.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

1 agosto 2009

«Diventare parte dell'Europa è un sogno per la Turchia»

''Diventare parte dell'Europa e' un sogno per la Turchia'', ha commentato Mehmet Ali Birand, giornalista e scrittore. I sostenitori dell'ingresso di Ankara sottolineano le riforme da tempo avviate nel paese, anche sul piano dei diritti umani delle minoranze curde. Ma contro la Turchia sono schierati il presidente francese Nicolas Sarkozy e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, preoccupati che una nazione di 71 milioni di persone, per la maggior parte musulmani e relativamente poveri, possa entrare a far parte a pieno titolo del mercato europeo. La Francia ha addirittura lanciato la proposta di sottoporre a referendum popolare l'eventuale adesione all'Unione. (Asca)

22 luglio 2009

«Francia e antisemitismo»

Altri 250 ebrei francesi si sono imbarcati su un volo da Parigi per raggiungere Gerusalemme e rifarsi una vita lì ed è soltanto l'ennesimo gruppo di ebrei che dalla Francia torna a vivere nella "terra promessa", oppure migra verso altre nazioni straniere come gli Stati Uniti.
(…)
La solennità della partenza va forse a nascondere la drammaticità dei motivi reali che spingono gli ebrei ad emigrare: difatti anche i diversi numeri di migranti, nel corso degli anni, testimoniano l'aumento o la diminuzione della rabbia antisemita che imperversa in Francia.  Sharon stesso nel 2004, quando ancora era Primo Ministro di Israele, lanciò un appello alla comunità ebraica francese - "Se devo difendere i nostri fratelli francesi dirò loro una cosa: venite in Israele prima possibile" – a causa del "propagarsi di un antisemitismo scatenato" diffuso sia tra la popolazione francese, che non vede di buon occhio gli ebrei e l'intero Stato d'Israele, sia tra le comunità musulmane, che hanno manifestato la loro rabbia con scontri nelle banlieue parigine e con attacchi alle sinagoghe.  Esemplare è il caso del giovane ebreo Ilan Halimi che, nel 2006, fu rapito, ferito, torturato e ucciso da un gruppo di musulmani che faceva capo all'ivoriano Youssouf Fofana, ora da poco condannato all'ergastolo. qui

9 aprile 2009

«Allah, uccidili»

"Finalmente hanno avuto anche loro giorni neri. Oh Allah, uccidili e falli vagabondare". E' questo uno dei tanti commenti apparsi negli ultimi due giorni in diversi forum jihadisti in lingua araba su Internet, dopo il sisma che ha messo in ginocchio l'Abruzzo. Alcuni fanatici seguaci di al-Qaeda e di Osama bin Laden seguono, attraverso la tv e i numerosi siti di informazione arabi, il dramma della popolazione abruzzese colpita dal sisma e sembrano impegnati in una vera e propria gara a chi aggiorna piu' velocemente il bilancio delle vittime.

Uno dei forum in cui e' possibile trovare diversi messaggi sul tema e' quello di 'al-Falluja'. "Oh Allah, rendi stabili presso di loro il terremoto e le disgrazie - scrive Ashiq al-Irhab, nickname che in arabo vuol dire 'Desideroso del terrorismo' - maledici l'Europa, Israele e gli Stati Uniti". Un'invocazione simile e' stata postata poco dopo da un altro utente, che si fa chiamare 'Figlio della Palestina'. Anche su un altro forum, 'al-Shura', si susseguono le notizie riprese dai siti arabi con il bilancio delle vittime del sisma in Abruzzo e i vari utenti, sotto ogni articolo, aggiungono una macabra preghiera: "Oh Allah, fai salire queste cifre, distruggi i nostri nemici e aiuta i musulmani".

Scrive
sullo stesso forum un utente che si firma Nureddin al-Zanki: "La nostra arma e' piu' forte del fucile, e' l'arma delle invocazioni e piu' ne facciamo piu' aumenta il bilancio delle vittime. E' un arma piu' forte di quelle possedute da al-Qaeda". Simili commenti appaiono anche in altri forum jihadisti, come quello degli 'Ansar' e quello denominato dei 'Mujahidin'. I loro utenti, tutti sostenitori del terrorismo islamico nel mondo arabo, esultano, come e' capitato anche in passato con altre catastrofi naturali che hanno colpito l'Occidente. A loro giudizio si tratta di punizioni divine inflitte a quelli che definiscono "i nemici dell'Islam". qui

