.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

18 aprile 2009

«"Durban 2 è antisemita", l'Italia verso il no»

Le modeste modifiche introdotte nei testi preparatori della conferenza contro il razzismo che si apre lunedì a Ginevra non soddisfano il governo italiano. Che, nei documenti messi a punto, rintraccia ancora parecchi elementi di antisemitismo e, ancora, è preoccupato dalle limitazioni alle libertà d’espressione che parecchi paesi arabi vorrebbero introdurre e che vieterebbero posizioni anti-islamiche

(…) A preoccupare la Farnesina, ma anche i tedeschi, sono i paragrafi che si riferiscono alla questione israelo-palestinese in cui trapela fin troppo la condanna per l’operato del governo di Gerusalemme (accusato di essere razzista, di praticare l’apartheid e la tortura nonchè di essere «una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale»), nonchè - come accennato - i riferimenti che molti paesi arabi vogliono in tema di «diffamazione religiosa», attribuendo a questa lo stesso standard, da condannare e reprimere, del razzismo. Il Giornale




11 gennaio 2009

«Ci vedremo in piazza Dar-Al-Islam»

Intervista a Bat Ye'Or

(…)  “Da tempo viviamo in Europa in una condizione imposta da leggi straniere. Chi scrive di islam oggi in Europa è costretto a proteggersi, a nascondere la sua identità, a rinunciare alla libertà di parola, in violazione delle nostre stesse leggi. E’ un’aggressione alla quale ci rifiutiamo di rispondere, ma se andrà avanti così rischiamo di essere troppo deboli per sopravvivere a un conflitto di civiltà legato alla nostra stessa identità”. La sharia si insinua nel Vecchio continente, e non da ora Bat Ye’or.

La massa di musulmani genuflessi in ordine geometrico militante sul sagrato del Duomo di Milano o di San Petronio a Bologna sono per lei l’ultima plateale conferma della perdita di identità dell’Europa. “I musulmani agiscono in totale violazione delle leggi e dello spirito europeo. Pregano apertamente per Hamas invocando la distruzione dello stato di Israele. In principio, dopo la Shoah, in Europa nessuno ha il diritto di auspicare la scomparsa dello stato ebraico. Ma i musulmani – o meglio quegli estremisti che scendono in piazza per bruciare la stella di David e invocare Allah akbar, considerano l’Europa come Daral- Islam, come terra di sottomissione.

(…)  Davanti alla metamorfosi delle piazze europee in luogo di fede e militanza politica jihadista, la prima responsabilità dunque è dei nostri politici: “Hanno creduto che l’odio antisraeliano si sarebbe rivolto soltanto contro Israele. Non hanno capito che quell’odio, invece, era diretto contro l’occidente e avrebbe finito per distruggere la stessa Europa. Quando l’islam arriva e dice che Gesù era un profeta musulmano, come pure Abramo, Mosé, David e Salomone, e tu non puoi difenderti con le tue leggi e i tuoi principi, finisci per soccombere e accettare il tribunale della sharia come hanno fatto gli inglesi: così invece di integrare in Europa gli immigrati di religione musulmana, finisci per islamizzare l’Europa”.

(…) I politici europei sanno benissimo cosa succede, dice Bat Ye’or. “Hanno ambasciate, spie e agenti a sufficienza per conoscere la mentalità islamica molto meglio di noi, e i problemi del rigetto delle altre culture. Ma non vogliono la guerra e per evitarla, di fronte a fenomeni come il jihad e il terrorismo, l’hanno prima negata, poi si sono alleati con quelli che li volevano distruggere. Hanno preteso, come ha ammesso di recente il senatore Cossiga, che il governo italiano, ai tempi della Democrazia cristiana, collaborasse coi terroristi palestinesi. (…)

