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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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23 giugno 2009

Immigrazione

Un pool di associazione italiane e europee per la difesa dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo ha inviato un esposto alla Commissione europea, al Comitato Onu per i diritti umani e al Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa contro il respingimento dei profughi in Libia da parte delle autorità italiane. Lo comunica l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, spiegando che nell'esposto si illustrano "le gravi violazioni dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale ed europeo determinate dalle operazioni di respingimento in Libia di imbarcazioni di profughi intercettati nel canale di Sicilia ed effettuate dalle autorità italiane a partire dal 7 maggio scorso". Le associazioni si appellano alle istituzioni internazionali ed europee "affinché condannino l'Italia e richiedano alle autorità del nostro Paese di non procedere ad ulteriori respingimenti".  Apcom

7 maggio 2009

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"Rivolgo un appello alle autorità italiane e maltesi affinché continuino ad assicurare alle persone salvate in mare e bisognose di protezione internazionale pieno accesso al territorio e alla procedura di asilo nell’Unione europea". Lo dichiara l’alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati António Guterres.
In una nota l’Unhcr afferma che questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta "fonte di grave preoccupazione". L’Unhcr esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio. "Finora abbiamo lavorato in stretta collaborazione con le autorità italiane a Lampedusa e in tutto il paese per garantire che le persone in fuga da guerre e persecuzioni ricevano protezione in linea con la Convenzione di Ginevra del 1951. È di fondamentale importanza che il principio internazionale di non-respingimento continui ad essere integralmente rispettato" ha sottolineato Laurens Jolles, rappresentante dell’Unhcr in Italia. qui

2 maggio 2009

Islamofobia

Padre Samir Khalil Samir: «Bisogna chiarirci sul termine “islamofobia”, parola che circola da una decina di anni. Letteralmente questa espressione vuol dire “paura dell’islam”: è un fenomeno generalizzato e ha un fondamento solido. Gli atti di terrorismo, infatti, negli ultimi dieci anni sono stati rivendicati in buona parte da musulmani che si appoggiano al Corano per giustificare il loro operato. La tesi secondo cui tutto questo non ha niente a che vedere con l’islam è un’ipocrisia. Vorrei dire a chi la sostiene: iniziate a impedire che i terroristi fondino le loro rivendicazioni sull’islam! Ritengo una stupidaggine affermare che l’islamofobia sia qualcosa che ha a che fare con il razzismo: questo termine, islamofobia, sa molto di fabbricazione a tavolino. In Arabia Saudita c’è il diniego totale della libertà religiosa per i cristiani: è inammissibile che questo avvenga in uno dei paesi più ricchi del mondo e più “amico” dell’Occidente in Medio Oriente. Chi, a Ginevra, ha detto qualcosa sulla situazione del Darfur?» qui

13 marzo 2009

«No alla diffamazione delle religioni»

I Paesi dell'Organizzazione della Conferenza islamica hanno presentato oggi a Ginevra un documento per "combattere la diffamazione delle religioni". Sottolineando il "valido contributo di tutte le religioni alla civilizzazione moderna" i Paesi della Conferenza islamica hanno chiesto al Consiglio dell'Onu per i diritti umani, riunito da oggi a Ginevra, di fornire una protezione adeguata contro tutti gli atti di odio derivanti dalla diffamazione delle religioni".
Il documento, denuncia "con profonda preoccupazione" una campagna di "diffamazione delle religioni" e di "incitamento all'odio religioso". In particolare, il testo biasima la pratica di raccogliere e classificare le informazioni sulla base dell'appartenenza etnica e religiosa delle persone, in uso alle forze di polizia dopo gli attentati dell'11 settembre. La confederazione islamica deplora inoltre "la presa di mira di simboli religiosi e di personaggi venerati", così come avvenuto per le caricature di Maometto pubblicate dalla stampa danese. La risoluzione dovrebbe essere discussa dal Consiglio dell'Onu il prossimo 27 marzo. qui

E quale sarebbe il contributo della religione islamica alla civilizzazione moderna?




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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 13/3/2009 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

12 marzo 2009

«Vaticano: Rivedere i libri di testo per costruire la pace»

“I testi scolastici dovrebbero essere rivisti, affinché non contengano materiale che possa offendere i sentimenti religiosi di altri credenti, a volte attraverso una presentazione errata di dogmi, di visioni etiche o di ricostruzioni storiche di altre religioni”. Sembra un’enunciazione da manuale del politicamente corretto, invece è una dichiarazione ufficiale del Vaticano. Per l’esattezza, la nota congiunta che la Santa Sede e il comitato permanente di al-Azhar per il dialogo tra le religioni monoteistiche hanno diffuso al termine della riunione annuale che lo scorso 24 e 25 febbraio si è tenuto a Roma. (…)
Si tratta piuttosto di prese di posizioni a uso e consumo del pubblico occidentale, dove l’eco è maggiore”. Ma anche al di là dell’“affidabilità” dell’ateneo egiziano, restano insoluti diversi interrogativi sugli intenti di una dichiarazione che affronta un tema tanto delicato. Ovvero, se l’auspicio di rivedere i libri di testo delle scuole è rivolto anche ai Paesi islamici o il discorso in realtà intende puntare unicamente all’Italia e all’Europa, per quanto in maniera velata; se con questa presa di posizione si può aprire un nuovo fronte polemico all’interno della storiografia dopo i conflitti fra gli storici di diverso orientamento; ma soprattutto se l’intenzione di rivedere i testi scolastici non esponga la ricerca storica al rischio di manipolazioni e pressioni su temi sensibili e “di confine”, come le Crociate o il conflitto arabo-isrealiano. (Il Velino)


«Se l'Onu vieta di criticare l'Islam»


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