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Diario | Insight |
 
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12 giugno 2009

«Le malattie dei clandestini»

(…) Se l’Europa di Schengen non saprà governare il processo delle migrazioni, in particolare quelle irregolari, rischia di dover fronteggiare pericolose epidemie, avverte uno dei massimi esperti europei dell’argomento, il professor Istvan Szilard, docente dell’Università ungherese di Pecs e per anni consulente dell’Ue su questi temi. Altro che timori irrazionali, spiega: «La paura, presente in alcuni Stati dell’Unione tra cui l’Italia, che i migranti possano essere veicolo di pericolose malattie ha qualche fondamento di verità».

Chi opera direttamente a contatto con profughi e rifugiati non può che confermare il pericolo. Nell’esperienza di uno dei medici in prima linea nell’affrontare l’emergenza immigrazione, Vincenzo Morello, responsabile sanitario del Centro di prima accoglienza di Pozzallo (Ragusa) ricompaiono i nomi dimenticati dei morbi più temibili: «L’impatto di malattie in Italia ormai da decenni scomparse, come la tubercolosi, la difterite, la lebbra, la sifilide, potrebbe rivelarsi disastroso e in pochi anni potremmo assistere alla ricomparsa massiva di certe affezioni, per le quali non si vaccina più, con gli effetti che tutti possiamo immaginare. Ecco perché è indispensabile che l’Europa, proprio per difendersi, investa in indagini diagnostiche, oltre che ovviamente in cure, sugli immigrati. Per accertare se un immigrato è affetto da tubercolosi, per esempio, basterebbe un’intradermo reazione, un esame da pochi euro. Invece i protocolli non lo prevedono». qui

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