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Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

11 maggio 2009

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«Quello che il Papa ha detto nel 2006 sul profeta Maometto e' falso. L'islam non si e' diffuso attraverso il potere della spada. E' una religione di tolleranza e fede». qui

Sì, certo.


27 aprile 2009

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«Febbre suina: prova di "infallibilità" fede islamica»

Roma, 27 apr. (Apcom) - "Ogni giorno che passa dimostra l'infallibilità della fede musulmana che è una religione valida per ogni tempo e luogo e l'Islam non avrebbe vietato di magiare la carne di maiale se l'animale non fosse la causa di gravi danni alla salute" degli uomini. Scrive così, al sito web della tv al Arabiya, Nasrin, una ragazza giordana a commento dello stato d'emergenza mondiale per la febbre suina. E' un coro unanime, quello degli utenti musulmani dei siti on-line dei media arabi, che vedono nella nuova epidemia che minaccia tutto il mondo, come "una punizione divina contro gli occidentali" che per "la loro blasfemia" non avrebbero saputo attenersi al volere di Allah, come scrive un'altro utente del quotidiano saudita alriyadh. Con centinaia di messaggi inviati in rete, gli internauti di fede islamica ricordano un verso del Corano che "proibisce di magiare la carne del morto e del maiale", congratulandosi coi musulmani di tutto il mondo per lo "scampato pericolo grazie alla saggezza divina che ci rende immuni a questo nuovo flagello abbattutosi sugli apostati", come scrive al sito fondamentalista, muslm.net, uno che si firma "amante del Profeta" Mohammed.

17 aprile 2009

Vauro

«No alla censura! La satira e' liberta». Con poche parole, scritte sulla homepage del suo sito internet, Vauro commenta la decisione presa dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. (2009)

(…) Banalità, luoghi comuni e satira sono termini inconciliabili. (…) Allora ai cari opinion maker, politici, giornalisti e addirittura vignettisti che vorrebbero che tutti i giornali pubblicassero i disegni su Maometto per dimostrare quanto siamo liberi ma anche, è sottinteso per mostrare i muscoli della nostra “libertà”, io dico no. La satira non è fatta per esibizioni di forza, la satira è fatta per prendere per il sedere, per sgonfiare i muscoli non per mostrarli. Insomma non mi arruolo. La satira non è cosa da virili e coraggiosi soldati ma da allegri e scanzonati disertori e io voglio continuare ad esserlo. (2006) qui


22 gennaio 2009

«Mohammed über alles»

«Un increscioso numero di sentenze sta favorendo la creazione di un mondo musulmano parallelo in Germania, ospitale verso il fondamentalismo». Così nella patria del Multikulturalismus la sharia sotterranea si è fatta largo fino alle aule dei tribunali

Richieste di divorzio rapido da parte di donne musulmane malmenate e minacciate di morte dal marito respinte perché esse dovevano sapere che il Corano concede all’uomo certe libertà; condanne miti ai padri e fratelli di ragazze vittime di “delitti d’onore” islamicamente motivati; tribunali amministrativi che sostengono il buon diritto degli immigrati musulmani di non mandare le figlie alle lezioni di educazione fisica promiscue e alle gite scolastiche, e quello dei muezzin di svegliare tutto il vicinato alle sei meno un quarto della mattina per chiamare alla preghiera.
«Un increscioso numero di sentenze sta favorendo la creazione di un mondo musulmano parallelo in Germania, ospitale verso i fondamentalisti islamici», ha scritto qualche tempo fa Der Spiegel in apertura di un reportage sull’argomento. E i fatti sembrano dare ragione al noto settimanale tedesco. (…)


L’escamotage dell’infermità mentale

(…)  Una famiglia di immigrati ha richiesto l’esenzione di una figlia dalle gite scolastiche perché l’islam proibirebbe alle ragazze di viaggiare senza essere accompagnate da un parente stretto maschio e perché l’adolescente era costantemente preoccupata di smarrire il foulard con cui si copriva il capo. I giudici hanno dato ragione alla famiglia stabilendo che le preoccupazioni della ragazza erano «assimilabili alla situazione di una persona affetta da parziale infermità mentale che, a causa della sua disabilità, può viaggiare solo con un accompagnatore».  (Tempi, R. Casadei. Leggi tutto)

15 dicembre 2008

«Gentilezza significa obbedire al marito»

