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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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23 aprile 2009

L'islam in Italia

(…) C’è tuttavia preghiera e preghiera. Ed è stata una lettera, scritta da un tale Benassereddine, autodefinitosi «cittadino musulmano che vive a Torino» e pubblicata ieri sul quotidiano leghista La Padania, ad accendere una pacifica miccia. «Ho contatti con tutte le moschee di Torino e le frequento per avere un imam che mi guidi nella mia vita di fede, ma purtroppo le prediche sono rivolte contro i cristiani. Per esempio il vostro Papa viene additato come il capo dei demoni», scrive Benassereddine che poi aggiunge come «purtroppo nelle preghiere del venerdì e nelle serate del sabato e domenica invece di trovare pace e serenità sento solo parole di odio per le altre culture, inni allo Jihad, raccolte di fondi per Hamas». (…) «come tanti sanno meglio di me, questi imam si arricchiscono con le raccolte di fondi nelle moschee e attraverso associazioni benefiche». Raccolte che «invece di arrivare ai poveri e ai malati in Africa, finiscono nelle loro tasche». O in quelle del terrorismo internazionale. qui

 

15 gennaio 2009

"Attenti all’imperialismo dell’Islam"

Londra - Il multiculturalismo? «È pernicioso: e la tolleranza multiculturale delle società europee aiuta i terroristi», afferma lo storico britannico Michael Burleigh nel suo recente libro Blood and rage: A Cultural history of terrorism. (…) «A Londra abbiamo folle musulmane isteriche con cartelli con scritte “Death to Juices” (sic) - non riescono neanche a scrivere correttamente “Jews” (ebrei) - che interrompono la vita della gente comune e assalgono negozi a Kensington. Nel frattempo, i musulmani “moderati” hanno minacciato il nostro governo che ci sarà ancora dell’altro terrorismo se i “Brits” non alterano la loro politica estera. Poiché il governo ha condannato la reazione “sproporzionata” di Israele non vedo cosa possano volere di più, forse un’alleanza con Hamas?». (…)

«Abbiamo le mani legate dalla disastrosa ideologia del multiculturalismo, adottata come alternativa al marxismo leninismo quando questi entravano in coma. Un’ideologia nefasta, che divide la gente in tribù in base a identità particolari, i negri, i gay, e così via, senza tener conto delle differenze individuali. Le tribù diventano comunità con dei leader autoproclamati che non riflettono alcunché ma rafforzano una visione monolitica della comunità portando avanti un discorso vittimista, e i governi si trovano a dover gestire le tribù attraverso queste leadership radicali. Poi si finisce col credere di risolvere tutto con la cosmetica del politicamente corretto. In Inghilterra i terroristi oggi bisogna chiamarli “terroristi antislamici” per non offendere i musulmani, perché secondo il governo i terroristi non hanno niente a che fare con l’islam». (…)

«Dovremmo innanzitutto eliminare le ovvie contraddizioni della nostra politica estera, smetterla di chiudere gli occhi sui governi autoritari come l’Arabia Saudita solo perché ci serve il loro petrolio, o inneggiare ad Hamas come si è fatto finora dimenticando il terrore che Hamas semina fra chi non sta ai loro ordini. In società polarizzate fra autocrati e islamisti c’è molta gente ragionevole nel mezzo che attende di potersi esprimere politicamente...». (A. F. Price,  Il Giornale)


(This is London)


(Internet)

Caro amico ti scrivo

Gli ambasciatori arabi: «Gentile onorevole, ho il piacere di esprimerle a nome del Consiglio degli ambasciatori arabi in Italia pieno apprezzamento per le posizioni che Sua Eccellenza ha espresso e mantenuto (...) Onorevole, la misurata e lucida analisi dei fatti che Ella ha espresso nelle Sue recenti dichiarazioni riflettono purtroppo la drammatica situazione». Poi, «stima» e «la più alta considerazione» a D’Alema per l’«infaticabile impegno» in favore «della pace possibile». Una delegazione dei diplomatici arabi va oggi da Franco Frattini, Pdl, successore di D’Alema. Anche se riceverà attestati di stima, il preferito è già noto. (Corriere)

Beirut, D'Alema con un deputato Hezbollah

10 gennaio 2009

«Sinistra e arabi»

(…) A pochi metri di distanza, proprio in piazza Duomo, i giovani palestinesi, marocchini e soprattutto egiziani, davano sfogo alla loro rabbia per la guerra in Medio Oriente: «Israele assassini, Israele bastardi, Palestina libera». Era la fiaccolata convocata da una miriade di sigle della sinistra politica, sindacale e pacifista, fra cui Arci, Acli, Legambiente, Cgil, Cisl. Un migliaio di persone. C’erano anche esponenti di primo piano del Pd e di Rifondazione comunista. Ma hanno monopolizzato la scena alcune frange filopalestinesi. Padroni della piazza erano i gruppi di arabi, che agitavano cartelli raffiguranti le vittime civili di Gaza, con la scritta «Olocausto 2009» e inneggiavano all’Intifada. Nessun problema per i comunisti. L’eurodeputato di Rifondazione Vittorio Agnoletto dava volentieri la sua definizione di Israele, facendo volare parole forti: «È uno stato canaglia, da aggiungere alla lista compilata da Bush». Solo poco più prudente l’assessore provinciale del Prc Sandro Barzaghi: «Olocausto è una parola da usare con parsimonia, ma la striscia di Gaza oggi è un campo di concentramento». (Il Giornale)

