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Diario | Insight |
 
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3 agosto 2009

Pausa


(Internet)

Non aggiornerò il blog per un po’, ma vigilerò. Voi, se volete, continuate a lasciare commenti e a segnalare articoli.

3 agosto 2009

Convertiti

«Du'a contro i non Musulmani»

domanda: per quanto riguarda il fatto di andare agli estremi nella supplica della preghiera per la distruzione assoluta di tutti i non Musulmani e perchè essi vengano eliminati dall'esistenza, cosa è stato legiferato a questo proposito?

risposta: ciò che è legiferato nella supplica, è di pregare soltanto contro i trasgressori tra i non Musulmani. Questo poichè il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ogni volta che supplicava nella preghiera, specificava solo i trasgressori tra di essi. Egli non pregava contro tutti loro complessivamente. Invece, egli diceva ad esempio "O Allah, condanna questa persona e quella tribù". Egli non includeva assolutamente ogni singola persona che non crede. qui

"Egli non includeva assolutamente ogni singola persona che non crede”. Bontà sua.

1)      Tutti i non musulmani, non credendo in Maometto e nei cinque pilastri, sono di fatto dei trasgressori.

2)      E’ normale, secondo voi, anche solo desiderare la “distruzione assoluta” di tutte le persone che non professano la nostra fede?

3 agosto 2009

Religione di pace e tolleranza

«Ma ve ne rendete conto? Non si sono accontentati di tirare pietre, dare fuoco alle abitazioni e linciare i cristiani. Hanno utilizzato anche pistole, mitra e persino un lanciagranate. Volevano distruggere e soprattutto uccidere con una rabbia e un accanimento per noi incomprensibili». (…)

Ha 39 anni padre Younis, francescano, e un conto molto personale con gli autori di queste violenze: ben sette membri della sua famiglia hanno perduto la vita. «Fanno tutti per cognome Hameed, il clan famigliare del marito di mia sorella: due bambini, tre donne e due uomini. Tutti massacrati o bruciati vivi per una sola colpa: essere cristiani, una piccola minoranza che non supera il 2 per cento dei circa 170 milioni di pakistani», spiega. (…)

«La nostra gente ha contato otto au­tobus carichi di estremisti arrivati da lontano. Volti sconosciuti di gente ar­mata sino ai denti. Il loro slogan prefe­rito è stato che noi cristiani abbiamo la stessa religione dei soldati america­ni e dunque siamo nemici, meritiamo la morte. Prima hanno tirato pietre, poi hanno utilizzato benzina e infine mitra e bombe. Qui attorno a me è tut­to bruciato, carbonizzato. Il bilancio di sangue poteva essere molto peggio, se i cristiani non fossero stati in allarme e non fossero fuggiti subito. I miei fa­migliari non sono stati abbastanza ve­loci e sono bruciati vivi, intrappolati tra le fiamme. Mio genero aveva il cra­nio sfondato». qui

Cardinale Theodore Sarr: «L'Islam e' una religione di pace, non di guerra, nemmeno di violenza. Bisogna imparare a considerare i musulmani come credenti, non come fanatici, fondamentalisti, violenti». qui

65. O Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti. Ché in verità è gente che nulla comprende. 73. I miscredenti sono alleati gli uni degli altri. Se non agirete in questo modo, ci saranno disordine e grande corruzione sulla terra. (Corano, Al 'Anfal)

2 agosto 2009

«Caccia ai cristiani in Pakistan, sei persone bruciate vive»

In Oriente torna la violenza contro i cristiani: 6 persone, quattro donne, un bambino ed un uomo, sono stati bruciati vivi nel corso di alcuni scontri con la maggioranza musulmana in una città del Pakistan centrale. Solo l’estate scorsa, in India si era accesa una violenta protesta contro i cristiani e gli scenari sembrano già gli stessi. Una folla di fedeli musulmani ha infatti saccheggiato e dato alle fiamme 75 case di cristiani e bruciato due chiese nel villaggio di Korian, nel distretto di Toba Tek Singh del Punjab. (…) Il clima è davvero teso, tanto che è intervenuto anche il presidente pakistano, Asif Ali Zardari, ha espresso seria preoccupazione per l’accaduto: “È un fatto che va contro lo spirito dell’islam e le norme della società civile quando le leggi vengono manipolate e i membri di una minoranza sono fatti oggetto di violenza sulla base di crimini reali o presunti”.  qui

