.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

1 agosto 2009

«Diventare parte dell'Europa è un sogno per la Turchia»

''Diventare parte dell'Europa e' un sogno per la Turchia'', ha commentato Mehmet Ali Birand, giornalista e scrittore. I sostenitori dell'ingresso di Ankara sottolineano le riforme da tempo avviate nel paese, anche sul piano dei diritti umani delle minoranze curde. Ma contro la Turchia sono schierati il presidente francese Nicolas Sarkozy e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, preoccupati che una nazione di 71 milioni di persone, per la maggior parte musulmani e relativamente poveri, possa entrare a far parte a pieno titolo del mercato europeo. La Francia ha addirittura lanciato la proposta di sottoporre a referendum popolare l'eventuale adesione all'Unione. (Asca)

25 luglio 2009

Islam in Europa

Nicolai Sennels, 33 anni, è psicologo e ha lavorato per le autorità di Copenaghen per diversi anni. (…) Attualmente il 70% dei carcerati di Copenaghen è costituito da giovani di cultura musulmana.

Da un rapporto pubblicato dalla Banca nazionale emerge che i costi di un musulmano straniero ammontano a più di due milioni di corone danesi (300.000 euro) in aiuti sociali, dovuti al basso tasso di occupazione all'interno di questa fetta di popolazione. A ciò si aggiungano tanti altri tipi di aiuti sociali che i disoccupati percepiscono: le spese per gli interpreti, le classi speciali nelle scuole, il lavoro sociale, i poliziotti supplementari, ecc.

«Il mio intervento - dichiara Sennels - ha determinato un'ingiunzione legale, una sorta di sanzione professionale, che indica che se reiterassi i miei propositi sarei licenziato. Secondo le autorità di Copenaghen è permesso affermare che i problemi riscontrati dai musulmani sono causati dalla povertà, dalla polizia, dagli stessi danesi, dai politici, ecc. Su due cose non è ammesso discutere: 1) sull'importanza della cultura e 2) sulla responsabilità degli stranieri quanto alle loro difficoltà d'integrazione nelle nostre società».

Per Sennels l'approccio occidentale a un comportamento delinquente è incomprensibile per i musulmani. Essi interpretano la nostra cultura del dialogo come una debolezza. Secondo loro «l'aggressività dà uno statuto inferiore nelle nostre culture, ma uno statuto più elevato nella cultura musulmana».

(…) Dobbiamo far cessare l'immigrazione dai Paesi musulmani verso l'Europa fino a quando non avremo provato che l'integrazione dei musulmani è possibile (cioè mai, ndUC). Poi dobbiamo aiutare i musulmani, che non vogliono o non sono in grado di integrarsi nelle nostre società occidentali, a dare un nuovo senso alla loro esistenza in una società che comprendono meglio e che li comprende. Attualmente disponiamo dei mezzi economici per farlo. Come ho detto prima, la Banca nazionale danese ha calcolato che gli immigrati musulmani costano 300.000 euro in media. Con questo denaro potremmo aiutarli a condurre una vita felice in un Paese musulmano, evitando loro di doversi integrare in una società che non comprendono e che, di conseguenza, non possono accettare».  qui

Frattini: «Affermare che la Turchia non ha un futuro in Europa significherebbe inviare un messaggio fuorviante al mondo islamico. Dobbiamo con convinzione dire che la Turchia ha un futuro europeo, perché se non ha un futuro europeo noi daremmo a tutto il mondo musulmano un messaggio: che vogliamo tenere fuori un Paese che sta avanzando nella democrazia, nelle riforme, nell'economia solo perché ottanta milioni di suoi abitanti sono musulmani».

9 luglio 2009

.

Certe bambole sono troppo sexy e devono essere bandite. E' l'ultima crociata contro le Barbie dell'imam turco Ahmet Unlu. Il leader musulmano di Istanbul teme infatti l'effetto conturbante che le bambole, stile Barbie ''molto realistiche e in più seminude'' possono avere sugli uomini. (ANSA)



 

