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«La Moschea di Torino finanziata dal Marocco»

Il governo di Rabat ha deciso di finanziare il progetto di un luogo di culto islamico in città. L'Unione dei musulmani italiani ha già comprato un edificio da ristrutturare. "Sarà un luogo trasparente", garantiscono gli islamici. La Lega insorge: "Lo impediremo". Mentre il sociologo dell´Islam Guolo legge la mossa dello stato marocchino come una mano tesa all'Islam di Stato.
«Sappiamo che i tempi non sono maturi - dice Abdel Aziz Khounati, presidente e imam del centro islamico di corso Giulio Cesare 6 - a Rabat e a Casablanca abbiamo due grandi chiese cattoliche di cui siamo orgogliosi. Simbolo di integrazione religiosa. Ci piacerebbe avere a Torino un minareto, che sarebbe allo stesso modo un segno di fratellanza, ma attendiamo un segno di apertura da parte della comunità cattolica». Costo? Due milioni e mezzo, metà finanziato dal ministero per gli affari religiosi di Rabat. «L´Italia non finanzia luoghi di culto - aggiunge Khounati - per questo ci siamo rivolti al Marocco». qui

Convertiti

(…) Allah ha reso obbligatorio per i Musulmani combattere nel Jihad contro il male del nemico che trasgredisce contro l'Islam. (…)
Allah poi ha detto: "...e può essere che detestiate una cosa che è bene per voi"
significa, il combattimento è seguito dalla vittoria, il dominio sul nemico, l'acquisizione delle loro terre, il denaro e la prole. qui

Pubblicato il 21/4/2009 alle 10.8 nella rubrica Diario.

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