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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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28 luglio 2009

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«(…) I musulmani credenti, quelli che conoscono la loro fede e la vivono col cuore e la mente, non sperano nè vogliono e neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola! (…) Alla Mecca non può mettere piede un non musulmano, così è stato stabilito da Dio e così continueranno i musulmani a fare in modo che ciò non avvenga. (…) Infine, nel Corano, tra i diversi caratteri di Dio emerge anche quello di Vendicatore». (…)  GMI

«E neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola». Neppure noi.

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi” (Matteo, 7:15)

(...) Mito numero uno: Maometto non era un Gesù in salsa araba, non predicò pace e tolleranza. Il profeta (profeta?, ndUC) lottò in battaglia, conquistò, gettò i nemici a pezzi nelle fosse comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere uccisi o fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro che avessero abbandonato la "vera religione". Quanto al Corano, contiene "oltre un centinaio di versetti" in cui esorta i fedeli a combattere i miscredenti (una sura da imparare a memoria: "Uccidete gli idolatri, ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati" 9:5). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda Spencer, è la pace della sottomissione ad Allah per tutte le genti, e le citazioni dei teorici musulmani, anche contemporanei, sono lì a ricordarcelo.

Mito numero due: ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto la dominazione ottomana. E' quello che sostiene pure l'Organizzazione delle nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una menzogna. Quando convivenza pacifica si è avuta, ammonisce Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno accettato, loro malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza, la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando trattati umilianti in cui acconsentivano, tra le tante cose, a dare un tetto e cibo per tre giorni agli islamici che si fossero presentati in chiesa "come ospiti". Oltre, s'intende, a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il Vangelo a voce alta e a subire le altre restrizioni alla libertà di culto valide tutt'ora in grandissima parte dell'islam. (…)

Mito numero quattro: il Corano vieta di uccidere. Proprio come la Bibbia, vero? Solo che non è così, giacchè il comandamento ("Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore", 4:92) vale, appunto solo se la vittima è islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei "miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di altre religioni, secondo la legge islamica vale il principio per cui essa è vietata "a meno che essi non stiano combattendo contro i musulmani". Il che, oggi, autorizza le stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di New York, Londra e Madrid. (…)  qui

25 luglio 2009

Islam in Europa

Nicolai Sennels, 33 anni, è psicologo e ha lavorato per le autorità di Copenaghen per diversi anni. (…) Attualmente il 70% dei carcerati di Copenaghen è costituito da giovani di cultura musulmana.

Da un rapporto pubblicato dalla Banca nazionale emerge che i costi di un musulmano straniero ammontano a più di due milioni di corone danesi (300.000 euro) in aiuti sociali, dovuti al basso tasso di occupazione all'interno di questa fetta di popolazione. A ciò si aggiungano tanti altri tipi di aiuti sociali che i disoccupati percepiscono: le spese per gli interpreti, le classi speciali nelle scuole, il lavoro sociale, i poliziotti supplementari, ecc.

«Il mio intervento - dichiara Sennels - ha determinato un'ingiunzione legale, una sorta di sanzione professionale, che indica che se reiterassi i miei propositi sarei licenziato. Secondo le autorità di Copenaghen è permesso affermare che i problemi riscontrati dai musulmani sono causati dalla povertà, dalla polizia, dagli stessi danesi, dai politici, ecc. Su due cose non è ammesso discutere: 1) sull'importanza della cultura e 2) sulla responsabilità degli stranieri quanto alle loro difficoltà d'integrazione nelle nostre società».

Per Sennels l'approccio occidentale a un comportamento delinquente è incomprensibile per i musulmani. Essi interpretano la nostra cultura del dialogo come una debolezza. Secondo loro «l'aggressività dà uno statuto inferiore nelle nostre culture, ma uno statuto più elevato nella cultura musulmana».

