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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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16 luglio 2009

«Due milioni di terroristi islamici in Europa»

Magdi Allam: «In Europa circa due milioni di musulmani (il 10% del totale) è convinto che siano moralmente giustificati degli attentati terroristici che abbiano i civili come obiettivo. Di loro, circa 1 milione risiede in Francia; circa 260 mila risiedono in Gran Bretagna e altri 390 mila in Germania. E’ quanto si desume dalla ricerca “The Gallup Coexist Index 2009”, citata dal Messaggero in un articolo del 6 luglio a firma di Corrado Giustiniani. Che però titola: “I musulmani in Europa? Pacifici – La Gallup: Il 90% rifiuta la violenza come mezzo di lotta politica”. Ebbene mi domando se da una ricerca dovesse emergere che il 10% degli europei fosse convinto che massacrare i civili (magari di religione islamica, ndUC) sia un atto moralmente giustificato, avremmo mai titolato “Gli europei sono pacifici - Il 90% rifiuta la violenza”?» qui


(Internet)

20 giugno 2009

«Succubi dell’islamicamente corretto»

Vi siete mai domandati perché la stampa italiana, con rare eccezioni, scrive Islam con la i maiuscola, mentre scrive «cristianesimo» ed «ebraismo» con la c e con la e minuscole? Perché pressoché tutti i diplomatici, i politici, gli esponenti religiosi, gli intellettuali e i giornalisti si astengono dal dire «terrorismo islamico» e si limitano a indicarlo come «terrorismo» o tutt’al più come «cosiddetto terrorismo islamico»? Perché se si oltraggia l’Islam tutti si indignano, si accettano come fondate le critiche di islamofobia e ci autocolpevolizziamo di razzismo confessionale, mentre se si oltraggia il Cristianesimo lo si ascrive alla libertà d’espressione? Perché proprio coloro che sono in prima linea contro il Cristianesimo, la Chiesa e il Papa li ritroviamo in prima linea a favore dell’Islam, delle moschee, delle scuole coraniche e persino dell’introduzione della sharia nel nostro stato di diritto? La risposta è perché siamo succubi dell’islamicamente corretto, ovvero di un approccio ideologico che ci impone di non dire e di non fare nulla che possa urtare la suscettibilità degli islamici, a prescindere da qualsiasi altra considerazione razionale e sensata che corrisponda al bene comune e all’interesse generale. (…)  
L’islamicamente corretto l’abbiamo conosciuto a Milano lo scorso 3 gennaio, quando migliaia di islamici occuparono piazza del Duomo senza alcuna autorizzazione, forzarono un posto di blocco ferendo quattro agenti, oltraggiarono con l’esibizione della preghiera islamica un simbolo della cristianità, bruciarono le bandiere israeliane. (Magdi Allam, Panorama)

11 giugno 2009

Gheddafi

Magdi Allam: «Noi diciamo che è una vergogna aver consentito a Gheddafi di fare a casa nostra ciò che noi non ci permetteremmo mai di fare, dall'erigere una tenda adibita ad abitazione in un parco pubblico di Roma fino al concedere la tribuna del Senato della Repubblica ad un dittatore che ha le mani sporche del sangue di migliaia di innocenti e che si comporta con l'Italia come se fossimo una sua colonia. (…) E’ una inammissibile tangente quella che il governo Berlusconi ha accettato di pagare a Gheddafi, in cambio della promessa a porre un freno alla partenza dalle coste libiche di migliaia di clandestini, cosa che egli avrebbe dovuto fare senza alcuna contropartita nel rispetto della legalità internazionale, consapevoli che in Libia non c'è foglia che si muova se non l'ordina il dittatore».


