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Diario | Insight |
 
Diario
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12 novembre 2008

Amore, rispetto, tolleranza e pace

E’ permesso salutare per primi cristiani ed ebrei?
Mai salutare cristiani ed ebrei per primi. Se un gruppo di musulmani incontra un cristiano o un ebreo, non deve dividersi per farlo passare. E’ una questione di orgoglio islamico.

E’ possibile obbligare la moglie o la schiava ad avere un rapporto sessuale con la forza?
La donna non ha il diritto di rifiutare il marito

Cosa deve fare un marito che uccide la moglie (spaccandole la testa contro il muro)?
Deve liberare uno schiavo e pagare la diyah. La diya per la donna uccisa equivale alla metà di quella pagata per un uomo, cioè 50 cammelli.

La donna può chiedere il divorzio?
No

«La donna non ha il permesso di chiedere il divorzio e di ottenerlo liberamente senza il consenso del marito. Ci sono delle ragioni sagge e logiche a questo impedimento. La moglie può chiedere il divorzio al marito, ed egli può decidere se concederglielo o meno». islamforumup

E’ permesso sposare una tredicenne?
Non c’è nulla di sbagliato
nel volere sposare una ragazza di tredici anni. Se la ragazza non ha raggiunto la pubertà non è obbligatorio chiedere il suo consenso. Basta quello del padre.

Posso baciare sulla fronte una cugina settantenne?
Non è permesso baciare questa donna
sulla fronte, o da qualsiasi altra parte, e neppure stringerle la mano.

E’ lecito stuprare una bambina di tredici anni ma haram stringere la mano di una cugina settantenne.

18 ottobre 2008

«L’islam non rispetta i diritti delle donne»

CITTA' DEL VATICANO- Piede sul freno, nel dialogo con i musulmani, da parte dei vescovi cattolici riuniti in Vaticano per il Sinodo dedicato alla "Parola di Dio". Il gruppo dei presuli di lingua spagnola, rappresentativi della grande maggioranza del cattolicesimo mondiale, ha esortato la Santa Sede alla prudenza in quanto - è stato detto - nell'Islam i diritti delle donne, nel matrimonio e nella famiglia, "non hanno la considerazione prevista dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite".
A ciò si aggiunge il "no" dell'assemblea sinodale, a cui partecipano 253 vescovi dai cinque continenti, ad una delle proposte avanzate nelle prime due settimane di lavori, quella di un Forum comune con ebrei e musulmani sulla Parola di Dio. "Come potrebbe svolgersi una riflessione del genere se noi non riconosciamo il Corano come parola di Dio?", ha osservato uno dei più autorevoli cardinali di Curia impegnati nel dialogo interreligioso. Il Sinodo, cominciato il 5 ottobre e che si concluderà il prossimo 26 ottobre, si svolge a porte chiuse, ma ogni giorno alcuni portavoce riferiscono ai giornalisti le tracce degli interventi.
Oggi, in assemblea, davanti a Benedetto XVI, hanno parlato i rappresentanti dei cosiddetti "circuli minores", i gruppi di lavoro costituiti su base linguistica. Padre Julian Carron, presidente di 'Comunione e Liberazione', nel sintetizzare le riflessioni avvenute tra i vescovi di lingua spagnola, ha sottolineato come la Chiesa cattolica, nelle sue relazioni con l'Islam, debba "avere presente la concezione (musulmana) sul matrimonio e la famiglia, in cui i diritti delle donne non hanno la considerazione prevista dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani dell'Onu". Inoltre, ha aggiunto, bisogna considerare come nel mondo musulmano il diritto si identifichi con la sharia religiosa. La gelata sinodale sul dialogo interreligioso con l'Islam arriva proprio alla vigilia dell'attesa conferenza in Vaticano, prevista dal 4 al 6 novembre, tra gli studiosi islamici che hanno aderito all'appello "Una Parola comuné (la cosiddetta "Lettera dei 138") e rappresentanti cattolici, tra cui - è stato annunciato lo scorso marzo - lo stesso Papa. (…)

Le posizioni dei vescovi sinodali hanno suscitato perplessità nei rappresentanti dell'Islam in Italia. Sono fondate su "motivazioni pretestuose", ha detto Yaha Pallavicini
, presidente del Coreis, che raggruppa le Comunità religiose musulmane italiane. "Sono pronto a confrontarmi con questi vescovi più chiusi perché così si confonde una differenza tra civiltà e culture con una differenza tra buoni credenti e cattivi credenti", ha aggiunto l'imam, tra i partecipanti all'incontro, in Vaticano, del prossimo novembre. Da parte sua Mario Scialoja, esponente della Lega Musulmana Mondiale e consigliere di amministrazione della Grande Moschea di Roma, ritiene che sia "eccessivo" raffreddare i rapporti, sulla base di una diversa concezione dei diritti della donna perché su questo tema "non si deve generalizzare", in quanto "nell'Islam esistono moltissime correnti e posizioni". In ogni caso, assicura, il dialogo prosegue. (ANSA)

«Una diversa concezione dei diritti della donna»

Corano, 4:34: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.”

Corano, 2:228
: “...Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori...”

“Non vuoi che ti dica qual è il migliore tesoro dell’uomo? E’ una donna virtuosa: quando egli la guarda, ella lo allieta; quando egli le parla, ella è condiscendente; e quando egli si assenta da lei, ella custodisce i suoi interessi.” (Hadith trasmesso da Abu Dau’d)

“La donna che parla sgradevolmente e fa che suo marito sia afflitto a causa della sua scortesia, incorre nell’ira di Allah fino a quando non sorriderà al proprio marito e cercherà di riuscirgli gradita.” (Hadith riportato da Talha bin Abdullah)

“Il Paradiso è la ricompensa di una moglie che compiace il proprio marito fino alla morte.” (Hadith trasmesso da Ibn Majah.)

Da leggere: La moglie musulmana, Come fare felice la propria moglieRivolgersi con chiarezza e ripetere le parole se necessario sino a che vi comprenda»), La logica dell’ubbidire

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