.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

31 luglio 2009

La polizia egiziana spara contro gli immigrati

La polizia egiziana ha sempre di più il grilletto facile contro gli immigrati che cercano di entrare in Israele dai suoi confini. (…) Da maggio gli egiziani hanno ucciso sei immigrati africani alla frontiera con Israele, dopo sei mesi di relativa tranquillità, aumentando la violenza in risposta all'aumento del traffico di esseri umani attraverso l'Egitto. (…)  L'Egitto teme che un flusso senza controllo di migranti al suo confine strategico del Sinai possa rappresentare una minaccia alla sicurezza in un'area in cui già è preoccupata per le incursioni dei fondamentalisti islamici che ogni tanto trovano rifugio nella zona montuosa e isolata. (…) La polizia egiziana ha notato un aumento nel numero di africani che cercano di penetrare in Israele e hanno ripreso a sparare per porre fine al flusso di migranti. Praticamente tutti i giorni ci sono notizie di arresti alla frontiera.  qui


E saremmo noi i razzisti e gli xenofobi?

23 luglio 2009

.

Malmö è la città europea con la più alta percentuale di immigrati musulmani integralisti e la prescelta da immi­grati di oltre 150 nazionalità. (…) In questi anni, sulle spiag­ge svedesi, è capitato che la visione di seni al vento da parte di qualche famigliola di immi­grati con una ragazza velata, abbia pro­vocato momenti di tensione o di disa­gio. E si tratta probabilmente dello stesso disagio anche in piscina, dal momento che i frequentatori sono in maggioranza giovani musulmaniqui


(Internet)

11 maggio 2009

.

«Quello che il Papa ha detto nel 2006 sul profeta Maometto e' falso. L'islam non si e' diffuso attraverso il potere della spada. E' una religione di tolleranza e fede». qui

Sì, certo.


7 gennaio 2009

«Gli islamici si scusano»

MILANO - Il presidente della Casa della cultura islamica di viale Padova, Asfa Mahmoud, ha chiesto all'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi «un incontro per chiarire quanto è successo sabato scorso e portare le scuse», disponibile anche a coinvolgere Abdel Hamid Shaari del Centro Islamico di viale Jenner. La notizia è contenuta in un editoriale non firmato sul sito della Diocesi di Milano dal titolo «a proposito della preghiera islamica in piazza Duomo» in cui si afferma che «la preghiera aiuta l'uomo a considerare gli altri uomini come fratelli» e che «per questo la preghiera - per essere autentica - non può mai essere usata "contro" qualcuno e deve essere praticata - se pubblica - nei luoghi, nei tempi e nelle modalità opportune». (Corriere della Sera)

22 novembre 2008

«Sulla reciprocità»

Alcuni esponenti del mondo ecclesiastico, politico e culturale hanno dunque formulato, implicitamente o esplicitamente, il ragionamento che segue: la concessione della libertà religiosa in Italia ai musulmani deve essere vincolata ad un principio di reciprocità, ovvero è necessario pretendere che sia analogamente garantita la libertà religiosa nel «mondo islamico» ai cristiani. Paradossalmente, molti di coloro che agitano tale questione non sono affatto religiosi e si servono del Cristianesimo come vago collante ideologico di un’altrettanto vaga e presunta «civiltà occidentale». (…)

L’argomentazione di coloro che invocano la reciprocità tra musulmani e cristiani cade nel ridicolo quando si trova a doversi applicare in casi concreti. A questo proposito, ad esempio, non si possono imputare ai musulmani italiani, per il solo fatto che sono musulmani, le politiche dei Paesi arabi. La libertà religiosa è garantita ai cittadini italiani senza distinzione di confessione religiosa: dunque gli italiani di confessione islamica, ad esempio, hanno lo stesso diritto a edificare luoghi di culto dei loro concittadini di qualunque religione. È assurdo chiedere ai musulmani italiani la «reciprocità» dei diritti di cui essi godono in Italia, in quanto cittadini italiani, per i cristiani, indigeni o allogeni che siano, residenti in Paesi dove tali diritti non sono garantiti.