1 agosto 2009

«Diventare parte dell'Europa è un sogno per la Turchia»

''Diventare parte dell'Europa e' un sogno per la Turchia'', ha commentato Mehmet Ali Birand, giornalista e scrittore. I sostenitori dell'ingresso di Ankara sottolineano le riforme da tempo avviate nel paese, anche sul piano dei diritti umani delle minoranze curde. Ma contro la Turchia sono schierati il presidente francese Nicolas Sarkozy e il Cancelliere tedesco Angela Merkel, preoccupati che una nazione di 71 milioni di persone, per la maggior parte musulmani e relativamente poveri, possa entrare a far parte a pieno titolo del mercato europeo. La Francia ha addirittura lanciato la proposta di sottoporre a referendum popolare l'eventuale adesione all'Unione. (Asca)

31 luglio 2009

La polizia egiziana spara contro gli immigrati

La polizia egiziana ha sempre di più il grilletto facile contro gli immigrati che cercano di entrare in Israele dai suoi confini. (…) Da maggio gli egiziani hanno ucciso sei immigrati africani alla frontiera con Israele, dopo sei mesi di relativa tranquillità, aumentando la violenza in risposta all'aumento del traffico di esseri umani attraverso l'Egitto. (…)  L'Egitto teme che un flusso senza controllo di migranti al suo confine strategico del Sinai possa rappresentare una minaccia alla sicurezza in un'area in cui già è preoccupata per le incursioni dei fondamentalisti islamici che ogni tanto trovano rifugio nella zona montuosa e isolata. (…) La polizia egiziana ha notato un aumento nel numero di africani che cercano di penetrare in Israele e hanno ripreso a sparare per porre fine al flusso di migranti. Praticamente tutti i giorni ci sono notizie di arresti alla frontiera.  qui


E saremmo noi i razzisti e gli xenofobi?

30 luglio 2009

Carceri, troppi stranieri

In Italia sono oltre 23mila i detenuti stranieri (37% del totale), si tratta di islamici più che cattolici, il 57% sono imputati e il 42% condannati. Lo rileva il Sappe, che chiede al governo di "incrementare le espulsioni dei detenuti stranieri e di definire presto trattative con Paesi d'origine". Occorre "avviare le trattative con i Paesi esteri da cui provengono i detenuti - scrive il Sappe - a partire da Romania, Tunisia, Marocco, Algeria, Albania, Nigeria, affinchè scontino la pena nei Paesi d'origine". Per le casse dello Stato dovrebbero esserci risparmi di centinaia di milioni di euro. "Un detenuto - ricorda Capece - costa in media oltre 250 euro al giorno allo Stato italiano". (Apcom)

Stranieri - Statistiche sull'esecuzione negli istituti penitenziari - Dati riferiti al 31 dicembre 2008 qui


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permalink | inviato da UnpoliticallyCorrect il 30/7/2009 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa

30 luglio 2009

Convertite

Perché a una donna musulmana non è permesso sposare un uomo non musulmano?

Il versetto 34 della Sura an-Nisa (4) recita: “Gli uomini sono preposti alle donne, perchè Allah ha elevato alcuni di loro [esseri umani] su altri, e per il fatto che essi spendono [per esse] dei propri beni”. Da questo versetto possiamo dedurre che l’uomo deve assumersi la responsabilità, la guida e la direzione della famiglia. Ora, se una donna musulmana sposasse un non musulmano, quest’ultimo diverebbe la sua guida e tutore e ciò è chiaramente in contraddizione con i versetti del Corano che negano il diritto ai miscredenti di essere tutori dei credenti, per esempio il versetto 141 della sura sopraccitata afferma: “Allah non stabilisce mai alcuna via per i miscredenti [per avere la meglio] sui credenti”.

