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Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

23 aprile 2009

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(ASCA-AFP) - Amman, 23 apr - Il principale partito dell'opposizione islamista giordana ha fatto sapere che Papa Benedetto XVI non e' il benevenuto nel Paese, a meno che non si scusi per le sue dichiarazioni del 2006 che legavano l'Islam alla violenza. ''Il governo dovrebbe chiedere al papa di scusarsi e il pontefice dovrebbe chiedere perdono per aver fatto infuriare gli 1,5 miliardi di musulmani del mondo'', scrive il segretario del Fronte di Azione Islamica (Iaf), Zaki Bani Rsheid, in una lettera al Primo ministro Nader Dahabi. ''Altrimenti non e' il benvenuto in Giordania e la sua visita sara' respinta'', aggiunge Bani Rsheid. (…) La lettera di Bani Rsheid arriva quattro giorni dopo che il portavoce dell'organizzazione ha chiesto che il papa rinvii il suo viaggio nel regno, affermando che la ''sua visita nella regione dovrebbe riflettere la coesistenza tra i musulmani e i cristiani. Le posizioni provocatorie non aiutano a raggiungere quest'obiettivo''.



6 febbraio 2009

«Financial Times: “Papa danneggia i rapporti con altre religioni”»

Roma, 6 feb. (Apcom) - "La fallibilità del Papa": titolo eloquente quello scelto dal 'Financial Times' per un editoriale sulla vicenda dei lefebvriani, che ha sollevato numerose critiche dopo la pubblicazione di alcune dichiarazioni del vescovo negazionista Richard Williamson. "L'ha fatto di nuovo": inizia così l'editoriale, ricordando l'errore commesso dal Vaticano e dal Papa nel settembre 2006, quando il Pontefice pronunciò a Ratisbona alcune frasi su Maometto che provocarono l'immediata reazione del mondo islamico. Il Financial Times ricostruisce quindi gli sviluppi delle ultime due settimane, dalla revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, alle dichiarazioni di Williamson, alle proteste del mondo ebraico. "La sua richiesta di unità della Chiesa - scrive il quotidiano britannico - è perfettamente legittima, ma mentre cerca di accogliere questa frangia di estrema destra, è sempre stato molto severo con i teologi liberali. Lui equipara il pluralismo e la libertà religiosa al relativismo etico e alla degenerazione della liturgia cattolica. E ancora, fuori dai consigli della Curia Vaticana dove si registrano idee simili, le sue azioni appaiono una forma di assolutismo, in cui la sua nozione ottusa dell'unità della chiesa romana cattolica è messa al di sopra del rispetto delle altre religioni". "Per riparare al danno fatto ai rapporti dei cattolici con gli ebrei, e prima ancora con i musulmani, ci vorrà più di una dichiarazione", conclude il quotidiano.

25 novembre 2008

Papa: «Dialogo tra fedi non è possibile»

Città del Vaticano, 23 nov. (Apcom) - "Un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo". Lo scrive il Papa. (…) Espressione, quella dell'impossibilità di un dialogo interreligioso, che viene accolta positivamente dalla comunità ebraica romana. "Credo che bisogna essere molto grati al Papa per questa precisazione e per la giusta chiarezza", dice ad Apcom il rabbino Riccardo Di Segni, a capo della Comunità ebraica di Roma. Ci sono dei limiti insuperabili - aggiunge Di Segni - di ciascuna fede che vanno rispettati. Al di là di questo è giusto invece il dialogo fra culture".
Da parte sua, l'Ucoii (Unione delle Comunità e organizzazioni islamiche in Italia), sottolinea come "occorre precisare cosa il Papa intende dire con dialogo interreligioso in senso stretto. "Il dialogo fra credenti esiste - dice Izzeddin Elzir, portavoce dell'Ucoii - certamente non dialoghiamo sulle nostre fedi, perchè ognuno crede in ciò che crede, ma dialoghiamo su come possiamo convivere insieme, ciascuno nelle proprie diversità".

6 novembre 2008

«Vaticano, al Forum cattolico musulmano anche una convertita»

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 5 nov - E' la prima donna e la prima persona convertita all'islam a guidare la Islamic Society of North America, la piu' importante organizzazione musulmana del Nord America; ma per Ingrid Mary Mattson, professore di studi islamici al Macdonald Center for Islamic Studies and Christian-Muslim Relations dell'Universita' di Hartford, nel Connecticut, partecipare al Forum islamo-cristiano in corso in questi giorni in Vaticano ha un significato particolare: si e' infatti convertita all'islam dal cattolicesimo. La professoressa Mattson preferisce dire che si e' convertita ''dall'indifferenza''(…). Nei suoi studi si e' occupata di schiavitu', poverta' e del rapporto tra legge islamica e societa'. Sposata con due figli, la Mattson all'indomani dell'11 settembre si e' impegnata per spiegare sui media americani che l'islam ripudia la violenza. Il terrorismo e la violenza, dichiaro', ''sono un grande peccato nella teologia islamica. Sono proibiti dalla legge islamica e non sono giustificabili''.

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