.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

4 giugno 2009

.


Arabitalia

(…) prima dovrebbe scomparire la LEGA prima di incominciare a costruire delle vere e proprie moschee (e perche' no....) piu' alte del Vaticano. qui

(…) Questo comporta anche che voi amiate e mostriate amicizia verso il popolo del Ikhlas (cioè dell'Islam), mentre odiate e mostrate ostilità verso la gente dello Shirk. Questa è le religione di Ibrahim, verso la quale coloro che volgono le spalle, ingannano solo se stessi. E questo è il buon esempio di cui Allah ci informa. (…) lei

15 maggio 2009

Cristianofobia

(…) Come dicono i solidaristi nostrani? Razzista è il governo italiano che respinge i clandestini. Infatti, dalle Filippine al Ciad, dalla Somalia all’Egitto (dove a milioni di cristiani copti vengono sequestrati e abbattuti gli animali da cortile, negando così ai poveri dei poveri, con la scusa della febbre suina, ogni possibilità di sussistenza), chi non si adegua alla pratica dell’apartheid coranico è un clandestino, un apostata, un paria. Uno dei maggiori islamologi viventi, Samir Khalil Samir, ha ricordato su questo giornale che nel mondo musulmano i progressi economici e scientifici (così come l’integrazione religiosa e sociale) si arrestarono improvvisamente attorno all’anno Mille, allorché gli indici demografici della tribù di Maometto sopravanzarono quelli delle tribù di Mosè e di Gesù. Mille anni dopo siamo di nuovo in quei flutti che minacciano cambiamenti non solo climatici. Il mondo sarebbe in preda all’“islamofobia” come sostiene l’ineffabile segretario delle Nazioni Unite? Chissà. A noi pare piuttosto che oggi il problema del mondo sia la cristianofobia. Ma attenzione (e ricordiamolo quando andremo a votare per l’Europa e tutto il resto): là dove non c’è libertà per i cristiani non ci sarà libertà per nessuno. Là dove i cristiani sono perseguitati sarà perseguitato ogni essere umano. Tempi

2 maggio 2009

Islamofobia

Padre Samir Khalil Samir: «Bisogna chiarirci sul termine “islamofobia”, parola che circola da una decina di anni. Letteralmente questa espressione vuol dire “paura dell’islam”: è un fenomeno generalizzato e ha un fondamento solido. Gli atti di terrorismo, infatti, negli ultimi dieci anni sono stati rivendicati in buona parte da musulmani che si appoggiano al Corano per giustificare il loro operato. La tesi secondo cui tutto questo non ha niente a che vedere con l’islam è un’ipocrisia. Vorrei dire a chi la sostiene: iniziate a impedire che i terroristi fondino le loro rivendicazioni sull’islam! Ritengo una stupidaggine affermare che l’islamofobia sia qualcosa che ha a che fare con il razzismo: questo termine, islamofobia, sa molto di fabbricazione a tavolino. In Arabia Saudita c’è il diniego totale della libertà religiosa per i cristiani: è inammissibile che questo avvenga in uno dei paesi più ricchi del mondo e più “amico” dell’Occidente in Medio Oriente. Chi, a Ginevra, ha detto qualcosa sulla situazione del Darfur?» qui

18 aprile 2009

«"Durban 2 è antisemita", l'Italia verso il no»

Le modeste modifiche introdotte nei testi preparatori della conferenza contro il razzismo che si apre lunedì a Ginevra non soddisfano il governo italiano. Che, nei documenti messi a punto, rintraccia ancora parecchi elementi di antisemitismo e, ancora, è preoccupato dalle limitazioni alle libertà d’espressione che parecchi paesi arabi vorrebbero introdurre e che vieterebbero posizioni anti-islamiche

(…) A preoccupare la Farnesina, ma anche i tedeschi, sono i paragrafi che si riferiscono alla questione israelo-palestinese in cui trapela fin troppo la condanna per l’operato del governo di Gerusalemme (accusato di essere razzista, di praticare l’apartheid e la tortura nonchè di essere «una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale»), nonchè - come accennato - i riferimenti che molti paesi arabi vogliono in tema di «diffamazione religiosa», attribuendo a questa lo stesso standard, da condannare e reprimere, del razzismo. Il Giornale




17 marzo 2009

Convertiti

Abu Huraira (radiAllahu 'anhu) ha riportato: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Non salutate gli Ebrei e i Cristiani prima che essi vi salutino; e quando incontrate uno di loro lungo la strada, costringetelo ad andare dalla parte più stretta di essa."  [Muslim]

commento: questo Hadith proibisce ai Musulmani di salutare i non Musulmani per primi. Ci dice anche che quando la strada è affollata dovremmo usare il mezzo della strada e lasciare i non Musulmani usare i lati. Questo Hadith mostra la dignità dei Musulmani e la vergogna e l'umiliazione dei non Musulmani. (…)  Se c'è un'assemblea mista di Musulmani e non Musulmani, si dovrebbe offrire il saluto ma considerando i Musulmani come destinatari. qui

Io prima di tutto sono musulmano e poi, eventualmente, italiano. qui

6 marzo 2009

«Sono una musulmana innamorata di un italiano. Che faccio?»