25 marzo 2009

«Il terrorista diventa una “calamità umana”»

L’ultima incursione nel fertilissimo campo della correttezza politica viene dal ministro (meglio ministra, per essere in linea con il tema) Janet Napolitano. Scordatevi il vecchio termine di “terrorismo”. Nel galateo del ministero della Sicurezza Nazionale sotto Obama quando una bomba farà saltare un night club a Baltimora o ad Amsterdam, o un aereo dirottato da islamofascisti butterà giù la Madonnina di Milano o la Torre di Pisa, si dovrà chiamarlo un “man-caused disaster”, cioè una “calamità provocata dall’uomo”. 
(…)  Nel mondo normale chiamare le cose pericolose con il loro nome è il primo passo per capirle, farle capire, e rispondere adeguatamente. Ma nel mondo di Obama è più importante camminare sulle uova, per non ferire nessuna sensibilità, sia pure quella dei terroristi o dei criminali. I liberal non sono mai sazi nell’esercitare aberrazioni lessical-mentali. Per anni, quando l’islamico estremista Al Zarkawi tagliava le teste agli ostaggi, la sinistra global e i Democratici Usa si erano accontentati di tagliare l’aggettivo "islamico" davanti al sostantivo "terrorismo". Ma ora è tempo di "cambiamento", e si assiste al salto di qualità.
Poiché nella mente della gente normale anni e anni di terrorismo ad opera di musulmani hanno finito per associare il concetto di terrorista a quello di islamico, è tempo di cancellare anche il nome "terrorista".
La correttezza politica dà alla testa e genera una politica scorretta: confondendo i terroristi con i moderati, Obama aumenta il pregiudizio contro i musulmani, come ha commentato il giornalista Ronald Kessler. (G. Maggi, Libero)

 

2 marzo 2009

La realtà dei matrimoni misti

Non solo divorzi, ma anche violenze fisiche e psicologiche. La realtà dei matrimoni misti, dove otto su dieci finiscono con un addio dopo cinque anni di convivenza, è spesso triste e disperata. Lo conferma il presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani. «Nell’80 per cento dei casi riscontriamo violenze, abusi e pressioni pesantissime».
Una sorta di mobbing familiare, avvocato?
«Esattamente. E negli ultimi anni assistiamo a una recrudescenza di queste violenze soprattutto da parte dei mariti stranieri sulle mogli italiane».
Quali sono i matrimoni misti più fallimentari?
«Quelli tra italiane e nord africani, ma anche mediorientali come i libanesi».
Come vive la moglie?
«Molto male. La differenza culturale crea fratture profonde. Questi mariti fanno pressioni sulle mogli per farle convertire all’Islam. Vogliono la donna supina nelle decisioni maritali, perché è bagaglio culturale degli islamici. Le impediscono di frequentare altri italiani, perché li ritengono indegni».
Allungano le mani sulle mogli?
«Spesso le picchiano, ma la violenza per fortuna non sfocia quasi mai nella tragedia».
Come educano i figli?
«Impongono modelli educativi islamici, non gli fanno frequentare i coetanei italiani, non permettono loro di avere un fidanzato. E se la moglie non è d’accordo scattano le minacce».
Che tipo di minacce?
«Di sottrarre i bambini e portarli nel paese d’origine».
Legalmente perché è possibile?
«Perché la Convenzione dell’Aia non è stata ratificata dai paesi del Nord Africa, Egitto compreso. Così, se il padre si porta via i bambini, le possibilità di intervento di un legale sono nulle. Solo la politica può sbloccare situazioni personali quando si riescono ad individuare i bambini».
Perché queste donne italiane scelgono l’uomo islamico?
«Per il gusto della novità o per difficoltà di trovare un partner. Non dimentichiamo che i matrimoni tra italiani sono diminuiti del 30%. Comunque non c’è una grande informazione su questi matrimoni e la cultura buonista degli ultimi anni non ha focalizzato i limiti dei legami misti».
E poi dopo le nozze civili saltano fuori i difetti.
«Un tunisino, per esempio, aveva distribuito le chiavi dell’appartamento a tutti i parenti che potevano entrare nella casa coniugale quando volevano: mangiavano, dormivano, bivaccavano e se ne andavano senza neppure pulire. Ma la moglie italiana ha sopportato tutto questo per suo figlio, perché il marito minacciava di portarselo in Tunisia». (Il Giornale)

5 dicembre 2008

«Volevo bene a Hina»

