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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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25 giugno 2009

«Bestie»

Anita Gruenwald e Rita Stumpp, cugine entrambe di ventisei anni, sono le due ragazze tedesche trucidate la scorsa settimana e di cui ora si comincia a sapere qualcosa. Alla base del sequestro di nove stranieri, di cui sette tedeschi, avvenuto nello Yemen, c’è una vendetta contro le attività missionarie del gruppo. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. (…) Dietro alla loro uccisione ci sarebbero ex combattenti rinchiusi a Guantanamo e liberati dagli americani. Tra cui Said Ali al Shihri, il saudita liberato dalla base cubana nel novembre 2007 perché considerato “non più pericoloso” e oggi vicecomandante di al Qaida nello Yemen. Alla commissione americana che doveva giudicarlo, al Shihri ha detto che una volta fuori si sarebbe ricongiunto ai suoi cari a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, e avrebbe tentato di lavorare nel negozio di mobili di famiglia. Il padre di Rita, Albert Stumpp, chiama “bestie” gli assassini yemeniti. G. Meotti, qui

Frattini: «L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla».

22 giugno 2009

Convertite

«Messaggio alla moglie del miscredente Paul Johnson»

"(…) La mia consolazione risiede nel fatto che i Mujâhidîn furono capaci di raggiungere il loro obiettivo con precisione, e di uccidere suo marito. Giuro per Allah che fui molto contenta quel giorno, poiché il vero terrorista era stato ucciso, dopo aver succhiato il sangue dei nostri bambini Musulmani. Non so se siate coscienti del fatto che noi vi detestiamo, Blasfemi. Vi odiamo fino all’osso." qui


(Paul Johnson)

16 giugno 2009

Convertiti

(…) I Musulmani dei nostri giorni hanno abbandonato il loro abbigliamento tradizionale e altre pratiche culturali per imitare i non-musulmani e seguirli in ciò che nuoce loro, invece che essere utile. Così, sono divenuti dei loro nei cattivi costumi. Se li volevano imitare, perché non l'hanno fatto costruendo per esempio aeroplani, armi sofisticate e balistiche? qui

11 giugno 2009

Convertite

«Al hamdulillah, io penso spesso alla possibilità che un giorno mio marito possa desiderare di risposarsi, e nonostante solo il pensiero mi faccia diventare gelosa, sarei d'accordo con lui, in particolare se decidesse di sposare una donna cristiana o ebrea che desideri ritornare all'islam... perchè in effetti è tramite lui che Allah swt mi ha mostrato la via giusta da seguire!!» qui

6 giugno 2009

Convertiti

Salam, avrei bisogno di una risposta al più presto possibile, oggi ho saputo della morte di una mia amica cristiana, volevo sapere se si può andar al cimitero a portare un semplice mazzo di fiori in segno dell'amicizia e affetto che provavo, oppure devo mandarci qualcuno al mio posto? Scusate l'impazienza, ma sto male per questa morte improvvisa. Aveva solo 23 anni.

E' proibito pregare per la salvezza dei non-musulmani morti: "Non è bene che il Profeta e i credenti chiedano il perdono per i politeisti - fossero anche loro parenti - dopo che è stato reso evidente che questi sono i compagni della Fornace". - Corano, IX, 113.

Grazie a tutti per le risposte, ma sono indecisa, forse e meglio se non vado...mi hanno detto che un mussulmano che entra in un cimitero cristiano puo sentire il dolore delle punizioni che Allah fa hai defunti, non so quanto sia vero, ma non essendoci risposte sicure evito.  qui

8 maggio 2009

Paradiso islamico

Gli uri lhayn spettano a TUTTI i bravi credenti e non sono esclusi quelli già sposati. Al Anas Dio sia soddisfatto di lui raccontò del Profeta saws che disse: "gli uri lhayn cantano nel paradiso dicendo - noi siamo i bellissimi uri e siamo riservati ai bravi mariti. Mentre per la donna la ricompensa se è sposata sarà con suo marito all'aldilà e se non è sposata Dio la fa sposare. qui

«L'Arabia Saudita elegge Miss Moralità»


A essere premiata non sarà la più bella ragazza d'Arabia ma chi saprà dimostrare di avere la migliore moralità. qui

