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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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21 luglio 2009

«Alcolici, i musulmani: “Ora estendete il divieto anche ai maggiorenni”»

(…)  Il direttore del centro islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari, non fa troppi giri di parole: «Che ne penso? Benissimo, penso che dovremmo estendere il divieto anche ai maggiorenni». «Per noi musulmani - ricorda il leader della comunità islamica - gli alcolici sono vietati, proibiti dal Corano. C’è scritto chiaro e tondo, non si fa e basta, bisogna vincere la tentazione se c’è. Anche per i cristiani ci sarebbe un divieto, ma guardano solo al Nuovo testamento, non al Vecchio». (...) D’accordo anche l’imam di Segrate, Abu Shwaima: «E come possiamo non essere d’accordo? L’alcol nella nostra religione è proibito come qualunque altra alterazione che porta alla rovina dell’uomo». (…) «Perché ostacolare i centri islamici e le moschee, luoghi in cui i ragazzi sono controllati? Le moschee hanno un ruolo importante contro droga e alcol». qui

23 gennaio 2009

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Karim Mezran (segretario dell'associazione Intellettuali Musulmani):  «Temiamo che in Italia si voglia limitare la libertà religiosa non solo quella islamica, ma anche quella cristiana ed ebraica. Così si rischia di ridurre il sentimento religioso a una mera aspirazione privata, secondo una prospettiva laicista che non è più in auge nemmeno nella pur laica Francia e che, dopo il discorso del presidente Obama, rischia di essere completamente fuori dalla storia. Va detto che si tratta di iniziative inutili, se non addirittura controproducenti, anche sotto il profilo della sicurezza, per il carattere discriminatorio che trasmettono». qui

«Maroni vieta le preghiere in piazza»

Stop alle provocazioni. I luoghi-simbolo della cristianità non potranno più essere invasi. Lo ha deciso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nelle nostre città non si vedranno più manifestazioni-preghiera come quelle del 3 gennaio scorso, quando migliaia di persone, alla fine di un corteo «per la Palestina» occuparono simbolicamente (e senza autorizzazione) piazza Duomo a Milano, e piazza San Petronio a Bologna. Un trauma, per molti, l’invocazione ad Allah pronunciata da migliaia di fedeli musulmani prostrati verso La Mecca proprio davanti alle cattedrali cristiane. Per molti un’offesa, o ancora una mossa consapevole inserita in una precisa strategia di islamizzazione dello spazio pubblico delle città. Anche perché a condurre quella preghiera fu Abu Imad, imam del centro di viale Jenner, su cui grava una condanna appello per associazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. […] (Il Giornale)

7 gennaio 2009

«Gli islamici si scusano»

MILANO - Il presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova, Asfa Mahmoud, ha chiesto all'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi «un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse», disponibile anche a coinvolgere Abdel Hamid Shaari del Centro Islamico di viale Jenner. La notizia è contenuta in un editoriale non firmato sul sito della Diocesi di Milano dal titolo «a proposito della preghiera islamica in piazza Duomo» in cui si afferma che «la preghiera aiuta l'uomo a considerare gli altri uomini come fratelli» e che «per questo la preghiera - per essere autentica - non può mai essere usata "contro" qualcuno e deve essere praticata - se pubblica - nei luoghi, nei tempi e nelle modalità opportune». (Corriere della Sera)

5 gennaio 2009

Ancora sul Duomo

(…) Ma perché i musulmani, per protestare contro la guerra in Palestina, hanno scelto i luoghi simbolo della cristianità? Perché non davanti a un consolato israeliano? O americano? Perché per la preghiera, invece che in una moschea - ce ne sono ormai parecchie - hanno scelto le cattedrali, come a Milano, o la basilica più importante come a Bologna? (…)  una simbolica occupazione. (…) un atto di arroganza e perfino di violenza: a Milano i dimostranti - guidati dall’imam di viale Jenner, già condannato per terrorismo - sono arrivati di corsa, seminando paura, sgomberando di forza la piazza, occupandola senza alcun permesso, costringendo appunto il Duomo a chiudere. Dove sarebbero, visti i modi e i fatti, il rispetto e la solidarietà con i cristiani? (...) [M. Brambilla, Il Giornale]

