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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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6 giugno 2009

«Canada respinge richiesta Obama»

Il Canada ha respinto la richiesta dell'amministrazione Obama di accogliere alcuni detenuti rilasciati dal carcere speciale statunitense di Guantanamo, sull'isola di Cuba. Il portavoce del primo ministro Stephen Harper, Kory Teneycke, ha detto che le recenti domande relative a 17 uiguri, etnia di religione islamica della Cina, presso Guantanamo sono state rifiutate. Il Canada non vuole accogliere alcun detenuto, ha spiegato Teneycke, perchè non hanno nessuna relazione con il Canada e persistono preoccupazioni per la sicurezza. Le autorità americane non considerano più gli uiguri dei combattenti nemici, ma non sono stati capaci di trovare un paese disposto ad accoglierli e hanno negato il loro rilascio negli Stati Uniti. (Apcom)

3 giugno 2009

Obama

«Democrazia, stato di diritto, libertà d’espressione e di religione non sono solo princìpi dell’Occidente sono princìpi universali che possono venir abbracciati dai Paesi musulmani.»

Gli Stati Uniti sono "uno dei Paesi musulmani più grandi del mondo". La battuta è di Barack Obama, pronunciata dal presidente americano a poche ore dal viaggio che lo porterà al Cairo, da dove parlerà ai credenti dell'Islam. (….) "uno dei punti che voglio affermare è che, se si tiene conto dei credenti americani, siamo una delle nazioni musulmane più grandi del mondo". Secondo una stima del 2007 i musulmani negli Stati Uniti sono lo 0,6% della popolazione adulta, in termini assoluti circa 1,4 milioni. Agi


6 aprile 2009

«Turchia in Ue, scontro con gli Usa»

Scontro sull'ingresso della Turchia nell'Ue tra il presidente americano, Barack Obama, e quello francese, Nicolas Sarkozy. L'inquilino della Casa Bianca, in apertura del vertice Ue-Usa a Praga, ha affermato che la Turchia in Europa sarebbe "un segnale incoraggiante". Poco dopo la replica di Sarkozy: "Si tratta di questioni che riguardano l'Ue e spetta all'Ue decidere". Fredda la cancelliera tedesca Merkel: "Meglio una parnership privilegiata".

Secondo il presidente americano, i Paesi occidentali devono puntare a una maggiore cooperazione e a legami più stretto con i Paesi islamici. E far entrare Ankara in Europa sarebbe un segnale importante in questa direzione, legherebbe uno Stato islamico all'occidente. Ma la Francia, l'Austria e altri Paesi sono da sempre fieri oppositori degli sforzi della Turchia di entrare nell'Ue, e da sempre chiedono ad Ankara di fare di più per garantire i diritti delle minoranze, per ridimensionare il potere dei militari e per approvare nuovi diritti per i sindacati. "Io - ha spiegato il presidente francese - mi sono sempre opposto all'ingresso della Turchia e questa resta la mia posizione. E credo di poter dire che la maggioranza degli Stati dell'Ue è sulla posizione della Francia. La Turchia è un grande Paese alleato dell'Europa e degli Usa (fa parte della Nato, ndr). Deve restare un partner privilegiato, ma la mia posizione non cambia". (Apcom)

25 marzo 2009

«Il terrorista diventa una “calamità umana”»

L’ultima incursione nel fertilissimo campo della correttezza politica viene dal ministro (meglio ministra, per essere in linea con il tema) Janet Napolitano. Scordatevi il vecchio termine di “terrorismo”. Nel galateo del ministero della Sicurezza Nazionale sotto Obama quando una bomba farà saltare un night club a Baltimora o ad Amsterdam, o un aereo dirottato da islamofascisti butterà giù la Madonnina di Milano o la Torre di Pisa, si dovrà chiamarlo un “man-caused disaster”, cioè una “calamità provocata dall’uomo”. 
(…)  Nel mondo normale chiamare le cose pericolose con il loro nome è il primo passo per capirle, farle capire, e rispondere adeguatamente. Ma nel mondo di Obama è più importante camminare sulle uova, per non ferire nessuna sensibilità, sia pure quella dei terroristi o dei criminali. I liberal non sono mai sazi nell’esercitare aberrazioni lessical-mentali. Per anni, quando l’islamico estremista Al Zarkawi tagliava le teste agli ostaggi, la sinistra global e i Democratici Usa si erano accontentati di tagliare l’aggettivo "islamico" davanti al sostantivo "terrorismo". Ma ora è tempo di "cambiamento", e si assiste al salto di qualità.
Poiché nella mente della gente normale anni e anni di terrorismo ad opera di musulmani hanno finito per associare il concetto di terrorista a quello di islamico, è tempo di cancellare anche il nome "terrorista".
La correttezza politica dà alla testa e genera una politica scorretta: confondendo i terroristi con i moderati, Obama aumenta il pregiudizio contro i musulmani, come ha commentato il giornalista Ronald Kessler. (G. Maggi, Libero)

 

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