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Educare i bambini islamicamente

(…) 'Giocate al Jihad', fate un fantoccio nemico con un sacco da colpire, spiegando ai bambini che si tratta di chi ha attaccato i Musulmani, e insegnando loro che è dovere di ogni Musulmano venire in soccorso dei propri fratelli oppressi. (…) Un gioco adatto ai bambini è il tiro al bersaglio con pistole giocattolo. Rendete loro molto chiaro QUALE sia il bersaglio. Si possono fare giochi militari in maniera divertente, tipo 'percorsi di guerra' e simili.
Interessate i vostri bambini al Jihad navigando con loro su Internet su siti islamici o comprando qualcuna delle riviste militari che si trovano anche in edicola (con fotografie di carri armati, aerei ecc. di cui potrete anche comprare loro i modellini).
Mostrate loro le fotografie dei Mujahidin, raccontate la loro storia e incoraggiateli a voler diventare, da grandi, coraggiosi come loro.

Non sottovalutate l'effetto duraturo che queste cose possono avere su di loro: fin da piccoli capiranno che questi Mujahidin stanno difendendo la Ummah Musulmana e li ameranno
. Una madre conosce meglio di chiunque altro i propri figli e può incoraggiarli nel modo migliore verso i vari aspetti del Jihad.
Leggete libri come quelli dello Shahid shaykh 'Abdullah Azzam (r), o di altri Sapienti che spieghino l' 'Aqidah e il Fiqh del Jihad. Sappiate come rispondere alle obiezioni e alla propaganda di coloro che cercano di eliminare il Jihad (o Qital) dall'Islam, o di cambiarne la natura, apportando interpretazioni nuove ed annacquate della parola JIHAD.
Le sorelle devono ricevere un'educazione relativa al significato del Jihad, e trasmettere ad altri queste informazioni.
Allah l'Altissimo ha comandato ai Musulmani di impegnarsi nel Jihad con se stessi e con le proprie ricchezze. Le sorelle possono aiutare organizzando incontri per raccogliere fondi. (Tratto da minbar. Leggetevi anche questo)

Umm Usama, l’autrice di questa traduzione, è la convertita Barbara Farina che si presenta in rete con decine di blog (in italiano e in francese) e diversi pseudonimi. Nulla di nuovo, conoscendo la tipa – «Io mi chiamo Aisha Farina e mi sono convertita all’islam otto anni e mezzo fa, dopo aver studiato arabo all’Ateneo di Milano. Io sono di Milano. La mia famiglia d’origine vive a Milano. Un giorno Roma verrà aperta all’islam, e in parte del resto s’è già aperta. Perché noi mussulmani siamo tanti. Migliaia di migliaia, tanti. Ma non dovete spaventarvi. Questo non significa che noi vogliamo conquistarvi con gli eserciti, con le armi. Può darsi che tutti gli italiani finiscano col convertirsi e comunque vi conquisteremo pacificamente. Perché ad ogni generazione noi raddoppiamo o di più. Voi invece vi dimezzate. Siete in crescita zero»- e relativo consorte. C’è da considerare che i suoi blog, forum e siti sono linkati da tutti i convertiti italiani, in particolare dalle convertite, e che le sue traduzioni - dal jihad alla sottomissione della donna e all’odio verso i “miscredenti” o l'Occidente- vengono divulgate nei loro spazi virtuali. Convertiti italiani che, intervistati, dicono: «l’islam è pace, amore, rispetto, tolleranza. L’islam ripudia la violenza. Gli italiani sono razzisti e islamofobi. Se determinati crimini e comportamenti vengono associati all’islam è colpa dei media e di Magdi Allam. Jihad significa sforzo interiore e non guerra santa», eccetera. 

Guardatevi anche questo video.

La moda del piccolo musulmano

Pubblicato il 8/11/2008 alle 15.4 nella rubrica Diario.

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