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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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24 luglio 2009

Multiculturalismo?

(…) Su pressione dei mussulmani, oggi in Gran Bretagna il Corano è posto su uno scaffale superiore rispetto alla Bibbia nelle aule di giustizia. (...) qui



23 luglio 2009

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Malmö è la città europea con la più alta percentuale di immigrati musulmani integralisti e la prescelta da immi­grati di oltre 150 nazionalità. (…) In questi anni, sulle spiag­ge svedesi, è capitato che la visione di seni al vento da parte di qualche famigliola di immi­grati con una ragazza velata, abbia pro­vocato momenti di tensione o di disa­gio. E si tratta probabilmente dello stesso disagio anche in piscina, dal momento che i frequentatori sono in maggioranza giovani musulmaniqui


(Internet)

16 luglio 2009

«Due milioni di terroristi islamici in Europa»

Magdi Allam: «In Europa circa due milioni di musulmani (il 10% del totale) è convinto che siano moralmente giustificati degli attentati terroristici che abbiano i civili come obiettivo. Di loro, circa 1 milione risiede in Francia; circa 260 mila risiedono in Gran Bretagna e altri 390 mila in Germania. E’ quanto si desume dalla ricerca “The Gallup Coexist Index 2009”, citata dal Messaggero in un articolo del 6 luglio a firma di Corrado Giustiniani. Che però titola: “I musulmani in Europa? Pacifici – La Gallup: Il 90% rifiuta la violenza come mezzo di lotta politica”. Ebbene mi domando se da una ricerca dovesse emergere che il 10% degli europei fosse convinto che massacrare i civili (magari di religione islamica, ndUC) sia un atto moralmente giustificato, avremmo mai titolato “Gli europei sono pacifici - Il 90% rifiuta la violenza”?» qui


(Internet)

9 luglio 2009

«Bosnia, niente gay negli studentati»

Nelle case per gli studenti bosniache non c'è spazio per gli omosessuali. Lo ha ribadito Emir Kadric, direttore del centro universitario di Sarajevo. "Per persone simili non c'è posto nei nostri studentati - ha spiegato -. Non riconosco gli omosessuali e non è possibile che vengano messi in una delle due case dello studente del territorio di Sarajevo". Dello stesso parere anche gli altri direttori degli studentati della Bosnia-Erzegovina.
La battaglia omofobica di Kadric, dunque, non conosce mezzi termini. Il direttore del centro universitaroio della capitale bosniaca non solo non ha alcuna intenzione di accogliere i gay nelle sue strutture, ma li invita anche a stare fisicamente lontani dagli studentati statali.  
"Non mi interessano gli omosessuali e, ad essere sincero, suggerirei loro di costruirsi sì uno studentato, ma a chilometri di distanza dai nostri - ha spiegato in maniera categorica al quotidiano San -. Non può esserci tolleranza, perché per me queste persone prima di tutto non sono apposto con loro stesse! Cosa me ne faccio di gente così nello studentato? Creerebbero solo problemi tra gli studenti normali".
La dura presa di posizione di Kadric ha subito suscitato grande scalpore nel resto del mondo, ma in patria anche gli altri direttori dei centri universitari sembrano condividere il suo punto di vista. Pur non esprimendo apertamente un appoggio diretto, anche gli altri reggenti degli studentati nazionali della Bosnia-Erzegovina, hanno infatti appoggiato le tesi del direttore del centro di Sarajevo. Tgcom

7 luglio 2009

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Geert Wilders: «(…) Vorrei fare una distinzione tra l’ideologia, la religione islamica, e la gente – io non ho nulla contro le persone, è l’ideologia che mi crea dei problemi. Secondo me è un’ideologia totalitaria e non andrebbe paragonata ad altre religioni ma ad altre ideologie totalitarie come il comunismo e il fascismo. Non c‘è spazio nell’ideologia islamica per nient’altro se non l’Islam. Ed è di questo che io ritengo bisogna aver davvero paura. (…) Non credo in un Islam moderato, non credo che sia la stessa cosa che per il Cristianesimo, con l’Antico e il Nuovo Testamento, la separazione fra Stato e Chiesa, e poi l’Illuminismo piu’ tardi… Secondo me questa non è l’evoluzione dell’Islam. Per cui io ritengo che non dovremmo investire o credere in un Islam all’europea o in un Islam moderato. (…) Gordon Brown, primo ministro del Regno Unito, si è rivelato essere il piu’ grande codardo d’Europa quando mi ha rimandato indietro, quando volevo entrare in Gran Bretagna per mostrare un film e animare un dibattito alla Camera dei Lords. Sono questi i leader che ci ritroviamo in Europa oggi, andrebbero allontanati e sostituiti da leader piu’ coraggiosi» qui