Il padre, prima che la corte si ritirasse per la sentenza, aveva rilasciato una breve dichiarazione spontanea. «Volevo bene a Hina», ha detto il genitore della ragazza condannato in primo grado a 30 anni per il delitto insieme a due generi. Anche uno di loro ha chiesto di poter parlare e, a quanto si è appreso avrebbe detto: «Non ho partecipato al delitto, ero in un'altra stanza, lo giuro su Gesù Cristo».
Hina Saleem è stata uccisa l’11 agosto dell’anno scorso e sepolta nel giardino di casa, avvolta in un lenzuolo bianco. La famiglia non le aveva perdonato di non essere una buona musulmana: la ragazza era fidanzata con Giuseppe, un ragazzo di 33 anni bresciano e cattolico e conviveva con lui, e aveva tenuto nascosto alla famiglia che aveva un lavoro. In primo grado anche uno zio della ragazza è stato condannato a due anni e otto mesi di carcere per concorso nell’occultamento di cadavere. (Corriere)

1 dicembre 2008

«Europa cristiana»

Magdi Cristiano Allam lascia dopo 35 anni il giornalismo e fonda un partito. «Ci presenteremo alle Europee del 7 giugno 2009 con il movimento 'Protagonisti per l'Europa cristiana'. Da domani inizieremo a lavorare, raccogliere firme, creare circoli in tutta Italia per darci un radicamento nel territorio». Non si tratta di un partito religioso, piuttosto un partito laico che proclama uno stato di emergenza etica in Europa e individua nella civiltà cristiana la verità storica del continente, il punto di riferimento irrinunciabile, da riscoprire e difendere. Per quanto riguarda i rapporti con l'Islam, Magdi Allam ha detto: «Noi vogliamo convivere pacificamente con i musulmani come persone, nel rispetto delle regole che valgono per tutti, ma non vogliamo essere costretti ad accettare l'islam come religione, Maometto come profeta e la Sharia come legge».


(Internet)

27 novembre 2008

«Figli di... Israele»

Nel Nome di Allah il Misericordioso
Allah susciterà una comunità che Lui amerà e che Lo amerà, umile con i credenti e fiera con i miscredenti, che lotterà per la causa di Allah e che non teme il biasimo di nessuno

Figli di...Israele
L'odore della morte aleggia sopra le nostre teste...
è tutto vero anche se a volte può sembrare un incubo...
lo è...un incubo...
ma al nostro risveglio sarà tutto più bello...
E quando dormirete voi...comincerà l'incubo eterno
la vera persecuzione
niente più Media, amici, famiglia...nessuno che vi svegli
perchè la morte tocca tutti e viene a prenderti ovunque...
preferisco degli ignoranti che mi chiamano terrorista...
ai venduti che vi chiamano israeliani...
figli di Israele...lottate per una terra, ma chi vi difenderà da Dio?
figli di...Israele qualche migliaio di soldati contro un popolo...per vincere dovrete ucciderci tutti...anche noi che siamo lontani...
figli di...
ormai sieta al vostro picco e la fine è vicina, il mondo vi crollerà addosso...
non vi odio, perchè già odiate voi stessi...
già...lo conosciamo l'odore della morte e fa paura
e voi?
voi avete paura della vita... (Il leone dell’islam)

«Bellissime parole mashallah»
«"Voi avete paura della vita..."....in questa frase è racchiuso il significato più profondo di tutta la poesia.... Continua così fra....esprimi a pieno con le parole ciò che noi tutti abbiamo nel cuore....»
«Che belle parole.....che dire semplicemente STUPENDE»

E poi il link a questo video (tradotto dal MEMRI)



Napolitano: «Di fronte ai proclami contro Israele, l'Italia non può che rafforzare il proprio impegno, affinché tali voci siano per sempre bandite e mai più l'umanità torni a rivivere le aberrazioni del passato».

25 novembre 2008

Papa: «Dialogo tra fedi non è possibile»

Città del Vaticano, 23 nov. (Apcom) - "Un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo". Lo scrive il Papa. (…) Espressione, quella dell'impossibilità di un dialogo interreligioso, che viene accolta positivamente dalla comunità ebraica romana. "Credo che bisogna essere molto grati al Papa per questa precisazione e per la giusta chiarezza", dice ad Apcom il rabbino Riccardo Di Segni, a capo della Comunità ebraica di Roma. Ci sono dei limiti insuperabili - aggiunge Di Segni - di ciascuna fede che vanno rispettati. Al di là di questo è giusto invece il dialogo fra culture".
Da parte sua, l'Ucoii (Unione delle Comunità e organizzazioni islamiche in Italia), sottolinea come "occorre precisare cosa il Papa intende dire con dialogo interreligioso in senso stretto. "Il dialogo fra credenti esiste - dice Izzeddin Elzir, portavoce dell'Ucoii - certamente non dialoghiamo sulle nostre fedi, perchè ognuno crede in ciò che crede, ma dialoghiamo su come possiamo convivere insieme, ciascuno nelle proprie diversità".

