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Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

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Diario | Insight |
 
Diario
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22 luglio 2009

«Francia e antisemitismo»

Altri 250 ebrei francesi si sono imbarcati su un volo da Parigi per raggiungere Gerusalemme e rifarsi una vita lì ed è soltanto l'ennesimo gruppo di ebrei che dalla Francia torna a vivere nella "terra promessa", oppure migra verso altre nazioni straniere come gli Stati Uniti.
(…)
La solennità della partenza va forse a nascondere la drammaticità dei motivi reali che spingono gli ebrei ad emigrare: difatti anche i diversi numeri di migranti, nel corso degli anni, testimoniano l'aumento o la diminuzione della rabbia antisemita che imperversa in Francia.  Sharon stesso nel 2004, quando ancora era Primo Ministro di Israele, lanciò un appello alla comunità ebraica francese - "Se devo difendere i nostri fratelli francesi dirò loro una cosa: venite in Israele prima possibile" – a causa del "propagarsi di un antisemitismo scatenato" diffuso sia tra la popolazione francese, che non vede di buon occhio gli ebrei e l'intero Stato d'Israele, sia tra le comunità musulmane, che hanno manifestato la loro rabbia con scontri nelle banlieue parigine e con attacchi alle sinagoghe.  Esemplare è il caso del giovane ebreo Ilan Halimi che, nel 2006, fu rapito, ferito, torturato e ucciso da un gruppo di musulmani che faceva capo all'ivoriano Youssouf Fofana, ora da poco condannato all'ergastolo. qui

10 luglio 2009

«Parroco ospita immigrati a rischio espulsione»

ll parroco di Paderno di Ponzano Veneto in provincia di Treviso ha deciso di accogliere nella sua chiesa anche i clandestini che rischiano l'espulsione dopo il varo da parte del governo del pacchetto sicurezza e l'introduzione del reato di clandestinità. Il sacerdote 70enne prende in questo modo posizione rispetto all'introduzione da parte del Parlamento del reato di clandestinità, il parroco trevigiano mantiene inalterata la sua linea. (…)  Il sacerdote era già balzato agli onori delle cronache quando qualche anno fa aveva concesso l'oratorio ai musulmani per la preghiera del venerdì. Concessione che venne poi stoppata dalla Curia. (Apcom)

 

In Somalia: «Decapitati sette cristiani»

In Francia: Banlieue in fiamme: rivolta dei giovani

8 luglio 2009

«La Francia è malata»

Si è chiuso il processo a Youssouf Fofana, il capo della “banda dei barbari” (fra esche, complici, carcerieri, torturatori e postini) che nel 2006 ha rapito, violentato e ucciso l’ebreo francese Ilan Halimi, dopo un sequestro di tre settimane a sfondo antisemita. Il suo cadavere venne ritrovato alla periferia di Parigi, straziato e bruciato in tutto il corpo. In attesa del verdetto (il pubblico ministero ha chiesto il massimo della pena per Fofana), si delinea un’alleanza rosso-verde, un “goscismo filoislamico”, a difesa dell’assassino di Halimi. Un avvocato di Fofana è quell’Emmanuel Ludot che aveva coordinato il collegio di difesa del dittatore iracheno Saddam Hussein. Un’altra è Isabelle Coutant-Peyre, moglie e unica persona di assoluta fiducia del terrorista Carlos “lo Sciacallo”, il marxista convertito all’islam che ha guidato il commando palestinese che ammazzò gli atleti israeliani a Monaco, e che prima di Bin Laden è stato il peggiore terrorista al mondo e oggi teorizza l’alleanza fra neocomunisti e fondamentalisti islamici contro gli Stati Uniti, Israele e l’occidente. I due legali di Fofana hanno cercato fin dall’inizio di trasformare il loro assistito in una “vittima del sistema” e della lobby ebraica e “sionista”, in un “capro espiatorio”, nel simbolo di una minoranza oppressa. (…) qui