«L'obbligo di obbedire al marito»

Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu) ha riportato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Se una donna prega le sue cinque preghiere (quotidiane) e mantiene caste le sue parti private e obbedisce a suo marito, entrerà nel Paradiso da una delle porte del Paradiso che lei desidera." [riportato da Ibn Hibbaan nel suo Sahih] Da Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu), il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Non è lecito per una donna digiunare mentre suo marito è presente, a meno che non abbia la sua autorizzazione. E lei non deve consentire a nessuno di entrare nella sua casa, se non con il suo permesso." [riportato da Al-Bukhari e Muslim]
(…)  Un altro diritto che egli possiede su di lei, è che essa adempia ai doveri della famiglia e che
non gli faccia assumere una serva donna che provocherebbe danno e a causa della quale ci sarebbe un rischio di pericolo per lui e i suoi figli.
Shaikh-ul-Islam Ibn Taimiyyah (rahimahuLlah) ha detto commentando l'affermazione di Allah: "Pertanto le donne pie sono devotamente obbedienti e, in assenza del marito, guardano ciò che Allah ha ordinato loro di guardare (ovvero la loro castità)." [An-Nisa', 34]
"
Questo ordina l'obbligo illimitato per una donna, di obbedire a suo marito, in tutte le faccende, come servirlo, viaggiare con lui, assisterlo e altre questioni, come è indicato nella Sunnah del Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam)."
Il grande studioso, Ibn Al-Qayyim (rahimahuLlah), ha detto: "Coloro che dicono che è obbligatorio per la donna servire il marito, usano (questa aya) come prova per quelli a cui Allah ha ordinato il Suo discorso (in questa occasione), ritenendo che questo sia da al-ma'ruf (buono). Ma
per quanto riguarda il riposo della donna e il fatto che lui la aiuti, spazzi, macini la farina, impasti il pane, lavi i vestiti, aggiusti il letto e serva la famiglia, allora questo è da al-munkar (male). (…)
Egli ha inoltre affermato: "Poichè invero Allah ha
obbligato lui a spendere per lei per vestirla e per provvedere a lei con un'abitazione, in cambio del suo piacere e del suo servizio, così come richiedono le abitudini dei coniugi.
Allo stesso modo il legame del contratto del matrimonio richiede che i coniugi vivano in gentilezza. E gentilezza significa che una donna sia al servizio (di suo marito) e si prenda cura delle faccende intime della famiglia. (Ancora lei)

«Stupid Kaffirs»

(The islamic thinkers society)

2 dicembre 2008

«Se gli uomini in Europa fossero così!»

"Una delle nostre Jama`a [gruppo di persone] andò ad Edimburgo. L'Imam che stava guidando la preghiera [in un luogo pubblico], dopo aver finito fu avvicinato da alcune ragazze. Una di loro chiese: "Conosci l'inglese". Il giovane [che aveva guidato la preghiera] disse: "Sì". Lei disse: "Cos'è questa cosa che avete fatto?". Il giovane rispose: "Abbiamo eseguito un atto di adorazione". La ragazza disse: "Ma oggi non è Domenica". Il giovane rispose: "Noi lo facciamo cinque volte al giorno". La giovane ragazza esclamò "Ma è un sacco!". Il giovane le spiegò che considerando le benedizioni di Allah, in realtà è molto poco. E [la preghiera] è la sorgente della tranquillità. Non è difficoltà, è felicità. Allora la ragazza tese la sua mano per salutare, ed il giovane disse: "Perdonami ma la mia mano non può toccarti". Lei chiese: "Perchè?", e lui rispose: "Questo è un bene di mia moglie". La ragazza crollò a terra. Un urlo, ed iniziò a piangere, dicendo "Beata quella moglie che ha un tale marito, O, se gli uomini in Europa fossero così!". (islamforumup)

Leggere anche questa testimonianza

Tutte queste storie e testimonianze si trovano nei libri appositamente scritti per le europee e le americane sposate con musulmani. Ne ricordo alcune che ho puntualmente ritrovato in tutti i siti islamici. La storiella della vecchietta maleducata e cattiva che è andata in paradiso perché era solita nutrire un gatto randagio o, al contrario, che è andata all’inferno per averlo maltratto. La storiella della vecchia o, a seconda dei casi, dell’ebreo. La storiella di Neil Armstrong, famoso astronauta, convertitosi all’islam dopo aver sentito l’adhan
sulla luna. E poi tutte quelle testimonianze vaghe di donne occidentali, gravemente ammalate, guarite dopo aver toccato il Corano, letto il Corano, sognato il Corano. O donne occidentali bellissime, spesso attrici e modelle, convertite all’islam dopo aver toccato il Corano, letto il Corano, sognato il Corano.

