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Diario | Insight |
 
Diario
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20 luglio 2009

«Violentavo le vergini prima di portarle al patibolo»

Un membro della milizia iraniana dei Basiji, in un’intervista apparsa oggi sul quotidiano Jerusalem Post, ha raccontato di aver `sposato´ la notte prima delle esecuzioni giovani donne condannate a morte per aggirare in questo modo il divieto religioso islamico di portare al patibolo una vergine. (…)

L’uomo ha rievocato il suo passato di guardia carceraria, compito nel quale, a suo dire, si era talmente distinto da meritarsi l’ «onore», all’età di 18 anni, di sposare temporaneamente delle giovani prima della loro esecuzione. «La notte prima dell’esecuzione - ha spiegato - si tiene un matrimonio: la giovane donna è costretta ad avere un rapporto sessuale con una guardia: in effetti è vittima di stupro da parte del `marito´».

«Di ciò mi rammarico, anche se i matrimoni erano legali» ha detto la guardia. «La maggior parte delle ragazze avevano più paura della loro `notte matrimoniale´ che dell’esecuzione che le attendeva la mattina dopo. Poiché facevano sempre resistenza, dovevamo mettere un sonnifero nel loro cibo. La mattina dopo le ragazze avevano uno sguardo vuoto, come se fossero pronte o volessero morire».  Continua la guardia: «Ricordo come piangevano e gridavano dopo (lo stupro). Non mi scorderò mai una giovane che dopo si era graffiata il volto e il collo con le sue unghie. Era piena di graffi profondi». qui

27 giugno 2009

Islam in Italia

Dunque secondo te è giusto punire con la pena di morte l'apostasia.

Conosco molte storie di persone uscite dall’Islam che poi hanno sputato veleno sull’Islam e sui musulmani, per cui è legittimo punirli, per evitare la fitna. qui

"E' meglio per un uomo che un pezzo di ferro gli sia conficcato in testa, che toccare la mano di una donna a lui "estranea" [non-mahram]" qui

Domanda: è permesso cercare l'amicizia e l'aiuto dei miscredenti?
Risposta: no, cercare l'amicizia e l'aiuto dei miscredenti non è permesso. qui

“Ogni donna che chiede il divorzio senza un motivo legittimo, non sentirà la fragranza del Paradiso.” ...e questa è una severa minaccia. Quindi è incombente sulla donna che ella viva con suo marito e che lei lo ascolti e gli obbedisca in quello che corrisponde al Libro di Allah e alla Sunnah del Suo messaggero sallallaahu alayhi wa sallam e non chieda il divorzio da suo marito eccetto con una valida scusa. qui

8 dicembre 2008

«Dolce epilogo di una esecuzione»

Un uomo condannato a morte in Iran è stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso. L'episodio è avvenuto domenica a Kazerun, città nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia «dolce epilogo di una esecuzione». Un epilogo arrivato però dopo che il condannato era rimasto appeso «per alcuni minuti». Un tempo sufficiente per subire danni irrimediabili. Secondo i dettami della legge islamica vigente in Iran, il condannato a morte per omicidio ha salva la vita se i familiari della vittima gli concedono il «perdono», in cambio di un risarcimento in denaro. In questo caso, evidentemente, i parenti della vittima hanno voluto assaporare la sofferenza del condannato prima di fermare l'esecuzione e intascare il denaro. (Corriere)


(Internet)

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