1 luglio 2009

Islam in Europa

Le ultime immagini in un video amatoriale la mostrano mentre manda un bacio, sorride, indossa degli occhiali e una borsetta rosa confetto e un copricapo in tinta. E' l'ultima gita di Busra, una cittadina turco-tedesca di 15 anni, che è stata brutalmente uccisa dal padre. (…) La studentessa - scrive Bild che riporta la notizia - è morta perchè voleva vivere come una tedesca. La ragazzina aveva la colpa di non condividere le opinioni sulla vita e la fede del padre Mehmet O., 45 anni, venditore di kebab. Lui ha preso un coltello da cucina ed è andato nell'appartamento di sotto, dove vive la nonna, e ha accoltellato la figlia mentre dormiva sul divano. "Sono state almeno più di 11 coltellate, soprattutto sulla parte superiore del corpo", ha spiegato il procuratore. Al posto di polizia il turco, venuto in Germania 17 anni fa come "Gastarbeiter", ha spiegato: "Avevo il problema che mia figlia non voleva seguire la strada musulmana". Busra aveva una doppia vita. Il mondo del padre: non usciva mai di casa senza il fazzoletto in testa. Ogni settimana lo accompagnava in moschea a pregare. Il mondo degli amici: ballava hip-hop, si truccava, chattava in internet. Da un mese aveva un fidanzatino, uno studente coetaneo tedesco di origini turche. Uno dei motivi principali che facevano imbestialire il padre. (Apcom)

E questo: «Al Qaeda minaccia Parigi dopo il "no" al burqa» qui

18 giugno 2009

.

(…)  Se l’Occidente vuole davvero mettere pace e coesistere con l’Islam, deve ritirare le sue forze di occupazione, deve smettere di supportare regimi oppressivi, deve assicurarsi che Israele si ritiri entro i confini del 1967, e deve rispettare l’Islam e lo stile di vita dei musulmani. Ali Bulac, scrittore e giornalista turco qui

8 giugno 2009

«Ue, vittoria del centrodestra»

La prima proiezione da Bruxelles dei seggi al Parlamento europeo conferisce la maggioranza al centro-destra. Il Ppe si conferma il primo gruppo al Parlamento europeo. qui

Cota, Lega Nord: «In Europa faremo un'azione decisa per il no all'ingresso della Turchia in Europa, perché ha un sistema culturale e produttivo completamente diverso rispetto al nostro e perchè è un pericolo per la nostra identità. Il voto è anche un premio per l'azione di contrasto all'immigrazione clandestina e un sostegno all'operato del ministro Maroni. Anche l'Unione Europea ora dovrà muoversi in modo deciso per fermare l'immigrazione clandestina». qui

14 maggio 2009

«La Turchia musulmana clandestina in Europa»

(…) L’Unione Europea avrebbe tra i suoi Stati membri un paese pienamente islamico, proprio grazie al rispetto delle regole democratiche, che in Turchia porterebbero rapidamente al potere il fondamentalismo. E la Turchia rappresenterebbe un’enclave islamica in Europa, non attraverso le sue minoranze immigrate nel continente europeo, ma in quanto Stato dell’Unione, sullo stesso piano degli altri paesi che ne sono membri.

La Repubblica turca potrebbe rivendicare il diritto a guidare il Parlamento e la Commissione europea e, dall’alto di questo ruolo, pretendere l’adozione di misure repressive contro ogni forma di “islamofobia”, favorendo così la trasformazione del continente europeo nella “Eurabia” prevista dalla voce solitaria di Oriana Fallaci. Intanto la Turchia di oggi non solo si rivela incapace di proteggere le sue minoranze religiose, ma di fatto le sopprime. Formalmente vige la libertà di culto, ma i cristiani vivono in una situazione di “dhimmitudine”, ossia di sostanziale sottomissione all’islam. I loro diritti sono conculcati e le loro vite spesso messe in pericolo. L’isolamento, l’intimidazione politica e psicologica, la persecuzione religiosa costituiscono l’esperienza quotidiana dei cristiani al di là del Bosforo. (Libero, leggi tutto)


6 aprile 2009

«Turchia in Ue, scontro con gli Usa»

Scontro sull'ingresso della Turchia nell'Ue tra il presidente americano, Barack Obama, e quello francese, Nicolas Sarkozy. L'inquilino della Casa Bianca, in apertura del vertice Ue-Usa a Praga, ha affermato che la Turchia in Europa sarebbe "un segnale incoraggiante". Poco dopo la replica di Sarkozy: "Si tratta di questioni che riguardano l'Ue e spetta all'Ue decidere". Fredda la cancelliera tedesca Merkel: "Meglio una parnership privilegiata".

