dio e così continueranno i musulmani a fare in modo che ciò non avvenga. (…) Infine, nel Corano, tra i diversi caratteri di Dio emerge anche quello di Vendicatore». (…)  GMI

«E neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola». Neppure noi.

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi” (Matteo, 7:15)

(...) Mito numero uno: Maometto non era un Gesù in salsa araba, non predicò pace e tolleranza. Il profeta (profeta?, ndUC) lottò in battaglia, conquistò, gettò i nemici a pezzi nelle fosse comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere uccisi o fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro che avessero abbandonato la "vera religione". Quanto al Corano, contiene "oltre un centinaio di versetti" in cui esorta i fedeli a combattere i miscredenti (una sura da imparare a memoria: "Uccidete gli idolatri, ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati" 9:5). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda Spencer, è la pace della sottomissione ad Allah per tutte le genti, e le citazioni dei teorici musulmani, anche contemporanei, sono lì a ricordarcelo.

Mito numero due: ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto la dominazione ottomana. E' quello che sostiene pure l'Organizzazione delle nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una menzogna. Quando convivenza pacifica si è avuta, ammonisce Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno accettato, loro malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza, la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando trattati umilianti in cui acconsentivano, tra le tante cose, a dare un tetto e cibo per tre giorni agli islamici che si fossero presentati in chiesa "come ospiti". Oltre, s'intende, a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il Vangelo a voce alta e a subire le altre restrizioni alla libertà di culto valide tutt'ora in grandissima parte dell'islam. (…)

Mito numero quattro: il Corano vieta di uccidere. Proprio come la Bibbia, vero? Solo che non è così, giacchè il comandamento ("Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore", 4:92) vale, appunto solo se la vittima è islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei "miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di altre religioni, secondo la legge islamica vale il principio per cui essa è vietata "a meno che essi non stiano combattendo contro i musulmani". Il che, oggi, autorizza le stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di New York, Londra e Madrid. (…)  qui

Pubblicato il 28/7/2009 alle 10.9 nella rubrica Diario.

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