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Diario | Insight |
 
Diario
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24 luglio 2009

Multiculturalismo?

(…) Su pressione dei mussulmani, oggi in Gran Bretagna il Corano è posto su uno scaffale superiore rispetto alla Bibbia nelle aule di giustizia. (...) qui



7 luglio 2009

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Geert Wilders: «(…) Vorrei fare una distinzione tra l’ideologia, la religione islamica, e la gente – io non ho nulla contro le persone, è l’ideologia che mi crea dei problemi. Secondo me è un’ideologia totalitaria e non andrebbe paragonata ad altre religioni ma ad altre ideologie totalitarie come il comunismo e il fascismo. Non c‘è spazio nell’ideologia islamica per nient’altro se non l’Islam. Ed è di questo che io ritengo bisogna aver davvero paura. (…) Non credo in un Islam moderato, non credo che sia la stessa cosa che per il Cristianesimo, con l’Antico e il Nuovo Testamento, la separazione fra Stato e Chiesa, e poi l’Illuminismo piu’ tardi… Secondo me questa non è l’evoluzione dell’Islam. Per cui io ritengo che non dovremmo investire o credere in un Islam all’europea o in un Islam moderato. (…) Gordon Brown, primo ministro del Regno Unito, si è rivelato essere il piu’ grande codardo d’Europa quando mi ha rimandato indietro, quando volevo entrare in Gran Bretagna per mostrare un film e animare un dibattito alla Camera dei Lords. Sono questi i leader che ci ritroviamo in Europa oggi, andrebbero allontanati e sostituiti da leader piu’ coraggiosi» qui



24 aprile 2009

«Ministro Gb: “Nostra frontiera una delle più sicure”»

La frontiera della Gran Bretagna è "una delle più sicure" al mondo. Lo ha affermato il ministro dell'Immigrazione di Londra, Phil Woolas, dopo che il suo omologo francese Eric Besson aveva sollecitato un miglior controllo. Woolas ha escluso che la Gran Bretagna decida di raggiungere l'area di Schengen. "La politica britannica è di non firmare l'accordo di Schengen", ha chiarito, "La libertà di movimento non è possibile, a giusto titolo, che per quanti entrano legalmente (nel Paese). Integrare l'area di Schengen tornerebbe a "indebolire i nostri controlli", il che sarebbe un'occasione inaspettata per i "trafficanti che approfittano della miseria e della sofferenza umana", ha aggiunto Woolas. Il ministro ha garantito che "i truffatori non saranno tollerati" e ha ricordato che la polizia alle frontiere britanniche aveva impedito 28mila tentativi di passaggi di clandestini nel 2008. Il ministro dell'Immigrazione francese Eric Besson, in visita a Calais, ha auspicato che la Gran Bretagna "assuma un ruolo maggiore nel controllo della sua frontiera con l'area di Schengen" per lottare contro l'immigrazione clandestina. (Apcom)

12 febbraio 2009

«Londra vietata a Wilders, “nemico dell'islam”»

BRUXELLES — «La prossima settimana, il film sarà proiettato al Parlamento italiano», annuncia sicuro l'onorevole Geert Wilders dal suo sito Internet. E «il film» è quello che lui, deputato populista olandese, ha prodotto in proprio; lo stesso per cui, in queste ore, si vede ufficialmente rifiutato l'ingresso in Gran Bretagna: «Fitna», «Lo scontro », documentario che paragona il Corano, libro sacro dell'Islam, al «Mein Kampf» di Adolf Hitler. (Corriere)

«Londra dà il benvenuto ai terroristi e lascia fuori il deputato anti-islam»

Geert Wilders, che voleva bandire il Corano dai Paesi Bassi, è stato dichiarato “persona non grata” nel Regno Unito su sollecitazione dell’islam più radicale. Strana pena del contrappasso, decisa in base ai dettami della sharia in una nazione teoricamente a maggioranza cristiana. «Sarebbe accaduto se avesse chiesto di bandire la Bibbia?», si domandano ora la baronessa Caroline Cox e lord Malcolm Pearson of Rannoch, che lo avevano invitato per oggi alla Camera dei Pari a una proiezione ufficiale di Fitna, il suo documentario sul fondamentalismo islamico e la jihad, e a partecipare a un dibattito sulla libertà d’espressione.