Inoltre questo tipo di matrimonio comporterebbe una serie di problemi che complicherebbero assai la vita di entrambi, ma in particolare della donna. Immaginate infatti se l’uomo bevesse alcoolici o volesse che la moglie gli preparasse cibo con la carne di maiale, cosa potrebbe fare la moglie? Oppure se il marito non fosse nemmeno cristiano o ebreo, sarebbe impuro, come potrebbe vivere questa donna con una persona impura? qui

29 luglio 2009

Religione di pace

Islamabad (AsiaNews) – I talebani della North West Frontier Province (Nwfp) stanno minacciando indù e sikh dando loro un ultimatum: o lasciare la regione o pagare la jizya, la tassa di protezione islamica verso le minoranze religiose. Molte famiglie indù e sikh sono costrette ad abbandonare la provincia rifugiandosi a Peshawar e in altre zone vicine.
Quelle contro sikh e indù sono solo le ultime di una serie di minacce rivolte ai gruppi religiosi minoritari della Nwfp, fra cui molti cristiani, costretti a pagare la jizya e a vivere sotto la Sharia.
(…) Nella regione di Orakzai i talebani esigono la tassa sugli adulti maschi dei sikh, occupando i loro negozi e le case. Da due mesi la tassa è stata diffusa anche nella zona del Khyber, la regione tribale che rappresenta il collegamento naturale con l’Afghanistan. Qui il gruppo Lashkar-e-Islam, guidato da Manghal Bagh, ha annunciato che indù e sikh potranno vivere nell’area solo se pagano la jizya.

Convertiti e Taliban

«Credo dovresti leggere un pò dei nostri fratelli Taliban sul forum prima di dire che non seguono l'Islam.... la resistenza afghana viene infangata quotidianamente da tg e giornali... ma questo no vuol dire che tg e giornali abbiano ragione.... e noi dovremmo saperlo bene!» maria

«I Taliban sono una delle espressioni brillanti e benedette di Ahl as-Sunnah wa al-Jama`ah nella realtà afghana; in altre realtà socio-culturali eventualmente essa prenderebbe altre "forme", ma non dobbiamo giudicare altri contesti partendo dalle nostre particolari concezioni. E finiamola con il gettar fango - comodamente seduti nelle nostre comode case - su chi versa il proprio sangue per difendere i musulmani ed implementare la Legge Sacra; pare che la dichiarazione di distanza dai Taliban (con annesso e connesso uso dei soliti inflazionati "odio" e "terrore") sia l'ultima moda per dimostrarsi "musulmani moderni moderatli europei accettabili innoqui bravi e buoni»  'Umar Andrea

29 luglio 2009

Il Giornale e M. G. Maglie

Due settimane fa ho ricevuto una e-mail da un signore che, presentandosi come giornalista, mi chiedeva alcune informazioni su un articolo di M. G. Maglie. Per farla breve, questo tipo si scaglia contro Il Giornale, la Maglie e la cattiva informazione (ovviamente di destra). Loro che sono di sinistra, invece, combattono le ingiustizie, difendono le minoranze, sono per  un’informazione onesta e corretta. Tanto onesta e corretta che il signore non solo "dimentica" di riportare la mia opinione sull’articolo “incriminato”, ma mi qualifica come l’informatrice della Maglie. (Per inciso: io non sono l’ informatrice di nessuno. Ho trascorso anni a studiare e a fare ricerche e se la Maglie si fosse presa la briga di contattarmi, non avrebbe scritto tante inesattezze. Al contrario, le avrei fornito materiale utile e documentato). Usama87 viene praticamente descritto come l’ennesima vittima di un’informazione (sempre di destra, ricordiamolo) “manipolata per diffondere paura e intolleranza per fini politici”.  Questi sono solo alcuni degli amici di Usama (che siccome parla di Costituzione deve per forza essere una brava persona, ci fa sapere il giornalista) su youtube: mujahideen2007, Niceislam e ItalianMuslim, il convertito che non vede l’ora di farsi saltare in aria in Afghanistan – o in qualsiasi altro luogo -  per accedere al paradiso islamico. Infine, una toccante poesia di Usama87.

Figli di...Israele

L'odore della morte aleggia sopra le nostre teste...

è tutto vero anche se a volte può sembrare un incubo...

lo è...un incubo...

ma al nostro risveglio sarà tutto più bello...