1 luglio 2009

Islam in Europa

Le ultime immagini in un video amatoriale la mostrano mentre manda un bacio, sorride, indossa degli occhiali e una borsetta rosa confetto e un copricapo in tinta. E' l'ultima gita di Busra, una cittadina turco-tedesca di 15 anni, che è stata brutalmente uccisa dal padre. (…) La studentessa - scrive Bild che riporta la notizia - è morta perchè voleva vivere come una tedesca. La ragazzina aveva la colpa di non condividere le opinioni sulla vita e la fede del padre Mehmet O., 45 anni, venditore di kebab. Lui ha preso un coltello da cucina ed è andato nell'appartamento di sotto, dove vive la nonna, e ha accoltellato la figlia mentre dormiva sul divano. "Sono state almeno più di 11 coltellate, soprattutto sulla parte superiore del corpo", ha spiegato il procuratore. Al posto di polizia il turco, venuto in Germania 17 anni fa come "Gastarbeiter", ha spiegato: "Avevo il problema che mia figlia non voleva seguire la strada musulmana". Busra aveva una doppia vita. Il mondo del padre: non usciva mai di casa senza il fazzoletto in testa. Ogni settimana lo accompagnava in moschea a pregare. Il mondo degli amici: ballava hip-hop, si truccava, chattava in internet. Da un mese aveva un fidanzatino, uno studente coetaneo tedesco di origini turche. Uno dei motivi principali che facevano imbestialire il padre. (Apcom)

E questo: «Al Qaeda minaccia Parigi dopo il "no" al burqa» qui

30 giugno 2009

«Olanda, in cella solo cibo halal»

Vorrebbe gustare carne di maiale, ma è costretto a un menù a base di carne halal, ovvero preparata secondo i dettami alimentari della religione islamica. Per questo un detenuto olandese del carcere di Sittard, in Olanda, ha chiesto una compensazione dallo Stato di 25 euro al giorno.
"Il mio cliente - ha spiegato il legale - non vuole che una religione gli sia imposta, vuole solo poter mangiare polpette di maiale". Per tagliare sulle spese il ministero della Giustizia ha sottoscritto un accordo coi fornitori perché consegnino solo alimenti halal, racconta il quotidiano Telegraaf. Negli istituti di reclusione, infatti, degli oltre 14mila detenuti, oltre uno su due sono di origine straniera (55%) e i gruppi etnici più rappresentati sono quelli delle persone che provengono dal Marocco e dai territori della ex Jugoslavia. Fornire un doppio menù, per i musulmani e i non è troppo costoso. E allora via il maiale, animale più che rappresentato nella cucina tradizionale olandese, e sulla tavola solo manzo e pecora.  "La libertà di religione è una gran cosa - ha commentato l'avvocato del detenuto - ma il mio cliente non vuole che una religione gli sia imposta". (Tgcom)

29 giugno 2009

«Bosnia, Paese sempre più islamizzato»

La Bosnia sta diventando un Paese sempre piu' ''islamizzato''. A lanciare l'allarme e' il card. Franc Rode', prefetto della Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Societa' di Vita Apostolica, di ritorno da un viaggio nelle diocesi di Sarajevo e Banja Luka. I cattolici, denuncia il cardinale in un'intervista alla Radio Vaticana, ''numericamente sono molto diminuiti'', anche in conseguenza di una ''una volonta' di islamizzazione''. ''Per esempio, nella diocesi di Banja Luka, prima della guerra del '91-'95, i cattolici erano 150 mila, oggi arrivano a 35 mila. La maggior parte di loro e' partita perche' le loro case sono state bruciate, anche per la pressione, per la paura di perdere persino la vita. Tanti cattolici sono fuggiti''. Lo stesso fenomeno si e' verificato a Sarajevo, una citta' di 600 mila abitanti ''che conta solo 17 mila cattolici'' e che, dunque, ''praticamente e' diventata una citta' musulmana''.
''Le moschee costruite in questi ultimi anni - e' il resoconto del card. Rode' - sono piu' di un centinaio, anche in villaggi dove non e' mai esistita una moschea''. ''C'e', dunque, una volonta' di islamizzazione della regione di Sarajevo”. Per il cardinale, sono stati proprio i cattolici ''le principali vittime di questa guerra'': ''Hanno perso molte chiese che sono state distrutte, bruciate - ricorda -, molti conventi che sono stati distrutti, molti sacerdoti, religiosi e religiose che sono stati uccisi. La strage sofferta dalla popolazione cattolica e' grande''. (Asca)

