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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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24 luglio 2009

Multiculturalismo?

(…) Su pressione dei mussulmani, oggi in Gran Bretagna il Corano è posto su uno scaffale superiore rispetto alla Bibbia nelle aule di giustizia. (...) qui



29 giugno 2009

«Bosnia, Paese sempre più islamizzato»

La Bosnia sta diventando un Paese sempre piu' ''islamizzato''. A lanciare l'allarme e' il card. Franc Rode', prefetto della Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Societa' di Vita Apostolica, di ritorno da un viaggio nelle diocesi di Sarajevo e Banja Luka. I cattolici, denuncia il cardinale in un'intervista alla Radio Vaticana, ''numericamente sono molto diminuiti'', anche in conseguenza di una ''una volonta' di islamizzazione''. ''Per esempio, nella diocesi di Banja Luka, prima della guerra del '91-'95, i cattolici erano 150 mila, oggi arrivano a 35 mila. La maggior parte di loro e' partita perche' le loro case sono state bruciate, anche per la pressione, per la paura di perdere persino la vita. Tanti cattolici sono fuggiti''. Lo stesso fenomeno si e' verificato a Sarajevo, una citta' di 600 mila abitanti ''che conta solo 17 mila cattolici'' e che, dunque, ''praticamente e' diventata una citta' musulmana''.
''Le moschee costruite in questi ultimi anni - e' il resoconto del card. Rode' - sono piu' di un centinaio, anche in villaggi dove non e' mai esistita una moschea''. ''C'e', dunque, una volonta' di islamizzazione della regione di Sarajevo”. Per il cardinale, sono stati proprio i cattolici ''le principali vittime di questa guerra'': ''Hanno perso molte chiese che sono state distrutte, bruciate - ricorda -, molti conventi che sono stati distrutti, molti sacerdoti, religiosi e religiose che sono stati uccisi. La strage sofferta dalla popolazione cattolica e' grande''. (Asca)

13 giugno 2009

L’ "amico" Muammar Gheddafi

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, esprime "grande tristezza" per le "critiche e polemiche" sulla visita in Italia del leader libico Muammar Gheddafi. Critiche espresse, secondo il capo della Farnesina, da "italiani che non amano l'Italia".

Gheddafi: «Abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa e la trasformeranno in un continente musulmano in pochi decenni. Allah sta mobilitando la nazione musulmana della Turchia collegandola all'Unione Europea e ciò porterà i musulmani in Europa ad essere cento milioni oltre al fatto che anche albanesi e bosniaci sono in gran parte musulmani. Da qui il bivio che ha di fronte l'Occidente: l'Europa ha un destino e così l'America: devono accettare di diventare musulmane con il passare del tempo oppure di dichiarare guerra ai musulmani». qui

4 giugno 2009

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Arabitalia

(…) prima dovrebbe scomparire la LEGA prima di incominciare a costruire delle vere e proprie moschee (e perche' no....) piu' alte del Vaticano. qui

(…) Questo comporta anche che voi amiate e mostriate amicizia verso il popolo del Ikhlas (cioè dell'Islam), mentre odiate e mostrate ostilità verso la gente dello Shirk. Questa è le religione di Ibrahim, verso la quale coloro che volgono le spalle, ingannano solo se stessi. E questo è il buon esempio di cui Allah ci informa. (…) lei

30 maggio 2009

Islam in Europa

«Il Vecchio continente è già connivente di chi vuole costringerlo alla condizione di dhimmi».  L’allarme di Bat Ye’or, autrice di Eurabia

Come si realizzerà quello che lei chiama il califfato universale?
Per arrivare a questo ci sono diverse vie, una delle quali riguarda l’immigrazione. Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che l’Oci chiede all’Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano dal Nordafrica. (...) L’Oci è composta dai ministri degli esteri di 57 paesi, elencati nel mio libro, una sorta di Onu islamico. C’è anche una carta costituente che dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire la sua sede. Ha creato anche una corte di giustizia islamica internazionale, che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all’Oci. Questa corte avrà la facoltà di perseguire i reati contro l’islam giudicandoli in base alla sharia.