1 dicembre 2008

«Europa cristiana»

Magdi Cristiano Allam lascia dopo 35 anni il giornalismo e fonda un partito. «Ci presenteremo alle Europee del 7 giugno 2009 con il movimento 'Protagonisti per l'Europa cristiana'. Da domani inizieremo a lavorare, raccogliere firme, creare circoli in tutta Italia per darci un radicamento nel territorio». Non si tratta di un partito religioso, piuttosto un partito laico che proclama uno stato di emergenza etica in Europa e individua nella civiltà cristiana la verità storica del continente, il punto di riferimento irrinunciabile, da riscoprire e difendere. Per quanto riguarda i rapporti con l'Islam, Magdi Allam ha detto: «Noi vogliamo convivere pacificamente con i musulmani come persone, nel rispetto delle regole che valgono per tutti, ma non vogliamo essere costretti ad accettare l'islam come religione, Maometto come profeta e la Sharia come legge».


(Internet)

24 novembre 2008

Odiare i miscredenti

Il Sistema del Credo Islamico ('Aqidah) obbliga ogni Musulmano ad amare la gente del Tawhid e a detestare la gente dello Shirk. Infatti Allah l'Elevato, il Glorificato ha detto: "C'è per voi un esempio eccellente da seguire in Abramo e in quelli insieme a lui, quando dissero alla loro gente: noi ci teniamo a distanza da voi e da ciò che adorate oltre Allah. Vi abbiamo rinnegati. E tra noi e voi vi è inimicizia e odio eterno, fino a che crediate in Allah, in Lui soltanto." [Al-Mumtahanah, 4]
Inoltre, questo obbligo è dalla religione (Din) di Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam).
Allah l'Elevato ha detto: "O voi che credete! Non prendete gli Ebrei (Yahud) e i Cristiani (Nasara) per amici (Awliyya). Essi sono Awliyya gli uni con gli altri. E colui in mezzo a voi che si volge a loro, è uno di loro. Invero Allah non guida un popolo ingiusto." [Al-Ma'ida, 51]
Questo versetto proibisce ai Musulmani di prendere qualcuno della Gente del Libro (Ahlul-Kitab), in particolare, e qualsiasi tra i Miscredenti (Kuffar) in generale, come amico (Mawlat). La prova è il versetto: "O voi che credete! Non prendete i Miei nemici e i vostri nemici come Awliyya." [Al-Mumtahanah, 1]
Inoltre, Allah proibisce al credente di sostenere i Kuffar, anche nel caso i Kuffar siano parenti di sangue. Allah l'Elevato ha detto: "O voi che credete! Non prendete i vostri padri e i vostri fratelli come Awliyaa, se essi amano la miscredenza (Kufr) invece della fede (Iman). Se qualcuno di voi lo fa, essi sono ingiusti." [At-Tawbah, 23] (Thesalafimanhaj)

Domanda: se un Cristiano mi chiede una copia del Qur'an, dovrei dargliela?
Risposta: non dovreste dargliela, dovreste leggergli il Qur'an, farglielo ascoltare, chiamarlo ad Allah e pregare che Allah lo guidi secondo l'affermazione di Allah Ta'ala nel Suo Libro: "E se qualcuno dei Mushrikin (politeisti) cerca la tua protezione, allora concedigli protezione così che possa ascoltare la Parola di Allah (il Qur'an) e poi accompagnalo dove possa essere sicuro..." [At-Tawbah, 6]
Anche per il detto del Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam): "Non viaggiate con il Qur'an nelle terre dei nemici, affinchè essi non lo tocchino." (Thesalafimanhaj)

21 novembre 2008

«Imam terrorista. E Milano gli dà una moschea»