12 giugno 2009

«Le malattie dei clandestini»

(…) Se l’Europa di Schengen non saprà governare il processo delle migrazioni, in particolare quelle irregolari, rischia di dover fronteggiare pericolose epidemie, avverte uno dei massimi esperti europei dell’argomento, il professor Istvan Szilard, docente dell’Università ungherese di Pecs e per anni consulente dell’Ue su questi temi. Altro che timori irrazionali, spiega: «La paura, presente in alcuni Stati dell’Unione tra cui l’Italia, che i migranti possano essere veicolo di pericolose malattie ha qualche fondamento di verità».

Chi opera direttamente a contatto con profughi e rifugiati non può che confermare il pericolo. Nell’esperienza di uno dei medici in prima linea nell’affrontare l’emergenza immigrazione, Vincenzo Morello, responsabile sanitario del Centro di prima accoglienza di Pozzallo (Ragusa) ricompaiono i nomi dimenticati dei morbi più temibili: «L’impatto di malattie in Italia ormai da decenni scomparse, come la tubercolosi, la difterite, la lebbra, la sifilide, potrebbe rivelarsi disastroso e in pochi anni potremmo assistere alla ricomparsa massiva di certe affezioni, per le quali non si vaccina più, con gli effetti che tutti possiamo immaginare. Ecco perché è indispensabile che l’Europa, proprio per difendersi, investa in indagini diagnostiche, oltre che ovviamente in cure, sugli immigrati. Per accertare se un immigrato è affetto da tubercolosi, per esempio, basterebbe un’intradermo reazione, un esame da pochi euro. Invece i protocolli non lo prevedono». qui

4 giugno 2009

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Arabitalia

(…) prima dovrebbe scomparire la LEGA prima di incominciare a costruire delle vere e proprie moschee (e perche' no....) piu' alte del Vaticano. qui

(…) Questo comporta anche che voi amiate e mostriate amicizia verso il popolo del Ikhlas (cioè dell'Islam), mentre odiate e mostrate ostilità verso la gente dello Shirk. Questa è le religione di Ibrahim, verso la quale coloro che volgono le spalle, ingannano solo se stessi. E questo è il buon esempio di cui Allah ci informa. (…) lei

3 giugno 2009

«Atene come Kabul: la città in ostaggio degli estremisti islamici»

Atene è in balia dell’estremismo musulmano, ma potrebbe diventare come Kabul, con giovani islamici pronti a farsi saltare per aria in reazione alla presunta dissacrazione del Corano da parte di un poliziotto greco. Non si capisce bene se sia un avvertimento o una minaccia, ma Naim al Ghandour, presidente dell’Unione musulmana greca, ha ipotizzato scenari di terrore. «Come possiamo controllare degli arrabbiati ventenni afghani, che scendono in piazza cercando di morire in nome di Allah?», ha sentenziato il rappresentante della comunità islamica locale. (…) Venerdì 22 maggio, giorno di preghiera e di lotta per i musulmani, circa 1.500 islamici sono scesi in piazza ad Atene armati di pietre e bastoni. I facinorosi puntavano al Parlamento e protestavano per la dissacrazione del Corano. Dal corteo si alzava il grido di guerra dei mujaheddin “Allah o akbar”. Alcuni striscioni intimavano: «Giù le mani dagli immigrati». Solo ad Atene e dintorni si calcola che ci siano 400mila islamici legali o clandestini. (…) Sotto la copertura di associazioni antirazziste e pro immigrati tentano di cavalcare la protesta islamica per scagliarsi contro il governo greco di centrodestra in vista delle elezioni europee. qui


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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 3/6/2009 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

30 maggio 2009

Islam in Europa

«Il Vecchio continente è già connivente di chi vuole costringerlo alla condizione di dhimmi».  L’allarme di Bat Ye’or, autrice di Eurabia

Come si realizzerà quello che lei chiama il califfato universale?
Per arrivare a questo ci sono diverse vie, una delle quali riguarda l’immigrazione. Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che l’Oci chiede all’Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano dal Nordafrica. (...) L’Oci è composta dai ministri degli esteri di 57 paesi, elencati nel mio libro, una sorta di Onu islamico. C’è anche una carta costituente che dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire la sua sede. Ha creato anche una corte di giustizia islamica internazionale, che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all’Oci. Questa corte avrà la facoltà di perseguire i reati contro l’islam giudicandoli in base alla sharia.