Secondo il presidente americano, i Paesi occidentali devono puntare a una maggiore cooperazione e a legami più stretto con i Paesi islamici. E far entrare Ankara in Europa sarebbe un segnale importante in questa direzione, legherebbe uno Stato islamico all'occidente. Ma la Francia, l'Austria e altri Paesi sono da sempre fieri oppositori degli sforzi della Turchia di entrare nell'Ue, e da sempre chiedono ad Ankara di fare di più per garantire i diritti delle minoranze, per ridimensionare il potere dei militari e per approvare nuovi diritti per i sindacati. "Io - ha spiegato il presidente francese - mi sono sempre opposto all'ingresso della Turchia e questa resta la mia posizione. E credo di poter dire che la maggioranza degli Stati dell'Ue è sulla posizione della Francia. La Turchia è un grande Paese alleato dell'Europa e degli Usa (fa parte della Nato, ndr). Deve restare un partner privilegiato, ma la mia posizione non cambia". (Apcom)

31 marzo 2009

«E alla Nato bocciano il premier danese che difende la libertà»

(…) La Turchia, uno dei ventisei membri dell'Alleanza atlantica, ha detto chiaramente il premier Recep Tayyip Erdogan, è stata esplicitamente invitata dagli altri Paesi musulmani a boicottare la nomina del primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen. «Il mio partito ha dei valori e io non posso contraddirli - ha detto Erdogan alla televisone NTV a margine di una telefonata all'omologo di Copenaghen per spiegare il suo punto di vista -. E ho ricevuto chiamate dai leader degli altri Paesi islamici che mi hanno chiesto di bloccare la sua nomina». L'unica colpa di Rasmussen, nome su cui tutta l'Europa è d'accordo e su cui convergono anche gli Usa, che inizialmente puntavano sul ministro della Difesa del Canada, è di aver difeso la libertà di stampa. Perché, al centro delle proteste turche e degli altri Stati di religione islamica, c'è ancora la «crisi» delle vignette satiriche sul profeta Maometto comparse su un giornale danese il 30 settembre 2005. (Il Giornale)

21 marzo 2009

Danimarca e islam

Il DAMP, il partito musulmano danese, non cela le sue ambizioni: islamizzare la Danimarca. Afferma che circa 700.000 musulmani risiedono già in Danimarca (su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti) e di conseguenza sogna di avere una forte rappresentazione musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari.

In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca. Allo stesso modo, il partito conta molto sull’entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l’occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso.
Il primo punto del DAMP consiste nell’inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche». Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo.
Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. qui


11 marzo 2009

«Turchia: licenziata per foto Darwin»

(ANSA) - ANKARA, 10 MAR - La direttrice della rivista scientifica turca 'Scienza e Tecnica' e' stata licenziata per aver messo una foto di Darwin in copertina. Lo riferisce il quotidiano laico Milliyet precisando che il licenziamento di Cigdem Atakuman e' stato disposto di persona dal prof. Omar Cebeci, vice presidente del Consiglio di Scienza e Ricerca turco (Tubitak) che pubblica la rivista. In Turchia la forte lobby degli studiosi islamisti sostiene che la teoria di Darwin e' incompatibile con il Corano.

«Radicali protestano all'Ue contro censura teorie Darwin»

Bruxelles, 11 mar. (Apcom - Nuova Europa) - Gli eurodeputati radicali Marco Pannella e Marco Cappato protestano presso la Commissione europea, denunciando un caso di censura in Turchia contro le teorie evoluzioniste di Charles Darwin. In un comunicato, Pannella e Cappato raccontano che alcuni membri del Consiglio di ricerca scientifica e tecnologica turco (Tubitak), hanno cambiato la storia di copertina del settimanale scientifico 'Bilim ve Teknik', sostituendo Darwin con un articolo sui cambiamenti climatici. Il settimanale è uscito con una settimana di ritardo, e in più è stata licenziata la direttrice Çigdem Atakuman.

"La feroce opposizione islamica alle teorie evoluzioniste la riluttanza dell'Ue nei confronti dell'adesione della Turchia hanno contribuito a questo episodio", osservano i Radicali, che hanno sollevato il caso nel giorno in cui l'Europarlamento di Strasburgo ha discusso dei rapporti su Turchia, Croazia e Macedonia, in vista del voto in aula domani. In un'interrogazione scritta, Pannella e Cappato chiedono alla Commissione Ue di intervenire presso le autorità turche affinché rettifichino la situazione, valutare le possibili conseguenze di questo caso sulla cooperazione

Intanto...

13 novembre 2008

«Immigrati, la Lega: "Frontiere chiuse due anni"»

La Lega, già bersagliata da critiche durissime e pure da proteste di molte associazioni mediche, non intende rinunciare all’emendamento che innesca un vero e proprio giro di vite nel settore sanitario. Al momento il nostro servizio sanitario nazionale offre piena assistenza agli immigrati irregolari che ovviamente, non posseggono tessera sanitaria. Il Carroccio propone che gli stranieri paghino per ottenere qualsiasi prestazione, compresa quella del pronto soccorso. E non solo. Se l’emendamento dovesse essere approvato il medico curante avrà l’obbligo di segnalare il clandestino alle forze dell’ordine.