IL BARONE A confermare l’attualità del film di Wilders, è il timore di episodi violenti di protesta in coincidenza con la sua visita, insistono i due parlamentari. La minaccia arriva da un loro collega, il barone Nazir Ahmed, che prestò giuramento sul Corano quando nel 1998 fu nominato dalla Regina tra i Pari d’Inghilterra. Conta di radunare 10mila musulmani per impedire lo svolgimento dell’incontro. Ma quello è un Lord che non scandalizza Scotland Yard, nemmeno quando, come ha fatto meno di due anni fa, accusa lo scrittore Salman Rushdie di avere «le mani sporche di sangue». Gli è stato sufficiente agitare lo spauracchio della piazza islamica perché il ministero dell’Interno britannico spedisse una letterina a Wilders, deputato olandese costantemente nel mirino di Al Qaeda, per comunicargli che Jack Straw «il Segretario di Stato ritiene che le vostre dichiarazioni sui musulmani e le loro credenze, come sono espresse nel vostro film Fitna e altrove, minaccerebbero l’armonia della comunità e perciò la sicurezza (…) Libero


2 febbraio 2009

«Musulmani, da 500mila a 2,4 milioni in 4 anni»

Roma, 31 gen. (Apcom) - Negli ultimi quattro anni la popolazione musulmana in Gran Bretagna è cresciuta di 1,9 milioni di persone, passando da 500.000 a 2,4 milioni. Lo afferma uno studio dell'ufficio nazionale di Statistica di Londra, ripreso dal quotidiano Times, sottolineando che nello stesso periodo i cristiani nel Regno Unito sono diminuiti di 2 milioni. Secondo gli esperti l'incremento, evidenziato tra il 2004 e il 2008, è attribuibile a diversi fattori tra cui il fenomeno dell'immigrazione, l'alto tasso di natalità nella comunità musulmana e le conversioni all'Islam. Stando sempre a quanto riferisce l'ufficio nazionale di Statistica, in Gran Bretagna ci sono oltre 42,2 milioni di cristiani con un'alta concentrazione tra la popolazione al di sopra dei 70 anni di età. Mentre tra i musulmani l'incremento maggiore è stato registrato tra i bambini sotto i 4 anni, che a settembre scorso erano oltre trecentomila.

13 dicembre 2008

«La Svizzera apre: basta controlli alle frontiere»

Addio ai controlli a Gaggiolo, San Pietro, Fornasette. Basta code a Porto Ceresio. Entrare in Svizzera, da oggi, sarà "libero" e senza verifiche. La Svizzera, infatti, è entrata nell'area Schengen: una svolta storica che pone lo Stato elvetico nel sistema europeo di controlli. Cadono le frontiere per le persone tra Francia, Italia, Austria e Germania (rimane solo per qualche tempo quella del Lichtenstein che entrerà in Schengen alla fine del 2009) ma rimane la dogana per le merci.
La Confederazione da tempo si stava preparando a questo giorno spostando solo più all'interno i controlli del territorio con un avvicendamento tra guard e di frontiera e agenti di polizia.
In termini di ricadute pratiche, gli svantaggi legati a questa scelta (il venir meno della sua fiera politica autonoma di sicurezza) sono decisamente inferiori ai vantaggi (l'aggancio al circuito elettronico di lotta alla criminalità e la possibilità di rendere più fluida la libera circolazione delle persone,  la possibilità di identificare i richiedenti asilo che hanno già presentato domanda in altro stato europeo).
La liberalizzazione
, già iniziata alle frontiere e ai valichi, è rinviata al 29 marzo negli aeroporti dove la riorganizzazione dei sistemi ha richiesto tempi più lunghi. Rimane, inoltre, l'incognita del risultato referendario del prossimo 8 febbraio, quando si voterà sul rinnovo della libera circolazione con l'Unione Europea e sulla sua estensione a Bulgaria e Romania. Se dovessero prevalere i «no», potrebbe cadere anche l'adesione a Schengen, perché la Ue potrebbe rimettere in discussione tutti gli accordi bilaterali.
In attesa di quella verifica, godiamo degli effetti pratici di questa innovazione che pone la Svizzera più legata all'Europa di quanto siano Gran Bretagna o Irlanda che, come l'euro, hanno bocciato anche Schengen. (VareseNews)

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