«Schiava e incinta reporter canadese sequestrata in agosto»

Una giornalista canadese, sequestrata con un collega australiano in agosto in Somalia, è stata ridotta in schiavitù ed è incinta. Lo scrive oggi l'inviato del Corriere della sera, Massimo Alberizzi, secondo il quale, per liberarla i suoi sequestratori avrebbero chiesto 2,5 milioni di dollari. Un reporter locale contatta­to dal Corriere, Yussuf Hassan, ha visti i due ostaggi da lontano in una casa di Bakara Market, la zona centrale e più pericolosa di Moga­discio. "Non mi hanno fatto avvicinare. Lei aveva il velo e la pelle molto bianca, lui era seduto un po' più distante". La giornalista canadese Amanda Lindhout e il suo colle­ga australiano Nigel Brennan, sono stati rapiti il 23 agosto scorso sulla strada che unisce Mogadiscio a Afgoi da un comman­do di banditi. Volevano visitare un campo di profughi, dove vivono migliaia di persone in fuga da una guerra che dura da 18 anni. Da allo­ra si sono perse le loro tracce. Notizie non confermate pubblicate dai siti somali raccontano cose raccapriccian­ti. Maareg, per esempio, scrive che alcune settimane fa i due reporter sono riusciti a fuggire dalla loro prigione. Si sono rifu­giati in una moschea dove però sono stati riacciuffati. Chi li ha visti in quei momen­ti sostiene che Amanda, 28 anni, avesse il pancio­ne. Da allora le notizie sulla sua sorte si so­no moltiplicate: sarebbe diventata una schiava del sesso, violenta­ta ogni giorno a turno dai suoi rapitori. Ni­gel invece sarebbe stato costretto a sposa­re un paio di donne somale, naturalmente dopo essersi convertito all'Islam. (Apcom)

21 aprile 2009

«La Moschea di Torino finanziata dal Marocco»

Il governo di Rabat ha deciso di finanziare il progetto di un luogo di culto islamico in città. L'Unione dei musulmani italiani ha già comprato un edificio da ristrutturare. "Sarà un luogo trasparente", garantiscono gli islamici. La Lega insorge: "Lo impediremo". Mentre il sociologo dell´Islam Guolo legge la mossa dello stato marocchino come una mano tesa all'Islam di Stato.
«Sappiamo che i tempi non sono maturi - dice Abdel Aziz Khounati, presidente e imam del centro islamico di corso Giulio Cesare 6 - a Rabat e a Casablanca abbiamo due grandi chiese cattoliche di cui siamo orgogliosi. Simbolo di integrazione religiosa. Ci piacerebbe avere a Torino un minareto, che sarebbe allo stesso modo un segno di fratellanza, ma attendiamo un segno di apertura da parte della comunità cattolica». Costo? Due milioni e mezzo, metà finanziato dal ministero per gli affari religiosi di Rabat. «L´Italia non finanzia luoghi di culto - aggiunge Khounati - per questo ci siamo rivolti al Marocco». qui

Convertiti

(…) Allah ha reso obbligatorio per i Musulmani combattere nel Jihad contro il male del nemico che trasgredisce contro l'Islam. (…)
Allah poi ha detto: "...e può essere che detestiate una cosa che è bene per voi"
significa, il combattimento è seguito dalla vittoria, il dominio sul nemico, l'acquisizione delle loro terre, il denaro e la prole. qui

1 aprile 2009

«Testimonianza di un ex musulmano»

(…) Il nostro odio verso i cristiani prendeva la forma di molestie e attacchi contro di loro per le strade, ma loro rispondevano con una mitezza rivoltante. Allora noi reagivamo con ancor maggiore aggressività, e cominciavamo a pensare come avremmo potuto torturarli e terrorizzarli. Secondo il Corano, i loro averi dovevano essere considerati un "dono" di Allah verso i musulmani (Sura 59:7). (…) La nostra vita era piena di violenza, crudeltà e terrorismo. Sentivamo che se non ci fossimo comportati esattamente a quel modo non saremmo stati obbedienti ad Allah. Maometto aveva stabilito chiaramente nel Corano come dovevamo comportarci con gli infedeli, fossero essi gente del "libro" (la Bibbia), politeisti o falsi musulmani. (…) Non osavo ancora entrare in una libreria cristiana perché avevo paura che avrebbero chiesto la mia carta d'identità e avrebbero chiamato la polizia: nella carta d'identità egiziana è segnalata la religione di appartenenza. Sarei caduto nelle mani della polizia segreta, equivaleva a dire che sarei finito in un pozzo senza fondo. qui

