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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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12 luglio 2009

Convertiti

La differenza tra i mushrikeen ed i kuffaar, e a quale categoria appartengono gli ebrei e i cristiani? Qual è la differenza tra mushrikeen e kuffaar? Sono gli ebrei e cristiani mushrikeen o kuffaar?

(...) Gli ebrei e i cristiani sono entrambi kaafir e mushrikeen. Essi sono kaafir, perché negano la verità la respingono. E sono mushrikeen perché venerano qualcuno all’infuori di Allaah.

Allaah dice (significato del verso): "Dicono i giudei: «Esdra è figlio di Allah»; e i nazareni dicono: «Il Messia è figlio di Allah». Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati! Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico . Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui ben oltre ciò che Gli associano!" [al-Tawbah 9:30, 31] (…)  
Shaykh 'Abd al-'Azeez ibn Baaz (che Allaah abbia misericordia di lui) ha detto, rifiutando quelli che dicono che la parola mushrikeen non può essere applicata alla gente della Scrittura: “E 'più probabile che il popolo del libro sia incluso tra i mushrikeen, uomini e donne, quando questa parola è utilizzata in termini generali. Perché i kuffaar sono indubbiamente mushrikeen. Di conseguenza è proibito loro di entrare in al-Masjid al-Haraam, perché Allaah dice (significato del verso): "O voi che credete, i politeisti sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea dopo quest'anno. E non temete la miseria, ché Allah, se vuole, vi arricchirà della Sua grazia . In verità Allah è sapiente, saggio." [al-Tawbah 9:28] qui

“Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (Matteo 7,15-16)

22 aprile 2009

«I soldi del Comune per la moschea»

(… ) Chi guarda con favore al progetto di un nuovo centro islamico con imam formati dal governo marocchino e finanziato dal ministero degli Affari religiosi di Rabat è il sindaco Sergio Chiamparino, che si augura un rapido intervento del ministero degli Interni. «Ci aspettiamo dal ministro Maroni un incoraggiamento a intraprendere questa strada. A maggior ragione visto che la libertà di culto è sancita dalla nostra Costituzione. E ci aspettiamo lo stesso segnale dalle altre comunità religiose. In Marocco, accanto alle moschee, sono stati costruiti edifici dedicati ad altri culti. Sarebbe quindi una situazione reciproca. qui

E a proposito di moschee: «Non parlare al telefono, vediamoci in moschea». A parlare in questo modo, in una conversazione intercettata dai carabinieri del Ros, era tal Mohamed Ben Alì, imprenditore magrebino finito in manette con altri complici circa quattro anni fa per una vicenda di falsi permessi di soggiorno, di assunzioni taroccate presso aziende compiacenti di clandestini e forse anche di personaggi legati al mondo del fondamentalismo islamico. Ben Alì, svelarono all’epoca i militari del Ros, era solito concludere i propri affari in moschea. (…) qui

21 aprile 2009

«La Moschea di Torino finanziata dal Marocco»

Il governo di Rabat ha deciso di finanziare il progetto di un luogo di culto islamico in città. L'Unione dei musulmani italiani ha già comprato un edificio da ristrutturare. "Sarà un luogo trasparente", garantiscono gli islamici. La Lega insorge: "Lo impediremo". Mentre il sociologo dell´Islam Guolo legge la mossa dello stato marocchino come una mano tesa all'Islam di Stato.
«Sappiamo che i tempi non sono maturi - dice Abdel Aziz Khounati, presidente e imam del centro islamico di corso Giulio Cesare 6 - a Rabat e a Casablanca abbiamo due grandi chiese cattoliche di cui siamo orgogliosi. Simbolo di integrazione religiosa. Ci piacerebbe avere a Torino un minareto, che sarebbe allo stesso modo un segno di fratellanza, ma attendiamo un segno di apertura da parte della comunità cattolica». Costo? Due milioni e mezzo, metà finanziato dal ministero per gli affari religiosi di Rabat. «L´Italia non finanzia luoghi di culto - aggiunge Khounati - per questo ci siamo rivolti al Marocco». qui

Convertiti

(…) Allah ha reso obbligatorio per i Musulmani combattere nel Jihad contro il male del nemico che trasgredisce contro l'Islam. (…)
Allah poi ha detto: "...e può essere che detestiate una cosa che è bene per voi"
significa, il combattimento è seguito dalla vittoria, il dominio sul nemico, l'acquisizione delle loro terre, il denaro e la prole. qui