In Occidente c’è chi pensa però che la pace fra Israele e i suoi vicini possa essere la chiave di svolta per la pacifica convivenza con il mondo arabo. Cosa ne pensa?
Bisogna comprendere cosa vuole dire pace. Quello che l’Europa, l’America il mondo arabo vogliono creare è una pace senza Israele. Uno Stato sovrano dovrà essere eliminato e gli ebrei e cristiani che oggi lo abitano dovranno tornare alla condizione di dhimmi, di minoranza sotto la sharia. Questa non sarebbe pace ma soltanto umiliazione.

Vuole spiegarci che cosa è la condizione di dhimmi?
È una condizione di estrema umiliazione che si fonda sul disprezzo dei non musulmani. Rafforza l’ideologia del jihad ed è inclusa nelle sue regole. Se noi vogliamo la pace nel rispetto dobbiamo pretendere che i musulmani abbandonino completamente questa ideologia altrimenti l’attrito fra le culture arriverà a scuotere il mondo fino ad una possibile terza guerra mondiale. Per garantire la nostra libertà abbiamo l’obbligo morale di non accettare che si possa anche soltanto pensare ad una superiorità del mondo musulmano o della sua religione sulle altre religioni. Un nostro cedimento in questo senso significherebbe vivere nell’umiliazione. L’assurdità è che i musulmani vedono l’offerta della condizione di dhimmi in maniera diversa, per loro è addirittura un favore e noi dovremmo ringraziarli per questa “protezione”. Essere un dhimmi significa che non si può possedere terra, non si hanno diritti politici, culturali o linguistici. Ci obbligherebbe a sottostare a tasse e balzelli, a noi dedicati, che ci relegherebbero al ruolo di uomini di classe inferiore destinati a vivere in una condizione di povertà. In sostanza una situazione di pieno e completo razzismo nei nostri confronti.

I popoli europei capiscono il tipo di pericolo contro cui lei mette in guardia?
Sì, ma non sanno come reagire perché i governi, la stampa e la cultura sono oggi alleati con i paesi musulmani. L’Unione Europea è fortemente legata ai paesi arabi con accordi commerciali e le università hanno addirittura accettato libri approvati dall’Oci. Testi che hanno come base non la conoscenza obiettiva della storia, ma la storia vista secondo i dettami islamici. (...) . qui

Islam in Italia: «Vogliamo dirti che è territorio musulmano»

Dopo l’articolo apparso su Libero che denunciava le innumerevoli irregolarità igieniche e amministrative al mercato del venerdì davanti alla Moschea di Roma, il consigliere del II Municipio, Massimo Inches riceve la “Fatwa”. «Giù le mani dal mercato di Moschea di Roma. Vogliamo dirti che è territorio musulmano», si legge sul messaggio minatorio. «O ti fermi a romperci o ti rompiamo noi! Stai attento
». qui

26 maggio 2009

«Un quartiere di Amsterdam ufficialmente musulmano»

Ahmed Marcouch, il sindaco di un comune a ovest di Amsterdam, ha suscitato alcune proteste dopo aver chiesto che una parte della città fosse dichiarata zona privilegiata per i musulmani. Il politico olandese incita a creare un’enclave riservata ai musulmani nella capitale. (…) Ahmed Marcouch propone che si fondino altre circoscrizioni di Amsterdam-Ovest e che queste formino «una città a sé stante». Benché sia conosciuto per i suoi appelli all’integrazione, altri politici olandesi hanno espresso preoccupazione di fronte a questa deriva verso l’islamizzazione.  Marcouch ha accennato all’idea che con la fusione delle circoscrizioni potrebbe nascere una comunità musulmana “florida”. In precedenza aveva chiesto che la religione islamica fosse insegnata in tutte le scuole pubbliche. (…) qui