Youssouf Fofana

1 luglio 2009

Islam in Europa

Le ultime immagini in un video amatoriale la mostrano mentre manda un bacio, sorride, indossa degli occhiali e una borsetta rosa confetto e un copricapo in tinta. E' l'ultima gita di Busra, una cittadina turco-tedesca di 15 anni, che è stata brutalmente uccisa dal padre. (…) La studentessa - scrive Bild che riporta la notizia - è morta perchè voleva vivere come una tedesca. La ragazzina aveva la colpa di non condividere le opinioni sulla vita e la fede del padre Mehmet O., 45 anni, venditore di kebab. Lui ha preso un coltello da cucina ed è andato nell'appartamento di sotto, dove vive la nonna, e ha accoltellato la figlia mentre dormiva sul divano. "Sono state almeno più di 11 coltellate, soprattutto sulla parte superiore del corpo", ha spiegato il procuratore. Al posto di polizia il turco, venuto in Germania 17 anni fa come "Gastarbeiter", ha spiegato: "Avevo il problema che mia figlia non voleva seguire la strada musulmana". Busra aveva una doppia vita. Il mondo del padre: non usciva mai di casa senza il fazzoletto in testa. Ogni settimana lo accompagnava in moschea a pregare. Il mondo degli amici: ballava hip-hop, si truccava, chattava in internet. Da un mese aveva un fidanzatino, uno studente coetaneo tedesco di origini turche. Uno dei motivi principali che facevano imbestialire il padre. (Apcom)

E questo: «Al Qaeda minaccia Parigi dopo il "no" al burqa» qui

24 giugno 2009

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L'organizzazione internazionale per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw) critica la presa di posizione del presidente francese Nicolas Sarkozy contro il burqa, il velo islamico che copre il volto e il corpo intero delle donne. "Vietare il burqa non porterà all'uguaglianza per le donne", avverte Jean-Marie Fardeau, direttore dell'ufficio parigino di Hrw. "Non farà altro che stigmatizzare e marginalizzare le donne che lo portano. La libertà di esprimere la propria religione e la libertà di coscienza sono diritti fondamentali", aggiunge. Secondo Hrw il bando del velo integrale "invierebbe un nuovo segnale a molti musulmani francesi sul fatto che non sono i benvenuti nel loro stesso Paese" e sarebbe "probabilmente discriminatorio" perché prenderebbe di mira esclusivamente le donne islamiche. (Apcom)


(Internet)

28 aprile 2009

Islam in Europa

(…) In Germania, per esempio, si contano circa 3,5 milioni di musulmani di cui il 75% è di origine turca. Ai musulmani che vivono in Germania è largamente garantita la libertà di culto: si contano nel paese 2.500 luoghi di preghiera, 180 grandi moschee con cupola e minareti e il loro numero è destinato a raggiungere presto le 300 unità. In molti casi, la Chiesa cattolica ha contribuito a regolare i conflitti che emergevano attorno alla loro costruzione.

In Francia, si stimano 5 milioni di persone di cultura e tradizione islamica. (…) In Italia le stime parlano di un milione di musulmani. (...) In Spagna, i musulmani oggi presenti nel Paese sono 1 milione e 300 mila, provenienti soprattutto dal Nord Africa. Sono ripartiti in più di 500 associazioni che fanno capo a due grandi Federazioni. Si contano nel Paese 12 moschee, 332 centri culturali ed 11 cimiteri. Completamente diversa la situazione in Turchia dove – ha detto don Mauro Pesce, segretario generale della Conferenza episcopale turca -, su una popolazione di 75 milioni di abitanti, i cristiani sono solo 110 mila su una maggioranza musulmana. Don Pesce ha raccontato tutte le difficoltà che i cristiani (delle varie confessioni) hanno nel vivere la propria fede (…). qui

Nei Paesi islamici, invece: 

(…) Uno degli scogli che le comunità cristiane, sia cattoliche sia ortodosse, si trovano ad affrontare riguarda il permesso per la costruzione e la ristrutturazione di chiese. La legge dice che serve un decreto presidenziale, oltre a molte altre formalità. Ma anche quando i permessi arrivano, si trova sempre il modo, da parte dell'amministrazione locale, di mettere i bastoni tra le ruote. E così passano anche molti anni. Uno dei motivi di questo comportamento è il tentativo di affermare in ogni occasione l'identità musulmana dalla nazione e dello Stato egiziano. qui

14 aprile 2009

L’islam in Francia

Oltre 150.000 musulmani francesi si sono riuniti lo scorso weekend per il 26/o raduno annuale a Le Bourget, nella banlieue nord di Parigi. La Francia e' il paese non musulmano che conta la comunità islamica più numerosa, con cinque milioni di persone, il 5% dei quali praticanti; 1,5 milioni sono di origine algerina. Nel suo intervento, Tariq Ramadan ha ricordato che i musulmani devono orientare il viso verso la Mecca, sottolineando la necessità dello Stato di diritto per vivere insieme. (ANSA)

16 gennaio 2009

«Francia: antisemitismo e anti-islamismo, tolleranza zero»