«Oggetto: chiamate lo 00972 025839749, vi risponde l'esercito sionista...  Chiamate, chiamate, chiamate, bombardateli di chiamate anche dall'Italia e ditegli in tutte le lingue di smettere di massacrare i palestinesi a Gaza. Non capita spesso di avere a tiro di voce i soldati israeliani Nella speranza di reclutare collaboratori, l'esercito sionista ha fatto piovere su Gaza questo volantino, con un indirizzo e-mail ed un numero da chiamare per dare informazioni sui resistenti. Invitiamo tutti e tutte a chiamare da una cabina e ad esprimere come la pensare, oppure a prendere per i fondelli l'operatore (…)» [islam.forumup.it] qui

8 gennaio 2009

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(…) La questura non intende denunciare i manifestanti per le bandiere bruciate - in realtà lenzuoli bianchi con disegni azzurri - né per la preghiera in piazza Duomo. Sulla stessa linea, la procura di Bologna che ha deciso di archiviare il fascicolo aperto dal pm Luigi Persico sulla base dell’informativa della Digos del capoluogo emiliano, priva di notizie di reato. Corteo e presidio davanti alla basilica di San Petronio erano stati infatti autorizzati, mentre la preghiera collettiva in piazza Maggiore, ragionano gli inquirenti, non era stata preannunciata ma è nata lecitamente su iniziativa di singoli. E anche l’effige di Israele data alle fiamme sarebbe solo un drappo artigianale con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele. (RepubblicaMilano)


(Ansa)


(Salmoirago, Corriere)


(Ansa)


(Il Messaggero)

7 gennaio 2009

«Una cosa carina» e tante menzogne

La rabbia giustifica molto anche per Angela Lano, direttrice di Infopal, agenzia di stampa edita dall’omonima associazione che ha promosso - con altre sigle - il corteo: «La preghiera in piazza Duomo mi è parsa una cosa carina», il suo commento. qui


(Internet)

“La consapevolezza del luogo atipico c’era senz’altro, ma bisogna riflettere sul fatto che la religione islamica sia ormai un pezzo dell’identità di Milano. E invece si cerca di nascondere questo dato di fatto sotto polemiche incendiarie ed irresponsabili”. Così farnetica tal Luciano Mulbhauer. (…) [L’Occidentale]


«Nel furore delle immagini ci perdono solo i bambini»


Le bombe sui bambini. Sparano sui bambini. Muoiono i bambini. Basta raccontarlo così, questo girone infernale chiamato Gaza, per imporre subito l’inevitabile scelta di campo: chiunque abbia un minimo di sensibilità umana, fosse anche l’ultimo residuo, non può che stare dalla parte dei bambini. Cioè dei palestinesi. (…) Come tutte le guerre, anche questa andrebbe raccontata con molto rigore, addentrando in profondità le sonde del sistema informativo mondiale, con il suo imponente apparato di antenne, telecamere e computer, con il suo affollato seguito di reporter variamente affidabile e talvolta anche variamente vanitoso. In questo caso non è così. Non è possibile. Nella Striscia di Gaza non è consentito l’accesso ai testimoni dell’informazione. Salvo pochissimi casi scelti e graditi. (…)

Qui fuori, dove possiamo solo registrare e diffondere quello che dentro Gaza scelgono di registrare e diffondere, facciamo una dannata fatica a raccontare e a comprendere. La corsa alla verità, ai confusi e inafferrabili brandelli di verità, sta diventando ogni giorno più affannosa. Quasi parossistica. Con alcuni effetti collaterali abbastanza assurdi: l’altra sera, la televisione pubblica francese “France 2” ha mandato in onda immagini raccapriccianti di vittime palestinesi, presentandole in buona fede come risultato dell’ennesimo bombardamento israeliano. Il giorno dopo, però, un sito Internet ha svelato come fossero immagini vecchie di almeno un anno: si riferivano all’esplosione di un camion carico di razzi, episodio interno tutto di marca Hamas. “France 2” ha chiesto scusa con un certo imbarazzo. (Leggi tutto. C. Gatti, il Giornale)

4 gennaio 2009

«Il Duomo diventa meta dell’oltraggio islamico»

Migliaia di palestinesi hanno invaso il centro per manifestare contro l'attacco israeliano ad Hamas nella striscia di Gaza. Hanno bruciato bandiere con la stella di David, hanno bruciato vessilli con stelle e strisce dell'Amerika odiata, con la interessata collaborazione dei comunisti di Rifondazione, spazzati dalla volontà popolare, ma sostenuti da un odio tenace che li collega all'esperienza infame di una dittatura condannata dalla storia. […] Ma c'è stato anche un altro oltraggio, un atto di prepotenza e di inciviltà che ci tocca direttamente, come italiani rispettosi di tutti e però consapevoli, si spera, dei nostri diritti e delle prerogative della nostra civiltà. Una strategia precisa ha indotto i manifestanti palestinesi, più numerosi del previsto, con un rinforzo di militanti, italiani e arabi, entrati in campo all'ultimo momento, a forzare i limiti preassegnati alla manifestazione e ad irrompere sul sagrato del Duomo per una preghiera non preannunciata e tutto sommato intimidatoria. Ve l'immaginate una processione di cristiani nella spianata davanti a una delle più importanti moschee dell'Islam? Non siamo fermi alle Crociate e non esageriamo. Ma non possiamo sorvolare sul fatto che a guidare la preghiera sul sagrato sia stato l'imam Abu Imad, il predicatore della moschea di viale Jenner, già noto alla polizia e alla magistratura. Questo religioso, si fa per dire, ha avuto, il 20 dicembre del 2007, la condanna a 3 anni e otto mesi per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo internazionale. [...] (S. Scarpino, Il Giornale)


(Salmoirago, Corriere)

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