Tre anni e otto mesi per «associazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo». La corte d’appello ha confermato la condanna ad Abu Imad, in arte Arman Ahmed El Hissini Helmy, guida spirituale della moschea di viale Jenner. Si tratta dell’uomo che ogni venerdì parla ai fedeli musulmani al Palasharp. L’uomo che è stato ricevuto con tutti gli onori dai rappresentanti di Comune, Regione e Prefettura per trovare una nuova sistemazione per la sua comunità. L’uomo che, secondo i giudici, fino al 2004 si occupava di fare il lavaggio dei cervello a dei ragazzi per trasformarli in kamikaze islamici. La sua attività sarebbe addirittura precedente all’11 settembre. Dei tre anni e otto mesi cui è stato condannato probabilmente non sconterà neanche un giorno. Secondo i pm, da Abu Imad avrebbe ormai preso le distanze dai terroristi islamici. Inutile infierire. Così, probabilmente già a gennaio, sarà lui a celebrare la prima preghiera nella nuova moschea milanese. (Libero)


(AP Photo)

Un musulmano, può “prendere le distanze” da uno dei pilastri della religione islamica? 

12 E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: « Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!» (8:12)

7. Chi è più iniquo di colui che inventa menzogne contro Allah, nonostante venga chiamato all'Islàm? Allah non guida gli ingiusti. 8. Vogliono spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah completerà la Sua luce a dispetto dei miscredenti. 9. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la Guida e la Religione della verità, affinché essa prevalga su ogni religione a dispetto degli associatori. 11. Credete in Allah e nel Suo Inviato e lottate con i vostri beni e le vostre persone sulla Via di Allah. Ciò è meglio per voi, se lo sapeste. (61:9)

17 novembre 2008

«Cos'è la costituzione italiana per il musulmano»

(…) Nei paesi a maggioranza di musulmani, è lecito anzi è obbligatorio chiedere e cercare di applicare le leggi di Allah trasmessi nel Corano e la sunna, ma in un paese come l'Italia è chiaro che questa cosa non può essere realizzata e quindi è implicito che bisogna quindi, rispettare le leggi e la costituzione italiana. Fatta questa breve premessa, credo che la costituzione italiana sia un mezzo temporaneo che bisogna essere sfruttato al meglio per far valere i nostri diritti da musulmani, in quanto è la stessa costituzione che garantisce ciò, in più articoli. Certo, per quanto la conosca io, non credo che nella costituzione italiana ci sia qualcosa che vada contro le nostre pratiche e attività religiose, perchè se fosse così allora bisognerebbe lottare per cambiare le cose in quanto il profeta (SAS) dice:" Non vi è obbedienza a nessuna creatura nella disobbedienza di Allah".

(…) Pertanto chi pretende che i musulmani debbano accettare ciecamente le leggi di questo paese non sono per niente democratici. Ai musulmani dovrebbero invece chiedere sì il rispetto delle leggi ma cosa ancora più essenziale, dovrebbero chiedere la partecipazione! é indemocratico pretendere di seguire ciecamente una legge, una persona, un partito ecc.. il mio punto è che non ci può essere rispetto delle regole senza partecipazione a maggior ragione quando si tratta di residenti e di cittadini di questo paese e quando è la democrazia stessa che ce lo richiede.

(…) Ancora l’articolo 8 definisce che le religioni possono avere dei rapporti con lo Stato attraverso delle Intese e le loro rappresentanze. Quindi lo Stato e le leggi italiane permettono ai musulmani di vivere in un paese come l’Italia. Quindi la comunità islamica ha il diritto di essere riconosciuta dallo Stato e ha il diritto di usare come statuto la Shari’a, ovvero la Legge di Allah, quelle leggi rivelate nel Corano e quelle dettate dal Profeta* nella Sunna. Tutto nel rispetto e nella conformità della legge dello Stato italiano.

(…) Per concludere vorrei solo dire che, per riassumere, il musulmano vivendo in contesto non islamico rispetterà (insha’Allah- con il volere di Allah) quelle sue leggi anche non credendoci, ma dato che è chiamato al suo dovere, allora si confronterà con essa per dimostrare (dare la prova) che la parola a lui (salla Allah ‘alaihy wa sallam) rivelata è migliore e se su questo ci sono dubbi allora bisogna portare una prova che dica il contrario: “23 E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo , portate allora una Sura simile a questa e chiamate altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri.”