17 novembre 2008

«Cos'è la costituzione italiana per il musulmano»

(…) Nei paesi a maggioranza di musulmani, è lecito anzi è obbligatorio chiedere e cercare di applicare le leggi di Allah trasmessi nel Corano e la sunna, ma in un paese come l'Italia è chiaro che questa cosa non può essere realizzata e quindi è implicito che bisogna quindi, rispettare le leggi e la costituzione italiana. Fatta questa breve premessa, credo che la costituzione italiana sia un mezzo temporaneo che bisogna essere sfruttato al meglio per far valere i nostri diritti da musulmani, in quanto è la stessa costituzione che garantisce ciò, in più articoli. Certo, per quanto la conosca io, non credo che nella costituzione italiana ci sia qualcosa che vada contro le nostre pratiche e attività religiose, perchè se fosse così allora bisognerebbe lottare per cambiare le cose in quanto il profeta (SAS) dice:" Non vi è obbedienza a nessuna creatura nella disobbedienza di Allah".

(…) Pertanto chi pretende che i musulmani debbano accettare ciecamente le leggi di questo paese non sono per niente democratici. Ai musulmani dovrebbero invece chiedere sì il rispetto delle leggi ma cosa ancora più essenziale, dovrebbero chiedere la partecipazione! é indemocratico pretendere di seguire ciecamente una legge, una persona, un partito ecc.. il mio punto è che non ci può essere rispetto delle regole senza partecipazione a maggior ragione quando si tratta di residenti e di cittadini di questo paese e quando è la democrazia stessa che ce lo richiede.

(…) Ancora l’articolo 8 definisce che le religioni possono avere dei rapporti con lo Stato attraverso delle Intese e le loro rappresentanze. Quindi lo Stato e le leggi italiane permettono ai musulmani di vivere in un paese come l’Italia. Quindi la comunità islamica ha il diritto di essere riconosciuta dallo Stato e ha il diritto di usare come statuto la Shari’a, ovvero la Legge di Allah, quelle leggi rivelate nel Corano e quelle dettate dal Profeta* nella Sunna. Tutto nel rispetto e nella conformità della legge dello Stato italiano.

(…) Per concludere vorrei solo dire che, per riassumere, il musulmano vivendo in contesto non islamico rispetterà (insha’Allah- con il volere di Allah) quelle sue leggi anche non credendoci, ma dato che è chiamato al suo dovere, allora si confronterà con essa per dimostrare (dare la prova) che la parola a lui (salla Allah ‘alaihy wa sallam) rivelata è migliore e se su questo ci sono dubbi allora bisogna portare una prova che dica il contrario: “23 E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo , portate allora una Sura simile a questa e chiamate altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri.”

(…) Tanti e troppi sono i gruppi di interesse in gioco e la questione culturale e di reciprocità non possono essere le scuse sbandierate, in quanto sia a livello culturale che di reciprocità tra "governi" i musulmani sono in "credito" ovvero ciò che nei governi a maggioranza islamica è concesso ai non musulmani, ai cristiani sopratutto, è molto maggiore in numero e in diritti, di ciò che viene concesso ai musulmani in altri paesi tra quali l'Italia. Certo il messaggio che voglio passare, non è quello noi e voi, ovvero noi siamo più bravi di voi, ma il messaggio è quello che usare come scusa la cultura e la reciprocità non sono valide.