Un’italiana convertita all’islam: «Ho  sempre cercato qualcosa che non trovavo non sapevo più a cosa credere alla fine la religione Islamica per me è risultata più simile a quello che cercavo». qui

17 marzo 2009

Convertiti

Abu Huraira (radiAllahu 'anhu) ha riportato: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Non salutate gli Ebrei e i Cristiani prima che essi vi salutino; e quando incontrate uno di loro lungo la strada, costringetelo ad andare dalla parte più stretta di essa."  [Muslim]

commento: questo Hadith proibisce ai Musulmani di salutare i non Musulmani per primi. Ci dice anche che quando la strada è affollata dovremmo usare il mezzo della strada e lasciare i non Musulmani usare i lati. Questo Hadith mostra la dignità dei Musulmani e la vergogna e l'umiliazione dei non Musulmani. (…)  Se c'è un'assemblea mista di Musulmani e non Musulmani, si dovrebbe offrire il saluto ma considerando i Musulmani come destinatari. qui

Io prima di tutto sono musulmano e poi, eventualmente, italiano. qui

7 febbraio 2009

«Colui che si oppone alla legge di Allah»

"Chiunque cambia la sua religione, deve essere ucciso"

Domanda:
qual è il responso riguardo qualcuno che dice "Alcune delle leggi della Shariah hanno bisogno di essere riviste, così come hanno bisogno di essere adeguate poichè non compatibili in questo tempo. Ad esempio, in materia di successione, la legge che dice che un uomo prende due volte la quota di una donna deve essere riesaminata". Qual è la sentenza riguardo qualcuno che dice una cosa di questo tipo?

Risposta:
le leggi che Allah ha fissato per i Suoi servi e che ha chiarito nel Suo Nobile Libro o per lingua del Suo Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) -come ad esempio le leggi di successione, le cinque preghiere quotidiane, la zakat, il digiuno e così via...che Allah ha reso chiare ai Suoi Servi e su cui la nazione musulmana (Ummah) è d'accordo- non possono essere opposte o modificate da chiunque, così come sono state fissate per essere applicate per questa nazione durante il tempo del Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) e dopo di lui fino a quando è stabilito il Giorno del Giudizio. Da quelle leggi è stata data preferenza (nella successione) ai bambini maschi sulle bambine femmine e ai nipoti e ai fratelli e ai fratellastri da parte del padre. Allah ha reso questo chiaro nel Suo Nobile Libro e vi è il consenso degli studiosi musulmani riguardo ciò.

E' pertanto d'obbligo agire su di essa (la legge) con fede e convinzione. Se una persona afferma che è migliore o più adatto qualcosa di diverso da ciò che la Shariah ha stabilito, allora egli è un miscredente. Allo stesso modo, chiunque dica che è lecito andare contro la Shariah è un miscredente. Questo è dovuto al fatto che egli si oppone ad Allah e al Suo Messaggero (salla Allahu alayhi wa sallam), oltre che al consenso della Ummah. Spetta al sovrano, se musulmano, chiedergli di pentirsi. Se si pente (che gli viene accettato). Se non si pente allora dovrà essere ucciso come un miscredente, un apostata dall'Islam. Questo perchè il Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) disse: "Chiunque cambia la sua religione, deve essere ucciso".
Riportato da Al-Bukhari, Ahmed, Abu Dawud, Al-Nasai, Al-Tirmidhi, ibn Majah. qui (Tradotto da mujahidamuslima)

«Oltre a garantire il diritto alla vita, l’Islam garantisce anche la dignità umana e la proprietà privata, basandosi su questo detto del Profeta Muhammad: «Il sangue del musulmano, la sua dignità e le sue proprietà, sono sacrosante». (…) L’Islam non è una religione arbitraria che si prefigge di costringere anche gli altri ad adottarla, anche se, per il credente, essa rappresenta la rivelazione divina finale e completa: «Non c’è costrizione nella religione, La retta via ben si distingue dall’errore…», (Corano, 2:256).  L’Islam esorta infatti ad una totale tolleranza, che include tutti gli esseri umani, e tramite la quale l’umanità è al riparo da ogni comportamento discriminatorio.» Huda