28 gennaio 2009

L’imam non gradisce

Genova - Oltre agli abitanti del Lagaccio, anche agli islamici non sta bene la costruzione della moschea in via Bartolomeo Bianco.  Il rappresentante della comunità islamica genovese, Husein Salah, è indispettito: «Non è affatto detto che accetteremo la proposta del Comune. Ci aspettavamo un’area da 2.800 metri quadrati. Ce n’è stata presentata una da 1.450. Non è sufficiente, perché abbiamo molte opere accessorie da realizzare nell’intorno dell’edificio progettato dal nostro tecnico. Entro fine settimana la comunità esaminerà la proposta del sindaco e si pronuncerà».  Minareto, scuola coranica e matroneo dovrebbero sorgere in una piccola fetta di terreno di proprietà pubblica compresa tra l’area assegnata ai pensionati di via Napoli e i ruderi occupati dai ragazzi del Centro sociale Terra di Nessuno. «Certo è che non ci aspettavamo un taglio così netto dopo aver fornito tutta la nostra disponibilità a rivedere il luogo dove costruire».


19 gennaio 2009

«Nelle moschee sermoni solo in italiano»

Roma - "La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. E più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive". Con questa proposta il presidente della Camera, Gianfranco Fini riapre il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici In Italia. E se la proposta di Fini riceve attacchi da parte del Prc e del Pd e il plauso della Lega, divide le comunità islamiche con il consenso del Centro islamico culturale d’Italia e la critica dell’Unione Comunità islamiche in Italia (Ucoii). (…)

Secondo il Pd la proposta di Fini è "inefficace". "Innanzitutto - spiega Enrico Farinone - perché bisognerebbe controllare periodicamente tutte le moschee poi perchè la lingua dell’Islam è l’arabo e la predicazione obbligatoria in italiano rischierebbe di provocare un senso di rigetto verso il nostro paese". "Per evitare l’istigazione all’odio - dice - la soluzione è una sola: maggiore integrazione". (…) Profondo il dissenso invece dei Radicali soprattutto sulla costruzione delle moschee. Silvio Viale sottolinea che "porre veti alla costruzione di moschee, delle quali i minareti sono una componente, significa legittimare le posizioni dei persecutori dei cristiani nel mondo e di ogni persecuzione verso le minoranze religiose".

Divise le organizzazione islamiche in Italia. Per l’Ucoii "i politici non conoscono la realtà". "In Italia - spiega Issedin Elzir - già accade che il sermone sia in parte in arabo e in parte in italiano e che occorre una traduzione. Serve più dialogo, dobbiamo conoscerci di più". "Se il timore è che in arabo possano essere dette parole di odio, l’odio si può esprimere in tutte le lingue". (Il Giornale)

10 dicembre 2008

«Una moschea al Polo Nord»

Grazie alla donazione di un anonimo magnate saudita, e all’accondiscendenza delle autorità norvegesi, sarà presto costruita una grande moschea al Polo Nord.
La notizia rientra fra quelle «incomprensibili» ai nostri occhi. A che cosa serva una moschea in mezzo ai ghiacci, in un Paese in cui la comunità islamica è intorno al 2 per cento, è cosa che ci pare faccia a pugni con la ragione. In realtà, quel che fa a pugni con la ragione è la nostra ormai incrostata abitudine a credere che tutto il mondo proceda seguendo le nostre categorie di pensiero. Ci illudiamo che tutto sia misurabile materialmente, o in termini di interessi «concreti»: e respingiamo a priori l’idea che ci sia invece ancora qualcuno che vive e opera con le categorie della religiosità, del sacro, del simbolo. [...]

Il mondo islamico comprende perfettamente il valore simbolico di un’iniziativa del genere. Non lo comprendiamo invece noi occidentali, imprigionati come siamo nella tragicomica ideologia del politically correct: è grottesco, ad esempio, che le autorità norvegesi abbiano espresso soddisfazione perché la moschea al Polo Nord «rispetterà i vincoli ambientali», senza avvertire un altro tipo di impatto, non «ambientale» ma ben più profondo. Chi conosce la storia sa bene quanto sia illusorio il «dialogo» auspicato oggi anche da arcivescovi che nel programma pastorale invocano «una moschea per ogni quartiere».

L’islam è una religione di conquista, e nel suo dialogare non c’è mai stato neppure il tentativo di convertire: la mitica «tolleranza» islamica consisteva nel lasciare a cristiani ed ebrei la loro fede per il semplice motivo che così diventavano sudditi ed erano tenuti al pagamento di un tributo, dal quale i discepoli di Maometto erano esentati. Che oggi non sia più riproponibile una metodologia del genere è evidente; ma che una strategia di conquista sia comunque in atto, è altrettanto evidente. [...]  (M. Brambilla, Il Giornale)


Leggete anche questo: «
Gli sceicchi comprano l'Italia»

«Sondaggio: per italiani moschee sono bacino per terrorismo»

Roma, 10 dic. (Apcom) - Gli italiani si schierano contro la costruzione di nuove moschee, considerate pressoché unanimemente come un bacino per il terrorismo. E' quanto emerge da un sondaggio del settimanale Donna Moderna, in edicola da domani. Impressionante il risultato: contro le moschee si è espresso il 91% del campione.