(…) A questo punto la domanda è: e se è lo stato italiano a non mettere in pratica alcune parti della costituzione italiana e quindi e non darmi i miei diritti da cittadino musulmano fornendomi luoghi di culto(moschee) ecc.. Bisogna sempre rispettarla? Il profeta (sas) ha interrotto quella tregua che tu hai citato quando i meccani tradirono il patto, che come sappiamo portò subito dopo alla conquista della Mecca. Lunacrescente

(…) Con i nostri principi islamici dobbiamo creare la nuova figura dell'italiano post-Jahiliya... quando parliamo parliamo da italiani e non da arabi, siamo khaira ummatin ukhrijat li nnas (la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini – Corano 3:110, ndUC) e quindi di conseguenza siamo i migliori italiani ukhriju li nnas… facciamo si da ridare il vero valore alle cose, cominciamo noi e a catena ci seguiranno gli altri incha'Allàh! Lunacrescente

14 novembre 2008

«Storia di una donna che ha rinunciato all'islam»

Nonie Darwish, egiziana naturalizzata americana, musulmana convertita al Cristianesimo, ha molti punti in comune con Magdi Allam. Ma la sua infanzia è stata forse più movimentata: trascorsa tra Gaza e il Cairo, era figlia di uno dei capi militari di maggior fiducia di Nasser che aveva la responsabilità di dirigere da Gaza le operazioni militari contro Israele. Fin da piccola la colpiva lo spirito di perenne vendetta che animava il mondo intorno a lei e l’odio profondo nei confronti di Israele dipinto come il peggiore dei mali. Indomita nei confronti delle pressioni della famiglia e dell’entourage islamico, nel 1978 riesce ad emigrare in America dove inizia la sua conversione.

La sua infanzia è stata traumatizzata da eventi tragici. Ci può descrivere quegli anni della sua vita?
Da bambina vivevo a Gaza, zona di guerra. Il Presidente egiziano Gamal Abdel Nasser aveva due obiettivi: la riunificazione del mondo arabo e la distruzione di Israele. Sia Gaza che la Cisgiordania venivano utilizzate dai Paesi arabi come avamposti dai quali attaccare Israele. Mi ricordo di aver passato molte notti insonni sotto i bombardamenti. Ho frequentato la scuola elementare a Gaza dove mi è stato insegnato l’odio, la vendetta e la ritorsione: mai ci veniva proposta come alternativa la pace. Recitavamo ogni giorno poesie “jihadiste” auspicando per ognuno di noi la morte del “shadid”, cioè del martire. Israele voleva uccidere mio padre perché era il responsabile delle operazioni dei “fedayn” egiziani che da Gaza attaccavano Israele. Una notte, un commando israeliano penetrò nella nostra abitazione, nonostante fossimo altamente protetti e sorvegliati. Mio padre però non era in casa e i soldati israeliani trovarono solo donne e bambini: a nostra sorpresa se ne andarono senza farci alcun male. Sottolineo però che questa non era la prassi dei “fedayn” egiziani che uccidevano invece i civili israeliani, sia donne che bambini. Qualche mese dopo, l’11 luglio 1956, mio padre venne assassinato da un commando israeliano. Avevo otto anni. Dopo la sua morte, il Presidente Nasser venne a farci visita a casa per le condoglianze di rito. Sia lui che il suo seguito, rivolgendosi a noi figli, ci chiesero: “Chi di voi vorrà vendicare il sangue di vostro padre uccidendo degli ebrei?”. Questa domanda mi turbava profondamente perché ne conseguiva che se veramente amavo mio padre avrei dovuto uccidere degli ebrei. Questo è un perenne ciclo di vendetta che malgrado tutto deve essere interrotto perché il nostro obiettivo è la pace.

Lei pensa che oggi l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dell’Islam sia giusto?
L’Occidente ha accolto i musulmani nella speranza di vederli convivere pacificamente con i propri cittadini. Ma non ha difeso questi ultimi dai “libri sacri” e dalle scritture islamiche che ordinano ai musulmani di uccidere i non-musulmani. Per esempio, la Sura 47,4 recita: «Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine».  Un altro esempio: «Nessun musulmano deve essere ucciso per aver ammazzato un non-credente» (Sahih Bukhari 1.3.111). Per questi “comandamenti” della religione islamica, i non-musulmani del Medio Oriente sono perseguitati e uccisi e molti di loro devono lasciare il Paese. Nel Corano e negli Hadith, sono ripetuti migliaia di volte gli ordini di uccidere, umiliare o sottomettere i non-musulmani. Sono sicura che la maggioranza dei musulmani non voglia mettere in pratica tutto ciò ma se vi fosse anche una sola minoranza che lo vuole, l’Occidente dovrebbe saper fronteggiare il problema. Mentre invece, per il momento, non fa altro che cercare di proteggere i diritti dei musulmani in Europa, dimenticando il diritto degli europei a vivere in pace. (Leggi tutto Radici Cristiane)