11 gennaio 2009

«Ci vedremo in piazza Dar-Al-Islam»

Intervista a Bat Ye'Or

(…)  “Da tempo viviamo in Europa in una condizione imposta da leggi straniere. Chi scrive di islam oggi in Europa è costretto a proteggersi, a nascondere la sua identità, a rinunciare alla libertà di parola, in violazione delle nostre stesse leggi. E’ un’aggressione alla quale ci rifiutiamo di rispondere, ma se andrà avanti così rischiamo di essere troppo deboli per sopravvivere a un conflitto di civiltà legato alla nostra stessa identità”. La sharia si insinua nel Vecchio continente, e non da ora Bat Ye’or.

La massa di musulmani genuflessi in ordine geometrico militante sul sagrato del Duomo di Milano o di San Petronio a Bologna sono per lei l’ultima plateale conferma della perdita di identità dell’Europa. “I musulmani agiscono in totale violazione delle leggi e dello spirito europeo. Pregano apertamente per Hamas invocando la distruzione dello stato di Israele. In principio, dopo la Shoah, in Europa nessuno ha il diritto di auspicare la scomparsa dello stato ebraico. Ma i musulmani – o meglio quegli estremisti che scendono in piazza per bruciare la stella di David e invocare Allah akbar, considerano l’Europa come Daral- Islam, come terra di sottomissione.

(…)  Davanti alla metamorfosi delle piazze europee in luogo di fede e militanza politica jihadista, la prima responsabilità dunque è dei nostri politici: “Hanno creduto che l’odio antisraeliano si sarebbe rivolto soltanto contro Israele. Non hanno capito che quell’odio, invece, era diretto contro l’occidente e avrebbe finito per distruggere la stessa Europa. Quando l’islam arriva e dice che Gesù era un profeta musulmano, come pure Abramo, Mosé, David e Salomone, e tu non puoi difenderti con le tue leggi e i tuoi principi, finisci per soccombere e accettare il tribunale della sharia come hanno fatto gli inglesi: così invece di integrare in Europa gli immigrati di religione musulmana, finisci per islamizzare l’Europa”.

(…) I politici europei sanno benissimo cosa succede, dice Bat Ye’or. “Hanno ambasciate, spie e agenti a sufficienza per conoscere la mentalità islamica molto meglio di noi, e i problemi del rigetto delle altre culture. Ma non vogliono la guerra e per evitarla, di fronte a fenomeni come il jihad e il terrorismo, l’hanno prima negata, poi si sono alleati con quelli che li volevano distruggere. Hanno preteso, come ha ammesso di recente il senatore Cossiga, che il governo italiano, ai tempi della Democrazia cristiana, collaborasse coi terroristi palestinesi. (…)

La novità in tutta questa vicenda è che, davanti all’universalismo islamico, l’ecumenismo cattolico, per una volta, risulta del tutto impotente. Lo dimostra l’ambiguità della chiesa, mentre un alto prelato paragona liberamente la striscia di Gaza a un lager nazista. “Sul piano morale questo è un punto assai importante e ha ben ragione Sandro Magister a sottolinearlo” dice Bat Ye’or. “Sono vari fattori a spiegarlo non solo l’antisemitismo, ancora molto pregnante nella chiesa, sebbene il cristianesimo debba tutto al giudaismo; ma soprattutto il fatto che la chiesa, se vuole proteggere i cristiani che vivono in paesi arabi arretrati come l’Egitto, o fanatici come la Siria e l’Iraq, è costretta a prendere le distanze da Israele. Le comunità cristiane sono molto vulnerabili: vivono in ostaggio alle masse musulmane che li odiano e sono costrette ad accettare enormi umiliazioni e sacrifici pur di restare lì. E poi, altro fattore, ci sono i beni della chiesa, monasteri, conventi, seminari, che potrebbero venir incendiati o confiscati, mentre i preti cristiani che s’aggirano disarmati fra i musulmani, sarebbero facilissimi da aggredire. Nasce da qui l’atteggiamento di conciliazione che la chiesa mostra nei confronti del mondo musulmano. In fondo, non volendo affrontarne l’ostilità islamica, anche lei come l’Europa si protegge con la politica del dialogo, che però anche ne suo caso è fatta di negazione e concessioni”.  (Il Foglio via Informazione Corretta)