(Graffiti Press, Corriere)

16 marzo 2009

«C'è debolezza nei confronti dell'Islam»

Magdi Allam: «Sono in Italia da 35 anni e sempre sento parlare di dialogo come fosse la panacea di tutti i mali. Il dialogo è possibile solo se si parte dallo stesso punto e si vuole arrivare allo tesso obiettivo. L’obiettivo deve essere il bene comune, il punto di partenza il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, su tutti la sua libertà di scegliere la propria fede. Chi vive con noi deve studiare, conoscere la nostra cultura, rispettarci, rispettare i nostri simboli religiosi sapendo che se non lo fa verrà punito». qui

«Preoccupati dall'invadenza musulmana»

Città del Vaticano, 15 mar. (Apcom) - La "dominazione musulmana", in Spagna, "è durata secoli". "E sembrava una questione finita". Ma il cardinale Antonio Canizares Llovera, vescovo di Avila, Granada e Toledo prima di essere chiamato dal Papa a ricoprire il cruciale incarico di prefetto della congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti (principale responsabile delle questioni liturgiche al centro del dibattito sulla 'messa in latino') guarda il futuro non senza qualche apprensione. "Non le nascondo - spiega in un'intervista alla rivista '30Giorni' - che non manca una certa preoccupazione, perché nel mondo islamico c'è chi oggi vorrebbe recuperare all'islam le nostre terre". "Fermo restando che noi cattolici vogliamo avere buoni rapporti con tutti, musulmani compresi - afferma il porporato - questi progetti - che non sembrano essere solo teorici - non possono non turbarci".


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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 16/3/2009 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 dicembre 2008

«Europa cristiana»

Magdi Cristiano Allam lascia dopo 35 anni il giornalismo e fonda un partito. «Ci presenteremo alle Europee del 7 giugno 2009 con il movimento 'Protagonisti per l'Europa cristiana'. Da domani inizieremo a lavorare, raccogliere firme, creare circoli in tutta Italia per darci un radicamento nel territorio». Non si tratta di un partito religioso, piuttosto un partito laico che proclama uno stato di emergenza etica in Europa e individua nella civiltà cristiana la verità storica del continente, il punto di riferimento irrinunciabile, da riscoprire e difendere. Per quanto riguarda i rapporti con l'Islam, Magdi Allam ha detto: «Noi vogliamo convivere pacificamente con i musulmani come persone, nel rispetto delle regole che valgono per tutti, ma non vogliamo essere costretti ad accettare l'islam come religione, Maometto come profeta e la Sharia come legge».


(Internet)

18 novembre 2008

«Il fenomeno delle conversioni dall'islam»

Il battesimo di Magdi Cristiano Allam ha fatto notizia, ma è solo la punta di un iceberg gigantesco, le cui dimensioni esatte sono in larga misura ignote. I gravi pericoli cui va incontro chi abbandona la fede islamica rendono difficile le stime, ma le notizie disponibili lasciano intuire un fenomeno rilevante, forse persino in grado di modificare clamorosamente il futuro del mondo. Secondo il London Times, il 15% circa dei musulmani residenti in Europa hanno lasciato l’islam. In Gran Bretagna sono attorno alle 200mila unità e in Francia si calcola che ogni anno 15mila islamici diventino cristiani: più o meno 10mila cattolici e il resto protestanti.
Il calo in Africa

Nel 2006 lo sceicco Ahmad al-Qataani, intervistato da Al-Jazeera, pronunciò parole allarmate: «L’islam è sempre stato la principale religione dell’Africa e un tempo c’erano 30 lingue africane che si scrivevano in caratteri arabi. Il numero dei musulmani africani è attualmente di 316 milioni, metà dei quali sono nordafricani di cultura araba. Nella parte dell’Africa non araba il numero dei musulmani non eccede i 150 milioni. Quando si pensa che l’intera popolazione africana è di un miliardo di persone, ci si rende conto che in proporzione il numero dei musulmani è diminuito notevolmente rispetto all’inizio del secolo scorso. D’altra parte il numero dei cattolici è aumentato da un milione nel 1902 a circa 330 milioni. A questi si aggiungono 46 milioni di appartenenti ad altre confessioni cristiane. Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo. Sono numeri enormi». (…)