Nonie Darwish su youtube

«(…) IO ritornata all'islam non permetto a nessuno di essere miscredente dopo aver creduto» fatima87

13 novembre 2008

«Immigrati, la Lega: "Frontiere chiuse due anni"»

La Lega, già bersagliata da critiche durissime e pure da proteste di molte associazioni mediche, non intende rinunciare all’emendamento che innesca un vero e proprio giro di vite nel settore sanitario. Al momento il nostro servizio sanitario nazionale offre piena assistenza agli immigrati irregolari che ovviamente, non posseggono tessera sanitaria. Il Carroccio propone che gli stranieri paghino per ottenere qualsiasi prestazione, compresa quella del pronto soccorso. E non solo. Se l’emendamento dovesse essere approvato il medico curante avrà l’obbligo di segnalare il clandestino alle forze dell’ordine.

La Lega poi chiede di imporre il divieto assoluto di girare per strada e nei luoghi pubblici con il volto coperto, la norma «deve essere applicata nel modo più rigoroso possibile». Non dimentica neppure gli immigrati che hanno la residenza in Italia e con un altro emendamento propone che aspettino 10 anni prima di poter presentare domanda per una casa popolare.
Non dovrebbe venire ripresentato invece l’emendamento che prevedeva il ricorso a referendum locali in caso di costruzione di moschee e luoghi di culto o di campi nomadi. Una buona notizia potrebbe arrivare per Lampedusa, da anni teatro di continui sbarchi. Il Carroccio propone uno stanziamento di 2 milioni di euro a titolo di «compensazione» e per il mantenimento del centro di primo soccorso e permanenza dell’isola che si trova a fronteggiare arrivi massicci senza avere risorse adeguate. Intanto spegne le voci su presunti scontri nella maggioranza lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Regolarizzeremo col decreto flussi 170mila immigrati. Stiamo lavorando, ma l’accordo politico c’è». 

Ma la Lega insiste, nella giornata del summit Berlusconi-Erdogan, sulle sue posizioni anti-turche: «Non ci sono le condizioni per un ingresso in tempi brevi nella Ue. Si tratta di un Paese troppo diverso dal resto degli stati membri - osservano Gianluca Pini e Giovanni Fava, deputati del Carroccio nelle commissioni Esteri e Difesa - per aspetti geografici, culturali e religiosi. L’Europa perderebbe la propria identità». E Il Pd attacca la Lega e chiede a Berlusconi un immediato chiarimento. (Il Giornale)

30 ottobre 2008

«Francese obbligatorio per candidati a immigrazione»

Roma, 30 ott. (Apcom) - Il governo francese ha approvato un decreto, che sarà pubblicato a fine settimana sulla Gazzetta ufficiale, che prevede l'insegnamento obbligatorio del francese per gli immigrati che aspirano a entrare in Francia per ricongiungersi con i loro familiari nel Paese transalpino. Lo scrive oggi il quotidiano Le Figaro, che ha ottenuto una copia del decreto.
Secondo il ministro dell'Immigrazione e dell'Identità Nazionale, Brice Hortefeux, "la lingua è il miglior vettore per l'integrazione", e per questo a suo giudizio è necessario che gli immigrati apprendano elementi di francese seguendo corsi obbligatori nei loro Paesi d'origine, prima di arrivare in Francia. Tutti coloro che faranno domanda per un visto di immigrazione familiare dovranno quindi sottoporsi a un esame culturale e linguistico sul posto, scrive Le Figaro. Saranno poste domande elementari del tipo: "In Francia, una donna può lavorare senza l'autorizzazione di suo marito?".
Chi passerà l'esame sarà esentato dai corsi di lingua, così come i minori di 16 anni, gli anziani con più di 65 anni, e le persone che hanno frequentato per almeno un anno una scuola francofona o che hanno svolto studi superiori di un anno in Francia. Tutti gli altri, in base al loro livello, dovranno invece seguire corsi di francese per un massimo di due mesi.
Come precisa Le Figaro, questi corsi saranno obbligatori e più che il livello raggiunto sarà importante la frequenza alle lezioni. Un assenteismo manifesto potrebbe infatti ritardare l'ottenimento del visto. Questo provvedimento per l'apprendimento accelerato del francese nel Paese d'origine entrerà in vigore il prossimo primo dicembre, e saranno coinvolti nella sua attuazione i consolati francesi e gli uffici locali dell'Agenzia nazionale per l'accoglienza degli stranieri e delle migrazioni (Anaem).

sfoglia
luglio