(…) Dobbiamo far cessare l'immigrazione dai Paesi musulmani verso l'Europa fino a quando non avremo provato che l'integrazione dei musulmani è possibile (cioè mai, ndUC). Poi dobbiamo aiutare i musulmani, che non vogliono o non sono in grado di integrarsi nelle nostre società occidentali, a dare un nuovo senso alla loro esistenza in una società che comprendono meglio e che li comprende. Attualmente disponiamo dei mezzi economici per farlo. Come ho detto prima, la Banca nazionale danese ha calcolato che gli immigrati musulmani costano 300.000 euro in media. Con questo denaro potremmo aiutarli a condurre una vita felice in un Paese musulmano, evitando loro di doversi integrare in una società che non comprendono e che, di conseguenza, non possono accettare».  qui

Frattini: «Affermare che la Turchia non ha un futuro in Europa significherebbe inviare un messaggio fuorviante al mondo islamico. Dobbiamo con convinzione dire che la Turchia ha un futuro europeo, perché se non ha un futuro europeo noi daremmo a tutto il mondo musulmano un messaggio: che vogliamo tenere fuori un Paese che sta avanzando nella democrazia, nelle riforme, nell'economia solo perché ottanta milioni di suoi abitanti sono musulmani».

27 aprile 2009

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«Febbre suina: prova di "infallibilità" fede islamica»

Roma, 27 apr. (Apcom) - "Ogni giorno che passa dimostra l'infallibilità della fede musulmana che è una religione valida per ogni tempo e luogo e l'Islam non avrebbe vietato di magiare la carne di maiale se l'animale non fosse la causa di gravi danni alla salute" degli uomini. Scrive così, al sito web della tv al Arabiya, Nasrin, una ragazza giordana a commento dello stato d'emergenza mondiale per la febbre suina. E' un coro unanime, quello degli utenti musulmani dei siti on-line dei media arabi, che vedono nella nuova epidemia che minaccia tutto il mondo, come "una punizione divina contro gli occidentali" che per "la loro blasfemia" non avrebbero saputo attenersi al volere di Allah, come scrive un'altro utente del quotidiano saudita alriyadh. Con centinaia di messaggi inviati in rete, gli internauti di fede islamica ricordano un verso del Corano che "proibisce di magiare la carne del morto e del maiale", congratulandosi coi musulmani di tutto il mondo per lo "scampato pericolo grazie alla saggezza divina che ci rende immuni a questo nuovo flagello abbattutosi sugli apostati", come scrive al sito fondamentalista, muslm.net, uno che si firma "amante del Profeta" Mohammed.

23 aprile 2009

L'islam in Italia

(…) C’è tuttavia preghiera e preghiera. Ed è stata una lettera, scritta da un tale Benassereddine, autodefinitosi «cittadino musulmano che vive a Torino» e pubblicata ieri sul quotidiano leghista La Padania, ad accendere una pacifica miccia. «Ho contatti con tutte le moschee di Torino e le frequento per avere un imam che mi guidi nella mia vita di fede, ma purtroppo le prediche sono rivolte contro i cristiani. Per esempio il vostro Papa viene additato come il capo dei demoni», scrive Benassereddine che poi aggiunge come «purtroppo nelle preghiere del venerdì e nelle serate del sabato e domenica invece di trovare pace e serenità sento solo parole di odio per le altre culture, inni allo Jihad, raccolte di fondi per Hamas». (…) «come tanti sanno meglio di me, questi imam si arricchiscono con le raccolte di fondi nelle moschee e attraverso associazioni benefiche». Raccolte che «invece di arrivare ai poveri e ai malati in Africa, finiscono nelle loro tasche». O in quelle del terrorismo internazionale. qui

 

19 aprile 2009

La religione di pace

«I talebani giustiziano due amanti e filmano l'esecuzione»

