.
Annunci online

 
UnpoliticallyCorrect 
Men never do evil so completely and cheerfully as when they do it from religious conviction
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Magdi Allam
memri
Daniel Pipes
Faith Freedom
Prophetofdoom
jihadwatch
tocqueville
Beppe
Islaminitsownwords
Corriere Della Sera
littlegreenfootballs
NeilDoyle
Victims of Saddam's Regime
PartigianoWilliam
Apostates of islam
victims of jihad
Il Lupo
barbara
SauraPlesio
IlCialtrone
kiki-e
Puffolottiaccident
Dolomitengeist
Milleeunadonna
Iostoconoriana
FranceEchos
Free Translation
  cerca

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

free counters


 

Diario | Insight |
 
Diario
1visite.

15 luglio 2009

«La guerra dei chewing-gum»

La polizia di Gaza accusa Israele di passare dalle bombe alle gomme che "stimolano" l'appetito sessuale

Chewing-gum che stimolano la libido sarebbero stati distribuiti dagli uomini dell'intelligence israeliana nella striscia di Gaza allo scopo di "corrompere i giovani palestinesi". E' l'incredibile accusa avanzata da Islam Shahwan, portavoce della polizia di Gaza, secondo il quale Israele intende in questo modo "distruggere" le generazioni più giovani dei palestinesi. Lo riferisce oggi il sito web del quotidiano 'Yedioth Ahronoth', secondo il quale alcuni sospetti, o come li definisce Shahwan "spacciatori", che avrebbero distribuito le gomme 'incriminate' sarebbero stati arrestati e avrebbero confessato di averle ricevute dagli israeliani. Secondo quanto riporta il quotidiano, all'origine dell'indagine della polizia palestinese ci sarebbe la denuncia di un uomo di Gaza, la cui figlia avrebbe masticato una di queste gomme afrodisiache, provandone gli indesiderati effetti. Shahwan ha rivelato, inoltre, che le autorità palestinesi avrebbero messo le mani su alcune partite di questi chewing-gum che incrementano l'appetito sessuale nei pressi del valico di Karni. qui

12 gennaio 2009

«Milano, quindici anni fa l'altra preghiera islamica in piazza Duomo»

Le fotografie furono scattate in piazza Duomo, a Milano, il 5 marzo del 1994. Anche quel giorno - proprio come è avvenuto il 3 gennaio scorso con la preghiera ad Allah a pochi metri dal sagrato - duecento musulmani si ritrovarono a pregare davanti luogo simbolo della Chiesa ambrosiana. Inginocchiati e rivolti in direzione della Mecca, nell'ambito di una manifestazione di protesta per il massacro nella moschea di Hebron, vollero sensibilizzare in quel modo l'opinione pubblica sulla situazione del popolo palestinese e dei musulmani in Bosnia. Quindici anni dopo la storia si è ripetuta al termine di una manifestazione in cui sono state bruciate bandiere israeliane per protestare contro i bombardamenti su Gaza. E i capi delle comunità islamiche hanno chiesto scusa all'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, assicurando che un episodio del genere non si ripeterà più. (Repubblica)



Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Si trovavano lì per caso.



«Scenderemo ancora in piazza finché questa guerra non sarà finita. Ma quello che dicono Fini o Berlusconi non ci riguarda». Anche nominare Al Fatah e Hamas li innervosisce: «Non c’è differenza. Siamo per la Palestina e basta», spiega Abderrhim, 52 anni, uno dei più anziani del gruppo. «Ma questa guerra è una guerra contro tutto l’Islam. Lo volete capire o no? Anche gli italiani lo devono capire». Gli altri ragazzi del gruppo gli fanno segno di tacere. Due parole in arabo. Poi Mohamed si allontana scuotendo la testa. «Vogliamo solo la pace. Scrivilo. Solo la pace, hai capito?». qui

10 gennaio 2009

«Sinistra e arabi»