In Occidente c’è chi pensa però che la pace fra Israele e i suoi vicini possa essere la chiave di svolta per la pacifica convivenza con il mondo arabo. Cosa ne pensa?
Bisogna comprendere cosa vuole dire pace. Quello che l’Europa, l’America il mondo arabo vogliono creare è una pace senza Israele. Uno Stato sovrano dovrà essere eliminato e gli ebrei e cristiani che oggi lo abitano dovranno tornare alla condizione di dhimmi, di minoranza sotto la sharia. Questa non sarebbe pace ma soltanto umiliazione.

Vuole spiegarci che cosa è la condizione di dhimmi?
È una condizione di estrema umiliazione che si fonda sul disprezzo dei non musulmani. Rafforza l’ideologia del jihad ed è inclusa nelle sue regole. Se noi vogliamo la pace nel rispetto dobbiamo pretendere che i musulmani abbandonino completamente questa ideologia altrimenti l’attrito fra le culture arriverà a scuotere il mondo fino ad una possibile terza guerra mondiale. Per garantire la nostra libertà abbiamo l’obbligo morale di non accettare che si possa anche soltanto pensare ad una superiorità del mondo musulmano o della sua religione sulle altre religioni. Un nostro cedimento in questo senso significherebbe vivere nell’umiliazione. L’assurdità è che i musulmani vedono l’offerta della condizione di dhimmi in maniera diversa, per loro è addirittura un favore e noi dovremmo ringraziarli per questa “protezione”. Essere un dhimmi significa che non si può possedere terra, non si hanno diritti politici, culturali o linguistici. Ci obbligherebbe a sottostare a tasse e balzelli, a noi dedicati, che ci relegherebbero al ruolo di uomini di classe inferiore destinati a vivere in una condizione di povertà. In sostanza una situazione di pieno e completo razzismo nei nostri confronti.

I popoli europei capiscono il tipo di pericolo contro cui lei mette in guardia?
Sì, ma non sanno come reagire perché i governi, la stampa e la cultura sono oggi alleati con i paesi musulmani. L’Unione Europea è fortemente legata ai paesi arabi con accordi commerciali e le università hanno addirittura accettato libri approvati dall’Oci. Testi che hanno come base non la conoscenza obiettiva della storia, ma la storia vista secondo i dettami islamici. (...) . qui

Islam in Italia: «Vogliamo dirti che è territorio musulmano»

Dopo l’articolo apparso su Libero che denunciava le innumerevoli irregolarità igieniche e amministrative al mercato del venerdì davanti alla Moschea di Roma, il consigliere del II Municipio, Massimo Inches riceve la “Fatwa”. «Giù le mani dal mercato di Moschea di Roma. Vogliamo dirti che è territorio musulmano», si legge sul messaggio minatorio. «O ti fermi a romperci o ti rompiamo noi! Stai attento
». qui

27 maggio 2009

Buon senso

Roberto Cota: «Non e' accettabile che un Paese del Nord Africa dia 2 milioni di euro per una nuova grande moschea da costruire a Torino, invece di impiegare quel denaro per la lotta alla povertà della propria gente, ovvero il modo migliore per stroncare l'invasione di clandestini nel nostro Paese. La Lega Nord non ci sta a subire la doppia invasione: prima di clandestini e poi dell'islamizzazione della nostra società». qui

26 maggio 2009

«Un quartiere di Amsterdam ufficialmente musulmano»

Ahmed Marcouch, il sindaco di un comune a ovest di Amsterdam, ha suscitato alcune proteste dopo aver chiesto che una parte della città fosse dichiarata zona privilegiata per i musulmani. Il politico olandese incita a creare un’enclave riservata ai musulmani nella capitale. (…) Ahmed Marcouch propone che si fondino altre circoscrizioni di Amsterdam-Ovest e che queste formino «una città a sé stante». Benché sia conosciuto per i suoi appelli all’integrazione, altri politici olandesi hanno espresso preoccupazione di fronte a questa deriva verso l’islamizzazione.  Marcouch ha accennato all’idea che con la fusione delle circoscrizioni potrebbe nascere una comunità musulmana “florida”. In precedenza aveva chiesto che la religione islamica fosse insegnata in tutte le scuole pubbliche. (…) qui