22 novembre 2008

«Sulla reciprocità»

Alcuni esponenti del mondo ecclesiastico, politico e culturale hanno dunque formulato, implicitamente o esplicitamente, il ragionamento che segue: la concessione della libertà religiosa in Italia ai musulmani deve essere vincolata ad un principio di reciprocità, ovvero è necessario pretendere che sia analogamente garantita la libertà religiosa nel «mondo islamico» ai cristiani. Paradossalmente, molti di coloro che agitano tale questione non sono affatto religiosi e si servono del Cristianesimo come vago collante ideologico di un’altrettanto vaga e presunta «civiltà occidentale». (…)

L’argomentazione di coloro che invocano la reciprocità tra musulmani e cristiani cade nel ridicolo quando si trova a doversi applicare in casi concreti. A questo proposito, ad esempio, non si possono imputare ai musulmani italiani, per il solo fatto che sono musulmani, le politiche dei Paesi arabi. La libertà religiosa è garantita ai cittadini italiani senza distinzione di confessione religiosa: dunque gli italiani di confessione islamica, ad esempio, hanno lo stesso diritto a edificare luoghi di culto dei loro concittadini di qualunque religione. È assurdo chiedere ai musulmani italiani la «reciprocità» dei diritti di cui essi godono in Italia, in quanto cittadini italiani, per i cristiani, indigeni o allogeni che siano, residenti in Paesi dove tali diritti non sono garantiti.

Finora abbiamo messo in luce i numerosi errori formali e le incoerenze di metodo reiterate da coloro che rivendicano la reciprocità, ma occorre entrare finalmente nel merito per dissipare una menzogna ripetuta con tanta frequenza, in buona o in cattiva fede, da essere ormai accettata come verità incontrovertibile da molti: è falso che non vi sia libertà religiosa nei Paesi a maggioranza islamica. Esistono chiese e sinagoghe dal Marocco all’Indonesia, centri religiosi, istituti culturali di matrice ebraica, cristiana, indù, buddista. (…) Sostegno di questo slogan fraudolento, volto ad alimentare suggestioni islamofobiche delineando una situazione drammaticamente immaginaria, si cita spesso un caso particolare: quello dell’Arabia Saudita. Qualcuno ha constatato che in Arabia Saudita «non vi sono chiese perché non vi sono cristiani»; purtroppo, un’osservazione così lineare risulta inconcepibile per la mentalità coloniale di alcune aree culturali dell’Occidente moderno.

Qualcuno si spinge oltre e domanda: «Se c’è una moschea a Roma, perché non si può costruire una chiesa a Mecca?». Ebbene, innanzitutto in Italia c’è una sola moschea ufficiale per un milione di musulmani: esistono pochi Paesi al mondo segnati da una discriminazione religiosa di fatto così netta e grave. In secondo luogo, l’unica moschea ufficiale si trova a Roma, che fino prova contraria è la capitale d’Italia, Stato che riconosce pari dignità ad ogni confessione garantendo libertà di culto ai suoi cittadini, a qualunque confessione appartengano. Non risulta invece sia mai stata avanzata alcuna richiesta di edificare una moschea in Vaticano. Analogamente, i Luoghi Santi di Mecca e Medina sono riservati al rito islamico del Pellegrinaggio, come un unico, vasto tempio che ha per tetto la volta celeste, e non ospitano manifestazioni esteriori di altre forme confessionali. Non si comprende d’altronde perché un ateo dovrebbe andare a Mecca, se non per una forma volgare di curiosità o di esotismo culturale o di rivendicazione ideologica delle libertà individuali. (…)

Secondo la dottrina ortodossa dell’Islam, un musulmano non può convertirsi al Cristianesimo. Tale divieto è di natura esclusivamente teologica e non implica certo la «licenza di uccidere» il musulmano che eventualmente scegliesse di diventare cristiano. La stessa dottrina cristiana, peraltro, considera «apostati» coloro che si convertono all’Islam, sebbene in maniera del tutto illegittima e addirittura facendo violenza, se possiamo dire così, all’etimologia stessa del termine «apostata», che indica colui che «si volge indietro», e non può certo riferirsi a coloro che abbracciano l’ultima Rivelazione del monoteismo abramico senza in nessun modo rinnegare le precedenti. Sul piano del diritto, dunque, la libertà di culto in Italia è esplicitamente sancita dalla Costituzione e ribadita da varie leggi. Nessuno può usare la violenza per imporre o impedire una conversione, e rimproverare un tentativo simile ai musulmani col pretesto che la dottrina islamica non ammette l’apostasia è come accusare i teologi cristiani di voler sterminare i golosi perché ne collocano la smodata passione alimentare tra i vizi capitali.