(…) L'uccisione è avvenuta nel distretto di Handu, nei pressi del confine con il distretto di Orakzai, bastione talebano vicino alla frontiera con l'Afghanistan. I talebani hanno dapprima ucciso la donna con due pallottole nel petto e poi, con un kalashnikov, esploso una raffica di colpi contro dell'uomo. Poco prima di essere colpita dai proiettili, la donna in lacrime ha implorato pietà ai suoi esecutori negando di avere una relazione con l'uomo. Ma i talebani non si sono fatti impietosire e l'hanno uccisa. Nel video si vede la donna che, colpita dai proiettili e caduta a terra, respira ancora. I talebani intorno hanno cominciato ad urlare, chiedendo agli esecutori di finirla, cosa avvenuta poco dopo. qui

18 aprile 2009

«"Durban 2 è antisemita", l'Italia verso il no»

Le modeste modifiche introdotte nei testi preparatori della conferenza contro il razzismo che si apre lunedì a Ginevra non soddisfano il governo italiano. Che, nei documenti messi a punto, rintraccia ancora parecchi elementi di antisemitismo e, ancora, è preoccupato dalle limitazioni alle libertà d’espressione che parecchi paesi arabi vorrebbero introdurre e che vieterebbero posizioni anti-islamiche

(…) A preoccupare la Farnesina, ma anche i tedeschi, sono i paragrafi che si riferiscono alla questione israelo-palestinese in cui trapela fin troppo la condanna per l’operato del governo di Gerusalemme (accusato di essere razzista, di praticare l’apartheid e la tortura nonchè di essere «una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale»), nonchè - come accennato - i riferimenti che molti paesi arabi vogliono in tema di «diffamazione religiosa», attribuendo a questa lo stesso standard, da condannare e reprimere, del razzismo. Il Giornale




14 aprile 2009

L’islam in Francia

Oltre 150.000 musulmani francesi si sono riuniti lo scorso weekend per il 26/o raduno annuale a Le Bourget, nella banlieue nord di Parigi. La Francia e' il paese non musulmano che conta la comunità islamica più numerosa, con cinque milioni di persone, il 5% dei quali praticanti; 1,5 milioni sono di origine algerina. Nel suo intervento, Tariq Ramadan ha ricordato che i musulmani devono orientare il viso verso la Mecca, sottolineando la necessità dello Stato di diritto per vivere insieme. (ANSA)

6 febbraio 2009

«Financial Times: “Papa danneggia i rapporti con altre religioni”»

Roma, 6 feb. (Apcom) - "La fallibilità del Papa": titolo eloquente quello scelto dal 'Financial Times' per un editoriale sulla vicenda dei lefebvriani, che ha sollevato numerose critiche dopo la pubblicazione di alcune dichiarazioni del vescovo negazionista Richard Williamson. "L'ha fatto di nuovo": inizia così l'editoriale, ricordando l'errore commesso dal Vaticano e dal Papa nel settembre 2006, quando il Pontefice pronunciò a Ratisbona alcune frasi su Maometto che provocarono l'immediata reazione del mondo islamico. Il Financial Times ricostruisce quindi gli sviluppi delle ultime due settimane, dalla revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, alle dichiarazioni di Williamson, alle proteste del mondo ebraico. "La sua richiesta di unità della Chiesa - scrive il quotidiano britannico - è perfettamente legittima, ma mentre cerca di accogliere questa frangia di estrema destra, è sempre stato molto severo con i teologi liberali. Lui equipara il pluralismo e la libertà religiosa al relativismo etico e alla degenerazione della liturgia cattolica. E ancora, fuori dai consigli della Curia Vaticana dove si registrano idee simili, le sue azioni appaiono una forma di assolutismo, in cui la sua nozione ottusa dell'unità della chiesa romana cattolica è messa al di sopra del rispetto delle altre religioni". "Per riparare al danno fatto ai rapporti dei cattolici con gli ebrei, e prima ancora con i musulmani, ci vorrà più di una dichiarazione", conclude il quotidiano.

