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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

8 gennaio 2009

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(…) La questura non intende denunciare i manifestanti per le bandiere bruciate - in realtà lenzuoli bianchi con disegni azzurri - né per la preghiera in piazza Duomo. Sulla stessa linea, la procura di Bologna che ha deciso di archiviare il fascicolo aperto dal pm Luigi Persico sulla base dell’informativa della Digos del capoluogo emiliano, priva di notizie di reato. Corteo e presidio davanti alla basilica di San Petronio erano stati infatti autorizzati, mentre la preghiera collettiva in piazza Maggiore, ragionano gli inquirenti, non era stata preannunciata ma è nata lecitamente su iniziativa di singoli. E anche l’effige di Israele data alle fiamme sarebbe solo un drappo artigianale con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele. (RepubblicaMilano)


(Ansa)


(Salmoirago, Corriere)


(Ansa)


(Il Messaggero)

3 dicembre 2008

Terrorismo islamico

Volevano colpire l'Italia e, in particolare, Milano. E stavano progettando attentati contro obiettivi civili e militari, come ad esempio le caserme di polizia e carabinieri. Per questo motivo stavano cercando di reclutare adepti da avviare sulla via del terrorismo. Rachid Ilhami, 31 anni, uno dei predicatori del centro culturale «Pace» e Gafir Abdelkader, 42 anni, entrambi di nazionalità marocchina, sono però finiti in manette. Per loro l'accusa è di terrorismo internazionale (articolo 270 bis del Codice penale). (…) Dalle intercettazioni si evince che gli indagati, complessivamente una decina e che nei loro dialoghi rivendicavano la propria appartenenza ad Al Qaeda, avrebbero avuto inizialmente intenzione di utilizzare un camion di esplosivo. Resisi conto delle difficoltà, avrebbero ripiegato su alcune bombole ad ossigeno il cui possibile uso era stato ricavato da Internet. Uno dei due arrestati, da quanto trapelato, indottrinava il figlio di appena due anni sollecitandolo a riconoscere l'immagine di Osama Bin Laden e a chiamarlo «zio Osama». Il grado di ammirazione per il fondatore della rete qaedista è tale che un altro figlio, ancora più piccolo, era stato chiamato, appunto, Osama. (…) Anche il centro culturale «Pace» di Macherio è stato perquisito. Non è però stato chiuso perché è stato accertato che l'attività che vi si svolgeva era perlopiù legale. Era negli orari di chiusura che, dopo i sermoni ufficiali e dal tenore moderato, si svolgevano delle riunioni serali a cui partecipavano cinque/sei persone in cui i toni erano decisamente fondamentalisti. (Tratto dal Corriere)
 


A Rachid, l'amico marocchino spiega di averlo già confidato alla moglie: «Io — spiega — ho già avuto il consenso di mia moglie che mi ha detto... "se vuoi andare a combattere per fare guadagnare il paradiso anche a noi, vai pure"... la vera moglie è quella che ti incoraggia per andare al Jihad. Mi ha detto che devo comprarle solo la casa e poi se voglio vado».

«Se entrassi in una Standa — dice — li raggrupperei tutti con un insulto perché sono combattenti dei musulmani, perché loro ci ammazzano i figli e allora anche noi dobbiamo ammazzare i loro figli»

Rachid il saldatore di figli ne ha avuti due. A Youssef parla chiaro da subito: «Devi imparare a memoria il Corano e devi imparare a usare la spada... Guarda come è bello lo zio Osama... lo zio Osama è grande... Vieni qui Youssef che ti insegno a usare il Kalashnikov, dai... pam... pam... L'Islam deve intervenire con la spada, altrimenti nulla verrà risolto» (Corriere)

Difficile valutare la reale pericolosità dei due presunti terroristi arrestati dalla polizia. Non puoi chiamarli “terroristi”, ma non puoi neppure considerarli completamente innocui. Questi i dati essenziali.
1) Contatti inesistenti o tenui con formazioni radicali.
2) Internet è la principale fonte di ispirazione e l’unico legame continuato con l’arena qaedista. Dunque molto virtuale.
3) Non avendo un background di guerriglieri cercano sul Web istruzioni militari: puoi trovare decine di manuali, ma non è detto che siano sufficienti.
4) Hanno una grande motivazione interiore, sono suggestionati dalle apparizioni dei leader “storici” (da Osama a Al Zawahiri), si infiammano davanti ad eventi come quello di Mumbai.
5) Nutrono ambizioni operative, ma spesso gli obiettivi vanno oltre le loro capacità. E dunque i piani restano alla pura ideazione.
6) Privi di appoggi superiori, tendono a creare la loro micro-cellula, mettendo insieme amici e parenti. Spingono anche i figli ad entrare in questa comunità ristretta, per educarli ai principi vaghi della Jihad.
(…) Fino ad oggi gruppi di questo tipo si sono manifestati in diversi paesi europei. E in almeno un’occasione – estate 2007, Londra e Glasgow – sono riusciti ad organizzare attacchi parzialmente falliti. Jamal Zougan, uno dei terroristi della strage di Madrid, si era fatto notare perché diceva di voler morire da mujahed. Ma non lo avevano preso sul serio. (Corriere)

Naturalmente erano molto ma molto integrati. Naturalmente le loro conversazioni sono state interpretate male. Naturalmente l’islam è una religione di pace e il jihad è uno sforzo interiore. Naturalmente usciranno di galera domani. Naturalmente l’Italia è un Paese razzista.

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