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Diario | Insight |
 
Diario
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27 giugno 2009

Islam in Italia

Dunque secondo te è giusto punire con la pena di morte l'apostasia.

Conosco molte storie di persone uscite dall’Islam che poi hanno sputato veleno sull’Islam e sui musulmani, per cui è legittimo punirli, per evitare la fitna. qui

"E' meglio per un uomo che un pezzo di ferro gli sia conficcato in testa, che toccare la mano di una donna a lui "estranea" [non-mahram]" qui

Domanda: è permesso cercare l'amicizia e l'aiuto dei miscredenti?
Risposta: no, cercare l'amicizia e l'aiuto dei miscredenti non è permesso. qui

“Ogni donna che chiede il divorzio senza un motivo legittimo, non sentirà la fragranza del Paradiso.” ...e questa è una severa minaccia. Quindi è incombente sulla donna che ella viva con suo marito e che lei lo ascolti e gli obbedisca in quello che corrisponde al Libro di Allah e alla Sunnah del Suo messaggero sallallaahu alayhi wa sallam e non chieda il divorzio da suo marito eccetto con una valida scusa. qui

30 aprile 2009

«Un'ora di nuoto per le islamiche»

Idea della Diocesi

A Bergamo, le donne di fede musulmana potranno godere di un "benefit" particolare: un'ora di nuoto in piscina ogni giovedì mattina tutta per loro, al di fuori dagli sguardi indiscreti degli uomini. L'iniziativa è dell'impianto Siloe di proprietà della Diocesi. Esulta la promotrice del progetto, Maida Ziarati, iraniana con laurea a Londra che si compiace per questo passo verso l'integrazione. Ma c'è già chi parla di ghettizzazione. La piscina, come riferisce il Corriere della Sera, è frequentata da tunisine, marocchine, iraniane, egiziane e italiane che hanno abbracciato l'islam. Queste donne, per un'ora la settimana, possono immergersi senza abiti tradizionali indisturbate. L 'iniziativa, salutata come un modo per avvicinare la cultura mediorientale alla nostra, assume un significato particolare mentre, in contemporanea, nel Paese d'origine di alcune di queste donne, l'Arabia Saudita, le autorità politiche stanno conducendo una campagna contro le palestre femminili private considerate offensive per il comune senso del pudore islamico. (Tgcom)



Questo, invece, è ciò che accade nei Paesi islamici: «Convertita dall'Islam torturata e violentata in Egitto»

(AINA) -- Martha Samuel, una Musulmana Egiziana convertita al Cristianesimo 5 anni fa, è stata arrestata all'aeroporto del Cairo Mercoledì mentre lei e suo marito e i loro due figli (di 4 e 2 anni) stavano partendo per la Russia. Il suo nome era sulla lista di osservazione delle persone a cui è proibito lasciare il paese.
Il Ministro di Cristo Egiziano [una carica fittizia, non facente parte del governo - Ndr] ha riportato che Martha Samuel è stata fatta oggetto di abusi sessuali da parte di ufficiali della polizia Egiziana alla stazione di El-Nozha oltre che da membri dell'ufficio di Sicurezza Nazionale in Heliopolis. E' stata anche picchiata e torturata nel tentativo di costringerla a tornare all'Islam. La polizia ha promesso di rilasciarla se lei ritornerà all'Islam.
Martha Samuel ed i suoi figli, che sono anch'essi sotto arresto, sarà stata trasferita dagli uffici della Sicurezza Nazionale in Heliopolis alla prigione di Al-Qanater dopo aver visitato il "giudice del rinnovo." I bambini sono mantenuti privi di cibo per esercitare ulteriore pressione sulla madre al fine di costringerla a tornare all'Islam. Fadl Thabet, il marito di Martha, è stato portato negli uffici della Sicurezza Nazionale in Alessandria (Distretto di Somoha).
Martha Samuel, il cui nome originale è Zainab Said Abdel-Aziz, e la sua famiglia stavano cercando di trasferirsi in Russia usando un passaporto recante il suo nome Cristiano, per cercare di scappare alla continua persecuzione da parte della polizia Egiziana e della sua stessa famiglia, che cerca di ucciderla da 5 anni a seguito della sua conversione. (ItalianFaithfreedom)

7 marzo 2009

«Non esiste l’Islam moderato»

Non esiste l’Islam moderato. E’ una menzogna che circola solo in Occidente. Ma chi conosce l’Islam, chi ha studiato il Corano ed è nato in una famiglia musulmana, sa che non esiste un Islam moderato, perché i suoi insegnamenti sono aggressivi e violenti”, con queste parole un ex-musulmano egiziano ha risposto alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva la proporzione tra Islam moderato e Islam integralista in Egitto. qui

Lui, per capirci, era un “musulmano moderato”.