E quando dormirete voi...comincerà l'incubo eterno

la vera persecuzione

niente più Media, amici, famiglia...nessuno che vi svegli

perchè la morte tocca tutti e viene a prenderti ovunque...

preferisco degli ignoranti che mi chiamano terrorista...

ai venduti che vi chiamano israeliani...

figli di Israele...lottate per una terra, ma chi vi difenderà da Dio?

figli di...Israele qualche migliaio di soldati contro un popolo...per vincere dovrete ucciderci tutti...anche noi che siamo lontani...

figli di...

ormai sieta al vostro picco e la fine è vicina, il mondo vi crollerà addosso...

non vi odio, perchè già odiate voi stessi...

già...lo conosciamo l'odore della morte e fa paura

e voi?

voi avete paura della vita... qui

Qualcuno spieghi a questi giornalisti di sinistra la differenza tra queste due esternazioni:
Souad Sbai è una musulmana nemica di tutti i musulmani.
Berlusconi (o Prodi o D’Alema o Calderoli)  è un italiano nemico di tutti gli  italiani.

28 luglio 2009

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«(…) I musulmani credenti, quelli che conoscono la loro fede e la vivono col cuore e la mente, non sperano nè vogliono e neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola! (…) Alla Mecca non può mettere piede un non musulmano, così è stato stabilito da Dio e così continueranno i musulmani a fare in modo che ciò non avvenga. (…) Infine, nel Corano, tra i diversi caratteri di Dio emerge anche quello di Vendicatore». (…)  GMI

«E neppure permetteranno questa sorta di sintesi delle religioni in una sola». Neppure noi.

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi” (Matteo, 7:15)

(...) Mito numero uno: Maometto non era un Gesù in salsa araba, non predicò pace e tolleranza. Il profeta (profeta?, ndUC) lottò in battaglia, conquistò, gettò i nemici a pezzi nelle fosse comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere uccisi o fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro che avessero abbandonato la "vera religione". Quanto al Corano, contiene "oltre un centinaio di versetti" in cui esorta i fedeli a combattere i miscredenti (una sura da imparare a memoria: "Uccidete gli idolatri, ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati" 9:5). Laddove l'islam invoca la pace, ricorda Spencer, è la pace della sottomissione ad Allah per tutte le genti, e le citazioni dei teorici musulmani, anche contemporanei, sono lì a ricordarcelo.

Mito numero due: ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto la dominazione ottomana. E' quello che sostiene pure l'Organizzazione delle nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una menzogna. Quando convivenza pacifica si è avuta, ammonisce Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno accettato, loro malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza, la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando trattati umilianti in cui acconsentivano, tra le tante cose, a dare un tetto e cibo per tre giorni agli islamici che si fossero presentati in chiesa "come ospiti". Oltre, s'intende, a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il Vangelo a voce alta e a subire le altre restrizioni alla libertà di culto valide tutt'ora in grandissima parte dell'islam. (…)

Mito numero quattro: il Corano vieta di uccidere. Proprio come la Bibbia, vero? Solo che non è così, giacchè il comandamento ("Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore", 4:92) vale, appunto solo se la vittima è islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei "miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di altre religioni, secondo la legge islamica vale il principio per cui essa è vietata "a meno che essi non stiano combattendo contro i musulmani". Il che, oggi, autorizza le stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di New York, Londra e Madrid. (…)  qui

27 luglio 2009

«L'ex comunista mercenario dell'Islam»

(…) Riceviamo  da Carlos, superterrorista, in ergastolo in Francia, una lettera inviataci di recente, scrive: "I militari della Jihad sono diventati l'avanguardia armata della guerra antimperialista. Le strutture della Jihad si espanderanno in tutto il mondo, per colpire con facilità tutti i paesi nemici. Altri rivoluzionari non islamici seguiranno il loro esempio. La liberazione della Mecca e della Medina sono gli obiettivi prioritari". Le minacce di Carlos riguardano anche l'Italia: "Ho sempre affermato che gli uomini politici italiani e degli altri paesi, responsabili della distruzione della Jugoslavia la pagheranno con la loro pelle. Lo stesso gli invasori dell'Afghanistan e dell'Iraq, Inchallah!". (…) Carlos rappresenta una miscela violenta di estremismo, prima di origine comunista e poi marcatamente filo islamico. qui

Cardinale Theodore Sarr, arcivescovo di Dakar: «L'Islam e' una religione di pace, non di guerra, nemmeno di violenza. Bisogna imparare a considerare i musulmani come credenti, non come fanatici, fondamentalisti, violenti». qui