2 febbraio 2009

«Musulmani, da 500mila a 2,4 milioni in 4 anni»

Roma, 31 gen. (Apcom) - Negli ultimi quattro anni la popolazione musulmana in Gran Bretagna è cresciuta di 1,9 milioni di persone, passando da 500.000 a 2,4 milioni. Lo afferma uno studio dell'ufficio nazionale di Statistica di Londra, ripreso dal quotidiano Times, sottolineando che nello stesso periodo i cristiani nel Regno Unito sono diminuiti di 2 milioni. Secondo gli esperti l'incremento, evidenziato tra il 2004 e il 2008, è attribuibile a diversi fattori tra cui il fenomeno dell'immigrazione, l'alto tasso di natalità nella comunità musulmana e le conversioni all'Islam. Stando sempre a quanto riferisce l'ufficio nazionale di Statistica, in Gran Bretagna ci sono oltre 42,2 milioni di cristiani con un'alta concentrazione tra la popolazione al di sopra dei 70 anni di età. Mentre tra i musulmani l'incremento maggiore è stato registrato tra i bambini sotto i 4 anni, che a settembre scorso erano oltre trecentomila.

19 gennaio 2009

«Se a Roma è più facile pregare verso la Mecca»

(…) Quando il serpentone della manifestazione romana arriva al Colosseo palestinesi, arabi e islamici si fermano. Ripongono per terra bandiere e stendardi e, al richiamo degli Imam, si inginocchiano a pregare verso la Mecca. Come avevano fatto il 6 gennaio scorso davanti al Duomo di Milano e in Piazza Maggiore a Bologna. I musulmani occupano il luogo forse più simbolico della Capitale e i ragazzi con la Kefiah italiani che fanno? Li guardano silenziosi, rispettosi, incuriositi, condividendo quella preghiera per la pace. Lo stesso hanno fatto i molti politici di vario colore presenti alla manifestazione: compunti e  contriti davanti alla preghiera musulmana. Pensate solo un momento cosa sarebbe accaduto se in una qualsiasi manifestazione del centrodestra, ad un certo punto un sacerdote avesse invitato i manifestanti a raccogliersi in preghiera e recitare - chessò - il Padrenostro.  Sarebbe scoppiato un putiferio,  si sarebbe detto che il centrodestra strumentalizza la religione, che Dio deve essere tenuto fuori dalla politica, che  il Vaticano telecomanda  le piazze e invade il campo della cosa pubblica e chi più ne ha più ne metta. Invece davanti ai musulmani in preghiera, silenzio e rispetto assoluto. Tutto giusto per carità, ma un po' di par condicio ci vorrebbe anche per i cattolici a casa loro. (L’Occidentale)

13 gennaio 2009

Dhimmi in Germania








La polizia tedesca rimuove bandiere israeliane da finestre e balconi. Applausi dalla folla islamica appostata sotto il palazzo. qui e qui  i video. 

12 gennaio 2009

«Milano, quindici anni fa l'altra preghiera islamica in piazza Duomo»

Le fotografie furono scattate in piazza Duomo, a Milano, il 5 marzo del 1994. Anche quel giorno - proprio come è avvenuto il 3 gennaio scorso con la preghiera ad Allah a pochi metri dal sagrato - duecento musulmani si ritrovarono a pregare davanti luogo simbolo della Chiesa ambrosiana. Inginocchiati e rivolti in direzione della Mecca, nell'ambito di una manifestazione di protesta per il massacro nella moschea di Hebron, vollero sensibilizzare in quel modo l'opinione pubblica sulla situazione del popolo palestinese e dei musulmani in Bosnia. Quindici anni dopo la storia si è ripetuta al termine di una manifestazione in cui sono state bruciate bandiere israeliane per protestare contro i bombardamenti su Gaza. E i capi delle comunità islamiche hanno chiesto scusa all'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, assicurando che un episodio del genere non si ripeterà più. (Repubblica)



Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Si trovavano lì per caso.



