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«Bestie»

Anita Gruenwald e Rita Stumpp, cugine entrambe di ventisei anni, sono le due ragazze tedesche trucidate la scorsa settimana e di cui ora si comincia a sapere qualcosa. Alla base del sequestro di nove stranieri, di cui sette tedeschi, avvenuto nello Yemen, c’è una vendetta contro le attività missionarie del gruppo. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. (…) Dietro alla loro uccisione ci sarebbero ex combattenti rinchiusi a Guantanamo e liberati dagli americani. Tra cui Said Ali al Shihri, il saudita liberato dalla base cubana nel novembre 2007 perché considerato “non più pericoloso” e oggi vicecomandante di al Qaida nello Yemen. Alla commissione americana che doveva giudicarlo, al Shihri ha detto che una volta fuori si sarebbe ricongiunto ai suoi cari a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, e avrebbe tentato di lavorare nel negozio di mobili di famiglia. Il padre di Rita, Albert Stumpp, chiama “bestie” gli assassini yemeniti. G. Meotti, qui

Frattini: «L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla».

Pubblicato il 25/6/2009 alle 10.22 nella rubrica Diario.

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