(…) A pochi metri di distanza, proprio in piazza Duomo, i giovani palestinesi, marocchini e soprattutto egiziani, davano sfogo alla loro rabbia per la guerra in Medio Oriente: «Israele assassini, Israele bastardi, Palestina libera». Era la fiaccolata convocata da una miriade di sigle della sinistra politica, sindacale e pacifista, fra cui Arci, Acli, Legambiente, Cgil, Cisl. Un migliaio di persone. C’erano anche esponenti di primo piano del Pd e di Rifondazione comunista. Ma hanno monopolizzato la scena alcune frange filopalestinesi. Padroni della piazza erano i gruppi di arabi, che agitavano cartelli raffiguranti le vittime civili di Gaza, con la scritta «Olocausto 2009» e inneggiavano all’Intifada. Nessun problema per i comunisti. L’eurodeputato di Rifondazione Vittorio Agnoletto dava volentieri la sua definizione di Israele, facendo volare parole forti: «È uno stato canaglia, da aggiungere alla lista compilata da Bush». Solo poco più prudente l’assessore provinciale del Prc Sandro Barzaghi: «Olocausto è una parola da usare con parsimonia, ma la striscia di Gaza oggi è un campo di concentramento». (Il Giornale)

«Oggetto: chiamate lo 00972 025839749, vi risponde l'esercito sionista...  Chiamate, chiamate, chiamate, bombardateli di chiamate anche dall'Italia e ditegli in tutte le lingue di smettere di massacrare i palestinesi a Gaza. Non capita spesso di avere a tiro di voce i soldati israeliani Nella speranza di reclutare collaboratori, l'esercito sionista ha fatto piovere su Gaza questo volantino, con un indirizzo e-mail ed un numero da chiamare per dare informazioni sui resistenti. Invitiamo tutti e tutte a chiamare da una cabina e ad esprimere come la pensare, oppure a prendere per i fondelli l'operatore (…)» [islam.forumup.it] qui

7 gennaio 2009

«Una cosa carina» e tante menzogne

La rabbia giustifica molto anche per Angela Lano, direttrice di Infopal, agenzia di stampa edita dall’omonima associazione che ha promosso - con altre sigle - il corteo: «La preghiera in piazza Duomo mi è parsa una cosa carina», il suo commento. qui


(Internet)

“La consapevolezza del luogo atipico c’era senz’altro, ma bisogna riflettere sul fatto che la religione islamica sia ormai un pezzo dell’identità di Milano. E invece si cerca di nascondere questo dato di fatto sotto polemiche incendiarie ed irresponsabili”. Così farnetica tal Luciano Mulbhauer. (…) [L’Occidentale]


«Nel furore delle immagini ci perdono solo i bambini»


Le bombe sui bambini. Sparano sui bambini. Muoiono i bambini. Basta raccontarlo così, questo girone infernale chiamato Gaza, per imporre subito l’inevitabile scelta di campo: chiunque abbia un minimo di sensibilità umana, fosse anche l’ultimo residuo, non può che stare dalla parte dei bambini. Cioè dei palestinesi. (…) Come tutte le guerre, anche questa andrebbe raccontata con molto rigore, addentrando in profondità le sonde del sistema informativo mondiale, con il suo imponente apparato di antenne, telecamere e computer, con il suo affollato seguito di reporter variamente affidabile e talvolta anche variamente vanitoso. In questo caso non è così. Non è possibile. Nella Striscia di Gaza non è consentito l’accesso ai testimoni dell’informazione. Salvo pochissimi casi scelti e graditi. (…)

Qui fuori, dove possiamo solo registrare e diffondere quello che dentro Gaza scelgono di registrare e diffondere, facciamo una dannata fatica a raccontare e a comprendere. La corsa alla verità, ai confusi e inafferrabili brandelli di verità, sta diventando ogni giorno più affannosa. Quasi parossistica. Con alcuni effetti collaterali abbastanza assurdi: l’altra sera, la televisione pubblica francese “France 2” ha mandato in onda immagini raccapriccianti di vittime palestinesi, presentandole in buona fede come risultato dell’ennesimo bombardamento israeliano. Il giorno dopo, però, un sito Internet ha svelato come fossero immagini vecchie di almeno un anno: si riferivano all’esplosione di un camion carico di razzi, episodio interno tutto di marca Hamas. “France 2” ha chiesto scusa con un certo imbarazzo. (Leggi tutto. C. Gatti, il Giornale)

sfoglia
giugno        agosto