27 luglio 2009

«Niente più cittadinanza con le nozze»

A Milano un matrimonio misto su due è fasullo. Souad Sbai, lei che cosa ne pensa?
«Sono convinta che ce ne siano anche di più. (...) Dare documenti importanti come la cittadinanza attraverso il matrimonio è sbagliato».
Lei cosa propone?
«La cittadinanza è un diritto acquisito che deve essere sottoposto a maggiori esami. L’iter non può essere vanificato da un matrimonio truffa. E non bisogna avere paura di revocarlo se la persona non lo merita. Non dimentichiamo che l’attentato terroristico in Spagna è stato fatto da immigrati in regola con i documenti».
Cosa si guadagna a sposare un cittadino italiano o dell’Unione Europea?
«Non solo la cittadinanza. Il peggio viene dopo. Basti pensare al sistema del ricongiungimento familiare. La legge italiana permette ad un cittadino italiano di chiedere il ricongiungimento familiare fino alla quarta generazione: un’esagerazione. Ma non solo. I familiari che arrivano in Italia hanno diritto alla pensione minima. (…) La maggior parte sono uomini del Nord Africa».
Senza aver mai lavorato?
«Esattamente. Senza aver mai lavorato in Italia nemmeno per un giorno. Basta avere la carta di soggiorno e l’età per la pensione. Arrivano in Italia per un breve periodo, chiedono la pensione e poi tornano nei loro Paesi d’origine. E 500 euro in Africa è una somma importante. Aberrante se si pensa che all’origine di tutto questo c’è una truffa». qui

26 luglio 2009

Islam in Italia

«(…) Che Allah ci guidi al jihad e al martirio e ci permetta di entrare in paradiso» lui via ant1kufr


SSvendettaSS via kornetfox (muamer)


qui (muamera)

25 luglio 2009

Islam in Europa

Nicolai Sennels, 33 anni, è psicologo e ha lavorato per le autorità di Copenaghen per diversi anni. (…) Attualmente il 70% dei carcerati di Copenaghen è costituito da giovani di cultura musulmana.

Da un rapporto pubblicato dalla Banca nazionale emerge che i costi di un musulmano straniero ammontano a più di due milioni di corone danesi (300.000 euro) in aiuti sociali, dovuti al basso tasso di occupazione all'interno di questa fetta di popolazione. A ciò si aggiungano tanti altri tipi di aiuti sociali che i disoccupati percepiscono: le spese per gli interpreti, le classi speciali nelle scuole, il lavoro sociale, i poliziotti supplementari, ecc.

«Il mio intervento - dichiara Sennels - ha determinato un'ingiunzione legale, una sorta di sanzione professionale, che indica che se reiterassi i miei propositi sarei licenziato. Secondo le autorità di Copenaghen è permesso affermare che i problemi riscontrati dai musulmani sono causati dalla povertà, dalla polizia, dagli stessi danesi, dai politici, ecc. Su due cose non è ammesso discutere: 1) sull'importanza della cultura e 2) sulla responsabilità degli stranieri quanto alle loro difficoltà d'integrazione nelle nostre società».

Per Sennels l'approccio occidentale a un comportamento delinquente è incomprensibile per i musulmani. Essi interpretano la nostra cultura del dialogo come una debolezza. Secondo loro «l'aggressività dà uno statuto inferiore nelle nostre culture, ma uno statuto più elevato nella cultura musulmana».

(…) Dobbiamo far cessare l'immigrazione dai Paesi musulmani verso l'Europa fino a quando non avremo provato che l'integrazione dei musulmani è possibile (cioè mai, ndUC). Poi dobbiamo aiutare i musulmani, che non vogliono o non sono in grado di integrarsi nelle nostre società occidentali, a dare un nuovo senso alla loro esistenza in una società che comprendono meglio e che li comprende. Attualmente disponiamo dei mezzi economici per farlo. Come ho detto prima, la Banca nazionale danese ha calcolato che gli immigrati musulmani costano 300.000 euro in media. Con questo denaro potremmo aiutarli a condurre una vita felice in un Paese musulmano, evitando loro di doversi integrare in una società che non comprendono e che, di conseguenza, non possono accettare».  qui

Frattini: «Affermare che la Turchia non ha un futuro in Europa significherebbe inviare un messaggio fuorviante al mondo islamico. Dobbiamo con convinzione dire che la Turchia ha un futuro europeo, perché se non ha un futuro europeo noi daremmo a tutto il mondo musulmano un messaggio: che vogliamo tenere fuori un Paese che sta avanzando nella democrazia, nelle riforme, nell'economia solo perché ottanta milioni di suoi abitanti sono musulmani».