«Scenderemo ancora in piazza finché questa guerra non sarà finita. Ma quello che dicono Fini o Berlusconi non ci riguarda». Anche nominare Al Fatah e Hamas li innervosisce: «Non c’è differenza. Siamo per la Palestina e basta», spiega Abderrhim, 52 anni, uno dei più anziani del gruppo. «Ma questa guerra è una guerra contro tutto l’Islam. Lo volete capire o no? Anche gli italiani lo devono capire». Gli altri ragazzi del gruppo gli fanno segno di tacere. Due parole in arabo. Poi Mohamed si allontana scuotendo la testa. «Vogliamo solo la pace. Scrivilo. Solo la pace, hai capito?». qui

11 gennaio 2009

«Ci vedremo in piazza Dar-Al-Islam»

Intervista a Bat Ye'Or

(…)  “Da tempo viviamo in Europa in una condizione imposta da leggi straniere. Chi scrive di islam oggi in Europa è costretto a proteggersi, a nascondere la sua identità, a rinunciare alla libertà di parola, in violazione delle nostre stesse leggi. E’ un’aggressione alla quale ci rifiutiamo di rispondere, ma se andrà avanti così rischiamo di essere troppo deboli per sopravvivere a un conflitto di civiltà legato alla nostra stessa identità”. La sharia si insinua nel Vecchio continente, e non da ora Bat Ye’or.

La massa di musulmani genuflessi in ordine geometrico militante sul sagrato del Duomo di Milano o di San Petronio a Bologna sono per lei l’ultima plateale conferma della perdita di identità dell’Europa. “I musulmani agiscono in totale violazione delle leggi e dello spirito europeo. Pregano apertamente per Hamas invocando la distruzione dello stato di Israele. In principio, dopo la Shoah, in Europa nessuno ha il diritto di auspicare la scomparsa dello stato ebraico. Ma i musulmani – o meglio quegli estremisti che scendono in piazza per bruciare la stella di David e invocare Allah akbar, considerano l’Europa come Daral- Islam, come terra di sottomissione.

(…)  Davanti alla metamorfosi delle piazze europee in luogo di fede e militanza politica jihadista, la prima responsabilità dunque è dei nostri politici: “Hanno creduto che l’odio antisraeliano si sarebbe rivolto soltanto contro Israele. Non hanno capito che quell’odio, invece, era diretto contro l’occidente e avrebbe finito per distruggere la stessa Europa. Quando l’islam arriva e dice che Gesù era un profeta musulmano, come pure Abramo, Mosé, David e Salomone, e tu non puoi difenderti con le tue leggi e i tuoi principi, finisci per soccombere e accettare il tribunale della sharia come hanno fatto gli inglesi: così invece di integrare in Europa gli immigrati di religione musulmana, finisci per islamizzare l’Europa”.

(…) I politici europei sanno benissimo cosa succede, dice Bat Ye’or. “Hanno ambasciate, spie e agenti a sufficienza per conoscere la mentalità islamica molto meglio di noi, e i problemi del rigetto delle altre culture. Ma non vogliono la guerra e per evitarla, di fronte a fenomeni come il jihad e il terrorismo, l’hanno prima negata, poi si sono alleati con quelli che li volevano distruggere. Hanno preteso, come ha ammesso di recente il senatore Cossiga, che il governo italiano, ai tempi della Democrazia cristiana, collaborasse coi terroristi palestinesi. (…)

