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Diario | Insight |
 
Diario
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28 luglio 2009

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«(…) I musulmani credenti, quelli che conoscono la loro fede e la vivono col cuore e la mente, non sperano nè vogliono e neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola! (…) Alla Mecca non può mettere piede un non musulmano, così è stato stabilito da Dio e così continueranno i musulmani a fare in modo che ciò non avvenga. (…) Infine, nel Corano, tra i diversi caratteri di Dio emerge anche quello di Vendicatore». (…)  GMI

«E neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola». Neppure noi.

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi” (Matteo, 7:15)

(...) Mito numero uno: Maometto non era un Gesù in salsa araba, non predicò pace e tolleranza. Il profeta (profeta?, ndUC) lottò in battaglia, conquistò, gettò i nemici a pezzi nelle fosse comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere uccisi o fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro che avessero abbandonato la "vera religione". Quanto al Corano, contiene "oltre un centinaio di versetti" in cui esorta i fedeli a combattere i miscredenti (una sura da imparare a memoria: "Uccidete gli idolatri, ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati" 9:5). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda Spencer, è la pace della sottomissione ad Allah per tutte le genti, e le citazioni dei teorici musulmani, anche contemporanei, sono lì a ricordarcelo.

Mito numero due: ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto la dominazione ottomana. E' quello che sostiene pure l'Organizzazione delle nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una menzogna. Quando convivenza pacifica si è avuta, ammonisce Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno accettato, loro malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza, la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando trattati umilianti in cui acconsentivano, tra le tante cose, a dare un tetto e cibo per tre giorni agli islamici che si fossero presentati in chiesa "come ospiti". Oltre, s'intende, a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il Vangelo a voce alta e a subire le altre restrizioni alla libertà di culto valide tutt'ora in grandissima parte dell'islam. (…)

Mito numero quattro: il Corano vieta di uccidere. Proprio come la Bibbia, vero? Solo che non è così, giacchè il comandamento ("Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore", 4:92) vale, appunto solo se la vittima è islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei "miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di altre religioni, secondo la legge islamica vale il principio per cui essa è vietata "a meno che essi non stiano combattendo contro i musulmani". Il che, oggi, autorizza le stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di New York, Londra e Madrid. (…)  qui

17 novembre 2008

«Cos'è la costituzione italiana per il musulmano»

(…) Nei paesi a maggioranza di musulmani, è lecito anzi è obbligatorio chiedere e cercare di applicare le leggi di Allah trasmessi nel Corano e la sunna, ma in un paese come l'Italia è chiaro che questa cosa non può essere realizzata e quindi è implicito che bisogna quindi, rispettare le leggi e la costituzione italiana. Fatta questa breve premessa, credo che la costituzione italiana sia un mezzo temporaneo che bisogna essere sfruttato al meglio per far valere i nostri diritti da musulmani, in quanto è la stessa costituzione che garantisce ciò, in più articoli. Certo, per quanto la conosca io, non credo che nella costituzione italiana ci sia qualcosa che vada contro le nostre pratiche e attività religiose, perchè se fosse così allora bisognerebbe lottare per cambiare le cose in quanto il profeta (SAS) dice:" Non vi è obbedienza a nessuna creatura nella disobbedienza di Allah".

(…) Pertanto chi pretende che i musulmani debbano accettare ciecamente le leggi di questo paese non sono per niente democratici. Ai musulmani dovrebbero invece chiedere sì il rispetto delle leggi ma cosa ancora più essenziale, dovrebbero chiedere la partecipazione! é indemocratico pretendere di seguire ciecamente una legge, una persona, un partito ecc.. il mio punto è che non ci può essere rispetto delle regole senza partecipazione a maggior ragione quando si tratta di residenti e di cittadini di questo paese e quando è la democrazia stessa che ce lo richiede.

(…) Ancora l’articolo 8 definisce che le religioni possono avere dei rapporti con lo Stato attraverso delle Intese e le loro rappresentanze. Quindi lo Stato e le leggi italiane permettono ai musulmani di vivere in un paese come l’Italia. Quindi la comunità islamica ha il diritto di essere riconosciuta dallo Stato e ha il diritto di usare come statuto la Shari’a, ovvero la Legge di Allah, quelle leggi rivelate nel Corano e quelle dettate dal Profeta* nella Sunna. Tutto nel rispetto e nella conformità della legge dello Stato italiano.

(…) Per concludere vorrei solo dire che, per riassumere, il musulmano vivendo in contesto non islamico rispetterà (insha’Allah- con il volere di Allah) quelle sue leggi anche non credendoci, ma dato che è chiamato al suo dovere, allora si confronterà con essa per dimostrare (dare la prova) che la parola a lui (salla Allah ‘alaihy wa sallam) rivelata è migliore e se su questo ci sono dubbi allora bisogna portare una prova che dica il contrario: “23 E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo , portate allora una Sura simile a questa e chiamate altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri.”

(…) Tanti e troppi sono i gruppi di interesse in gioco e la questione culturale e di reciprocità non possono essere le scuse sbandierate, in quanto sia a livello culturale che di reciprocità tra "governi" i musulmani sono in "credito" ovvero ciò che nei governi a maggioranza islamica è concesso ai non musulmani, ai cristiani sopratutto, è molto maggiore in numero e in diritti, di ciò che viene concesso ai musulmani in altri paesi tra quali l'Italia. Certo il messaggio che voglio passare, non è quello noi e voi, ovvero noi siamo più bravi di voi, ma il messaggio è quello che usare come scusa la cultura e la reciprocità non sono valide.

(…) A questo punto la domanda è: e se è lo stato italiano a non mettere in pratica alcune parti della costituzione italiana e quindi e non darmi i miei diritti da cittadino musulmano fornendomi luoghi di culto(moschee) ecc.. Bisogna sempre rispettarla? Il profeta (sas) ha interrotto quella tregua che tu hai citato quando i meccani tradirono il patto, che come sappiamo portò subito dopo alla conquista della Mecca. Lunacrescente

(…) Con i nostri principi islamici dobbiamo creare la nuova figura dell'italiano post-Jahiliya... quando parliamo parliamo da italiani e non da arabi, siamo khaira ummatin ukhrijat li nnas (la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini – Corano 3:110, ndUC) e quindi di conseguenza siamo i migliori italiani ukhriju li nnas… facciamo si da ridare il vero valore alle cose, cominciamo noi e a catena ci seguiranno gli altri incha'Allàh! Lunacrescente

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