22 novembre 2008

«Sulla reciprocità»

Alcuni esponenti del mondo ecclesiastico, politico e culturale hanno dunque formulato, implicitamente o esplicitamente, il ragionamento che segue: la concessione della libertà religiosa in Italia ai musulmani deve essere vincolata ad un principio di reciprocità, ovvero è necessario pretendere che sia analogamente garantita la libertà religiosa nel «mondo islamico» ai cristiani. Paradossalmente, molti di coloro che agitano tale questione non sono affatto religiosi e si servono del Cristianesimo come vago collante ideologico di un’altrettanto vaga e presunta «civiltà occidentale». (…)

L’argomentazione di coloro che invocano la reciprocità tra musulmani e cristiani cade nel ridicolo quando si trova a doversi applicare in casi concreti. A questo proposito, ad esempio, non si possono imputare ai musulmani italiani, per il solo fatto che sono musulmani, le politiche dei Paesi arabi. La libertà religiosa è garantita ai cittadini italiani senza distinzione di confessione religiosa: dunque gli italiani di confessione islamica, ad esempio, hanno lo stesso diritto a edificare luoghi di culto dei loro concittadini di qualunque religione. È assurdo chiedere ai musulmani italiani la «reciprocità» dei diritti di cui essi godono in Italia, in quanto cittadini italiani, per i cristiani, indigeni o allogeni che siano, residenti in Paesi dove tali diritti non sono garantiti.

Finora abbiamo messo in luce i numerosi errori formali e le incoerenze di metodo reiterate da coloro che rivendicano la reciprocità, ma occorre entrare finalmente nel merito per dissipare una menzogna ripetuta con tanta frequenza, in buona o in cattiva fede, da essere ormai accettata come verità incontrovertibile da molti: è falso che non vi sia libertà religiosa nei Paesi a maggioranza islamica. Esistono chiese e sinagoghe dal Marocco all’Indonesia, centri religiosi, istituti culturali di matrice ebraica, cristiana, indù, buddista. (…) Sostegno di questo slogan fraudolento, volto ad alimentare suggestioni islamofobiche delineando una situazione drammaticamente immaginaria, si cita spesso un caso particolare: quello dell’Arabia Saudita. Qualcuno ha constatato che in Arabia Saudita «non vi sono chiese perché non vi sono cristiani»; purtroppo, un’osservazione così lineare risulta inconcepibile per la mentalità coloniale di alcune aree culturali dell’Occidente moderno.

Qualcuno si spinge oltre e domanda: «Se c’è una moschea a Roma, perché non si può costruire una chiesa a Mecca?». Ebbene, innanzitutto in Italia c’è una sola moschea ufficiale per un milione di musulmani: esistono pochi Paesi al mondo segnati da una discriminazione religiosa di fatto così netta e grave. In secondo luogo, l’unica moschea ufficiale si trova a Roma, che fino prova contraria è la capitale d’Italia, Stato che riconosce pari dignità ad ogni confessione garantendo libertà di culto ai suoi cittadini, a qualunque confessione appartengano. Non risulta invece sia mai stata avanzata alcuna richiesta di edificare una moschea in Vaticano. Analogamente, i Luoghi Santi di Mecca e Medina sono riservati al rito islamico del Pellegrinaggio, come un unico, vasto tempio che ha per tetto la volta celeste, e non ospitano manifestazioni esteriori di altre forme confessionali. Non si comprende d’altronde perché un ateo dovrebbe andare a Mecca, se non per una forma volgare di curiosità o di esotismo culturale o di rivendicazione ideologica delle libertà individuali. (…)