Zakaria Botros, sacerdote copto interessato alla salvezza delle anime

Il personaggio che le autorità religiose islamiche temono di più è il sacerdote copto Zakaria Botros, definito dal giornale arabo al-Insan al-Jadid «il nemico pubblico numero uno dell’islam». I suoi programmi trasmessi via satellite dagli Stati Uniti, nei quali discute da un punto di vista cristiano gli aspetti più problematici del Corano (la guerra santa, l’inferiorità delle donne, la lapidazione e così via), hanno provocato conversioni clandestine di massa al cristianesimo. La sua perfetta conoscenza della lingua araba e delle fonti islamiche gli permette di raggiungere un vasto pubblico mediorientale, e gli spettatori rimangono colpiti dalla frequente incapacità degli ulema, che spesso scelgono il silenzio, di rispondere in maniera convincente alle sue osservazioni. La ragione ultima di questo successo è che, diversamente da certe controparti occidentali che criticano l’islam solo da un punto di vista politico, l’interesse principale di Botros è la salvezza delle anime. (…) (Documentazione, maggio 2008) 

20 «O voi che credete, obbedite ad Allah e al Suo Messaggero e non volgetegli le spalle dopo che avete ascoltato». 22 «In verità, di fronte a Allah le peggiori bestie sono costoro: sordi e muti che non comprendono». 23 «Se Allah avesse ravvisato in loro qualche bene, avrebbe fatto sì che ascoltassero; ma se anche li avesse fatti ascoltare, avrebbero voltato le  spalle e sarebbero rimasti indifferenti». (Al-'Anfâl, il bottino, Corano)

Zakaria Boutros su YouTube  Per gli islamici Boutros è, ovviamente, un agente del Mossad.

10 novembre 2008

«Islam liberale»

Molti musulmani pensano solo ad accusare i "riformisti", i portatori di nuove idee. Pensano solo a censurarli, ad esiliarli e a minacciarli di morte. Ma chi è veramente un "disturbo" per l'Islam? I nuovi pensatori musulmani? No.
Il vero "disturbo" è chi si professa apertamente "anti-islamico".  Ali Sina è una minaccia.

E' un ex-musulmano che denuncia il Corano, accusandolo di essere la radice del terrorismo. Ma non solo: lui si serve anche degli Hadith per sostenere questa sua convinzione. Tra le lettere degli ex-musulmani che scrivono ad Ali Sina, c'è chi dice che era vissuto in una famiglia musulmana "aperta" e non giudicava proprio l'Islam come religione violenta, maschilista e intollerante. Poi, conoscendo Faith Freedom, ha letto i tanti hadith in cui Muhammad (*) avrebbe ordinato di uccidere apostati e cose simili, ed ha lasciato l'Islam schierandosi con chi vuole "eliminarlo".

Un altro ex musulmano (Isam), invece, aveva incontrato ad Algeri una italiana convertita all'islam. Questa ragazza diceva che gli italiani sono "nemici dell'Islam" (infatti i convertiti, sono a mio avviso, la facile preda per i musulmani intolleranti perchè sono "inclinati" a prendere tutto per oro colato. Fosse anche un ordine di sterminio). Com'è finito? Che l'ex musulmano ha convinto la ragazza italiana ad abbandonare l'Islam. Isam ha detto:  "é ritornata come era prima: una donna libera piena d'amore e di speranza". Questo lo penso anche io... ma non perchè ha abbandonato l'Islam. Ma perchè ha abbandonato certe ideologie che sono comuni, ahimè, a molti musulmani.