20 maggio 2009

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Geert Wilders: «La più grave malattia dell’Olanda e dell’Europa è il relativismo culturale. L’idea che tutte le culture siano uguali, ecco il punto. L’umanesimo europeo, costruito su basi cristiane e giudaiche, è migliore della cultura islamica, anche se una secolarizzazione estrema sta distruggendo gran parte di quel patrimonio. Il multiculturalismo funziona se sei forte abbastanza per dire che la tua cultura è migliore e dominante. Ma quando il multiculturalismo si coniuga al relativismo culturale, è suicidio. Da quando i nostri padri fondatori trasformarono questa palude, l’Olanda, in un’oasi di tolleranza, il nostro stendardo merita di essere librato in aria e in libertà. La correttezza politica ci impedisce di farlo, si ha paura di essere chiamati ‘estremisti’. L’islamizzazione ha successo nella mancanza di coraggio. Siamo diventati come tanti Chamberlain, anziché Churchill, i politici non conoscono la storia del proprio paese, non hanno identità, non sanno chi rappresentano. Non hanno più la volontà di battersi per i propri valori». qui

19 maggio 2009

«Nella casbah di Rotterdam»

Qui interi quartieri sembrano Medio Oriente, le donne camminano velate, il sindaco è musulmano, nei tribunali e nei teatri si applica la sharia

(…) Un anno fa la città entrò in fibrillazione quando i giornali resero nota una lettera di Bouchra Ismaili, consigliere del comune di Rotterdam: "Ascoltate bene, pazzi freak, siamo qui per restarci. Siete voi gli stranieri qui, con Allah dalla mia parte non temo niente, lasciatevi dare un consiglio: convertitevi all'islam e trovate la pace". Basta un giro per le strade della città per capire che in molti quartieri non siamo più in Olanda. È un pezzo di Medio Oriente. Un altro consigliere musulmano del comune, Brahim Bourzik, vuol far disegnare in diversi punti della città segnali in cui inginocchiarsi in direzione della Mecca. qui

«Il 90% è straniero e la scuola cambia nome: da Pisacane a Makiguchi»

Carlo Pisacane si fa da parte. L’eroe del Risorgimento al quale è intitolata una scuola materna ed elementare di Roma con circa il 90% di alunni stranieri, in omaggio a un mondo globalizzato e multietnico, dovrebbe far posto al pedagogo giapponese Tsunesaburo Makiguchi. Così, almeno, vorrebbe la preside Nunzia Marciano. (…) Una scuola finita al centro delle polemiche anche nei mesi scorsi quando, sempre il comitato delle mamme, aveva denunciato «un presepe con pastori in kefiah e donne in burqa» ma anche un inquietante episodio «antisionista», forse non «premeditato»: ai piccoli della materna erano stati fatti indossare dei cappellini di carta colorati sui quali, una volta tornati semplici pezzi di carta, si poteva leggere un appello al boicottaggio dei prodotti israeliani e un’immagine di Bush con la pistola alla tempia sullo sfondo della bandiera americana in fiamme. qui

23 marzo 2009

«Bruxelles diventerà una città musulmana?»

