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Diario | Insight |
 
Diario
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15 maggio 2009

Cristianofobia

(…) Come dicono i solidaristi nostrani? Razzista è il governo italiano che respinge i clandestini. Infatti, dalle Filippine al Ciad, dalla Somalia all’Egitto (dove a milioni di cristiani copti vengono sequestrati e abbattuti gli animali da cortile, negando così ai poveri dei poveri, con la scusa della febbre suina, ogni possibilità di sussistenza), chi non si adegua alla pratica dell’apartheid coranico è un clandestino, un apostata, un paria. Uno dei maggiori islamologi viventi, Samir Khalil Samir, ha ricordato su questo giornale che nel mondo musulmano i progressi economici e scientifici (così come l’integrazione religiosa e sociale) si arrestarono improvvisamente attorno all’anno Mille, allorché gli indici demografici della tribù di Maometto sopravanzarono quelli delle tribù di Mosè e di Gesù. Mille anni dopo siamo di nuovo in quei flutti che minacciano cambiamenti non solo climatici. Il mondo sarebbe in preda all’“islamofobia” come sostiene l’ineffabile segretario delle Nazioni Unite? Chissà. A noi pare piuttosto che oggi il problema del mondo sia la cristianofobia. Ma attenzione (e ricordiamolo quando andremo a votare per l’Europa e tutto il resto): là dove non c’è libertà per i cristiani non ci sarà libertà per nessuno. Là dove i cristiani sono perseguitati sarà perseguitato ogni essere umano. Tempi

5 marzo 2009

«Con le vostre leggi vi conquisteremo»

(...) Rientra nel razzismo antimusulmano anche l’islamofobia (letteralmente: paura dell’Islam) con la quale si definiscono le forme di rigetto emozionale dell’Islam in quanto religione e dei suoi usi e costumi, simboli e pratiche religiose spesso malintesi. Il concetto di islamofobia si è imposto con la pubblicazione nel 1997 di uno studio dell’organizzazione inglese Runnymede Trust («Islamophobia: A Challenge for Us All») che ha definito questa forma di ostilità antislamica con otto caratteristiche, ad esempio la percezione dell’Islam come violento, aggressivo, minaccioso, estraneo e anormale, ma anche l’immagine di un Islam statico, recalcitrante al cambiamento e arretrato rispetto all’Occidente. Nel 2005 il Consiglio d’Europa ha definito l’islamofobia quale «paura o forma di pregiudizio nei confronti dell’Islam, dei musulmani e di tutto ciò che li concerne» (Islamophobia and its consequences on Young People). qui


Conferenza Onu sul razzismo, l'Italia si ritira: «Frasi antisemite in bozze»

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