La novità in tutta questa vicenda è che, davanti all’universalismo islamico, l’ecumenismo cattolico, per una volta, risulta del tutto impotente. Lo dimostra l’ambiguità della chiesa, mentre un alto prelato paragona liberamente la striscia di Gaza a un lager nazista. “Sul piano morale questo è un punto assai importante e ha ben ragione Sandro Magister a sottolinearlo” dice Bat Ye’or. “Sono vari fattori a spiegarlo non solo l’antisemitismo, ancora molto pregnante nella chiesa, sebbene il cristianesimo debba tutto al giudaismo; ma soprattutto il fatto che la chiesa, se vuole proteggere i cristiani che vivono in paesi arabi arretrati come l’Egitto, o fanatici come la Siria e l’Iraq, è costretta a prendere le distanze da Israele. Le comunità cristiane sono molto vulnerabili: vivono in ostaggio alle masse musulmane che li odiano e sono costrette ad accettare enormi umiliazioni e sacrifici pur di restare lì. E poi, altro fattore, ci sono i beni della chiesa, monasteri, conventi, seminari, che potrebbero venir incendiati o confiscati, mentre i preti cristiani che s’aggirano disarmati fra i musulmani, sarebbero facilissimi da aggredire. Nasce da qui l’atteggiamento di conciliazione che la chiesa mostra nei confronti del mondo musulmano. In fondo, non volendo affrontarne l’ostilità islamica, anche lei come l’Europa si protegge con la politica del dialogo, che però anche ne suo caso è fatta di negazione e concessioni”.  (Il Foglio via Informazione Corretta)


(Il Giornale)

E guardate questo video. (Grazie a Dolomitengeist)


10 gennaio 2009

«Sinistra e arabi»

(…) A pochi metri di distanza, proprio in piazza Duomo, i giovani palestinesi, marocchini e soprattutto egiziani, davano sfogo alla loro rabbia per la guerra in Medio Oriente: «Israele assassini, Israele bastardi, Palestina libera». Era la fiaccolata convocata da una miriade di sigle della sinistra politica, sindacale e pacifista, fra cui Arci, Acli, Legambiente, Cgil, Cisl. Un migliaio di persone. C’erano anche esponenti di primo piano del Pd e di Rifondazione comunista. Ma hanno monopolizzato la scena alcune frange filopalestinesi. Padroni della piazza erano i gruppi di arabi, che agitavano cartelli raffiguranti le vittime civili di Gaza, con la scritta «Olocausto 2009» e inneggiavano all’Intifada. Nessun problema per i comunisti. L’eurodeputato di Rifondazione Vittorio Agnoletto dava volentieri la sua definizione di Israele, facendo volare parole forti: «È uno stato canaglia, da aggiungere alla lista compilata da Bush». Solo poco più prudente l’assessore provinciale del Prc Sandro Barzaghi: «Olocausto è una parola da usare con parsimonia, ma la striscia di Gaza oggi è un campo di concentramento». (Il Giornale)

«Oggetto: chiamate lo 00972 025839749, vi risponde l'esercito sionista...  Chiamate, chiamate, chiamate, bombardateli di chiamate anche dall'Italia e ditegli in tutte le lingue di smettere di massacrare i palestinesi a Gaza. Non capita spesso di avere a tiro di voce i soldati israeliani Nella speranza di reclutare collaboratori, l'esercito sionista ha fatto piovere su Gaza questo volantino, con un indirizzo e-mail ed un numero da chiamare per dare informazioni sui resistenti. Invitiamo tutti e tutte a chiamare da una cabina e ad esprimere come la pensare, oppure a prendere per i fondelli l'operatore (…)» [islam.forumup.it] qui

5 gennaio 2009

Ancora sul Duomo

(…) Ma perché i musulmani, per protestare contro la guerra in Palestina, hanno scelto i luoghi simbolo della cristianità? Perché non davanti a un consolato israeliano? O americano? Perché per la preghiera, invece che in una moschea - ce ne sono ormai parecchie - hanno scelto le cattedrali, come a Milano, o la basilica più importante come a Bologna? (…)  una simbolica occupazione. (…) un atto di arroganza e perfino di violenza: a Milano i dimostranti - guidati dall’imam di viale Jenner, già condannato per terrorismo - sono arrivati di corsa, seminando paura, sgomberando di forza la piazza, occupandola senza alcun permesso, costringendo appunto il Duomo a chiudere. Dove sarebbero, visti i modi e i fatti, il rispetto e la solidarietà con i cristiani? (...) [M. Brambilla, Il Giornale]

 