23 maggio 2009

«In Italia due detenuti di Guantanamo»

WASHINGTON - L'Italia potrebbe accogliere nel suo territorio due prigionieri di Guantanamo. Washington vorrebbe destinare al nostro Paese due tunisini, Riadh Nasri e Moez Fezzani, ma da Roma non è ancora arrivato il via libera. L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. È la posizione espressa dalla Farnesina, mentre il ministro Frattini incontrerà, venerdì prossimo a Roma, l'attorney general americano (consulente giuridico del governo) per discutere la questione. «Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla - ha detto il ministro -. Ci deve essere una regola che permetta agli altri 26 Stati di condividere il principio». qui

Parlando di terroristi: «L’Onu interviene in difesa del pluriomicida Battisti».  qui

20 maggio 2009

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Geert Wilders: «La più grave malattia dell’Olanda e dell’Europa è il relativismo culturale. L’idea che tutte le culture siano uguali, ecco il punto. L’umanesimo europeo, costruito su basi cristiane e giudaiche, è migliore della cultura islamica, anche se una secolarizzazione estrema sta distruggendo gran parte di quel patrimonio. Il multiculturalismo funziona se sei forte abbastanza per dire che la tua cultura è migliore e dominante. Ma quando il multiculturalismo si coniuga al relativismo culturale, è suicidio. Da quando i nostri padri fondatori trasformarono questa palude, l’Olanda, in un’oasi di tolleranza, il nostro stendardo merita di essere librato in aria e in libertà. La correttezza politica ci impedisce di farlo, si ha paura di essere chiamati ‘estremisti’. L’islamizzazione ha successo nella mancanza di coraggio. Siamo diventati come tanti Chamberlain, anziché Churchill, i politici non conoscono la storia del proprio paese, non hanno identità, non sanno chi rappresentano. Non hanno più la volontà di battersi per i propri valori». qui

17 maggio 2009

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Tariq Ramadan: «Finché l'Occidente continua a vedere nell'Islam “l'altro” non si arriverà da nessuna parte, l'Occidente deve voler conoscere chi è culturalmente diverso da lui e anche accettare, come nel caso dell'Europa, che senza l'immigrazione è a repentaglio la sua stessa esistenza».

12 maggio 2009

Immigrazione

“Se l'Unione europea ha deciso che l'immigrazione illegale e' un problema europeo e poi lascia soli in prima fila italiani, maltesi, ciprioti, greci e spagnoli, e' maturo il momento per un vertice europeo in materia''. E' quanto afferma il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista al Corriere della Sera.
Rivolgendosi ai Paesi europei, il responsabile della Farnesina chiede: ''I capi di Stato e di governo dovranno dire che cosa accade quando arrivano barche con 500 persone a Lampedusa. Che facciamo?''. ''Apriamo i centri di accoglienza dopo 90 giorni - spiega Frattini - e poi che succede? Se apriamo il campo di custodia di Gradisca sull'Isonzo, vicino a Slovenia e Austria, o a Torino, siccome con Schengen le frontiere non esistono piu', vanno in Europa''.
Il titolare della Farnesina osserva poi che ''parlare di multiculturalità'' in Italia ''e' sbagliato: sfido a dire che con il 5% di immigrati sulla popolazione ci può essere una società multietnica''. E sottolinea: ''Non accetto accuse di razzismo da chi predica un multiculturalismo che ora non abbiamo e rifiuta di aprire un dibattito serio sull'identita' della nazione italiana''.  (Apcom)

(…) Di Gheddafi c’è da fidarsi?
«Questo accordo con la Libia fu sottoscritto dal governo Prodi nel dicembre del 2007. Noi lo stiamo realizzando mettendo risorse finanziari e creando il contesto politico. È singolare che chi ha sottoscritto l’accordo ne critica l’attuazione. Era successa la stessa cosa con l’Albania. Significa che il centrosinistra quando è al governo è inefficace e quando è all’opposizione è incoerente». qui

E qui la religione di "pace".


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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 12/5/2009 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

28 aprile 2009

Islam in Europa

(…) In Germania, per esempio, si contano circa 3,5 milioni di musulmani di cui il 75% è di origine turca. Ai musulmani che vivono in Germania è largamente garantita la libertà di culto: si contano nel paese 2.500 luoghi di preghiera, 180 grandi moschee con cupola e minareti e il loro numero è destinato a raggiungere presto le 300 unità. In molti casi, la Chiesa cattolica ha contribuito a regolare i conflitti che emergevano attorno alla loro costruzione.