«I miei famigliari vogliono che io stia con un musulmano e non sanno nemmeno dell'esistenza di questo ragazzo.. se sanno che sto con lui probabilmente mi uccideranno.. non so se sarà vero ma lo dicono sempre.. e io non ho paura di morire…  perché non voglio rinunciare a lui se rinuncio a lui è come andare incontro alla morte.» qui

E non date spose agli associatori finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. (Corano II. Al-Baqara, 221)

Un italiano che sposa una musulmana deve esibire un certificato di conversione alla fede islamica, sebbene il matrimonio venga celebrato in uno stato laico. «E’ una discriminazione inaccettabile», s’indigna l’onorevole Sbai. «Ho presentato una proposta di legge che prevede l’abolizione di questa richiesta e la revoca della cittadinanza in caso di poligamia. Ci sono moschee “fai da te” che celebrano i cosiddetti matrimoni a tempo che non hanno alcun valore giuridico in Italia, né altrove».

5 marzo 2009

«Con le vostre leggi vi conquisteremo»

(...) Rientra nel razzismo antimusulmano anche l’islamofobia (letteralmente: paura dell’Islam) con la quale si definiscono le forme di rigetto emozionale dell’Islam in quanto religione e dei suoi usi e costumi, simboli e pratiche religiose spesso malintesi. Il concetto di islamofobia si è imposto con la pubblicazione nel 1997 di uno studio dell’organizzazione inglese Runnymede Trust («Islamophobia: A Challenge for Us All») che ha definito questa forma di ostilità antislamica con otto caratteristiche, ad esempio la percezione dell’Islam come violento, aggressivo, minaccioso, estraneo e anormale, ma anche l’immagine di un Islam statico, recalcitrante al cambiamento e arretrato rispetto all’Occidente. Nel 2005 il Consiglio d’Europa ha definito l’islamofobia quale «paura o forma di pregiudizio nei confronti dell’Islam, dei musulmani e di tutto ciò che li concerne» (Islamophobia and its consequences on Young People). qui


Conferenza Onu sul razzismo, l'Italia si ritira: «Frasi antisemite in bozze»

28 febbraio 2009

Sangue arabo

«(…) i miei non accettano che io sposi un uomo non arabo, questo è il fatto... a loro non importa se lui è o meno musulmano, cioè per loro è scontato che lui si converta, loro non lo accettano a priori proprio perchè non ha sangue arabo».  qui

7 febbraio 2009

«Colui che si oppone alla legge di Allah»

"Chiunque cambia la sua religione, deve essere ucciso"

Domanda:
qual è il responso riguardo qualcuno che dice "Alcune delle leggi della Shariah hanno bisogno di essere riviste, così come hanno bisogno di essere adeguate poichè non compatibili in questo tempo. Ad esempio, in materia di successione, la legge che dice che un uomo prende due volte la quota di una donna deve essere riesaminata". Qual è la sentenza riguardo qualcuno che dice una cosa di questo tipo?

Risposta:
le leggi che Allah ha fissato per i Suoi servi e che ha chiarito nel Suo Nobile Libro o per lingua del Suo Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) -come ad esempio le leggi di successione, le cinque preghiere quotidiane, la zakat, il digiuno e così via...che Allah ha reso chiare ai Suoi Servi e su cui la nazione musulmana (Ummah) è d'accordo- non possono essere opposte o modificate da chiunque, così come sono state fissate per essere applicate per questa nazione durante il tempo del Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) e dopo di lui fino a quando è stabilito il Giorno del Giudizio. Da quelle leggi è stata data preferenza (nella successione) ai bambini maschi sulle bambine femmine e ai nipoti e ai fratelli e ai fratellastri da parte del padre. Allah ha reso questo chiaro nel Suo Nobile Libro e vi è il consenso degli studiosi musulmani riguardo ciò.

E' pertanto d'obbligo agire su di essa (la legge) con fede e convinzione. Se una persona afferma che è migliore o più adatto qualcosa di diverso da ciò che la Shariah ha stabilito, allora egli è un miscredente. Allo stesso modo, chiunque dica che è lecito andare contro la Shariah è un miscredente. Questo è dovuto al fatto che egli si oppone ad Allah e al Suo Messaggero (salla Allahu alayhi wa sallam), oltre che al consenso della Ummah. Spetta al sovrano, se musulmano, chiedergli di pentirsi. Se si pente (che gli viene accettato). Se non si pente allora dovrà essere ucciso come un miscredente, un apostata dall'Islam. Questo perchè il Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) disse: "Chiunque cambia la sua religione, deve essere ucciso".
Riportato da Al-Bukhari, Ahmed, Abu Dawud, Al-Nasai, Al-Tirmidhi, ibn Majah. qui (Tradotto da mujahidamuslima)

