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Diario | Insight |
 
Diario
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3 agosto 2009

Religione di pace e tolleranza

«Ma ve ne rendete conto? Non si sono accontentati di tirare pietre, dare fuoco alle abitazioni e linciare i cristiani. Hanno utilizzato anche pistole, mitra e persino un lanciagranate. Volevano distruggere e soprattutto uccidere con una rabbia e un accanimento per noi incomprensibili». (…)

Ha 39 anni padre Younis, francescano, e un conto molto personale con gli autori di queste violenze: ben sette membri della sua famiglia hanno perduto la vita. «Fanno tutti per cognome Hameed, il clan famigliare del marito di mia sorella: due bambini, tre donne e due uomini. Tutti massacrati o bruciati vivi per una sola colpa: essere cristiani, una piccola minoranza che non supera il 2 per cento dei circa 170 milioni di pakistani», spiega. (…)

«La nostra gente ha contato otto au­tobus carichi di estremisti arrivati da lontano. Volti sconosciuti di gente ar­mata sino ai denti. Il loro slogan prefe­rito è stato che noi cristiani abbiamo la stessa religione dei soldati america­ni e dunque siamo nemici, meritiamo la morte. Prima hanno tirato pietre, poi hanno utilizzato benzina e infine mitra e bombe. Qui attorno a me è tut­to bruciato, carbonizzato. Il bilancio di sangue poteva essere molto peggio, se i cristiani non fossero stati in allarme e non fossero fuggiti subito. I miei fa­migliari non sono stati abbastanza ve­loci e sono bruciati vivi, intrappolati tra le fiamme. Mio genero aveva il cra­nio sfondato». qui

Cardinale Theodore Sarr: «L'Islam e' una religione di pace, non di guerra, nemmeno di violenza. Bisogna imparare a considerare i musulmani come credenti, non come fanatici, fondamentalisti, violenti». qui

65. O Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende. 73. I miscredenti sono alleati gli uni degli altri. Se non agirete in questo modo, ci saranno disordine e grande corruzione sulla terra. (Corano, Al 'Anfal)

2 agosto 2009

«Caccia ai cristiani in Pakistan, sei persone bruciate vive»

In Oriente torna la violenza contro i cristiani: 6 persone, quattro donne, un bambino ed un uomo, sono stati bruciati vivi nel corso di alcuni scontri con la maggioranza musulmana in una città del Pakistan centrale. Solo l’estate scorsa, in India si era accesa una violenta protesta contro i cristiani e gli scenari sembrano già gli stessi. Una folla di fedeli musulmani ha infatti saccheggiato e dato alle fiamme 75 case di cristiani e bruciato due chiese nel villaggio di Korian, nel distretto di Toba Tek Singh del Punjab. (…) Il clima è davvero teso, tanto che è intervenuto anche il presidente pakistano, Asif Ali Zardari, ha espresso seria preoccupazione per l’accaduto: “È un fatto che va contro lo spirito dell’islam e le norme della società civile quando le leggi vengono manipolate e i membri di una minoranza sono fatti oggetto di violenza sulla base di crimini reali o presunti”.  qui

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