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Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

20 maggio 2009

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Geert Wilders: «La più grave malattia dell’Olanda e dell’Europa è il relativismo culturale. L’idea che tutte le culture siano uguali, ecco il punto. L’umanesimo europeo, costruito su basi cristiane e giudaiche, è migliore della cultura islamica, anche se una secolarizzazione estrema sta distruggendo gran parte di quel patrimonio. Il multiculturalismo funziona se sei forte abbastanza per dire che la tua cultura è migliore e dominante. Ma quando il multiculturalismo si coniuga al relativismo culturale, è suicidio. Da quando i nostri padri fondatori trasformarono questa palude, l’Olanda, in un’oasi di tolleranza, il nostro stendardo merita di essere librato in aria e in libertà. La correttezza politica ci impedisce di farlo, si ha paura di essere chiamati ‘estremisti’. L’islamizzazione ha successo nella mancanza di coraggio. Siamo diventati come tanti Chamberlain, anziché Churchill, i politici non conoscono la storia del proprio paese, non hanno identità, non sanno chi rappresentano. Non hanno più la volontà di battersi per i propri valori». qui

5 marzo 2009

«Con le vostre leggi vi conquisteremo»

(...) Rientra nel razzismo antimusulmano anche l’islamofobia (letteralmente: paura dell’Islam) con la quale si definiscono le forme di rigetto emozionale dell’Islam in quanto religione e dei suoi usi e costumi, simboli e pratiche religiose spesso malintesi. Il concetto di islamofobia si è imposto con la pubblicazione nel 1997 di uno studio dell’organizzazione inglese Runnymede Trust («Islamophobia: A Challenge for Us All») che ha definito questa forma di ostilità antislamica con otto caratteristiche, ad esempio la percezione dell’Islam come violento, aggressivo, minaccioso, estraneo e anormale, ma anche l’immagine di un Islam statico, recalcitrante al cambiamento e arretrato rispetto all’Occidente. Nel 2005 il Consiglio d’Europa ha definito l’islamofobia quale «paura o forma di pregiudizio nei confronti dell’Islam, dei musulmani e di tutto ciò che li concerne» (Islamophobia and its consequences on Young People). qui


Conferenza Onu sul razzismo, l'Italia si ritira: «Frasi antisemite in bozze»

15 gennaio 2009

"Attenti all’imperialismo dell’Islam"

Londra - Il multiculturalismo? «È pernicioso: e la tolleranza multiculturale delle società europee aiuta i terroristi», afferma lo storico britannico Michael Burleigh nel suo recente libro Blood and rage: A Cultural history of terrorism. (…) «A Londra abbiamo folle musulmane isteriche con cartelli con scritte “Death to Juices” (sic) - non riescono neanche a scrivere correttamente “Jews” (ebrei) - che interrompono la vita della gente comune e assalgono negozi a Kensington. Nel frattempo, i musulmani “moderati” hanno minacciato il nostro governo che ci sarà ancora dell’altro terrorismo se i “Brits” non alterano la loro politica estera. Poiché il governo ha condannato la reazione “sproporzionata” di Israele non vedo cosa possano volere di più, forse un’alleanza con Hamas?». (…)

«Abbiamo le mani legate dalla disastrosa ideologia del multiculturalismo, adottata come alternativa al marxismo leninismo quando questi entravano in coma. Un’ideologia nefasta, che divide la gente in tribù in base a identità particolari, i negri, i gay, e così via, senza tener conto delle differenze individuali. Le tribù diventano comunità con dei leader autoproclamati che non riflettono alcunché ma rafforzano una visione monolitica della comunità portando avanti un discorso vittimista, e i governi si trovano a dover gestire le tribù attraverso queste leadership radicali. Poi si finisce col credere di risolvere tutto con la cosmetica del politicamente corretto. In Inghilterra i terroristi oggi bisogna chiamarli “terroristi antislamici” per non offendere i musulmani, perché secondo il governo i terroristi non hanno niente a che fare con l’islam». (…)

«Dovremmo innanzitutto eliminare le ovvie contraddizioni della nostra politica estera, smetterla di chiudere gli occhi sui governi autoritari come l’Arabia Saudita solo perché ci serve il loro petrolio, o inneggiare ad Hamas come si è fatto finora dimenticando il terrore che Hamas semina fra chi non sta ai loro ordini. In società polarizzate fra autocrati e islamisti c’è molta gente ragionevole nel mezzo che attende di potersi esprimere politicamente...». (A. F. Price,  Il Giornale)


(This is London)


(Internet)

Caro amico ti scrivo

Gli ambasciatori arabi: «Gentile onorevole, ho il piacere di esprimerle a nome del Consiglio degli ambasciatori arabi in Italia pieno apprezzamento per le posizioni che Sua Eccellenza ha espresso e mantenuto (...) Onorevole, la misurata e lucida analisi dei fatti che Ella ha espresso nelle Sue recenti dichiarazioni riflettono purtroppo la drammatica situazione». Poi, «stima» e «la più alta considerazione» a D’Alema per l’«infaticabile impegno» in favore «della pace possibile». Una delegazione dei diplomatici arabi va oggi da Franco Frattini, Pdl, successore di D’Alema. Anche se riceverà attestati di stima, il preferito è già noto. (Corriere)

Beirut, D'Alema con un deputato Hezbollah

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