«Oltre a garantire il diritto alla vita, l’Islam garantisce anche la dignità umana e la proprietà privata, basandosi su questo detto del Profeta Muhammad: «Il sangue del musulmano, la sua dignità e le sue proprietà, sono sacrosante». (…) L’Islam non è una religione arbitraria che si prefigge di costringere anche gli altri ad adottarla, anche se, per il credente, essa rappresenta la rivelazione divina finale e completa: «Non c’è costrizione nella religione, La retta via ben si distingue dall’errore…», (Corano, 2:256).  L’Islam esorta infatti ad una totale tolleranza, che include tutti gli esseri umani, e tramite la quale l’umanità è al riparo da ogni comportamento discriminatorio.» Huda

11 gennaio 2009

«Ci vedremo in piazza Dar-Al-Islam»

Intervista a Bat Ye'Or

(…)  “Da tempo viviamo in Europa in una condizione imposta da leggi straniere. Chi scrive di islam oggi in Europa è costretto a proteggersi, a nascondere la sua identità, a rinunciare alla libertà di parola, in violazione delle nostre stesse leggi. E’ un’aggressione alla quale ci rifiutiamo di rispondere, ma se andrà avanti così rischiamo di essere troppo deboli per sopravvivere a un conflitto di civiltà legato alla nostra stessa identità”. La sharia si insinua nel Vecchio continente, e non da ora Bat Ye’or.

La massa di musulmani genuflessi in ordine geometrico militante sul sagrato del Duomo di Milano o di San Petronio a Bologna sono per lei l’ultima plateale conferma della perdita di identità dell’Europa. “I musulmani agiscono in totale violazione delle leggi e dello spirito europeo. Pregano apertamente per Hamas invocando la distruzione dello stato di Israele. In principio, dopo la Shoah, in Europa nessuno ha il diritto di auspicare la scomparsa dello stato ebraico. Ma i musulmani – o meglio quegli estremisti che scendono in piazza per bruciare la stella di David e invocare Allah akbar, considerano l’Europa come Daral- Islam, come terra di sottomissione.

(…)  Davanti alla metamorfosi delle piazze europee in luogo di fede e militanza politica jihadista, la prima responsabilità dunque è dei nostri politici: “Hanno creduto che l’odio antisraeliano si sarebbe rivolto soltanto contro Israele. Non hanno capito che quell’odio, invece, era diretto contro l’occidente e avrebbe finito per distruggere la stessa Europa. Quando l’islam arriva e dice che Gesù era un profeta musulmano, come pure Abramo, Mosé, David e Salomone, e tu non puoi difenderti con le tue leggi e i tuoi principi, finisci per soccombere e accettare il tribunale della sharia come hanno fatto gli inglesi: così invece di integrare in Europa gli immigrati di religione musulmana, finisci per islamizzare l’Europa”.

(…) I politici europei sanno benissimo cosa succede, dice Bat Ye’or. “Hanno ambasciate, spie e agenti a sufficienza per conoscere la mentalità islamica molto meglio di noi, e i problemi del rigetto delle altre culture. Ma non vogliono la guerra e per evitarla, di fronte a fenomeni come il jihad e il terrorismo, l’hanno prima negata, poi si sono alleati con quelli che li volevano distruggere. Hanno preteso, come ha ammesso di recente il senatore Cossiga, che il governo italiano, ai tempi della Democrazia cristiana, collaborasse coi terroristi palestinesi. (…)

La novità in tutta questa vicenda è che, davanti all’universalismo islamico, l’ecumenismo cattolico, per una volta, risulta del tutto impotente. Lo dimostra l’ambiguità della chiesa, mentre un alto prelato paragona liberamente la striscia di Gaza a un lager nazista. “Sul piano morale questo è un punto assai importante e ha ben ragione Sandro Magister a sottolinearlo” dice Bat Ye’or. “Sono vari fattori a spiegarlo non solo l’antisemitismo, ancora molto pregnante nella chiesa, sebbene il cristianesimo debba tutto al giudaismo; ma soprattutto il fatto che la chiesa, se vuole proteggere i cristiani che vivono in paesi arabi arretrati come l’Egitto, o fanatici come la Siria e l’Iraq, è costretta a prendere le distanze da Israele. Le comunità cristiane sono molto vulnerabili: vivono in ostaggio alle masse musulmane che li odiano e sono costrette ad accettare enormi umiliazioni e sacrifici pur di restare lì. E poi, altro fattore, ci sono i beni della chiesa, monasteri, conventi, seminari, che potrebbero venir incendiati o confiscati, mentre i preti cristiani che s’aggirano disarmati fra i musulmani, sarebbero facilissimi da aggredire. Nasce da qui l’atteggiamento di conciliazione che la chiesa mostra nei confronti del mondo musulmano. In fondo, non volendo affrontarne l’ostilità islamica, anche lei come l’Europa si protegge con la politica del dialogo, che però anche ne suo caso è fatta di negazione e concessioni”.  (Il Foglio via Informazione Corretta)


(Il Giornale)

E guardate questo video. (Grazie a Dolomitengeist)


sfoglia
maggio        luglio