24 luglio 2009

Multiculturalismo?

(…) Su pressione dei mussulmani, oggi in Gran Bretagna il Corano è posto su uno scaffale superiore rispetto alla Bibbia nelle aule di giustizia. (...) qui



23 luglio 2009

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Malmö è la città europea con la più alta percentuale di immigrati musulmani integralisti e la prescelta da immi­grati di oltre 150 nazionalità. (…) In questi anni, sulle spiag­ge svedesi, è capitato che la visione di seni al vento da parte di qualche famigliola di immi­grati con una ragazza velata, abbia pro­vocato momenti di tensione o di disa­gio. E si tratta probabilmente dello stesso disagio anche in piscina, dal momento che i frequentatori sono in maggioranza giovani musulmaniqui


(Internet)

23 luglio 2009

Islam in Italia

«Io ho fiducia (nonostante la TV cerchi di dare cattiva immagine dell'Islam) un giorno Roma (centro del Cristianesimo) sarà "Musulmana".» LadyIslam via Falcoislam

22 luglio 2009

«Francia e antisemitismo»

Altri 250 ebrei francesi si sono imbarcati su un volo da Parigi per raggiungere Gerusalemme e rifarsi una vita lì ed è soltanto l'ennesimo gruppo di ebrei che dalla Francia torna a vivere nella "terra promessa", oppure migra verso altre nazioni straniere come gli Stati Uniti.
(…)
La solennità della partenza va forse a nascondere la drammaticità dei motivi reali che spingono gli ebrei ad emigrare: difatti anche i diversi numeri di migranti, nel corso degli anni, testimoniano l'aumento o la diminuzione della rabbia antisemita che imperversa in Francia.  Sharon stesso nel 2004, quando ancora era Primo Ministro di Israele, lanciò un appello alla comunità ebraica francese - "Se devo difendere i nostri fratelli francesi dirò loro una cosa: venite in Israele prima possibile" – a causa del "propagarsi di un antisemitismo scatenato" diffuso sia tra la popolazione francese, che non vede di buon occhio gli ebrei e l'intero Stato d'Israele, sia tra le comunità musulmane, che hanno manifestato la loro rabbia con scontri nelle banlieue parigine e con attacchi alle sinagoghe.  Esemplare è il caso del giovane ebreo Ilan Halimi che, nel 2006, fu rapito, ferito, torturato e ucciso da un gruppo di musulmani che faceva capo all'ivoriano Youssouf Fofana, ora da poco condannato all'ergastolo. qui

22 luglio 2009

«Metrò Milano, si al ricorso di un immigrato»

Il Tribunale del lavoro di Milano ha parzialmente accolto il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua, che lamentava di non poter essere assunto dall'Atm, l'Azienda di trasporti milanese, a causa di un regio decreto del 1931 che prevede l'obbligo di cittadinanza italiana o europea per poter lavorare nel trasporto pubblico. I giudici hanno ordinato all'azienda milanese di "rimuovere la richiesta di cittadinanza italiana o europea tra i requisiti per l'assunzione". qui

Il decreto regio 148 del 1931 prescrive che possa lavorare nelle aziende dei trasporti pubblici locali chi dimostri di «essere cittadino dello Stato italiano; avere superato, al momento dell’assunzione in prova, il diciottesimo anno di età e non avere oltrepassati i trent’anni per i servizi attivi ed i trentacinque per gli altri servizi; avere tenuto sempre buona condotta morale, civile, militare e politica; essere dotato di sana e robusta costituzione e di possedere l’attitudine ed i requisiti fisici».

(…) Il 64,7% nega che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani, l´82% sostiene che tra loro c´è molta gente onesta che ha voglia di lavorare, il 67,9% pensa che gli immigrati sono assai spesso vittima di falsi pregiudizi e discriminazioni. Ma il 69% chiede che nelle graduatorie pubbliche per case popolari e servizi sociali gli italiani siano favoriti. qui

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