(…) Tanti e troppi sono i gruppi di interesse in gioco e la questione culturale e di reciprocità non possono essere le scuse sbandierate, in quanto sia a livello culturale che di reciprocità tra "governi" i musulmani sono in "credito" ovvero ciò che nei governi a maggioranza islamica è concesso ai non musulmani, ai cristiani sopratutto, è molto maggiore in numero e in diritti, di ciò che viene concesso ai musulmani in altri paesi tra quali l'Italia. Certo il messaggio che voglio passare, non è quello noi e voi, ovvero noi siamo più bravi di voi, ma il messaggio è quello che usare come scusa la cultura e la reciprocità non sono valide.

(…) A questo punto la domanda è: e se è lo stato italiano a non mettere in pratica alcune parti della costituzione italiana e quindi e non darmi i miei diritti da cittadino musulmano fornendomi luoghi di culto(moschee) ecc.. Bisogna sempre rispettarla? Il profeta (sas) ha interrotto quella tregua che tu hai citato quando i meccani tradirono il patto, che come sappiamo portò subito dopo alla conquista della Mecca. Lunacrescente

(…) Con i nostri principi islamici dobbiamo creare la nuova figura dell'italiano post-Jahiliya... quando parliamo parliamo da italiani e non da arabi, siamo khaira ummatin ukhrijat li nnas (la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini – Corano 3:110, ndUC) e quindi di conseguenza siamo i migliori italiani ukhriju li nnas… facciamo si da ridare il vero valore alle cose, cominciamo noi e a catena ci seguiranno gli altri incha'Allàh! Lunacrescente

7 novembre 2008

Donne e paradiso islamico

(…) Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) ci mise in guardia da ciò, dicendo: "Non lascio dietro di me nulla di più dannoso, per gli uomini, delle donne".

Il Messaggero di Allah (s) disse: "Per Colui Che mi ha inviato con la Verità; voi conoscete le vostre mogli e le vostre case. In Paradiso sarà esattamente la stessa cosa che sulla terra. L'uomo entrerà nei suoi palazzi, in cui troverà settantadue Hûru-l-'ayn, che Allah (SWT) ha creato per lui, e due donne terrestri. Queste ultime saranno favorite rispetto alle Hûru-l-'ayn, grazie alla loro adorazione di Allah (SWT) nella vita di quaggiù. Il congiunto entrerà presso una di loro in un salone di smeraldi, ella si troverà su un letto d'oro ornato di perle, porterà settanta vestiti fini di seta e di broccato; quando poserà la mano sul suo dorso la vedrà attraverso il suo petto, malgrado i suoi abiti, le ossa e la pelle. Vedrà attraverso i suoi vestiti il midollo della sua gamba, come se qualcuno di voi vedesse attraverso uno smeraldo. Il suo fegato sarà visibile come attraverso il ghiaccio. Una volta insieme, non si lasceranno mai più. Dopo ogni relazione sessuale, ella ridiverrà vergine. Durante i loro giochi amorosi non vi sarà né sperma né secrezione femminile. Una voce risuonerà: "Sappiamo che non vi volete lasciare, ma non dimenticare che hai altre mogli". Egli farà un giro presso tutte loro, una per una. Ogni volta che si presenterà presso una di esse, ella gli dirà: "Per Allah, in Paradiso non vi è nulla meglio di te. In Paradiso non vi è cosa migliore di te"."

Dice Allah (SWT): Le abbiamo create perfettamente. Le abbiamo fatte vergini, amabili e coetanee... (Corano LVI. Al-Wâqi'ah, 35-37)
Ciò significa che esse ridiverranno vergini e lo resteranno dopo ogni relazione sessuale con il loro marito
. Poiché il primo contatto è il momento più memorabile per una donna. La prima notte di nozze è per lei indimenticabile. Esse saranno fedeli, innamorate del loro marito, tutto il loro amore sarà concentrato sul loro marito. Saranno graziose, tutte della stessa età, come i loro mariti: trentatré anni.

Venne chiesto al Messaggero di Allah (s): "Le donne terrestri saranno migliori delleHûru-l-'ayn[1]?", ed egli (s) rispose: "Effettivamente, le donne terrestri saranno preferibili alle Hûru-l-'ayn. Saranno preferibili alle Hûru-l-'ayn che staranno loro intorno". Gli venne chiesto allora: "E perché?", ed egli (s) rispose: "Per la loro preghiera, il loro digiuno e la loro adorazione di Allah (che Egli sia magnificato). Allah (SWT) concederà loro una luce sui visi, le vestirà di pura seta, i cui colori si accorderanno perfettamente con il verde dei loro abiti e il giallo dei loro ornamenti d'oro. Canteranno con una voce più sublime di quella delle cantanti. Diranno: "Siamo le eterne, siamo le più felici, siamo per sempre giovani, soddisfatte continuamente. Favoriti saranno i nostri mariti che ci ritroveranno".

