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Diario | Insight |
 
Diario
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8 luglio 2009

«La Francia è malata»

Si è chiuso il processo a Youssouf Fofana, il capo della “banda dei barbari” (fra esche, complici, carcerieri, torturatori e postini) che nel 2006 ha rapito, violentato e ucciso l’ebreo francese Ilan Halimi, dopo un sequestro di tre settimane a sfondo antisemita. Il suo cadavere venne ritrovato alla periferia di Parigi, straziato e bruciato in tutto il corpo. In attesa del verdetto (il pubblico ministero ha chiesto il massimo della pena per Fofana), si delinea un’alleanza rosso-verde, un “goscismo filoislamico”, a difesa dell’assassino di Halimi. Un avvocato di Fofana è quell’Emmanuel Ludot che aveva coordinato il collegio di difesa del dittatore iracheno Saddam Hussein. Un’altra è Isabelle Coutant-Peyre, moglie e unica persona di assoluta fiducia del terrorista Carlos “lo Sciacallo”, il marxista convertito all’islam che ha guidato il commando palestinese che ammazzò gli atleti israeliani a Monaco, e che prima di Bin Laden è stato il peggiore terrorista al mondo e oggi teorizza l’alleanza fra neocomunisti e fondamentalisti islamici contro gli Stati Uniti, Israele e l’occidente. I due legali di Fofana hanno cercato fin dall’inizio di trasformare il loro assistito in una “vittima del sistema” e della lobby ebraica e “sionista”, in un “capro espiatorio”, nel simbolo di una minoranza oppressa. (…) qui



Youssouf Fofana

7 luglio 2009

Convertiti: l’aspirante terrorista


«(…) A proposito delle foto nella mia pagina, le cambierò ma non perché considero bin Laden un cattivo musulmano o per paura delle opinioni dei kuffar, per quanto mi riguarda le persone come lui  sono i veri musulmani che seguono realmente il Corano e la Sunna. Lo rispetto davvero e inchallah un giorno andrò a combattere insieme a lui. (…)» Ibrahim Giuliano, Genova

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