Ma la questione è sempre la stessa: è  l'Islam il problema? Loro dicono si... io dico NO.
Eppure non vengo visto bene da molti musulmani. Ma quello che manca da sempre è l'autocritica, il mettersi in discussione... tutte cose che rafforzano la fede. Sembrerà strano ma è così. Se una persona si chiude in certe convinzioni ripetendo come un assurdo papagallo ciò che gli inculcano, senza mai porsi domande serie e risposte sue (o magari informarsi sulle varie risposte), come può affrontare certi "mali"? Come può affrontare certi "pericoli"? Domando al musulmano tradizionalista che tanto ci tiene a spacciare tutti gli hadith per veri: come te li spieghi le contraddizioni fra gli hadith? Come te li spieghi i vari presunti oridini di uccisione da parte del Profeta stesso?

Fin quando pongo queste domande a certi musulmani che vedo in giro nei blog, sono capaci di confermarli pure... dicendo che è un ordine del Profeta che tutti noi siamo tenuti a seguire. Ed è qui che mi fanno pena. (...) Neanche il più saggio musulmano convincerebbe il fondatore di Faith Dreedom! Calmatevi! Non voglio che uccidiate Ali Sina e quelli che gli vanno dietro. Ali Sina è così convinto delle sue idee, che anche se il Profeta stesso venisse da lui a fargli chiarezza, non cambierebbe nulla. (astaghfirullah se sbaglio). Il problema è che i cuori e le menti di chi disprezza il Corano, sono sigillati. Dio li ha sviati... non c'è nulla da fare.

-“Allah svia chiunque desidera e guida chiunque desidera.” (C. 14:4)
- "Allah scientemente lo allontana, suggella il suo udito e il suo cuore e stende un velo sui suoi occhi. Chi lo  potrà dirigere dopo che Allah [lo ha sviato]? Non rifletterete dunque"? (C. 45:23

Per fermare il proselitismo anti-islamico di Ali Sina, non ci vogliono le armi. L'unica "arma" che ci serve è dare loro l'esempio del vero musulmano. Non parlo del vestiario.. non è quello che ti fa musulmano. Parlo del rispetto e dell'amore che anche quei musulmani che non condividevano le mie idee hanno dimostrato di possedere. Dimostrare che Dio nel Corano ha insegnato la giustizia, ha insegnato la distinzione fra il bene e il male ma anche l'amore verso il prossimo. Come ogni religione che si rispetti. Tutto il resto è interpretazione. E' lì la nostra colpa. I falsi Hadith sono un altro bel problema. (...) Ancora oggi esistono cristiani che ci chiamano "eretici", e se fossero liberi ci brucerebbero insieme a "stregoni" ed omosessuali. Ma non per questo critico la Bibbia o il Vangelo. Eppure se una persona vorrebbe farlo.... ha le carte in regola per sostenere idee del genere. (...) Non chiudetevi a leggere solo i siti e blog di musulmani che con le loro parole feriscono l'identità occidentale, alimentando in voi il bisogno di sostenere Ali Sina. Chi dovete sostenere? I musulmani rispettosi. Non ho precisato nulla. Ascoltate anche loro. E non informatevi riguardo l'Islam da chi vuole screditarlo, perchè come ho già detto, inventerebbero di tutto per farvelo odiare. Se non condividete il messaggio Coranico, avete tutto il mio rispetto. Ma giudicarlo come "fonte di terrorismo", fa di voi delle persone irrispettose. E' essenziale chiarire che ci sono "ex musulmani" che prendono le distanze da persone come Ali Sina (e i suoi seguaci), Magdi Allam e vìa a proseguire. E chi vuole cancellare l'Islam, non fa altro che vivere in una illusione. (Tratto da islamliberale)

Agli italiani piacciono questi musulmani "liberali", altrimenti conosciuti come "moderati",  coscienti del fatto che imbracciare le armi e uccidere coloro che hanno opinioni diverse o che criticano la religione islamica non è propriamente carino. «Per fermare il proselitismo anti-islamico non ci vogliono le armi. Non voglio che uccidiate Ali Sina e quelli che gli vanno dietro»: ovvietà che noi cristiani, ebrei, atei, buddisti, ex musulmani, eccetera, mai avremmo sottolineato. Come amica di Ali Sina e di Magdi Allam, benedico questi musulmani “liberali” per cotanta grazia. 