Finora abbiamo messo in luce i numerosi errori formali e le incoerenze di metodo reiterate da coloro che rivendicano la reciprocità, ma occorre entrare finalmente nel merito per dissipare una menzogna ripetuta con tanta frequenza, in buona o in cattiva fede, da essere ormai accettata come verità incontrovertibile da molti: è falso che non vi sia libertà religiosa nei Paesi a maggioranza islamica. Esistono chiese e sinagoghe dal Marocco all’Indonesia, centri religiosi, istituti culturali di matrice ebraica, cristiana, indù, buddista. (…) Sostegno di questo slogan fraudolento, volto ad alimentare suggestioni islamofobiche delineando una situazione drammaticamente immaginaria, si cita spesso un caso particolare: quello dell’Arabia Saudita. Qualcuno ha constatato che in Arabia Saudita «non vi sono chiese perché non vi sono cristiani»; purtroppo, un’osservazione così lineare risulta inconcepibile per la mentalità coloniale di alcune aree culturali dell’Occidente moderno.

Qualcuno si spinge oltre e domanda: «Se c’è una moschea a Roma, perché non si può costruire una chiesa a Mecca?». Ebbene, innanzitutto in Italia c’è una sola moschea ufficiale per un milione di musulmani: esistono pochi Paesi al mondo segnati da una discriminazione religiosa di fatto così netta e grave. In secondo luogo, l’unica moschea ufficiale si trova a Roma, che fino prova contraria è la capitale d’Italia, Stato che riconosce pari dignità ad ogni confessione garantendo libertà di culto ai suoi cittadini, a qualunque confessione appartengano. Non risulta invece sia mai stata avanzata alcuna richiesta di edificare una moschea in Vaticano. Analogamente, i Luoghi Santi di Mecca e Medina sono riservati al rito islamico del Pellegrinaggio, come un unico, vasto tempio che ha per tetto la volta celeste, e non ospitano manifestazioni esteriori di altre forme confessionali. Non si comprende d’altronde perché un ateo dovrebbe andare a Mecca, se non per una forma volgare di curiosità o di esotismo culturale o di rivendicazione ideologica delle libertà individuali. (…)

Secondo la dottrina ortodossa dell’Islam, un musulmano non può convertirsi al Cristianesimo. Tale divieto è di natura esclusivamente teologica e non implica certo la «licenza di uccidere» il musulmano che eventualmente scegliesse di diventare cristiano. La stessa dottrina cristiana, peraltro, considera «apostati» coloro che si convertono all’Islam, sebbene in maniera del tutto illegittima e addirittura facendo violenza, se possiamo dire così, all’etimologia stessa del termine «apostata», che indica colui che «si volge indietro», e non può certo riferirsi a coloro che abbracciano l’ultima Rivelazione del monoteismo abramico senza in nessun modo rinnegare le precedenti. Sul piano del diritto, dunque, la libertà di culto in Italia è esplicitamente sancita dalla Costituzione e ribadita da varie leggi. Nessuno può usare la violenza per imporre o impedire una conversione, e rimproverare un tentativo simile ai musulmani col pretesto che la dottrina islamica non ammette l’apostasia è come accusare i teologi cristiani di voler sterminare i golosi perché ne collocano la smodata passione alimentare tra i vizi capitali.

In ogni caso, è necessario comprendere che non sempre la reciprocità è auspicabile e che non tutte le reciprocità sono buone. Altrimenti non saremo dissimili dallo sciocco protagonista di una storiella araba molto diffusa, che era stato colpito da un lutto. Ad un amico che lo consolava, lo sciocco rispose: «Che Dio mi conceda di ricambiarti!». (Tratto da islamicita, Abd al-Nur Distefano)

10 novembre 2008

«Islam liberale»

Molti musulmani pensano solo ad accusare i "riformisti", i portatori di nuove idee. Pensano solo a censurarli, ad esiliarli e a minacciarli di morte. Ma chi è veramente un "disturbo" per l'Islam? I nuovi pensatori musulmani? No.
Il vero "disturbo" è chi si professa apertamente "anti-islamico".  Ali Sina è una minaccia.

E' un ex-musulmano che denuncia il Corano, accusandolo di essere la radice del terrorismo. Ma non solo: lui si serve anche degli Hadith per sostenere questa sua convinzione. Tra le lettere degli ex-musulmani che scrivono ad Ali Sina, c'è chi dice che era vissuto in una famiglia musulmana "aperta" e non giudicava proprio l'Islam come religione violenta, maschilista e intollerante. Poi, conoscendo Faith Freedom, ha letto i tanti hadith in cui Muhammad (*) avrebbe ordinato di uccidere apostati e cose simili, ed ha lasciato l'Islam schierandosi con chi vuole "eliminarlo".