Secondo la dottrina ortodossa dell’Islam, un musulmano non può convertirsi al Cristianesimo. Tale divieto è di natura esclusivamente teologica e non implica certo la «licenza di uccidere» il musulmano che eventualmente scegliesse di diventare cristiano. La stessa dottrina cristiana, peraltro, considera «apostati» coloro che si convertono all’Islam, sebbene in maniera del tutto illegittima e addirittura facendo violenza, se possiamo dire così, all’etimologia stessa del termine «apostata», che indica colui che «si volge indietro», e non può certo riferirsi a coloro che abbracciano l’ultima Rivelazione del monoteismo abramico senza in nessun modo rinnegare le precedenti. Sul piano del diritto, dunque, la libertà di culto in Italia è esplicitamente sancita dalla Costituzione e ribadita da varie leggi. Nessuno può usare la violenza per imporre o impedire una conversione, e rimproverare un tentativo simile ai musulmani col pretesto che la dottrina islamica non ammette l’apostasia è come accusare i teologi cristiani di voler sterminare i golosi perché ne collocano la smodata passione alimentare tra i vizi capitali.

In ogni caso, è necessario comprendere che non sempre la reciprocità è auspicabile e che non tutte le reciprocità sono buone. Altrimenti non saremo dissimili dallo sciocco protagonista di una storiella araba molto diffusa, che era stato colpito da un lutto. Ad un amico che lo consolava, lo sciocco rispose: «Che Dio mi conceda di ricambiarti!». (Tratto da islamicita, Abd al-Nur Distefano)

18 novembre 2008

«Il fenomeno delle conversioni dall'islam»

Il battesimo di Magdi Cristiano Allam ha fatto notizia, ma è solo la punta di un iceberg gigantesco, le cui dimensioni esatte sono in larga misura ignote. I gravi pericoli cui va incontro chi abbandona la fede islamica rendono difficile le stime, ma le notizie disponibili lasciano intuire un fenomeno rilevante, forse persino in grado di modificare clamorosamente il futuro del mondo. Secondo il London Times, il 15% circa dei musulmani residenti in Europa hanno lasciato l’islam. In Gran Bretagna sono attorno alle 200mila unità e in Francia si calcola che ogni anno 15mila islamici diventino cristiani: più o meno 10mila cattolici e il resto protestanti.
Il calo in Africa

Nel 2006 lo sceicco Ahmad al-Qataani, intervistato da Al-Jazeera, pronunciò parole allarmate: «L’islam è sempre stato la principale religione dell’Africa e un tempo c’erano 30 lingue africane che si scrivevano in caratteri arabi. Il numero dei musulmani africani è attualmente di 316 milioni, metà dei quali sono nordafricani di cultura araba. Nella parte dell’Africa non araba il numero dei musulmani non eccede i 150 milioni. Quando si pensa che l’intera popolazione africana è di un miliardo di persone, ci si rende conto che in proporzione il numero dei musulmani è diminuito notevolmente rispetto all’inizio del secolo scorso. D’altra parte il numero dei cattolici è aumentato da un milione nel 1902 a circa 330 milioni. A questi si aggiungono 46 milioni di appartenenti ad altre confessioni cristiane. Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo. Sono numeri enormi». (…)

Zakaria Botros, sacerdote copto interessato alla salvezza delle anime

Il personaggio che le autorità religiose islamiche temono di più è il sacerdote copto Zakaria Botros, definito dal giornale arabo al-Insan al-Jadid «il nemico pubblico numero uno dell’islam». I suoi programmi trasmessi via satellite dagli Stati Uniti, nei quali discute da un punto di vista cristiano gli aspetti più problematici del Corano (la guerra santa, l’inferiorità delle donne, la lapidazione e così via), hanno provocato conversioni clandestine di massa al cristianesimo. La sua perfetta conoscenza della lingua araba e delle fonti islamiche gli permette di raggiungere un vasto pubblico mediorientale, e gli spettatori rimangono colpiti dalla frequente incapacità degli ulema, che spesso scelgono il silenzio, di rispondere in maniera convincente alle sue osservazioni. La ragione ultima di questo successo è che, diversamente da certe controparti occidentali che criticano l’islam solo da un punto di vista politico, l’interesse principale di Botros è la salvezza delle anime. (…) (Documentazione, maggio 2008) 

20 «O voi che credete, obbedite ad Allah e al Suo Messaggero e non volgetegli le spalle dopo che avete ascoltato». 22 «In verità, di fronte a Allah le peggiori bestie sono costoro: sordi e muti che non comprendono». 23 «Se Allah avesse ravvisato in loro qualche bene, avrebbe fatto sì che ascoltassero; ma se anche li avesse fatti ascoltare, avrebbero voltato le  spalle e sarebbero rimasti indifferenti». (Al-'Anfâl, il bottino, Corano)

Zakaria Boutros su YouTube  Per gli islamici Boutros è, ovviamente, un agente del Mossad.

