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Diario | Insight |
 
Diario
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19 ottobre 2007

«La mafia nigeriana che beve sangue»

Brescia - E' un fenomeno criminale nuovo, occulto, orrendo. Bande di nigeriani feroci che controllano i loro affari sporchi con asce e machete, costringono gli affiliati a bere sangue, regolano i conti con spedizioni punitive dove non si sparano pistolettate ma si tagliano mani e braccia. Un mondo sommerso fatto di confraternite esoteriche che spacciano droga, gestiscono la prostituzione, rubano, stampano documenti falsi (passaporti e carte di soggiorno), clonano carte di credito con cui comprano biglietti aerei e ferroviari per organizzare tratte di clandestini. Procura e squadra mobile di Brescia hanno ricostruito le attività di un'organizzazione ben radicata nella Lombardia orientale: sei sono i nigeriani arrestati, tre i ricercati, altri ancora denunciati a piede libero. Le ramificazioni di queste gang nere si estendono in tutto il Nord Italia.

A Brescia la squadra mobile guidata dal dottor Carmine Grassi aveva scoperto questo fenomeno occulto nel 2005. Avevano notato una recrudescenza di strani episodi: liti, scontri, ferimenti a colpi di coltello, minacce con armi da fuoco, addirittura mutilazioni, tutto all'interno dei clan nigeriani. Gli inquirenti entrano in contatto con un mondo insospettato, che qualche tempo prima il governo nigeriano aveva segnalato alle forze dell'ordine italiane indicando come nuclei di radicamento le città di Torino, Padova e Verona. A Torino il procuratore Guariniello arresta 12 persone. A Brescia comincia un'inchiesta lunga e difficile, fatta di intercettazioni, pedinamenti, controlli, ma soprattutto una delicata opera per convincere alcuni nigeriani a uscire dal giro.

La realtà che lentamente emerge è sconcertante. Gruppi nati in Nigeria come confraternite studentesche per l'aiuto reciproco si erano trasformate in spietate bande criminali su base etnica. Dichiarate fuorilegge in Africa, si sono impiantate in Europa attraverso i flussi dell'immigrazione clandestina. Associazioni segrete che hanno preso in mano il mercato della droga e della prostituzione. E che praticano riti di iniziazione occulta quando accolgono nuovi affiliati. I neofiti si praticano dei tagli sulle braccia: il sangue uscito viene mescolato ad acqua e alcol per ottenere una mistura rituale che ogni adepto deve bere. L'ingresso nella società segreta consente, a seconda del grado gerarchico in cui si viene collocati, di cominciare a usare il gergo iniziatico, apprendere le parole d'ordine, indossare capi di abbigliamento di un colore speciale (berrettini, felpe, sciarpette di un azzurro piuttosto carico) vietato a chiunque altro, pena violente ritorsioni. […] E si capisce anche che l'affiliazione non avviene - come nelle cosche mafiose - attraverso i rapporti familiari o la cooptazione. Qui sono i capo-clan a individuare i nigeriani ritenuti adatti e a costringerli ad aderire. L'affiliazione costa 600 euro ed è una schiavitù a vita. […] (Il Giornale)




permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 19/10/2007 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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