Un altro ex musulmano (Isam), invece, aveva incontrato ad Algeri una italiana convertita all'islam. Questa ragazza diceva che gli italiani sono "nemici dell'Islam" (infatti i convertiti, sono a mio avviso, la facile preda per i musulmani intolleranti perchè sono "inclinati" a prendere tutto per oro colato. Fosse anche un ordine di sterminio). Com'è finito? Che l'ex musulmano ha convinto la ragazza italiana ad abbandonare l'Islam. Isam ha detto:  "é ritornata come era prima: una donna libera piena d'amore e di speranza". Questo lo penso anche io... ma non perchè ha abbandonato l'Islam. Ma perchè ha abbandonato certe ideologie che sono comuni, ahimè, a molti musulmani.

Ma la questione è sempre la stessa: è  l'Islam il problema? Loro dicono si... io dico NO.
Eppure non vengo visto bene da molti musulmani. Ma quello che manca da sempre è l'autocritica, il mettersi in discussione... tutte cose che rafforzano la fede. Sembrerà strano ma è così. Se una persona si chiude in certe convinzioni ripetendo come un assurdo papagallo ciò che gli inculcano, senza mai porsi domande serie e risposte sue (o magari informarsi sulle varie risposte), come può affrontare certi "mali"? Come può affrontare certi "pericoli"? Domando al musulmano tradizionalista che tanto ci tiene a spacciare tutti gli hadith per veri: come te li spieghi le contraddizioni fra gli hadith? Come te li spieghi i vari presunti oridini di uccisione da parte del Profeta stesso?

Fin quando pongo queste domande a certi musulmani che vedo in giro nei blog, sono capaci di confermarli pure... dicendo che è un ordine del Profeta che tutti noi siamo tenuti a seguire. Ed è qui che mi fanno pena. (...) Neanche il più saggio musulmano convincerebbe il fondatore di Faith Dreedom! Calmatevi! Non voglio che uccidiate Ali Sina e quelli che gli vanno dietro. Ali Sina è così convinto delle sue idee, che anche se il Profeta stesso venisse da lui a fargli chiarezza, non cambierebbe nulla. (astaghfirullah se sbaglio). Il problema è che i cuori e le menti di chi disprezza il Corano, sono sigillati. Dio li ha sviati... non c'è nulla da fare.

-“Allah svia chiunque desidera e guida chiunque desidera.” (C. 14:4)
- "Allah scientemente lo allontana, suggella il suo udito e il suo cuore e stende un velo sui suoi occhi. Chi lo  potrà dirigere dopo che Allah [lo ha sviato]? Non rifletterete dunque"? (C. 45:23

Per fermare il proselitismo anti-islamico di Ali Sina, non ci vogliono le armi. L'unica "arma" che ci serve è dare loro l'esempio del vero musulmano. Non parlo del vestiario.. non è quello che ti fa musulmano. Parlo del rispetto e dell'amore che anche quei musulmani che non condividevano le mie idee hanno dimostrato di possedere. Dimostrare che Dio nel Corano ha insegnato la giustizia, ha insegnato la distinzione fra il bene e il male ma anche l'amore verso il prossimo. Come ogni religione che si rispetti. Tutto il resto è interpretazione. E' lì la nostra colpa. I falsi Hadith sono un altro bel problema. (...) Ancora oggi esistono cristiani che ci chiamano "eretici", e se fossero liberi ci brucerebbero insieme a "stregoni" ed omosessuali. Ma non per questo critico la Bibbia o il Vangelo. Eppure se una persona vorrebbe farlo.... ha le carte in regola per sostenere idee del genere. (...) Non chiudetevi a leggere solo i siti e blog di musulmani che con le loro parole feriscono l'identità occidentale, alimentando in voi il bisogno di sostenere Ali Sina. Chi dovete sostenere? I musulmani rispettosi. Non ho precisato nulla. Ascoltate anche loro. E non informatevi riguardo l'Islam da chi vuole screditarlo, perchè come ho già detto, inventerebbero di tutto per farvelo odiare. Se non condividete il messaggio Coranico, avete tutto il mio rispetto. Ma giudicarlo come "fonte di terrorismo", fa di voi delle persone irrispettose. E' essenziale chiarire che ci sono "ex musulmani" che prendono le distanze da persone come Ali Sina (e i suoi seguaci), Magdi Allam e vìa a proseguire. E chi vuole cancellare l'Islam, non fa altro che vivere in una illusione. (Tratto da islamliberale)

Agli italiani piacciono questi musulmani "liberali", altrimenti conosciuti come "moderati",  coscienti del fatto che imbracciare le armi e uccidere coloro che hanno opinioni diverse o che criticano la religione islamica non è propriamente carino. «Per fermare il proselitismo anti-islamico non ci vogliono le armi. Non voglio che uccidiate Ali Sina e quelli che gli vanno dietro»: ovvietà che noi cristiani, ebrei, atei, buddisti, ex musulmani, eccetera, mai avremmo sottolineato. Come amica di Ali Sina e di Magdi Allam, benedico questi musulmani “liberali” per cotanta grazia. 

