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Convertite

"(…) Ho 40 anni e tre anni fa - stimolata dall'incontro con la persona che è poi diventata mio marito mi sono convertita all'Islam. (…) Quando mi sono resa conto che diventare mussulmana non voleva dire rinnegare ma sei mai completare tutto quello che c'è alle spalle del nostro percorso individuale e umano convertirmi mi è sembrata la cosa più naturale. Mi sono detta: nella vita bisogna andare avanti, non indietro. (…) Dopo una settimana sono stata aggredita malamente da mio marito per aver ricevuto una telefonata inaspettata da un ex collega che non sentivo da un anno e che certo io non avevo assolutamente cercato. Poi ho scoperto che non potevo dare la mano agli uomini. E poi discussioni su tutto, sui miei difetti, sui miei limiti, sulla mia incapacità di cucinare o di tenere una casa come farebbe una brava donna araba. Attenzione, tutto ciò io lo vivo anche in modo costruttivo ed in effetti ad un certo punto mi sono effettivamente resa conto grazie a lui che le abitudini che in me sono più radicate in realtà sono difetti e che se solo li riconosco come tali possono essere corretti. (…) Certo ho accettato fin dall'inizio di perdere i contatti con tutti quegli amici uomini con cui avevo puri rapporti di amicizia o di scambio di vedute. Non sono più andata al mare, io che mi sono sempre sentita un pesce! Questo perchè ho capito bene il senso della pericolosità della promiscuità non solo per il matrimonio ma anche per il percorso di fede". qui

Pubblicato il 19/6/2009 alle 10.50 nella rubrica Diario.

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