La novità in tutta questa vicenda è che, davanti all’universalismo islamico, l’ecumenismo cattolico, per una volta, risulta del tutto impotente. Lo dimostra l’ambiguità della chiesa, mentre un alto prelato paragona liberamente la striscia di Gaza a un lager nazista. “Sul piano morale questo è un punto assai importante e ha ben ragione Sandro Magister a sottolinearlo” dice Bat Ye’or. “Sono vari fattori a spiegarlo non solo l’antisemitismo, ancora molto pregnante nella chiesa, sebbene il cristianesimo debba tutto al giudaismo; ma soprattutto il fatto che la chiesa, se vuole proteggere i cristiani che vivono in paesi arabi arretrati come l’Egitto, o fanatici come la Siria e l’Iraq, è costretta a prendere le distanze da Israele. Le comunità cristiane sono molto vulnerabili: vivono in ostaggio alle masse musulmane che li odiano e sono costrette ad accettare enormi umiliazioni e sacrifici pur di restare lì. E poi, altro fattore, ci sono i beni della chiesa, monasteri, conventi, seminari, che potrebbero venir incendiati o confiscati, mentre i preti cristiani che s’aggirano disarmati fra i musulmani, sarebbero facilissimi da aggredire. Nasce da qui l’atteggiamento di conciliazione che la chiesa mostra nei confronti del mondo musulmano. In fondo, non volendo affrontarne l’ostilità islamica, anche lei come l’Europa si protegge con la politica del dialogo, che però anche ne suo caso è fatta di negazione e concessioni”.  (Il Foglio via Informazione Corretta)


(Il Giornale)

E guardate questo video. (Grazie a Dolomitengeist)


8 gennaio 2009

.

(…) La questura non intende denunciare i manifestanti per le bandiere bruciate - in realtà lenzuoli bianchi con disegni azzurri - né per la preghiera in piazza Duomo. Sulla stessa linea, la procura di Bologna che ha deciso di archiviare il fascicolo aperto dal pm Luigi Persico sulla base dell’informativa della Digos del capoluogo emiliano, priva di notizie di reato. Corteo e presidio davanti alla basilica di San Petronio erano stati infatti autorizzati, mentre la preghiera collettiva in piazza Maggiore, ragionano gli inquirenti, non era stata preannunciata ma è nata lecitamente su iniziativa di singoli. E anche l’effige di Israele data alle fiamme sarebbe solo un drappo artigianale con simboli non riconducibili alla bandiera ufficiale di Israele. (RepubblicaMilano)


(Ansa)


(Salmoirago, Corriere)


(Ansa)


(Il Messaggero)

5 gennaio 2009

Ancora sul Duomo

(…) Ma perché i musulmani, per protestare contro la guerra in Palestina, hanno scelto i luoghi simbolo della cristianità? Perché non davanti a un consolato israeliano? O americano? Perché per la preghiera, invece che in una moschea - ce ne sono ormai parecchie - hanno scelto le cattedrali, come a Milano, o la basilica più importante come a Bologna? (…)  una simbolica occupazione. (…) un atto di arroganza e perfino di violenza: a Milano i dimostranti - guidati dall’imam di viale Jenner, già condannato per terrorismo - sono arrivati di corsa, seminando paura, sgomberando di forza la piazza, occupandola senza alcun permesso, costringendo appunto il Duomo a chiudere. Dove sarebbero, visti i modi e i fatti, il rispetto e la solidarietà con i cristiani? (...) [M. Brambilla, Il Giornale]

 

Getty Images

Padre Tonio Dell’Olio di Pax Christi: «Preghiera legittima, siamo solidali con loro». (qui)

«Preghiera islamica, polemica a Milano: Una mancanza di sensibilità»

«Non sono saliti a pregare sul sagrato, e quello non sarebbe stato certo un gesto di dialogo». Ma i musulmani in preghiera di fronte alla cattedrale hanno dimostrato «quantomeno mancanza di sensibilità». Lo dice l’arciprete del Duomo, Luigi Manganini. Che precisa: «Piazza del Duomo è una piazza civile, non religiosa». Montano le polemiche dopo la manifestazione anti Israele che ha attraversato il centro città, sabato: sono state bruciate le bandiere con la stella di David e il corteo s’è sciolto dopo la preghiera islamica davanti al Duomo. Ancora Manganini: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si concludeva con una preghiera di fronte a una moschea». (…)

Secondo i politici della maggioranza la manifestazione in Duomo è stata un affronto, ma il responsabile del centro islamico di viale Jenner
, Abdel Hamid Shaari, chiarisce: «Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Era semplicemente giunta l’ora della preghiera e si trovavano lì. Fossero stati in un’altra piazza, l’avrebbero fatta dove si trovavano. Abbiamo la più alta considerazione per la figura dell’arcivescovo Tettamanzi, che rappresenta la coscienza morale ed etica di Milano. Abbiamo un grande rispetto per chi ha sempre parlato di dialogo».

