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Diario | Insight |
 
Diario
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22 luglio 2009

«Metrò Milano, si al ricorso di un immigrato»

Il Tribunale del lavoro di Milano ha parzialmente accolto il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua, che lamentava di non poter essere assunto dall'Atm, l'Azienda di trasporti milanese, a causa di un regio decreto del 1931 che prevede l'obbligo di cittadinanza italiana o europea per poter lavorare nel trasporto pubblico. I giudici hanno ordinato all'azienda milanese di "rimuovere la richiesta di cittadinanza italiana o europea tra i requisiti per l'assunzione". qui

Il decreto regio 148 del 1931 prescrive che possa lavorare nelle aziende dei trasporti pubblici locali chi dimostri di «essere cittadino dello Stato italiano; avere superato, al momento dell’assunzione in prova, il diciottesimo anno di età e non avere oltrepassati i trent’anni per i servizi attivi ed i trentacinque per gli altri servizi; avere tenuto sempre buona condotta morale, civile, militare e politica; essere dotato di sana e robusta costituzione e di possedere l’attitudine ed i requisiti fisici».

(…) Il 64,7% nega che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani, l´82% sostiene che tra loro c´è molta gente onesta che ha voglia di lavorare, il 67,9% pensa che gli immigrati sono assai spesso vittima di falsi pregiudizi e discriminazioni. Ma il 69% chiede che nelle graduatorie pubbliche per case popolari e servizi sociali gli italiani siano favoriti. qui

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