Umm Salama (r) chiese al Messaggero di Allah (s): "La donna che si sposi due, tre o quattro volte, con diversi mariti, quando morirà, se si ritroverà in Paradiso così come (tutti) i suoi mariti, a quale di essi rimarrà sposata?". Il Profeta (s) le rispose: "Oh Umm Salama, ella avrà il privilegio di scegliere tra loro colui il cui carattere morale fu migliore. Dirà: "Oh Dio mio! Costui fu di una condotta irreprensibile verso di me! Lo prendo come sposo". Oh Umm Salama! Il buon comportamento si è accaparrato i beni di questo mondo e dell'Altro".

Il  Giorno in cui la creazione sarà dinanzi ad Allah, gli Angeli invocheranno Allah (SWT), affinché coloro che avranno avuto il Paradiso come ricompensa siano seguiti dalle loro spose e dai loro figli che vivevano con loro nel mondo di quaggiù, perché rimangano con loro e siano sistemati in palazzi vicini. (Tratto da Takbir , il blog di  Mohamed e  khadija: «musulmani che non chiudono gli occhi  davanti alle ingiustizie»)

25 ottobre 2008

«Indonesia, leader islamici difendono religioso che ha sposato 12enne»

Giakarta, 24 ott. (Aki) - In Indonesia alcuni esponenti islamici difendono un leader religioso, proprietario di una scuola islamica, che ha sposato una bambina di 12 anni e si appresta a celebrare il matrimonio con altre due, rispettivamente di 9 e 7 anni. Il protagonista della vicenda è un uomo d’affari 43enne, che gestisce l'istituto Pondok-Pesantren Miftakhul Jannah a Semarang, nell'isola di Giava. E intanto, nel Paese asiatico, nelle ultime settimane manifestanti musulmani sono scesi in piazza per chiedere una legge che definirebbe pornografia anche le immagini di nudi artistici.

Secondo quanto riporta il quotidiano ‘Kompas’ la dodicenne finita in sposa all'uomo, che ha già una moglie di 26 anni, proviene da una famiglia molto povera, così come le altre due bambine, il cui matrimonio potrebbe essere celebrato in tempi brevi. Il gestore della scuola islamica ha ammesso che “gli piacciono le bambine perché posso educarle e farle diventare delle buone donne”. Il leader religioso ha inoltre aggiunto che l'Islam consente il matrimonio con minorenni come dimostrato dal fatto che il profeta Maometto ha sposato la moglie prediletta Aisha quando questa aveva 7 anni. L'uomo ha in ogni caso assicurato che non avrà rapporti sessuali fino a quando le bambine non "avranno le mestruazioni".  Secondo il governo indonesiano, una donna può sposarsi quando raggiunge 16 anni e un uomo quando al compimento dei 19. L’età del consenso sessuale è di 16 anni. Il rito religioso del matrimonio con la dodicenne è noto come 'nikah siri', ma non è riconosciuto dallo Stato. Aries Merdeka Sirait, rappresentante di Komnas Anak, l’ente governativo per la protezione dei bambini, ha detto ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL che l'uomo rischia la prigione. L'assistente sociale ha poi invocato l’intervento delle autorità religiose e civili. La notizia non sembra turbare i gruppi radicali. Al contrario, Hilman Rosyad Syihab, vice presidente del Parlamento e uno dei leader della formazione islamica del Partai Keadilan Sejahtera (PKS), ha detto che l'uomo "è giustificato perché segue l’esempio di Maometto". Ma Siti Musdah Mulia, la presidente della ‘Indonesian Conference on Religion and Peace’, ha invece ricordato che Maometto ha riportato Aisha dai genitori dopo averla sposata ed è ritornato a prenderla dopo che è diventata adulta.