Il vice sindaco, Riccardo De Corato, però attacca: «L’imam del centro islamico di viale Jenner, Abu Imad
, ha partecipato al corteo pro Palestina che è stato teatro di reati e gravi atti contro lo Stato amico Israele. Sarebbe opportuno che l’imam faccia un passo indietro perché è sempre meno credibile come interlocutore del centro islamico di viale Jenner». Ancor più duro Pier Gianni Prosperini, assessore regionale alla Sicurezza: «Nemmeno ai tempi del nazismo il Duomo ha subito oltraggio del genere, non era una preghiera ma un’offesa ». (Corriere della Sera)

14 novembre 2008

«Storia di una donna che ha rinunciato all'islam»

Nonie Darwish, egiziana naturalizzata americana, musulmana convertita al Cristianesimo, ha molti punti in comune con Magdi Allam. Ma la sua infanzia è stata forse più movimentata: trascorsa tra Gaza e il Cairo, era figlia di uno dei capi militari di maggior fiducia di Nasser che aveva la responsabilità di dirigere da Gaza le operazioni militari contro Israele. Fin da piccola la colpiva lo spirito di perenne vendetta che animava il mondo intorno a lei e l’odio profondo nei confronti di Israele dipinto come il peggiore dei mali. Indomita nei confronti delle pressioni della famiglia e dell’entourage islamico, nel 1978 riesce ad emigrare in America dove inizia la sua conversione.

La sua infanzia è stata traumatizzata da eventi tragici. Ci può descrivere quegli anni della sua vita?
Da bambina vivevo a Gaza, zona di guerra. Il Presidente egiziano Gamal Abdel Nasser aveva due obiettivi: la riunificazione del mondo arabo e la distruzione di Israele. Sia Gaza che la Cisgiordania venivano utilizzate dai Paesi arabi come avamposti dai quali attaccare Israele. Mi ricordo di aver passato molte notti insonni sotto i bombardamenti. Ho frequentato la scuola elementare a Gaza dove mi è stato insegnato l’odio, la vendetta e la ritorsione: mai ci veniva proposta come alternativa la pace. Recitavamo ogni giorno poesie “jihadiste” auspicando per ognuno di noi la morte del “shadid”, cioè del martire. Israele voleva uccidere mio padre perché era il responsabile delle operazioni dei “fedayn” egiziani che da Gaza attaccavano Israele. Una notte, un commando israeliano penetrò nella nostra abitazione, nonostante fossimo altamente protetti e sorvegliati. Mio padre però non era in casa e i soldati israeliani trovarono solo donne e bambini: a nostra sorpresa se ne andarono senza farci alcun male. Sottolineo però che questa non era la prassi dei “fedayn” egiziani che uccidevano invece i civili israeliani, sia donne che bambini. Qualche mese dopo, l’11 luglio 1956, mio padre venne assassinato da un commando israeliano. Avevo otto anni. Dopo la sua morte, il Presidente Nasser venne a farci visita a casa per le condoglianze di rito. Sia lui che il suo seguito, rivolgendosi a noi figli, ci chiesero: “Chi di voi vorrà vendicare il sangue di vostro padre uccidendo degli ebrei?”. Questa domanda mi turbava profondamente perché ne conseguiva che se veramente amavo mio padre avrei dovuto uccidere degli ebrei. Questo è un perenne ciclo di vendetta che malgrado tutto deve essere interrotto perché il nostro obiettivo è la pace.

Lei pensa che oggi l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dell’Islam sia giusto?
L’Occidente ha accolto i musulmani nella speranza di vederli convivere pacificamente con i propri cittadini. Ma non ha difeso questi ultimi dai “libri sacri” e dalle scritture islamiche che ordinano ai musulmani di uccidere i non-musulmani. Per esempio, la Sura 47,4 recita: «Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine».  Un altro esempio: «Nessun musulmano deve essere ucciso per aver ammazzato un non-credente» (Sahih Bukhari 1.3.111). Per questi “comandamenti” della religione islamica, i non-musulmani del Medio Oriente sono perseguitati e uccisi e molti di loro devono lasciare il Paese. Nel Corano e negli Hadith, sono ripetuti migliaia di volte gli ordini di uccidere, umiliare o sottomettere i non-musulmani. Sono sicura che la maggioranza dei musulmani non voglia mettere in pratica tutto ciò ma se vi fosse anche una sola minoranza che lo vuole, l’Occidente dovrebbe saper fronteggiare il problema. Mentre invece, per il momento, non fa altro che cercare di proteggere i diritti dei musulmani in Europa, dimenticando il diritto degli europei a vivere in pace. (Leggi tutto Radici Cristiane)





Nonie Darwish su youtube

«(…) IO ritornata all'islam non permetto a nessuno di essere miscredente dopo aver creduto» fatima87

sfoglia
marzo        maggio