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Diario | Insight |
 
Diario
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25 giugno 2009

«Bestie»

Anita Gruenwald e Rita Stumpp, cugine entrambe di ventisei anni, sono le due ragazze tedesche trucidate la scorsa settimana e di cui ora si comincia a sapere qualcosa. Alla base del sequestro di nove stranieri, di cui sette tedeschi, avvenuto nello Yemen, c’è una vendetta contro le attività missionarie del gruppo. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. (…) Dietro alla loro uccisione ci sarebbero ex combattenti rinchiusi a Guantanamo e liberati dagli americani. Tra cui Said Ali al Shihri, il saudita liberato dalla base cubana nel novembre 2007 perché considerato “non più pericoloso” e oggi vicecomandante di al Qaida nello Yemen. Alla commissione americana che doveva giudicarlo, al Shihri ha detto che una volta fuori si sarebbe ricongiunto ai suoi cari a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, e avrebbe tentato di lavorare nel negozio di mobili di famiglia. Il padre di Rita, Albert Stumpp, chiama “bestie” gli assassini yemeniti. G. Meotti, qui

Frattini: «L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla».

24 giugno 2009

Terroristi islamici accusano gli Usa

«Ci hanno gettato addosso acqua fredda in inverno e minacciato di morte. Ci mettevano ogni tipo di medicina nei succhi di frutta o nell’acqua per farci rimanere svegli e interrogarci. Hanno fatto cose che non si farebbero nemmeno agli animali». qui

I seguaci della religione di “pace e tolleranza”, invece, certe cose non le fanno: qui, qui, qui, qui, qui e  qui  

6 giugno 2009

«Canada respinge richiesta Obama»

Il Canada ha respinto la richiesta dell'amministrazione Obama di accogliere alcuni detenuti rilasciati dal carcere speciale statunitense di Guantanamo, sull'isola di Cuba. Il portavoce del primo ministro Stephen Harper, Kory Teneycke, ha detto che le recenti domande relative a 17 uiguri, etnia di religione islamica della Cina, presso Guantanamo sono state rifiutate. Il Canada non vuole accogliere alcun detenuto, ha spiegato Teneycke, perchè non hanno nessuna relazione con il Canada e persistono preoccupazioni per la sicurezza. Le autorità americane non considerano più gli uiguri dei combattenti nemici, ma non sono stati capaci di trovare un paese disposto ad accoglierli e hanno negato il loro rilascio negli Stati Uniti. (Apcom)

23 maggio 2009

«In Italia due detenuti di Guantanamo»

WASHINGTON - L'Italia potrebbe accogliere nel suo territorio due prigionieri di Guantanamo. Washington vorrebbe destinare al nostro Paese due tunisini, Riadh Nasri e Moez Fezzani, ma da Roma non è ancora arrivato il via libera. L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. È la posizione espressa dalla Farnesina, mentre il ministro Frattini incontrerà, venerdì prossimo a Roma, l'attorney general americano (consulente giuridico del governo) per discutere la questione. «Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla - ha detto il ministro -. Ci deve essere una regola che permetta agli altri 26 Stati di condividere il principio». qui

Parlando di terroristi: «L’Onu interviene in difesa del pluriomicida Battisti».  qui

4 febbraio 2009

«Frattini, Italia esamina lista detenuti da accogliere»

(ASCA-AFP) - Bruxelles, 26 gen - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha fatto sapere che l'Italia sta gia' ''esaminando'' una lista di detenuti del carcere di Guantanamo da accogliere nel nostro Paese, anche se non c'e' ancora ''una domanda formale da parte degli Stati Uniti''.  ''Ho espresso la posizione - ha detto Frattini da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio affari generali e relazioni esterne con i suoi omologhi dell'Ue - che l'Italia debba affrontare con spirito positivo questa richiesta americana, nel momento in cui verra' formalizzata. Vi sono gia' delle indicazioni di nomi che ci sono pervenute, che ovviamente stiamo esaminando''.


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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 4/2/2009 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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