18 ottobre 2008

«L’islam non rispetta i diritti delle donne»

CITTA' DEL VATICANO- Piede sul freno, nel dialogo con i musulmani, da parte dei vescovi cattolici riuniti in Vaticano per il Sinodo dedicato alla "Parola di Dio". Il gruppo dei presuli di lingua spagnola, rappresentativi della grande maggioranza del cattolicesimo mondiale, ha esortato la Santa Sede alla prudenza in quanto - è stato detto - nell'Islam i diritti delle donne, nel matrimonio e nella famiglia, "non hanno la considerazione prevista dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite".
A ciò si aggiunge il "no" dell'assemblea sinodale, a cui partecipano 253 vescovi dai cinque continenti, ad una delle proposte avanzate nelle prime due settimane di lavori, quella di un Forum comune con ebrei e musulmani sulla Parola di Dio. "Come potrebbe svolgersi una riflessione del genere se noi non riconosciamo il Corano come parola di Dio?", ha osservato uno dei più autorevoli cardinali di Curia impegnati nel dialogo interreligioso. Il Sinodo, cominciato il 5 ottobre e che si concluderà il prossimo 26 ottobre, si svolge a porte chiuse, ma ogni giorno alcuni portavoce riferiscono ai giornalisti le tracce degli interventi.
Oggi, in assemblea, davanti a Benedetto XVI, hanno parlato i rappresentanti dei cosiddetti "circuli minores", i gruppi di lavoro costituiti su base linguistica. Padre Julian Carron, presidente di 'Comunione e Liberazione', nel sintetizzare le riflessioni avvenute tra i vescovi di lingua spagnola, ha sottolineato come la Chiesa cattolica, nelle sue relazioni con l'Islam, debba "avere presente la concezione (musulmana) sul matrimonio e la famiglia, in cui i diritti delle donne non hanno la considerazione prevista dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani dell'Onu". Inoltre, ha aggiunto, bisogna considerare come nel mondo musulmano il diritto si identifichi con la sharia religiosa. La gelata sinodale sul dialogo interreligioso con l'Islam arriva proprio alla vigilia dell'attesa conferenza in Vaticano, prevista dal 4 al 6 novembre, tra gli studiosi islamici che hanno aderito all'appello "Una Parola comuné (la cosiddetta "Lettera dei 138") e rappresentanti cattolici, tra cui - è stato annunciato lo scorso marzo - lo stesso Papa. (…)

Le posizioni dei vescovi sinodali hanno suscitato perplessità nei rappresentanti dell'Islam in Italia. Sono fondate su "motivazioni pretestuose", ha detto Yaha Pallavicini
, presidente del Coreis, che raggruppa le Comunità religiose musulmane italiane. "Sono pronto a confrontarmi con questi vescovi più chiusi perché così si confonde una differenza tra civiltà e culture con una differenza tra buoni credenti e cattivi credenti", ha aggiunto l'imam, tra i partecipanti all'incontro, in Vaticano, del prossimo novembre. Da parte sua Mario Scialoja, esponente della Lega Musulmana Mondiale e consigliere di amministrazione della Grande Moschea di Roma, ritiene che sia "eccessivo" raffreddare i rapporti, sulla base di una diversa concezione dei diritti della donna perché su questo tema "non si deve generalizzare", in quanto "nell'Islam esistono moltissime correnti e posizioni". In ogni caso, assicura, il dialogo prosegue. (ANSA)

«Una diversa concezione dei diritti della donna»

Corano, 4:34: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.”

Corano, 2:228
: “...Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori...”

“Non vuoi che ti dica qual è il migliore tesoro dell’uomo? E’ una donna virtuosa: quando egli la guarda, ella lo allieta; quando egli le parla, ella è condiscendente; e quando egli si assenta da lei, ella custodisce i suoi interessi.” (Hadith trasmesso da Abu Dau’d)

“La donna che parla sgradevolmente e fa che suo marito sia afflitto a causa della sua scortesia, incorre nell’ira di Allah fino a quando non sorriderà al proprio marito e cercherà di riuscirgli gradita.” (Hadith riportato da Talha bin Abdullah)

“Il Paradiso è la ricompensa di una moglie che compiace il proprio marito fino alla morte.” (Hadith trasmesso da Ibn Majah.)

Da leggere: La moglie musulmana, Come fare felice la propria moglieRivolgersi con chiarezza e ripetere le parole se necessario sino a che vi comprenda»), La logica dell’ubbidire

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