In Francia, si stimano 5 milioni di persone di cultura e tradizione islamica. (…) In Italia le stime parlano di un milione di musulmani. (...) In Spagna, i musulmani oggi presenti nel Paese sono 1 milione e 300 mila, provenienti soprattutto dal Nord Africa. Sono ripartiti in più di 500 associazioni che fanno capo a due grandi Federazioni. Si contano nel Paese 12 moschee, 332 centri culturali ed 11 cimiteri. Completamente diversa la situazione in Turchia dove – ha detto don Mauro Pesce, segretario generale della Conferenza episcopale turca -, su una popolazione di 75 milioni di abitanti, i cristiani sono solo 110 mila su una maggioranza musulmana. Don Pesce ha raccontato tutte le difficoltà che i cristiani (delle varie confessioni) hanno nel vivere la propria fede (…). qui

Nei Paesi islamici, invece: 

(…) Uno degli scogli che le comunità cristiane, sia cattoliche sia ortodosse, si trovano ad affrontare riguarda il permesso per la costruzione e la ristrutturazione di chiese. La legge dice che serve un decreto presidenziale, oltre a molte altre formalità. Ma anche quando i permessi arrivano, si trova sempre il modo, da parte dell'amministrazione locale, di mettere i bastoni tra le ruote. E così passano anche molti anni. Uno dei motivi di questo comportamento è il tentativo di affermare in ogni occasione l'identità musulmana dalla nazione e dello Stato egiziano. qui

23 marzo 2009

«Bruxelles diventerà una città musulmana?»

In seguito ad uno studio pubblicato su “La Libre Belgique” e “Le Figaro” (del 21 marzo 2008) circa il futuro della popolazione musulmana di Bruxelles, la conclusione cui si perviene è che di qui a 20 anni la capitale del Belgio diventerà a maggioranza musulmana. Un terzo della popolazione di Bruxelles è già musulmana e la forte natalità permette le più audaci ambizioni. Dal 2001, Mohamed è il nome maggiormente attribuito ai bambini a Bruxelles. (…)

La giornalista Hind Fraihi va ancora oltre: «I giovani sono sempre più radicali. Rigettano i valori occidentali, i loro stessi genitori sono preoccupati. A Bruxelles, ci sono degli isolotti, nei quali è veramente difficile credere di trovarsi in Belgio…». Secondo Alain Escada, Presidente dell’Associazione Belgio e Cristianità, «si passa da una rinuncia ad un’altra». «Sempre più mense introducono menu halal a spese dei cristiani» si lamenta.
«Le autorità non fanno più il loro lavoro: i politici, con una visione a breve termine, sono pronti a tutto pur di conquistare un nuovo elettorato, ma anche il clero, che mette musulmani e cristiani su un piano di uguaglianza, quando invece sono ben lungi dall’essere paragonabili: pensate all’arcivescovo assassinato di recente in Irak!»

Jean-François Bastin, un cittadino del Belgio di 65 anni, avvolto in un turbante e con la barba tinta con l’henné, si chiama adesso Abdullah Abu Abdulaziz Bastin. Convertitosi all’islam, ha fondato nel 2004 il Partito dei Giovani Musulmani.
Alle scorse elezioni comunali, il PJM, che si era presentato solo in due quartieri di Bruxelles, ha raccolto poco meno di 5000 voti. «Io dico ai musulmani: “Perdete questo spirito da colonizzati!” I coloni si sono fatti cacciare dall’Algeria, lo stesso potrebbe accadere anche qui». Gli immigrati, conclude, hanno fatto abbastanza e «anche troppo» per integrarsi: «ora è il Belgio che si deve adattare». qui

21 marzo 2009

Danimarca e islam

Il DAMP, il partito musulmano danese, non cela le sue ambizioni: islamizzare la Danimarca. Afferma che circa 700.000 musulmani risiedono già in Danimarca (su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti) e di conseguenza sogna di avere una forte rappresentazione musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari.

In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca. Allo stesso modo, il partito conta molto sull’entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l’occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso.
Il primo punto del DAMP consiste nell’inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche». Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo.
Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. qui


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