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Diario | Insight |
 
Diario
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25 giugno 2009

«Bestie»

Anita Gruenwald e Rita Stumpp, cugine entrambe di ventisei anni, sono le due ragazze tedesche trucidate la scorsa settimana e di cui ora si comincia a sapere qualcosa. Alla base del sequestro di nove stranieri, di cui sette tedeschi, avvenuto nello Yemen, c’è una vendetta contro le attività missionarie del gruppo. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. (…) Dietro alla loro uccisione ci sarebbero ex combattenti rinchiusi a Guantanamo e liberati dagli americani. Tra cui Said Ali al Shihri, il saudita liberato dalla base cubana nel novembre 2007 perché considerato “non più pericoloso” e oggi vicecomandante di al Qaida nello Yemen. Alla commissione americana che doveva giudicarlo, al Shihri ha detto che una volta fuori si sarebbe ricongiunto ai suoi cari a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, e avrebbe tentato di lavorare nel negozio di mobili di famiglia. Il padre di Rita, Albert Stumpp, chiama “bestie” gli assassini yemeniti. G. Meotti, qui

Frattini: «L'Italia esaminerà, caso per caso, sulla base delle regole comuni europee le eventuali richieste degli Stati Uniti per l'accoglimento dei prigionieri del carcere di Guantanamo. Credo che sia una richiesta da considerare innanzi tutto con spirito positivo, ovviamente valutando i singoli casi che non conosciamo sulla base di un quadro europeo, perché in Europa c'è un regime di libera circolazione Schengen e quindi non possiamo prendere una persona e imprigionarla».

22 gennaio 2009

«Mohammed über alles»

«Un increscioso numero di sentenze sta favorendo la creazione di un mondo musulmano parallelo in Germania, ospitale verso il fondamentalismo». Così nella patria del Multikulturalismus la sharia sotterranea si è fatta largo fino alle aule dei tribunali

Richieste di divorzio rapido da parte di donne musulmane malmenate e minacciate di morte dal marito respinte perché esse dovevano sapere che il Corano concede all’uomo certe libertà; condanne miti ai padri e fratelli di ragazze vittime di “delitti d’onore” islamicamente motivati; tribunali amministrativi che sostengono il buon diritto degli immigrati musulmani di non mandare le figlie alle lezioni di educazione fisica promiscue e alle gite scolastiche, e quello dei muezzin di svegliare tutto il vicinato alle sei meno un quarto della mattina per chiamare alla preghiera.
«Un increscioso numero di sentenze sta favorendo la creazione di un mondo musulmano parallelo in Germania, ospitale verso i fondamentalisti islamici», ha scritto qualche tempo fa Der Spiegel in apertura di un reportage sull’argomento. E i fatti sembrano dare ragione al noto settimanale tedesco. (…)


L’escamotage dell’infermità mentale

(…)  Una famiglia di immigrati ha richiesto l’esenzione di una figlia dalle gite scolastiche perché l’islam proibirebbe alle ragazze di viaggiare senza essere accompagnate da un parente stretto maschio e perché l’adolescente era costantemente preoccupata di smarrire il foulard con cui si copriva il capo. I giudici hanno dato ragione alla famiglia stabilendo che le preoccupazioni della ragazza erano «assimilabili alla situazione di una persona affetta da parziale infermità mentale che, a causa della sua disabilità, può viaggiare solo con un accompagnatore».  (Tempi, R. Casadei. Leggi tutto)

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