(Il Giornale)

E guardate questo video. (Grazie a Dolomitengeist)


9 gennaio 2009

«La preghiera islamica è sempre politica»

«Viste da New York, Milano e Bologna ormai sono perdute»

“La preghiera islamica davanti al Duomo e a San Petronio equivale al messaggio ‘noi musulmani stiamo vincendo’”. Così Franco Zerlenga, che ha insegnato Storia dell’islam alla New York University, commenta le foto delle adunate di sabato. “In Europa – spiega – abbiamo creato un mostro senza saperlo. Per gli islamici si tratta sempre di una conquista. I musulmani arrivati dalle ex colonie inglesi cercavano di adattarsi alla nuova realtà, ma i loro figli, negli ultimi vent’anni, attraverso le scuole islamiche, sono cresciuti con la volontà di riportare tutto come era al principio, quando Maometto era capo di stato. Spesso gli europei hanno agito con codardia, mentre gli islamici dichiarano apertamente da che parte stanno. Contro Israele”. Per Zerlenga non esiste un islam politico e uno religioso, così come non esiste l’emigrazione islamica: “Contrariamente a quanto scritto da Gad Lerner su Repubblica, è semplicemente il primo passo del jihad. L’islam si sposta in un altro paese per dominarlo”.

Proprio come fece Maometto. L’integrazione è così finta che non esistono nemmeno i musulmani italiani: “Parlano italiano, ma la loro fedeltà è soltanto all’umma, la comunità politica dei credenti musulmani”. Nel paventare la possibilità di un dialogo interreligioso fra le due fedi monoteiste – smentito da Benedetto XVI –  si sprecano i paralleli fra il Dio della religione cristiana e quello islamico. Che però non reggono, perché “Allah chiede la sottomissione degli infedeli”. A mancare, nel rapporto fra cristianesimo e islam, è la reciprocità. “Non esiste perché gli islamici si ritengono superiori. E hanno usato le stesse modalità per secoli: arrivano, conquistano e dominano. Per questo Joaquìn Navarro Valls sbaglia a sostenere che la preghiera musulmana davanti alle chiese rappresenta la nostra libertà”. Quello lanciato all’ombra della Madonnina è un messaggio più forte del raccoglimento religioso perché la preghiera islamica è sempre politica: “La moschea non è soltanto un luogo di preghiera, ma di attività politica. I musulmani conquistano gli spazi pubblici per motivi politici. Contrariamente a quanto sta accadendo alla cultura occidentale, i musulmani sono semplicemente coerenti con la loro identità, quella sancita dal Corano. Per questo gli islamici non potranno mai accettare il nostro quinto comandamento, ‘Non uccidere’”.

Secondo Zerlenga quella che accetta incondizionatamente le manifestazioni altrui è una concezione sbagliata del liberalismo. “Garantire agli islamici la libertà – dice – come suggerisce l’ex portavoce di Giovanni Paolo II non significa permettere loro di voler distruggere Israele. La tolleranza può esistere soltanto fra due elementi che stanno sullo stesso piano. Mentre l’islam non considera Israele e l’occidente al suo stesso livello. Quando Navarro Valls parla dei ‘mezzi espressivi’ usati dai fedeli islamici per esprimere il loro dissenso dimentica che non tutte le espressioni sono uguali, anche se si utilizzano modalità democratiche. Una manifestazione antisemita resta tale”. Così come sbaglia a considerare un segnale positivo l’abbigliamento occidentale dei fedeli islamici in preghiera. “La dissimulazione – spiega – è l’unico tipo di integrazione dei musulmani in Europa”. (Il Foglio)