Ecco un altro signore che detesta le opinioni altrui e la satira: «Santoro mi ha chiesto 2 milioni perché lo imito»

5 novembre 2008

Donne, islam e ipocrisia

La donna musulmana, dal punto di vista della Shari'a, la legge islamica, le cui regole generali sono comuni per ambo I sessi, e' in tutto equivalente all'uomo. "L' occidente nutre un sospetto generalizzato sulla condizione della donna musulmana, dovuto certamente anche ad una serie di malintesi, di contraddizioni e di paradossi, generati dalla mancata distinzione tra cio' che raccomanda il Corano, la sua concreta applicazione nelle diverse societa' islamiche e, infine, l'immagine che l'occidente si fa di questa condizione.  L'Islam si adatta perfettamente, e con garbo, alle naturali inclinazioni dell'animo umano, maschile e femminile. Esso non tollera coloro che sono inclini ai pregiudizi contro le donne, o che operano discriminazioni tra i sessi. La donna musulmana e' la compagna dell'uomo, in nulla inferiore a lui. L'uomo non ha potere sulla donna, tranne che nello specifico contesto delle relazioni familiari.  (Tratto da arabcomint)

La donna è sottomessa all’ uomo. Falso. La donna, così come l’ uomo, deve essere sottomessa unicamente al Creatore. E’ comunque ovvio che, se il padre o il marito di chiunque di noi, essendo davanti a Dio responsabili in primis della propria famiglia, ci suggeriscono di evitare un determinato comportamento che potrebbe nuocere a noi stesse, alla nostra famiglia, alla religione o ad altri, è bene ascoltarli (sempre nel caso che ciò che ci propongono sia in accordo con l’ Islam, perché in caso contrario, dovremmo rifiutarci di obbedire), ma questa non è sottomissione. A chiunque è capitato di ricevere dei consigli dai propri amici, e di trarre giovamento da essi, perché non accettare che questo venga fatto dagli uomini della propria famiglia? Solo per orgoglio?
Alla donna non è permesso uscire. Falso. C’ è un detto del Profeta Mohammed (pace su di lui) che, rivolgendosi alla propria moglie Sawda, dice :”Allah ti ha permesso di uscire per le tue necessità”. Quindi, la donna è libera di andare a svolgere le proprie lecite mansioni anche fuori casa. (Lucedellafede)

Domanda: Io e mia moglie usciamo per comprare cose necessarie per lei o per la casa, ed ella esce con me completamente coperta, grazie ad Allah, e non parla con nessuno dei commercianti (nei negozi o gli assistenti). Quindi, commette peccato se esce (in questo modo) o no? Per favore datemi un consiglio.
Risposta: Non c'è nulla di male se una donna esce per comprare cose necessarie al mercato se non ha nessuno che possa farlo per lei, ovviamente deve essere ben coperta e deve rimanere lontana dal mischiarsi con uomini o parlare con loro. E se ha un uomo tra i suoi mahram con lei, allora questo è ancora meglio. Ad ogni modo, se c'è qualcuno che puo' fare compere al posto suo, allora non c'è bisogno per lei di uscire e magari essere coinvolta in situazioni che creano fitnah e pericolo, specialmente al giorno d'oggi dove la fitnah è aumentata e l'umilta' e il rispetto reciproco sono diminuiti - eccetto per coloro ai quali Allah ha dimostrato la Sua Misericordia. Quindi è obbligatorio per una donna rimanere nella sua casa piu' che puo', cosi' come Egli (Subhaanahu wa Ta'aala) dice: "Rimanete con dignità nelle vostre case e non mostratevi come era costume ai tempi dell'ignoranza." [Surah Al-Ahzaab: 33] (Turntoislam – Italiano)

Leggi anche questo, questo, questo e questo (articoli in inglese). E questo articolo del Corriere

sfoglia
giugno        agosto