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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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29 luglio 2009

Religione di pace

Islamabad (AsiaNews) – I talebani della North West Frontier Province (Nwfp) stanno minacciando indù e sikh dando loro un ultimatum: o lasciare la regione o pagare la jizya, la tassa di protezione islamica verso le minoranze religiose. Molte famiglie indù e sikh sono costrette ad abbandonare la provincia rifugiandosi a Peshawar e in altre zone vicine.
Quelle contro sikh e indù sono solo le ultime di una serie di minacce rivolte ai gruppi religiosi minoritari della Nwfp, fra cui molti cristiani, costretti a pagare la jizya e a vivere sotto la Sharia.
(…) Nella regione di Orakzai i talebani esigono la tassa sugli adulti maschi dei sikh, occupando i loro negozi e le case. Da due mesi la tassa è stata diffusa anche nella zona del Khyber, la regione tribale che rappresenta il collegamento naturale con l’Afghanistan. Qui il gruppo Lashkar-e-Islam, guidato da Manghal Bagh, ha annunciato che indù e sikh potranno vivere nell’area solo se pagano la jizya.

Convertiti e Taliban

«Credo dovresti leggere un pò dei nostri fratelli Taliban sul forum prima di dire che non seguono l'Islam.... la resistenza afghana viene infangata quotidianamente da tg e giornali... ma questo no vuol dire che tg e giornali abbiano ragione.... e noi dovremmo saperlo bene!» maria

«I Taliban sono una delle espressioni brillanti e benedette di Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah nella realtà afghana; in altre realtà socio-culturali eventualmente essa prenderebbe altre "forme", ma non dobbiamo giudicare altri contesti partendo dalle nostre particolari concezioni. E finiamola con il gettar fango - comodamente seduti nelle nostre comode case - su chi versa il proprio sangue per difendere i musulmani ed implementare la Legge Sacra; pare che la dichiarazione di distanza dai Taliban (con annesso e connesso uso dei soliti inflazionati "odio" e "terrore") sia l'ultima moda per dimostrarsi "musulmani moderni moderatli europei accettabili innoqui bravi e buoni»  'Umar Andrea

23 luglio 2009

Islam in Italia

«Io ho fiducia (nonostante la TV cerchi di dare cattiva immagine dell'Islam) un giorno Roma (centro del Cristianesimo) sarà "Musulmana".» LadyIslam via Falcoislam

20 luglio 2009

«Violentavo le vergini prima di portarle al patibolo»

Un membro della milizia iraniana dei Basiji, in un’intervista apparsa oggi sul quotidiano Jerusalem Post, ha raccontato di aver `sposato´ la notte prima delle esecuzioni giovani donne condannate a morte per aggirare in questo modo il divieto religioso islamico di portare al patibolo una vergine. (…)

L’uomo ha rievocato il suo passato di guardia carceraria, compito nel quale, a suo dire, si era talmente distinto da meritarsi l’ «onore», all’età di 18 anni, di sposare temporaneamente delle giovani prima della loro esecuzione. «La notte prima dell’esecuzione - ha spiegato - si tiene un matrimonio: la giovane donna è costretta ad avere un rapporto sessuale con una guardia: in effetti è vittima di stupro da parte del `marito´».

«Di ciò mi rammarico, anche se i matrimoni erano legali» ha detto la guardia. «La maggior parte delle ragazze avevano più paura della loro `notte matrimoniale´ che dell’esecuzione che le attendeva la mattina dopo. Poiché facevano sempre resistenza, dovevamo mettere un sonnifero nel loro cibo. La mattina dopo le ragazze avevano uno sguardo vuoto, come se fossero pronte o volessero morire».  Continua la guardia: «Ricordo come piangevano e gridavano dopo (lo stupro). Non mi scorderò mai una giovane che dopo si era graffiata il volto e il collo con le sue unghie. Era piena di graffi profondi». qui

21 giugno 2009

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Neda

8 maggio 2009

Paradiso islamico

Gli uri lhayn spettano a TUTTI i bravi credenti e non sono esclusi quelli già sposati. Al Anas Dio sia soddisfatto di lui raccontò del Profeta saws che disse: "gli uri lhayn cantano nel paradiso dicendo - noi siamo i bellissimi uri e siamo riservati ai bravi mariti. Mentre per la donna la ricompensa se è sposata sarà con suo marito all'aldilà e se non è sposata Dio la fa sposare. qui

«L'Arabia Saudita elegge Miss Moralità»


A essere premiata non sarà la più bella ragazza d'Arabia ma chi saprà dimostrare di avere la migliore moralità. qui

«Schiava e incinta reporter canadese sequestrata in agosto»

Una giornalista canadese, sequestrata con un collega australiano in agosto in Somalia, è stata ridotta in schiavitù ed è incinta. Lo scrive oggi l'inviato del Corriere della sera, Massimo Alberizzi, secondo il quale, per liberarla i suoi sequestratori avrebbero chiesto 2,5 milioni di dollari. Un reporter locale contatta­to dal Corriere, Yussuf Hassan, ha visti i due ostaggi da lontano in una casa di Bakara Market, la zona centrale e più pericolosa di Moga­discio. "Non mi hanno fatto avvicinare. Lei aveva il velo e la pelle molto bianca, lui era seduto un po' più distante". La giornalista canadese Amanda Lindhout e il suo colle­ga australiano Nigel Brennan, sono stati rapiti il 23 agosto scorso sulla strada che unisce Mogadiscio a Afgoi da un comman­do di banditi. Volevano visitare un campo di profughi, dove vivono migliaia di persone in fuga da una guerra che dura da 18 anni. Da allo­ra si sono perse le loro tracce. Notizie non confermate pubblicate dai siti somali raccontano cose raccapriccian­ti. Maareg, per esempio, scrive che alcune settimane fa i due reporter sono riusciti a fuggire dalla loro prigione. Si sono rifu­giati in una moschea dove però sono stati riacciuffati. Chi li ha visti in quei momen­ti sostiene che Amanda, 28 anni, avesse il pancio­ne. Da allora le notizie sulla sua sorte si so­no moltiplicate: sarebbe diventata una schiava del sesso, violenta­ta ogni giorno a turno dai suoi rapitori. Ni­gel invece sarebbe stato costretto a sposa­re un paio di donne somale, naturalmente dopo essersi convertito all'Islam. (Apcom)

17 febbraio 2009

«Usa, musulmano decapita la moglie: voleva divorziare»

Muzzammil Hassan ha decapitato la moglie che lo aveva denunciato per violenza sessuale e aveva chiesto il divorzio. Poi si è costituito alla polizia. L'uomo è il fondatore di Bridges Tv, emittente nata con l’obiettivo di contrastare i pregiudizi sui musulmani dopo l’11 settembre. qui

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