 

Getty Images

Padre Tonio Dell’Olio di Pax Christi: «Preghiera legittima, siamo solidali con loro». (qui)

«Preghiera islamica, polemica a Milano: Una mancanza di sensibilità»

«Non sono saliti a pregare sul sagrato, e quello non sarebbe stato certo un gesto di dialogo». Ma i musulmani in preghiera di fronte alla cattedrale hanno dimostrato «quantomeno mancanza di sensibilità». Lo dice l’arciprete del Duomo, Luigi Manganini. Che precisa: «Piazza del Duomo è una piazza civile, non religiosa». Montano le polemiche dopo la manifestazione anti Israele che ha attraversato il centro città, sabato: sono state bruciate le bandiere con la stella di David e il corteo s’è sciolto dopo la preghiera islamica davanti al Duomo. Ancora Manganini: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si concludeva con una preghiera di fronte a una moschea». (…)

Secondo i politici della maggioranza la manifestazione in Duomo è stata un affronto, ma il responsabile del centro islamico di viale Jenner
, Abdel Hamid Shaari, chiarisce: «Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Era semplicemente giunta l’ora della preghiera e si trovavano lì. Fossero stati in un’altra piazza, l’avrebbero fatta dove si trovavano. Abbiamo la più alta considerazione per la figura dell’arcivescovo Tettamanzi, che rappresenta la coscienza morale ed etica di Milano. Abbiamo un grande rispetto per chi ha sempre parlato di dialogo».

Il vice sindaco, Riccardo De Corato, però attacca: «L’imam del centro islamico di viale Jenner, Abu Imad
, ha partecipato al corteo pro Palestina che è stato teatro di reati e gravi atti contro lo Stato amico Israele. Sarebbe opportuno che l’imam faccia un passo indietro perché è sempre meno credibile come interlocutore del centro islamico di viale Jenner». Ancor più duro Pier Gianni Prosperini, assessore regionale alla Sicurezza: «Nemmeno ai tempi del nazismo il Duomo ha subito oltraggio del genere, non era una preghiera ma un’offesa ». (Corriere della Sera)

21 novembre 2008

«Imam terrorista. E Milano gli dà una moschea»

Tre anni e otto mesi per «associazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo». La corte d’appello ha confermato la condanna ad Abu Imad, in arte Arman Ahmed El Hissini Helmy, guida spirituale della moschea di viale Jenner. Si tratta dell’uomo che ogni venerdì parla ai fedeli musulmani al Palasharp. L’uomo che è stato ricevuto con tutti gli onori dai rappresentanti di Comune, Regione e Prefettura per trovare una nuova sistemazione per la sua comunità. L’uomo che, secondo i giudici, fino al 2004 si occupava di fare il lavaggio dei cervello a dei ragazzi per trasformarli in kamikaze islamici. La sua attività sarebbe addirittura precedente all’11 settembre. Dei tre anni e otto mesi cui è stato condannato probabilmente non sconterà neanche un giorno. Secondo i pm, da Abu Imad avrebbe ormai preso le distanze dai terroristi islamici. Inutile infierire. Così, probabilmente già a gennaio, sarà lui a celebrare la prima preghiera nella nuova moschea milanese. (Libero)


(AP Photo)

Un musulmano, può “prendere le distanze” da uno dei pilastri della religione islamica? 

12 E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: « Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!» (8:12)

7. Chi è più iniquo di colui che inventa menzogne contro Allah, nonostante venga chiamato all'Islàm? Allah non guida gli ingiusti. 8. Vogliono spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah completerà la Sua luce a dispetto dei miscredenti. 9. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la Guida e la Religione della verità, affinché essa prevalga su ogni religione a dispetto degli associatori. 11. Credete in Allah e nel Suo Inviato e lottate con i vostri beni e le vostre persone sulla Via di Allah. Ciò è meglio per voi, se lo sapeste. (61:9)

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