In ogni caso, è necessario comprendere che non sempre la reciprocità è auspicabile e che non tutte le reciprocità sono buone. Altrimenti non saremo dissimili dallo sciocco protagonista di una storiella araba molto diffusa, che era stato colpito da un lutto. Ad un amico che lo consolava, lo sciocco rispose: «Che Dio mi conceda di ricambiarti!». (Tratto da islamicita, Abd al-Nur Distefano)

21 novembre 2008

«Imam terrorista. E Milano gli dà una moschea»

Tre anni e otto mesi per «associazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo». La corte d’appello ha confermato la condanna ad Abu Imad, in arte Arman Ahmed El Hissini Helmy, guida spirituale della moschea di viale Jenner. Si tratta dell’uomo che ogni venerdì parla ai fedeli musulmani al Palasharp. L’uomo che è stato ricevuto con tutti gli onori dai rappresentanti di Comune, Regione e Prefettura per trovare una nuova sistemazione per la sua comunità. L’uomo che, secondo i giudici, fino al 2004 si occupava di fare il lavaggio dei cervello a dei ragazzi per trasformarli in kamikaze islamici. La sua attività sarebbe addirittura precedente all’11 settembre. Dei tre anni e otto mesi cui è stato condannato probabilmente non sconterà neanche un giorno. Secondo i pm, da Abu Imad avrebbe ormai preso le distanze dai terroristi islamici. Inutile infierire. Così, probabilmente già a gennaio, sarà lui a celebrare la prima preghiera nella nuova moschea milanese. (Libero)


(AP Photo)

Un musulmano, può “prendere le distanze” da uno dei pilastri della religione islamica? 

12 E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: « Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!» (8:12)

7. Chi è più iniquo di colui che inventa menzogne contro Allah, nonostante venga chiamato all'Islàm? Allah non guida gli ingiusti. 8. Vogliono spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah completerà la Sua luce a dispetto dei miscredenti. 9. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la Guida e la Religione della verità, affinché essa prevalga su ogni religione a dispetto degli associatori. 11. Credete in Allah e nel Suo Inviato e lottate con i vostri beni e le vostre persone sulla Via di Allah. Ciò è meglio per voi, se lo sapeste. (61:9)

13 novembre 2008

«Immigrati, la Lega: "Frontiere chiuse due anni"»

La Lega, già bersagliata da critiche durissime e pure da proteste di molte associazioni mediche, non intende rinunciare all’emendamento che innesca un vero e proprio giro di vite nel settore sanitario. Al momento il nostro servizio sanitario nazionale offre piena assistenza agli immigrati irregolari che ovviamente, non posseggono tessera sanitaria. Il Carroccio propone che gli stranieri paghino per ottenere qualsiasi prestazione, compresa quella del pronto soccorso. E non solo. Se l’emendamento dovesse essere approvato il medico curante avrà l’obbligo di segnalare il clandestino alle forze dell’ordine.

La Lega poi chiede di imporre il divieto assoluto di girare per strada e nei luoghi pubblici con il volto coperto, la norma «deve essere applicata nel modo più rigoroso possibile». Non dimentica neppure gli immigrati che hanno la residenza in Italia e con un altro emendamento propone che aspettino 10 anni prima di poter presentare domanda per una casa popolare.
Non dovrebbe venire ripresentato invece l’emendamento che prevedeva il ricorso a referendum locali in caso di costruzione di moschee e luoghi di culto o di campi nomadi. Una buona notizia potrebbe arrivare per Lampedusa, da anni teatro di continui sbarchi. Il Carroccio propone uno stanziamento di 2 milioni di euro a titolo di «compensazione» e per il mantenimento del centro di primo soccorso e permanenza dell’isola che si trova a fronteggiare arrivi massicci senza avere risorse adeguate. Intanto spegne le voci su presunti scontri nella maggioranza lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Regolarizzeremo col decreto flussi 170mila immigrati. Stiamo lavorando, ma l’accordo politico c’è». 

Ma la Lega insiste, nella giornata del summit Berlusconi-Erdogan, sulle sue posizioni anti-turche: «Non ci sono le condizioni per un ingresso in tempi brevi nella Ue. Si tratta di un Paese troppo diverso dal resto degli stati membri - osservano Gianluca Pini e Giovanni Fava, deputati del Carroccio nelle commissioni Esteri e Difesa - per aspetti geografici, culturali e religiosi. L’Europa perderebbe la propria identità». E Il Pd attacca la Lega e chiede a Berlusconi un immediato chiarimento. (Il Giornale)

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