La Lega poi chiede di imporre il divieto assoluto di girare per strada e nei luoghi pubblici con il volto coperto, la norma «deve essere applicata nel modo più rigoroso possibile». Non dimentica neppure gli immigrati che hanno la residenza in Italia e con un altro emendamento propone che aspettino 10 anni prima di poter presentare domanda per una casa popolare.
Non dovrebbe venire ripresentato invece l’emendamento che prevedeva il ricorso a referendum locali in caso di costruzione di moschee e luoghi di culto o di campi nomadi. Una buona notizia potrebbe arrivare per Lampedusa, da anni teatro di continui sbarchi. Il Carroccio propone uno stanziamento di 2 milioni di euro a titolo di «compensazione» e per il mantenimento del centro di primo soccorso e permanenza dell’isola che si trova a fronteggiare arrivi massicci senza avere risorse adeguate. Intanto spegne le voci su presunti scontri nella maggioranza lo stesso ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Regolarizzeremo col decreto flussi 170mila immigrati. Stiamo lavorando, ma l’accordo politico c’è». 

Ma la Lega insiste, nella giornata del summit Berlusconi-Erdogan, sulle sue posizioni anti-turche: «Non ci sono le condizioni per un ingresso in tempi brevi nella Ue. Si tratta di un Paese troppo diverso dal resto degli stati membri - osservano Gianluca Pini e Giovanni Fava, deputati del Carroccio nelle commissioni Esteri e Difesa - per aspetti geografici, culturali e religiosi. L’Europa perderebbe la propria identità». E Il Pd attacca la Lega e chiede a Berlusconi un immediato chiarimento. (Il Giornale)

23 ottobre 2008

Turchia: «Più spose bambine e meno alcolici»

(…) Il governo islamico di Taiyyp Erdogan, con il ministero della giustizia, ha recentemente proposto una modifica della legge che regolamenta i matrimoni, per abbassare l’età minima per le donne da 16 a 14 anni. La proposta, illustrata due settimane fa ad Ankara, dicono i giudici, è giustificata dal fatto che molte giovani donne, di 14 o 15 anni, si presentano ai processi con i figli in braccio. «È la realtà sociale che ci spinge alla modifica normativa obbligandoci a tornare alla vecchia legge che Kemal Ataturk aveva eliminato per modernizzare la Turchia».

L’attuale ordinamento, risalente alla riforma del diritto di famiglia voluto da Kemal Ataturk, vieta in Turchia il matrimonio ai minori di sedici anni. Il ritorno al passato è rafforzato dalla proposta di abolire il reato di stupro nei casi in cui la vittima sia una quindicenne e lo stupratore si impegni a sposarla. Una norma così concepita abolisce sostanzialmente il reato senza preoccuparsi della salute fisica e psichica della donna. La ciliegina sulla torta è la riduzione della pena nei casi di violenza familiare. Il codice in vigore punisce con sette anni di carcere la violenza del marito verso la moglie. La proposta è di ridurre la pena ad appena un anno. Ma nel mirino del governo c’è anche la produzione e distribuzione delle bevande alcoliche nel paese. Anche qui l’ipotesi, contenuta in una proposta di legge, è di porre dei limiti alla pubblicizzazione e all’offerta di questi prodotti negli scaffali dei supermercati. Se la proposta passasse, non sarebbe più possibile fare campagne pubblicitarie o promuovere la sponsorizzazione di eventi da parte delle aziende che producono sostanze alcoliche, anche se in tantissimi quartieri delle grandi città come Istanbul, Ankara, Symrne e Adana, la vendita è già vietata.

Il governo Erdogan ha già aumentato le tasse sui prodotti alcolici, a partire dalla produzione vinicola, in continua crescita ma sottoposta alla concorrenza del mercato internazionale. Tutti questi cambiamenti stanno trasformando la laica Turchia rendendola sempre più simile all’Iran. Anche Yashar Kemal, uno degli scrittori più conosciuti della Turchia, ha negato la settimana scorsa, in occasione di un incontro svoltosi alla Fiera del libro di Francoforte, il concetto di “Islam moderato”. Kemal si è detto convinto che non esiste l’Islam moderato, ma esiste un solo Islam. L’islam moderato, dice, è un’astrazione inventata dal governo degli Stati Uniti. In Turchia oggi è al potere un governo islamico che sta mettendo in pericolo la libertà e i diritti delle donne, compresi i diritti individuali più elementari. Avviene in forme velate, ma non per questo è meno pericoloso. (Zagaglia, EuropaQuotidiano.it)

sfoglia
luglio