In seguito ad uno studio pubblicato su “La Libre Belgique” e “Le Figaro” (del 21 marzo 2008) circa il futuro della popolazione musulmana di Bruxelles, la conclusione cui si perviene è che di qui a 20 anni la capitale del Belgio diventerà a maggioranza musulmana. Un terzo della popolazione di Bruxelles è già musulmana e la forte natalità permette le più audaci ambizioni. Dal 2001, Mohamed è il nome maggiormente attribuito ai bambini a Bruxelles. (…)

La giornalista Hind Fraihi va ancora oltre: «I giovani sono sempre più radicali. Rigettano i valori occidentali, i loro stessi genitori sono preoccupati. A Bruxelles, ci sono degli isolotti, nei quali è veramente difficile credere di trovarsi in Belgio…». Secondo Alain Escada, Presidente dell’Associazione Belgio e Cristianità, «si passa da una rinuncia ad un’altra». «Sempre più mense introducono menu halal a spese dei cristiani» si lamenta.
«Le autorità non fanno più il loro lavoro: i politici, con una visione a breve termine, sono pronti a tutto pur di conquistare un nuovo elettorato, ma anche il clero, che mette musulmani e cristiani su un piano di uguaglianza, quando invece sono ben lungi dall’essere paragonabili: pensate all’arcivescovo assassinato di recente in Irak!»

Jean-François Bastin, un cittadino del Belgio di 65 anni, avvolto in un turbante e con la barba tinta con l’henné, si chiama adesso Abdullah Abu Abdulaziz Bastin. Convertitosi all’islam, ha fondato nel 2004 il Partito dei Giovani Musulmani.
Alle scorse elezioni comunali, il PJM, che si era presentato solo in due quartieri di Bruxelles, ha raccolto poco meno di 5000 voti. «Io dico ai musulmani: “Perdete questo spirito da colonizzati!” I coloni si sono fatti cacciare dall’Algeria, lo stesso potrebbe accadere anche qui». Gli immigrati, conclude, hanno fatto abbastanza e «anche troppo» per integrarsi: «ora è il Belgio che si deve adattare». qui

21 marzo 2009

Danimarca e islam

Il DAMP, il partito musulmano danese, non cela le sue ambizioni: islamizzare la Danimarca. Afferma che circa 700.000 musulmani risiedono già in Danimarca (su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti) e di conseguenza sogna di avere una forte rappresentazione musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari.

In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca. Allo stesso modo, il partito conta molto sull’entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l’occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso.
Il primo punto del DAMP consiste nell’inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche». Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo.
Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. qui


21 gennaio 2009

«Deputato Wilders a processo per dichiarazioni anti-islam»

Roma, 21 gen. (Apcom) - Il deputato di estrema destra olandese, Geert Wilders, noto oltre che per le sue affermazioni provocatorie anche per essere l'autore del film anti-Corano "Fitna", sarà processato per le sue dichiarazioni anti-islamiche. "In un sistema democratico, l'istigazione all'odio va considerata seriamente perchè è nell'interesse generale tracciare una linea chiara", ha dichiarato il tribunale di Amsterdam.

Il leader del Partito per la libertà, che lotta da sempre contro l'immigrazione e ha cercato di bandire il Corano dai Paesi Bassi, ha replicato parlando di "attacco alla libertà d'espressione". Ha fatto parlare molto il suo cortometraggio, "Fitna", che sovrappone testi coranici a uno sfondo di immagini violente, con il dichiarato obiettivo di denunciare il fondamentalismo islamico. "Partecipare al dibattito pubblico è diventata un'attività pericolosa. Se dici la tua opinione, rischi di essere perseguitato", ha aggiunto, precisando: non solo io, ma tutti i cittadini contrari all'islamizzazione del loro paese saranno processati. "Chi difenderà la nostra cultura se sarò messo a tacere?", ha chiesto.

I tre giudici che hanno deciso l'apertura del procedimento hanno detto di aver soppesato le "generalizzazioni a senso unico" di Wilders con il diritto alla libertà di espressione, concludendo che il deputato olandese è andato oltre il confine concesso ai politici. "La Corte di appello di Amsterdam ha ordinato di avviare un processo contro il deputato Geert Wilder per istigazione all'odio e discriminazione, sulla base delle sue affermazioni su diverse testate giornalistiche sui musulmani e il loro credo". La Corte ha sottolineato di ritenere appropriato un processo penale perchè Wilders ha insultato i fedeli musulmani paragonando l'Islam al Nazismo.

Dutch Court: Prosecute Anti-Islamic Lawmaker for Inciting Hate

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