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha promesso "tolleranza zero" contro antisemitismo, anti-islamismo e coloro che vorrebbero "importare in Francia tensioni fra le comunità" legate al conflitto mediorentale. "Non tollererò che il conflitto mediorentale venga sfruttato da qualcuno: la tolleranza sarà zero e antisemiti e anti-islamici saranno condannati con la stessa severità, perché non c'è posto per loro nella Repubblica", ha affermato Sarkozy in un discorso tenuto ad Orleans: "Quanto a quelli che non si sentono francesi e vorrebbero contestare queste regole, non c'è problema: nessuno li costringe e rimanere", ha concluso il Presidente francese. (Ap)


13 dicembre 2008

«La Svizzera apre: basta controlli alle frontiere»

Addio ai controlli a Gaggiolo, San Pietro, Fornasette. Basta code a Porto Ceresio. Entrare in Svizzera, da oggi, sarà "libero" e senza verifiche. La Svizzera, infatti, è entrata nell'area Schengen: una svolta storica che pone lo Stato elvetico nel sistema europeo di controlli. Cadono le frontiere per le persone tra Francia, Italia, Austria e Germania (rimane solo per qualche tempo quella del Lichtenstein che entrerà in Schengen alla fine del 2009) ma rimane la dogana per le merci.
La Confederazione da tempo si stava preparando a questo giorno spostando solo più all'interno i controlli del territorio con un avvicendamento tra guard e di frontiera e agenti di polizia.
In termini di ricadute pratiche, gli svantaggi legati a questa scelta (il venir meno della sua fiera politica autonoma di sicurezza) sono decisamente inferiori ai vantaggi (l'aggancio al circuito elettronico di lotta alla criminalità e la possibilità di rendere più fluida la libera circolazione delle persone,  la possibilità di identificare i richiedenti asilo che hanno già presentato domanda in altro stato europeo).
La liberalizzazione
, già iniziata alle frontiere e ai valichi, è rinviata al 29 marzo negli aeroporti dove la riorganizzazione dei sistemi ha richiesto tempi più lunghi. Rimane, inoltre, l'incognita del risultato referendario del prossimo 8 febbraio, quando si voterà sul rinnovo della libera circolazione con l'Unione Europea e sulla sua estensione a Bulgaria e Romania. Se dovessero prevalere i «no», potrebbe cadere anche l'adesione a Schengen, perché la Ue potrebbe rimettere in discussione tutti gli accordi bilaterali.
In attesa di quella verifica, godiamo degli effetti pratici di questa innovazione che pone la Svizzera più legata all'Europa di quanto siano Gran Bretagna o Irlanda che, come l'euro, hanno bocciato anche Schengen. (VareseNews)

30 ottobre 2008

«Francese obbligatorio per candidati a immigrazione»

Roma, 30 ott. (Apcom) - Il governo francese ha approvato un decreto, che sarà pubblicato a fine settimana sulla Gazzetta ufficiale, che prevede l'insegnamento obbligatorio del francese per gli immigrati che aspirano a entrare in Francia per ricongiungersi con i loro familiari nel Paese transalpino. Lo scrive oggi il quotidiano Le Figaro, che ha ottenuto una copia del decreto.
Secondo il ministro dell'Immigrazione e dell'Identità Nazionale, Brice Hortefeux, "la lingua è il miglior vettore per l'integrazione", e per questo a suo giudizio è necessario che gli immigrati apprendano elementi di francese seguendo corsi obbligatori nei loro Paesi d'origine, prima di arrivare in Francia. Tutti coloro che faranno domanda per un visto di immigrazione familiare dovranno quindi sottoporsi a un esame culturale e linguistico sul posto, scrive Le Figaro. Saranno poste domande elementari del tipo: "In Francia, una donna può lavorare senza l'autorizzazione di suo marito?".
Chi passerà l'esame sarà esentato dai corsi di lingua, così come i minori di 16 anni, gli anziani con più di 65 anni, e le persone che hanno frequentato per almeno un anno una scuola francofona o che hanno svolto studi superiori di un anno in Francia. Tutti gli altri, in base al loro livello, dovranno invece seguire corsi di francese per un massimo di due mesi.
Come precisa Le Figaro, questi corsi saranno obbligatori e più che il livello raggiunto sarà importante la frequenza alle lezioni. Un assenteismo manifesto potrebbe infatti ritardare l'ottenimento del visto. Questo provvedimento per l'apprendimento accelerato del francese nel Paese d'origine entrerà in vigore il prossimo primo dicembre, e saranno coinvolti nella sua attuazione i consolati francesi e gli uffici locali dell'Agenzia nazionale per l'accoglienza degli stranieri e delle migrazioni (Anaem).

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