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Diario | Insight |
 
Diario
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23 febbraio 2009

Il «caso romeno»

(...)  Nell'arco di tre anni, infatti, dal 2004 e al 2006, i romeni sono risultati al primo posto tra gli stranieri per gli omicidi volontari, primi per le violenze sessuali, primi per i furti in abitazione, con strappo e con destrezza, primi tra gli estortori e nelle rapine in esercizi commerciali, come dimostrano le elaborazioni sui dati del ministero dell'Interno. E hanno così scalzato il triste primato degli albanesi. Il Rapporto del Viminale 2007 indica, ad esempio, che i romeni (pari nel 2006 al 12% dei soggiornanti stranieri), avevano un'incidenza in media quasi doppia rispetto agli altri immigrati nel caso degli omicidi volontari (15,4), delle violenze sessuali (16,2), dei furti di autovetture (29,8), dei furti con strappo (19,3), con destrezza (37,0), delle rapine in esercizi commerciali (26,9). Gli stessi dati dimostrano che, mentre servono gli immigrati di dieci diversi Paesi per arrivare al 50% degli stranieri presenti in Italia, bastano solo romeni, marocchini e albanesi per mettere insieme la metà dei denunciati stranieri per furti con destrezza e in abitazione (e un terzo del totale delle denunce, italiani inclusi). (...)

«I detenuti romeni sono pochissimi, ma anche i denunciati sono pochi, rispetto a quanti siamo qui. Per questo non si può fare di ogni erba un fascio», afferma Dmitru Jlnca, 38 anni. Jlnca vive a Padova ed è un personaggio molto conosciuto nel Nord Est, oltre ad essere esponente del Pdl romeno, il partito liberale di centrodestra. Alle prossime elezioni europee sarà candidato nel Ppe. «Per il 99 per cento di noi - dice - l'Italia è una seconda patria». Ma allora come si spiega che molti assassini e stupri sono opera di romeni? «Purtroppo il passaparola c'è anche tra i criminali: hanno visto che in Italia se commetti un reato esci dal carcere dopo tre giorni e quindi hanno pensato che è conveniente venire qui... Il problema dell'Italia è la certezza della pena. Chi sbaglia deve pagare, punto e basta, e i processi devono essere più veloci. Anzi, per me i detenuti, compresi quelli romeni, dovrebbero lavorare in carcere per mantenersi e pagarsi le spese: non è giusto che anche con le mie tasse si mantengano dei criminali». (Corriere)

28 gennaio 2009

«Sospendere Schengen»

(…) Diamo per detto ciò che tutti sappiamo, ossia che tanti immigrati sono onesti e laboriosi. Gli episodi che hanno suscitato negli ultimi tempi emozione e indignazione riguardano gli altri immigrati: gli sbandati, i violenti, gli aggressivi, i ladri, i rapinatori, gli affiliati alla malavita organizzata. Loro sì costituiscono un pericolo grave. Esistono, e non è razzismo, etnie nelle quali la presenza malavitosa è poco significativa, e altre nelle quali è impressionante. Le carceri non scoppiano per i filippini, numerosissimi nella società ma non in galera. Scoppiano per l’apporto di extracomunitari africani e per l’apporto di nuovi comunitari dell’Est. Tra essi il primato dei reati spetta ai romeni: che grazie al trattato di Schengen hanno quasi uno status da cittadini italiani, possono entrare in Italia e uscirne liberamente. (…) I romeni guidano la graduatoria delle nazionalità cui sono fatti risalire reati comuni o sessuali, seguiti da albanesi e marocchini. La routine non basta. Schengen non può diventare una copertura per i primi della classe nel violare la legge. Non vogliamo che vengano da noi a delinquere, e non vogliamo mantenerli quando l’hanno fatto. Potremmo rispedirli, una volta processati, al loro Paese, perché vi scontino la pena. Ma andrebbe a finire che sconterebbero ancor meno che restando in Italia. Allora si provi magari a bloccare l’afflusso dei disonesti, sospendendo per qualche tempo nei confronti della Romania - l’Olanda ha già preso una misura di questo genere - il trattato di Schengen. (M. Cervi, Il Giornale)

4 dicembre 2008

Discorsi di carattere generale

Secondo il legale dei presunti terroristi internazionali (insospettabili e bene inseriti), le loro conversazioni «erano discorsi di carattere generale». E’ infatti normale, suppongo capiti tutti i giorni, conversare con un amico sull’opportunità di sgozzare, avvelenare o far saltare in aria gli infedeli: «Ti giuro che lo sgozzo maledetto! Giuro che se andassi in paradiso, giuro che lo sgozzo!». E ancora: «Ti ha detto il libro che se riuscissi a trovare un acquedotto, da cui bevono, e se lo avvelenassi e muoiono tutti, bene». E poi: «Basta che non restino coinvolti dei musulmani... hai capito». Infine: «Tutti quelli che studiano nella scuola militare e quelli che studiano per diventare ufficiali e quelli che vanno in missione di pace in Afghanistan... tutti... i giudici, il Tribunale... sono tutti uguali... meglio i militari... però se c'è qualche seduta in Parlamento e vai a schiantarti contro è meglio».

P.S.: islam significa pace. L’islam è una religione di pace, amore, tolleranza. Non c’è costrizione nella religione (Corano). Chi uccide un uomo uccide tutta l’umanità (Corano). I due presunti terroristi internazionali non sono veri musulmani. Sgozzare, avvelenare e far saltare in aria gli infedeli non significa propriamente sgozzare, avvelenare e far saltare in aria gli infedeli.

Altri «discorsi di carattere generale» in giro per l’Europa

(...) This isn't your country. It belongs to Allah
. You are just a measly ungrateful kafir who doesn't realise his purpose in this world. Your so called Christian country is going down the toilet along with its citizens. Only Islam and Muslims can prevent that. As for your notion that this is a Christian country...well yeah! if Christanity is about legalising porn, adultery, homosexuality, insulting the prophets and etc, i suppose after reading some extracts from your filthy bible, i agree maybe it is a Christian country. Finally your misplaced bravado is so comical. There is a saying that goes: "A mouse can be as brave as a lion in its own home." (qui)

By the way; your IP address has been logged - so we can trace you. A bit like how those men could trace that Rabbi from Chabad Lubavitch in Mumbai. HAHAHAHA. (qui

66 Questions on the Holocaust

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