Ecco un altro signore che detesta le opinioni altrui e la satira: «Santoro mi ha chiesto 2 milioni perché lo imito»

8 novembre 2008

Educare i bambini islamicamente

(…) 'Giocate al Jihad', fate un fantoccio nemico con un sacco da colpire, spiegando ai bambini che si tratta di chi ha attaccato i Musulmani, e insegnando loro che è dovere di ogni Musulmano venire in soccorso dei propri fratelli oppressi. (…) Un gioco adatto ai bambini è il tiro al bersaglio con pistole giocattolo. Rendete loro molto chiaro QUALE sia il bersaglio. Si possono fare giochi militari in maniera divertente, tipo 'percorsi di guerra' e simili.
Interessate i vostri bambini al Jihad navigando con loro su Internet su siti islamici o comprando qualcuna delle riviste militari che si trovano anche in edicola (con fotografie di carri armati, aerei ecc. di cui potrete anche comprare loro i modellini).
Mostrate loro le fotografie dei Mujahidin, raccontate la loro storia e incoraggiateli a voler diventare, da grandi, coraggiosi come loro.

Non sottovalutate l'effetto duraturo che queste cose possono avere su di loro: fin da piccoli capiranno che questi Mujahidin stanno difendendo la Ummah Musulmana e li ameranno
. Una madre conosce meglio di chiunque altro i propri figli e può incoraggiarli nel modo migliore verso i vari aspetti del Jihad.
Leggete libri come quelli dello Shahid shaykh 'Abdullah Azzam (r), o di altri Sapienti che spieghino l' 'Aqidah e il Fiqh del Jihad. Sappiate come rispondere alle obiezioni e alla propaganda di coloro che cercano di eliminare il Jihad (o Qital) dall'Islam, o di cambiarne la natura, apportando interpretazioni nuove ed annacquate della parola JIHAD.
Le sorelle devono ricevere un'educazione relativa al significato del Jihad, e trasmettere ad altri queste informazioni.
Allah l'Altissimo ha comandato ai Musulmani di impegnarsi nel Jihad con se stessi e con le proprie ricchezze. Le sorelle possono aiutare organizzando incontri per raccogliere fondi. (Tratto da minbar. Leggetevi anche questo)

Umm Usama, l’autrice di questa traduzione, è la convertita Barbara Farina che si presenta in rete con decine di blog (in italiano e in francese) e diversi pseudonimi. Nulla di nuovo, conoscendo la tipa – «Io mi chiamo Aisha Farina e mi sono convertita all’islam otto anni e mezzo fa, dopo aver studiato arabo all’Ateneo di Milano. Io sono di Milano. La mia famiglia d’origine vive a Milano. Un giorno Roma verrà aperta all’islam, e in parte del resto s’è già aperta. Perché noi mussulmani siamo tanti. Migliaia di migliaia, tanti. Ma non dovete spaventarvi. Questo non significa che noi vogliamo conquistarvi con gli eserciti, con le armi. Può darsi che tutti gli italiani finiscano col convertirsi e comunque vi conquisteremo pacificamente. Perché ad ogni generazione noi raddoppiamo o di più. Voi invece vi dimezzate. Siete in crescita zero»- e relativo consorte. C’è da considerare che i suoi blog, forum e siti sono linkati da tutti i convertiti italiani, in particolare dalle convertite, e che le sue traduzioni - dal jihad alla sottomissione della donna e all’odio verso i “miscredenti” o l'Occidente- vengono divulgate nei loro spazi virtuali. Convertiti italiani che, intervistati, dicono: «l’islam è pace, amore, rispetto, tolleranza. L’islam ripudia la violenza. Gli italiani sono razzisti e islamofobi. Se determinati crimini e comportamenti vengono associati all’islam è colpa dei media e di Magdi Allam. Jihad significa sforzo interiore e non guerra santa», eccetera. 

Guardatevi anche questo video.

La moda del piccolo musulmano

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