Getty Images

Padre Tonio Dell’Olio di Pax Christi: «Preghiera legittima, siamo solidali con loro». (qui)

«Preghiera islamica, polemica a Milano: Una mancanza di sensibilità»

«Non sono saliti a pregare sul sagrato, e quello non sarebbe stato certo un gesto di dialogo». Ma i musulmani in preghiera di fronte alla cattedrale hanno dimostrato «quantomeno mancanza di sensibilità». Lo dice l’arciprete del Duomo, Luigi Manganini. Che precisa: «Piazza del Duomo è una piazza civile, non religiosa». Montano le polemiche dopo la manifestazione anti Israele che ha attraversato il centro città, sabato: sono state bruciate le bandiere con la stella di David e il corteo s’è sciolto dopo la preghiera islamica davanti al Duomo. Ancora Manganini: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si concludeva con una preghiera di fronte a una moschea». (…)

Secondo i politici della maggioranza la manifestazione in Duomo è stata un affronto, ma il responsabile del centro islamico di viale Jenner
, Abdel Hamid Shaari, chiarisce: «Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Era semplicemente giunta l’ora della preghiera e si trovavano lì. Fossero stati in un’altra piazza, l’avrebbero fatta dove si trovavano. Abbiamo la più alta considerazione per la figura dell’arcivescovo Tettamanzi, che rappresenta la coscienza morale ed etica di Milano. Abbiamo un grande rispetto per chi ha sempre parlato di dialogo».

Il vice sindaco, Riccardo De Corato, però attacca: «L’imam del centro islamico di viale Jenner, Abu Imad
, ha partecipato al corteo pro Palestina che è stato teatro di reati e gravi atti contro lo Stato amico Israele. Sarebbe opportuno che l’imam faccia un passo indietro perché è sempre meno credibile come interlocutore del centro islamico di viale Jenner». Ancor più duro Pier Gianni Prosperini, assessore regionale alla Sicurezza: «Nemmeno ai tempi del nazismo il Duomo ha subito oltraggio del genere, non era una preghiera ma un’offesa ». (Corriere della Sera)

20 dicembre 2008

«Svezia: scontri nella periferia per chiusura centro islamico»

MALMOE - Terza notte di disordini nel quartiere degli immigrati di Malmoe, in Svezia. La polizia ha fermato cinque giovani dopo il lancio di molotov contro una scuola che ha provocato un principio di incendio. Dati alle fiamme anche cassonetti e diverse autovetture. La rivolta del sobborgo di Rosengaard, una zona periferica molto popolosa, era cominciata come una protesta pacifica contro la chiusura del centro islamico che ospitava una moschea, ma poi è degenerata con violenze e atti di vandalismo che esprimono il disagio dei giovani immigrati. Nella terza città della Svezia sono arrivati rinforzi di polizia da Stoccolma e Goteborg. (Corriere)

10 dicembre 2008

«Una moschea al Polo Nord»

Grazie alla donazione di un anonimo magnate saudita, e all’accondiscendenza delle autorità norvegesi, sarà presto costruita una grande moschea al Polo Nord.
La notizia rientra fra quelle «incomprensibili» ai nostri occhi. A che cosa serva una moschea in mezzo ai ghiacci, in un Paese in cui la comunità islamica è intorno al 2 per cento, è cosa che ci pare faccia a pugni con la ragione. In realtà, quel che fa a pugni con la ragione è la nostra ormai incrostata abitudine a credere che tutto il mondo proceda seguendo le nostre categorie di pensiero. Ci illudiamo che tutto sia misurabile materialmente, o in termini di interessi «concreti»: e respingiamo a priori l’idea che ci sia invece ancora qualcuno che vive e opera con le categorie della religiosità, del sacro, del simbolo. [...]