qui

3 dicembre 2008

Terrorismo islamico

Volevano colpire l'Italia e, in particolare, Milano. E stavano progettando attentati contro obiettivi civili e militari, come ad esempio le caserme di polizia e carabinieri. Per questo motivo stavano cercando di reclutare adepti da avviare sulla via del terrorismo. Rachid Ilhami, 31 anni, uno dei predicatori del centro culturale «Pace» e Gafir Abdelkader, 42 anni, entrambi di nazionalità marocchina, sono però finiti in manette. Per loro l'accusa è di terrorismo internazionale (articolo 270 bis del Codice penale). (…) Dalle intercettazioni si evince che gli indagati, complessivamente una decina e che nei loro dialoghi rivendicavano la propria appartenenza ad Al Qaeda, avrebbero avuto inizialmente intenzione di utilizzare un camion di esplosivo. Resisi conto delle difficoltà, avrebbero ripiegato su alcune bombole ad ossigeno il cui possibile uso era stato ricavato da Internet. Uno dei due arrestati, da quanto trapelato, indottrinava il figlio di appena due anni sollecitandolo a riconoscere l'immagine di Osama Bin Laden e a chiamarlo «zio Osama». Il grado di ammirazione per il fondatore della rete qaedista è tale che un altro figlio, ancora più piccolo, era stato chiamato, appunto, Osama. (…) Anche il centro culturale «Pace» di Macherio è stato perquisito. Non è però stato chiuso perché è stato accertato che l'attività che vi si svolgeva era perlopiù legale. Era negli orari di chiusura che, dopo i sermoni ufficiali e dal tenore moderato, si svolgevano delle riunioni serali a cui partecipavano cinque/sei persone in cui i toni erano decisamente fondamentalisti. (Tratto dal Corriere)
 


A Rachid, l'amico marocchino spiega di averlo già confidato alla moglie: «Io — spiega — ho già avuto il consenso di mia moglie che mi ha detto... "se vuoi andare a combattere per fare guadagnare il paradiso anche a noi, vai pure"... la vera moglie è quella che ti incoraggia per andare al Jihad. Mi ha detto che devo comprarle solo la casa e poi se voglio vado».

«Se entrassi in una Standa — dice — li raggrupperei tutti con un insulto perché sono combattenti dei musulmani, perché loro ci ammazzano i figli e allora anche noi dobbiamo ammazzare i loro figli»

Rachid il saldatore di figli ne ha avuti due. A Youssef parla chiaro da subito: «Devi imparare a memoria il Corano e devi imparare a usare la spada... Guarda come è bello lo zio Osama... lo zio Osama è grande... Vieni qui Youssef che ti insegno a usare il Kalashnikov, dai... pam... pam... L'Islam deve intervenire con la spada, altrimenti nulla verrà risolto» (Corriere)

Difficile valutare la reale pericolosità dei due presunti terroristi arrestati dalla polizia. Non puoi chiamarli “terroristi”, ma non puoi neppure considerarli completamente innocui. Questi i dati essenziali.
1) Contatti inesistenti o tenui con formazioni radicali.
2) Internet è la principale fonte di ispirazione e l’unico legame continuato con l’arena qaedista. Dunque molto virtuale.
3) Non avendo un background di guerriglieri cercano sul Web istruzioni militari: puoi trovare decine di manuali, ma non è detto che siano sufficienti.
4) Hanno una grande motivazione interiore, sono suggestionati dalle apparizioni dei leader “storici” (da Osama a Al Zawahiri), si infiammano davanti ad eventi come quello di Mumbai.
5) Nutrono ambizioni operative, ma spesso gli obiettivi vanno oltre le loro capacità. E dunque i piani restano alla pura ideazione.
6) Privi di appoggi superiori, tendono a creare la loro micro-cellula, mettendo insieme amici e parenti. Spingono anche i figli ad entrare in questa comunità ristretta, per educarli ai principi vaghi della Jihad.
(…) Fino ad oggi gruppi di questo tipo si sono manifestati in diversi paesi europei. E in almeno un’occasione – estate 2007, Londra e Glasgow – sono riusciti ad organizzare attacchi parzialmente falliti. Jamal Zougan, uno dei terroristi della strage di Madrid, si era fatto notare perché diceva di voler morire da mujahed. Ma non lo avevano preso sul serio. (Corriere)

Naturalmente erano molto ma molto integrati. Naturalmente le loro conversazioni sono state interpretate male. Naturalmente l’islam è una religione di pace e il jihad è uno sforzo interiore. Naturalmente usciranno di galera domani. Naturalmente l’Italia è un Paese razzista.

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