14 novembre 2008

«Storia di una donna che ha rinunciato all'islam»

Nonie Darwish, egiziana naturalizzata americana, musulmana convertita al Cristianesimo, ha molti punti in comune con Magdi Allam. Ma la sua infanzia è stata forse più movimentata: trascorsa tra Gaza e il Cairo, era figlia di uno dei capi militari di maggior fiducia di Nasser che aveva la responsabilità di dirigere da Gaza le operazioni militari contro Israele. Fin da piccola la colpiva lo spirito di perenne vendetta che animava il mondo intorno a lei e l’odio profondo nei confronti di Israele dipinto come il peggiore dei mali. Indomita nei confronti delle pressioni della famiglia e dell’entourage islamico, nel 1978 riesce ad emigrare in America dove inizia la sua conversione.

La sua infanzia è stata traumatizzata da eventi tragici. Ci può descrivere quegli anni della sua vita?
Da bambina vivevo a Gaza, zona di guerra. Il Presidente egiziano Gamal Abdel Nasser aveva due obiettivi: la riunificazione del mondo arabo e la distruzione di Israele. Sia Gaza che la Cisgiordania venivano utilizzate dai Paesi arabi come avamposti dai quali attaccare Israele. Mi ricordo di aver passato molte notti insonni sotto i bombardamenti. Ho frequentato la scuola elementare a Gaza dove mi è stato insegnato l’odio, la vendetta e la ritorsione: mai ci veniva proposta come alternativa la pace. Recitavamo ogni giorno poesie “jihadiste” auspicando per ognuno di noi la morte del “shadid”, cioè del martire. Israele voleva uccidere mio padre perché era il responsabile delle operazioni dei “fedayn” egiziani che da Gaza attaccavano Israele. Una notte, un commando israeliano penetrò nella nostra abitazione, nonostante fossimo altamente protetti e sorvegliati. Mio padre però non era in casa e i soldati israeliani trovarono solo donne e bambini: a nostra sorpresa se ne andarono senza farci alcun male. Sottolineo però che questa non era la prassi dei “fedayn” egiziani che uccidevano invece i civili israeliani, sia donne che bambini. Qualche mese dopo, l’11 luglio 1956, mio padre venne assassinato da un commando israeliano. Avevo otto anni. Dopo la sua morte, il Presidente Nasser venne a farci visita a casa per le condoglianze di rito. Sia lui che il suo seguito, rivolgendosi a noi figli, ci chiesero: “Chi di voi vorrà vendicare il sangue di vostro padre uccidendo degli ebrei?”. Questa domanda mi turbava profondamente perché ne conseguiva che se veramente amavo mio padre avrei dovuto uccidere degli ebrei. Questo è un perenne ciclo di vendetta che malgrado tutto deve essere interrotto perché il nostro obiettivo è la pace.

Lei pensa che oggi l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dell’Islam sia giusto?
L’Occidente ha accolto i musulmani nella speranza di vederli convivere pacificamente con i propri cittadini. Ma non ha difeso questi ultimi dai “libri sacri” e dalle scritture islamiche che ordinano ai musulmani di uccidere i non-musulmani. Per esempio, la Sura 47,4 recita: «Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine».  Un altro esempio: «Nessun musulmano deve essere ucciso per aver ammazzato un non-credente» (Sahih Bukhari 1.3.111). Per questi “comandamenti” della religione islamica, i non-musulmani del Medio Oriente sono perseguitati e uccisi e molti di loro devono lasciare il Paese. Nel Corano e negli Hadith, sono ripetuti migliaia di volte gli ordini di uccidere, umiliare o sottomettere i non-musulmani. Sono sicura che la maggioranza dei musulmani non voglia mettere in pratica tutto ciò ma se vi fosse anche una sola minoranza che lo vuole, l’Occidente dovrebbe saper fronteggiare il problema. Mentre invece, per il momento, non fa altro che cercare di proteggere i diritti dei musulmani in Europa, dimenticando il diritto degli europei a vivere in pace. (Leggi tutto Radici Cristiane)





Nonie Darwish su youtube

«(…) IO ritornata all'islam non permetto a nessuno di essere miscredente dopo aver creduto» fatima87

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