Il mondo islamico comprende perfettamente il valore simbolico di un’iniziativa del genere. Non lo comprendiamo invece noi occidentali, imprigionati come siamo nella tragicomica ideologia del politically correct: è grottesco, ad esempio, che le autorità norvegesi abbiano espresso soddisfazione perché la moschea al Polo Nord «rispetterà i vincoli ambientali», senza avvertire un altro tipo di impatto, non «ambientale» ma ben più profondo. Chi conosce la storia sa bene quanto sia illusorio il «dialogo» auspicato oggi anche da arcivescovi che nel programma pastorale invocano «una moschea per ogni quartiere».

L’islam è una religione di conquista, e nel suo dialogare non c’è mai stato neppure il tentativo di convertire: la mitica «tolleranza» islamica consisteva nel lasciare a cristiani ed ebrei la loro fede per il semplice motivo che così diventavano sudditi ed erano tenuti al pagamento di un tributo, dal quale i discepoli di Maometto erano esentati. Che oggi non sia più riproponibile una metodologia del genere è evidente; ma che una strategia di conquista sia comunque in atto, è altrettanto evidente. [...]  (M. Brambilla, Il Giornale)


Leggete anche questo: «
Gli sceicchi comprano l'Italia»

«Sondaggio: per italiani moschee sono bacino per terrorismo»

Roma, 10 dic. (Apcom) - Gli italiani si schierano contro la costruzione di nuove moschee, considerate pressoché unanimemente come un bacino per il terrorismo. E' quanto emerge da un sondaggio del settimanale Donna Moderna, in edicola da domani. Impressionante il risultato: contro le moschee si è espresso il 91% del campione.

4 dicembre 2008

«Stop della Lega a nuove moschee»

La Lega chiede una moratoria per la costruzione di nuove moschee per bocca del presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota. «Chiediamo una moratoria a tempo indeterminato sulla costruzione di nuove moschee e presunti centri culturali finché il Parlamento non approverà una legge che regolamenti l’edificazione di luoghi di culto che non abbiano sottoscritto intese con lo Stato - si legge in un comunicato -. Presenteremo una mozione parlamentare in tal senso. Esiste già una nostra proposta di legge per la regolamentazione della costruzione di questi luoghi di culto di cui abbiamo chiesto la calendarizzazione in aula».
LE REAZIONI - Una proposta «intollerabile» secondo Maurizio Musolino, responsabile per l'immigrazione del Partito dei Comunisti italiani, che parla dell'«ennesimo tentativo della Lega di criminalizzare i cittadini islamici che vivono in Italia». Per Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, «è soltanto l’ennesimo, disgustoso e vergognoso atto di una campagna becera e folle come quella che i più ciechi e feroci integralisti nostrani, i leghisti, stanno portando avanti da molto tempo. Si tratterebbe peraltro di una norma palesemente anticostituzionale».
Secondo Ahmad Gianpiero Vincenzo, presidente degli Intellettuali musulmani e consulente per l'immigrazione e i ghetti urbani presso la commissione Affari costituzionali del Senato ciò che serve non è una moratoria sulla costruzione di nuove moschee, ma «cercare di mettere ordine nella galassia dei centri culturali islamici, dove in mancanza di meglio i musulmani si ritrovano a pregare». (Corriere)

31 ottobre 2008

Il loro amico Gheddafi

«Non abbiamo bisogno di spade o di bombe per diffondere l’islam, abbiamo già 50 milioni di musulmani che tra una decina di anni trasformeranno l’Europa in un continente musulmano». Gheddafi, 2006

«We have fifty million Muslims in Europe. There are signs that Allah will grant islam victory in Europe - without swords, without guns, without conquests. The fifty million muslims of Europe will turn it into a muslim continent within a few decades». Gaddafi, 2006

Franco Frattini, oggi: «Se il leader della rivoluzione libica Muammar Gheddafi deciderà di visitare l'Italia lo accoglieremo con amicizia, come si deve ad un amico». 

Frattini, Italian Foreign Minister: «If the leader of the Libyan revolution desires to visit Italy we will greet him with friendship, as one would with a friend».



(Internet)                                                              (Internet)

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